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Otto quadri d’autore dipinti per Telethon sui film ferraresi

17 Apr

come nasce un quadro

Ieri mattina presso il Ristorante Las Vegas a Voghenza ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Come nasce un quadro…”, organizzata da Franco Casoni insieme a Telethon col patrocinio dei Comuni di Voghiera e di Ferrara, e della Provincia di Ferrara.

L’ inedito evento riguarda otto serate al Ristorante Las Vegas durante le quali una giovane pittrice di origine slovacca, Jana Barisova,creerà dal vivo un dipinto, ognuno ispirato ad un film riguardante Ferrara e la provincia, il tutto accompagnato da degustazioni di piatti tipici offerti dalla casa. Gli otto dipinti verranno venduti all’asta la sera del 28 giugno, e il ricavato andrà in beneficenza a Telethon. Tra i film scelti, “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo, “Il giardino dei Finzi-Contini” di Vittorio De Sica, “La lunga notte del ‘43” di Florestano Vancini, “ET” e “King Kong”, in omaggio a Carlo Rambaldi. Franco Casoni ha chiarito come l’evento sia “un omaggio al cinema “ferrarese” dal secondo dopoguerra fino a oggi, e che la rassegna si chiuderà con una serata dedicata a Michelangelo Antonioni”. Ha inoltre spiegato come siano in corso diversi tentativi di invitare, per ogni serata, attori o collaboratori degli otto film. Ottorino Bacilieri, vicesindaco del Comune di Voghiera, ha spiegato come il Comune nelle sue tre sale espositive “esporrà volentieri anche i dipinti di Jana, per due settimane”. Ha, inoltre, ricordato la ormai consolidata collaborazione con Telethon, rappresentata dal coordinatore provinciale Claudio Benvenuti, il quale ha sottolineato come “tante iniziative e manifestazioni come questa ci diano ossigeno, siano per noi fondamentali”. Prossimamente, l’evento sarà replicato anche al Ristorante “L’archetto” a Ferrara, con la pittrice Barbara Ponti, la quale darà vita ad opere ispirate al Palio. “È una bella emozione assistere alla creazione di un’opera d’arte”, ha concluso Casoni e sarà dunque un piacere assistere alla produzione dal vivo di Jana, che vive da molti anni a Portoverrara, e che per la prima volta dipingerà in pubblico ed esporrà le sue opere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 aprile 2013

(Nella foto, da sx: Claudio Benvenuti, Salvatore Chindamo, Jana Barisova, Franco Casoni e Ottorino Bacilieri)

Mostra “Aquiloni?” alla Porta degli Angeli, in attesa di Vulandra

16 Apr

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In un caldo e soleggiato pomeriggio d’aprile alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1, sabato alle 18 ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “Aquiloni?”. L’assessore alla Cultura e Vice Sindaco del Comune di Ferrara Massimo Maisto e Marcella Zappaterra, presidente della Provincia di Ferrara, hanno portato i saluti istituzionali agli artisti e agli organizzatori dell’allestimento. Sui tre livelli che formano la struttura della Porta – vero e proprio simbolo della città – è possibile ammirare strutture volanti progettate e realizzate da Maurizio Cenci e Valter Gambelli, vere e proprie opere d’arte frutto di una lunga collaborazione tra i due, col risultato di strutture originali, insolite nelle forme e nell’architettura. Tali strutture verranno poi fatte volare durante il festival Vulandra, in programma dal 25 al 28 aprile al Parco Bassani, insieme ad altri aquiloni. Sono proprio gli organizzatori del festival, che compie 34 anni, a proporre l’esposizione alla Porta degli Angeli. La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 aprile 2013

PocaBanda, da 13 anni ottimo rock ferrarese

15 Apr

Pocabanda

I PocaBanda sono una band nata circa tredici anni fa a Bondeno, che per circa dieci anni è stata una cover band, girando la provincia proponendo soprattutto rock anni ’90. Il chitarrista Nicola “Nik” Covezzi si è aggiunto in corsa al nucleo formato da Matteo “Teo” Costantini (voce), Enea “Peo” Rinaldi (basso) e Daniele “Pes” Cavicchi (batteria). Michael “Il Profe” Luppi (chitarra) nel 2012 ha, invece, sostituito Daniele Cestari. Nell’autunno del 2011 è uscito il loro primo EP omonimo, e a breve presenteranno il loro primo album. Prossimo live il 19 aprile a Villa Baglioni a Tresigallo. Partecipano anche al “RockInAde”, il concorso fra gruppi musicali organizzato in collaborazione con “La Nuova Ferrara”.

Il nome PocaBanda risale ai rimproveri che i membri del gruppo si prendevano, soprattutto i primi tempi, “quando c’era la paura, da parte dei nostri genitori, di disturbare i sonni tranquilli del vicinato”. “Fe poca camora, fe poca banda!”, “fate poco rumore”, insomma. Tre di loro – Matteo Costantini, voce, Enea Rinaldi, basso e Daniele Cavicchi, batteria – si conoscono da molto tempo, dai tempi del liceo. Man mano che il progetto musicale progredisce, si aggiungono alcuni componenti: il copparese Nicola Covezzi, e il mantovano Michael Luppi, entrambi alla chitarra elettrica.

“Abbiamo iniziato ormai più di tredici anni fa”, mi spiegano. “Siamo stati una cover band per circa dieci anni. Suonare in moltissimi pub e piazze ha rappresentato per noi la classica gavetta, utile ad abituarsi a stare davanti ad un pubblico, insomma una palestra dura, necessaria ma bellissima. A volte ci è capitato di suonare anche in tre occasioni nella stessa giornata!”. Ricordano con un po’ di malinconia quegli anni, “nella seconda metà degli anni novanta e fino agli inizi del duemila, quando c’era modo di suonare molto di più rispetto ad adesso. Molti locali proponevano musica live e di conseguenza molta più gente si spostava in giro per la provincia.” Nel 2011 esce il loro primo EP “Poca Banda”, composto da “cinque brani tra loro molto lontani nel tempo e nello stile, tutti volutamente in italiano. Sono fotografie di cose realmente accadute, scatti di vita, esperienze e considerazioni generali”. A breve uscirà il loro primo album, un concept, del quale han già terminato le pre-produzioni. Anche il RockInAde, al quale partecipano, “ha rappresentato un banco di prova molto importante, avere cioè la possibilità di suonare i tuoi pezzi di fronte a tanta gente, misurarti con altri gruppi. È stato anche bello – concludono – vedere quanto impegno c’è dietro l’organizzazione di un evento di questa portata: davvero una bella manifestazione!”

Andrea Musacci

I simboli del sisma in centro storico

14 Apr

Ieri mattina ha destato molta curiosità tra gli avventori del centro storico l’installazione sui generis creata dalle ragazze e dai ragazzi di Art Kitchen, insieme agli studenti protagonisti del workshop “Estetica del disastro, etica del messaggio”, organizzato dall’associazione universitaria RUA. L’installazione ha riguardato la scelta di otto punti – via Mazzini, Galleria Matteotti, piazza Alberto Schiatti, via San Romano (due punti), piazza Savonarola, piazza Duomo e piazza Trento Trieste – segnati con centri concentrici e uniti tra loro con linee di gesso. Mattia Lonardi ci spiega come “abbiamo cercato alcuni punti legati ai temi del disagio odierno, e li abbiamo segnati come fossero epicentri, per  produrre dei significati tramite i quali interagire con la collettività.”. È così che ogni snodo è stato identificato con una parola chiave scritta sul selciato (“memoria”, “nudo”, ad esempio). Ad esempio il padimetro all’angolo tra Corso Martiri della Libertà e p.zza Savonarola è stato allestito con alcuni salvagente, il tema della crisi economica è stato affrontato in via Mazzini davanti al negozio “99 cent”, prossimo alla chiusura, oppure davanti alla chiesa di San Paolo su alcune macerie ancora abbandonate sono stati fatti simbolicamente fiorire alcuni fiori (“germinalità” come speranza). Alle ore 11 c’è stata invece una performance di Alessandra Paolicelli tra p.zza Trento e Trieste e p.zza Cattedrale: lei e un altro attore si sono distesi su dei “letti” per mimare il sonno, la quiete (lei stessa stanotte ha dormito, sola, in quel punto), per simboleggiare come la casa con l’evento sismico non abbia più rappresentato una sicurezza, così come la città sia spesso un luogo inospitale, dove ci si sente “vulnerabili”, “nudi”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2013

Un concerto per il genio di Antonioni a Wunderkammer

14 Apr

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Stasera alle 18.00 presso Palazzo Savonuzzi in via Darsena 57 a Ferrara – si chiude ‘Is Michelangelo dead?’, mostra omaggio ad Antonioni di quattro giovani artisti, Daniele Cestari, Enrico Pambianchi, Denis Riva e Silvia Forese. Alle ore 18.30 verrà proiettato il  documentario “Ritorno a lisca bianca” e ci sarà l’incontro dal  titolo ‘Nuovi paesaggi: dal neorealismo al realismo magico’. Alle 21, al piano primo  nell’Aula Magna della Scuola di Musica Moderna di Ferrara, ci sarà il concerto di Mary Cutrufello, songwriter e chitarrista. L’ingresso al concerto è riservato ai soci Roots Music Club (10 euro), AMF (7 euro) e Wunderkammer (7 euro, tesseramento gratuito). La mostra, a cura del Centro Studi Dante Bighi in collaborazione con UXA, Ufficio per l’Architettura, APS Basso Profilo e Consorzio Wunderkammer, nell’ ambito del Piano Michelangelo Antonioni: la ricerca di un posto nel paesaggio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2013

Il “Frescobaldi” incanta il Bonacossi

12 Apr

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Il primo appuntamento della rassegna “Musica al Bonacossi” si è svolto martedì 9 alle ore 18 presso la Sala dei Concerti di Palazzo Bonacossi di Ferrara, in via Cisterna del Follo, 5. Il ciclo di concerti vede protagonisti i docenti del Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” di Ferrara.  In programma il Quintetto in Mi bemolle  maggiore per oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte K 452 di Mozart e il  Quintetto in Mi bemolle  maggiore per oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte op. 16 di Beethoven. Ad eseguire questi due brani, il Quintetto composto dalla prof.ssa Vanja Gentile (oboe), da Fabio Bonora (clarinetto), dal prof. Massimo Mondaini (corno), dal prof. Andrea Passigli (pianoforte) e  dal prof. Paolo Biagini, (fagotto), direttore del Conservatorio cittadino. Proprio quest’ultimo ha introdotto il concerto ringraziando il pubblico e gli organizzatori, e presentando le due opere. In particolare, l’opera di Mozart, che la compose ancora ventottenne, è “una delle massime espressioni artistiche dell’autore”. Questo brano ha ispirato la n. 16 di Beethoven, anche se quest’ultima “non è comunque riuscita a raggiungere il livello di quella di Mozart”. Le due opere sono, inoltre, tra loro poco distanti nel tempo,  appena 12 anni, la prima del 1784, la seconda del 1796.

Il prossimo appuntamento è per martedì 16 aprile con “Piccolo viaggio nella storia dell’arpa”, della prof.ssa Antonella Ciccozzi. Gli organizzatori sperano che si ripeta il grande successo di pubblico del primo concerto, seguito soprattutto da molti giovani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 aprile 2013

Ebook “Cinema della memoria. Ferrara nei film di Gianfranco Mingozzi”, il primo Ebook edito dal Comune di Ferrara

9 Apr

E’ possibile scaricarlo a questo link: http://archibiblio.comune.fe.it/1841/prima-dell-ebook

copertina corretta

Mingozzi e il cinema ferrarese 

Sono davvero numerose le produzioni filmiche incentrate sulla città e il territorio di Ferrara, dai primi esperimenti di inizio Novecento fino ai giorni nostri, con diverse varianti per quanto riguarda la produzione televisiva e dei documentari. Si pensi a Luchino Visconti (Ossessione, 1943), a Rossellini, De Sica, Antonioni, Vancini, Soldati, Montaldo, Ferreri, Avati, fino ad Ermanno Olmi (Il mestiere delle armi, 2001), solo per citare i nomi più famosi. Si passa dai film muti di carattere storico che risalgono agli albori della cinematografia (come Torquato Tasso e Parisina), a quelli ambientati nel difficile periodo del dopoguerra; dalle pellicole che riportano alla mente i romanzi di Giorgio Bassani, ai più recenti E ridendo l’uccise (Florestano Vancini, 2005) e Nebbie e Delitti (Riccardo Donna, 2005-2007).

Il 2012, in particolare, rappresenta per Ferrara un anno ricco di ricorrenze significative: un secolo fa, infatti, nacque Michelangelo Antonioni, uno dei più grandi registi della storia, e nel 1962 uscì uno dei romanzi italiani più noti, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. Questo progetto vuole, invece, nell’ottantesimo dalla sua nascita, rendere omaggio a Gianfranco Mingozzi, un regista che, sebbene abbia avuto meno notorietà rispetto a colleghi del calibro di Antonioni e di Vancini, ha comunque ugualmente lasciato il segno, sia nell’ambito dei film di finzione sia in quello documentaristico. Nato e cresciuto a San Pietro Capofiume – uno degli ultimi paesi “bolognesi” prima della provincia di Ferrara, e situato all’interno del Comune di Molinella – Gianfranco Mingozzi non ha mai nascosto il suo amore per Ferrara.

È del 1962 il suo primo omaggio alla città estense, col documentario Via dei piopponi, nel quale il regista ripercorre il tragitto che da bambino percorreva con i genitori per recarsi dal pediatra. Quattro anni dopo, nel ’66, girerà invece il documentario Michelangelo Antonioni. Storia di un autore, omaggio al grande maestro de L’avventura, dove Ferrara rivive e viene omaggiata non più attraverso i luoghi, ma attraverso la vita e l’opera di uno dei suoi cittadini più celebri. Bisognerà aspettare il 1982 per l’ultimo grande tributo a Ferrara e al suo territorio, con l’uscita de La vela incantata, omaggio crudo e malinconico al cinema, ai suoi miti, alla sua storia, che è la storia d’Italia. Ancora una volta, insomma, nell’opera di Mingozzi la riscoperta del proprio territorio, delle proprie radici va di pari passo con la nascita del cinema, con la sua magia (La grande magia, appunto, si intitolerà il documentario girato dietro le quinte de La vela incantata, e che vedrà la luce nel 1993). Inoltre, diversi sono anche i lungometraggi ambientati nella nostra regione: Fantasia, ma non troppo, per violino (1966), Gli ultimi tre giorni (1977), Bologna: allegro vivace/passato presente (1983), Le lunghe ombre (1987), Il frullo del passero (1988), L’appassionata (1988).

Questo progetto è, dunque,  dedicato al regista ed in particolare a questi tre colori, a queste tre sfumature dell’impegno della memoria attraverso il mezzo cinematografico. Non vuol essere uno strumento accademico che analizzi nel dettaglio lo stile e la tecnica del cinema di Mingozzi, ma un primo approccio alla sua opera, attraverso la lente di Ferrara, il ricordo personale diretto e la auto-riflessione sul cinema come veicolo, come simbolo della storia del Novecento. Esso è il compimento delle attività che ho avuto la fortuna di svolgere nella sala multimediale della Biblioteca Bassani di Ferrara come volontario in Servizio Civile. Non sarebbe dunque stato possibile senza l’aiuto e la collaborazione – diretta e indiretta – di tutto il personale. In particolare ringrazio Lorenzo Magri per l’aiuto pratico e teorico, e Luisa Martini per la fiducia che ha sempre dimostrato nei miei confronti.

Andrea Musacci

L’estetica del paesaggio in Antonioni secondo Andrea Gatti

7 Apr

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“Finis terrae: i margini del mondo. L’estetica del paesaggio in Michelangelo Antonioni” è il titolo della conferenza che il Prof. Andrea Gatti, dell’Università degli Studi di Ferrara, terrà martedì 9 aprile nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. L’incontro, che avrà inizio alle ore 17, fa parte del ciclo “Sinfonie Urbane. La ricerca di un posto nel paesaggio” a cura di Doris Cardinali, in collaborazione con l’associazione Amici della Biblioteca Ariostea, nell’ambito del Piano Michelangelo Antonioni.
Il titolo dell’intervento rimanda “agli aspetti elusivi ed eterogenei che il paesaggio assume nel cinema di Michelangelo Antonioni”. Obiettivo di questa relazione è di indagare l’estetica del paesaggio di Antonioni soprattutto attraverso gli scritti, le note private e le interviste.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 aprile 2013

“Swinging city”, la Londra di Antonioni

6 Apr

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Location anomala, ma non troppo, per la presentazione domenica alle 11 del libro “Swinging City. Londra centro del mondo” di Valentina Agostinis. La sede sarà, infatti, il negozio di ottica “Occhiali d’oro”, di Clotilde e Rita Di Carlo. Già in passato molti sono stati i giovani che in questo luogo hanno avuto l’opportunità di progettare e presentare i propri allestimenti. L’incontro, curato da Irene Severini, vedrà la collaborazione della libreria Sognalibro di Serenella Crivellari, e vedrà l’intervento, insieme all’autrice, di Giorgio Rimondi. L’iniziativa fa parte del “Piano Michelangelo Antonioni. La ricerca di un posto nel paesaggio” – le cui iniziative termineranno il prossimo settembre – patrocinato dal Comune e dalla Provincia di Ferrara e dall’Università degli Studi di Ferrara.

Andrea Musacci

Alla Galleria del Carbone in mostra “Le farfalle ci sono ancora?”

6 Apr

 

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Gli effetti cromatici delle opere di Daniela Carletti catturano fin da subito il visitatore della mostra “Le farfalle ci sono ancora?”. L’esposizione è stata inaugurata il 2 aprile alla Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, è curata da Paolo Volta e patrocinata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara.

Le sue opere di carta su tela sono un’immersione visiva, e quasi tattile e olfattiva, all’interno della natura, nei suoi meandri, nei suoi dettagli, nei suoi colori e nelle sensazioni che provoca. Le grandi tele, come i piccoli quadretti, raccontano de “Il bacio” tra due aquile, di libellule volanti tra le foglie, di elfi. I colori sono freddi e molto variegati, creando appunto un effetto coinvolgente e mai scontato. Daniela Carletti, ferrarese, usa una tecnica personale, seguendo il concetto di terra-impronta-matrice, attraverso il quale raccoglie canne, erbe e, attraverso un procedimento tecnico personale, le riproduce in gesso su tela tarlatana. L’esposizione sarà visitabile fino a domenica 14 aprile dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 20.00, sabato e domenica dalle 11.00 alle 12,30 e dalle 17.00 alle 20.00. Chiuso il martedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 aprile 2013