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Felisi, creazioni di grande qualità: «così l’azienda è cresciuta»

26 Apr

imagesNonostante la propensione globale, cuore e testa di Felisi rimangono saldamente a Ferrara. In via Giovanni Calvino, infatti, vi è la sede principale, con il laboratorio, gli uffici commerciali, la progettazione e lo show room. A poche centinaia di metri si trova un altro capannone dove avviene principalmente il taglio delle pelli. Ma come nasce Felisi? «Nel 1973 – ci spiega Anna Lisa Felloni – il mio ex marito ed io decidemmo di intraprendere quest’avventura. A quei tempi era più facile aprire questo tipo di attività, vi era molto fermento. Abbiamo iniziato in casa producendo cinture, per poi passare alle borse, rivolgendoci soprattutto a una clientela giovanile. La prima prodotta è stata una borsa porta campionario per un nostro amico rappresentante di maglieria: è un modello che produciamo ancora». Negli anni l’azienda è cresciuta, sempre più vi è stato bisogno di dipendenti, oltre che di laboratori, e sempre più grandi. «Quando siamo arrivati nell’attuale sede in via Calvino, ci sembrava così grande che ci chiedevamo come saremmo riusciti a riempirla: poi, negli anni abbiamo addirittura avuto bisogno di altri immobili…». Un periodo di crisi l’azienda l’ha vissuto nel ’93, quando le strade della Felloni e dell’allora marito si sono separate, ma da allora Felisi è ripartito ancora più forte, anche grazie ai fedeli clienti giapponesi.

Oltre alle due sedi nella zona della piccola media industria di Ferrara, dove avviene la lavorazione dei portafogli e di piccole quantità di borse, «abbiamo altri sei laboratori in provincia che lavorano solo per noi. In tutto abbiamo una settantina di dipendenti, quasi tutte donne a parte tre uomini: lo stilista Domenico Bertolani, il Direttore di Produzione e un tagliatore. Le pelli che lavoriamo – prosegue la Felloni – provengono tutte dalla Toscana, per la precisione da Santa Croce sull’Arno, e sono tutte conciate al vegetale». Infine, l’anno prossimo, per i 45 anni dalla nascita, vi è il progetto di una borsa speciale che verrà realizzata in collaborazione con Claudio Gualandi, dove verrà rappresentata “Casa Felisi”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 aprile 2017

Le borse Felisi alla conquista del mondo

26 Apr

Si rafforza il marchio nato nel 1973 in via Cammello. Un simbolo della città diventato sinonimo di classe e affidabilità

18194111_1729248463759087_7954547842983319725_n«La bellezza di Ferrara si “intona” con le nostre produzioni, ma noi vendiamo molto lontano, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti». Lo stemma di una famiglia nobile ferrarese del ‘700 è, ormai da una trentina di anni, amato e apprezzato nel mondo come simbolo di classe e affidabilità, manifestazione concreta di un Made in Italy legato visceralmente al proprio Paese e all’artigianalità tradizionale. Tutto questo, e molto altro, è Felisi, azienda che produce borse e altri prodotti in pelle (tra cui portafogli, valigie, cinture, e beauty case), nata nel 1973 in via Cammello, e che da oltre 20 anni vede alla guida la sola Anna Lisa Felloni, la quale, quasi 45 anni fa, si lanciò in quest’avventura insieme all’ex marito, del quale è rimasto il cognome.

«L’80% della nostra produzione va sul mercato giapponese – ci spiega la Felloni –, dove da circa trent’anni abbiamo gli stessi referenti, e 14 negozi monomarca. Un altro mercato importante l’abbiamo negli Stati Uniti grazie soprattutto al magazzino Barneys (presente tra l’altro a Boston, Chicago, Las Vegas, Los Angeles, New York e San Francisco, ndr), e poi alcuni nostri clienti, in aumento, sono, ad esempio, in Cina e negli Emirati Arabi Uniti». Ma vendere in Giappone (in particolare a Tokyo, ma non solo) significa, per quanto riguarda soprattutto le borse, da una parte adattare i prodotti ai loro gusti, e dall’altra riconoscere che alcune novità dal Paese del Sol Levante stanno cambiando anche le nostre mode e abitudini: «per il Giappone – prosegue la Felloni – facciamo un campionario dei nostri prodotti leggermente modificato in base alle loro esigenze, ad esempio per quanto riguarda le dimensioni, più contenute. Una novità che notiamo molto più in questo Paese rispetto all’Italia, è il fatto che l’uomo ormai non usa solamente la classica borsa da lavoro, ma cerca sempre più anche una borsa per il tempo libero, spesso unisex».

Si potrebbe dire, perciò, che la conquista, da parte di questa piccola azienda, del mercato mondiale, sia frutto di un duro e costante lavoro finalizzato a rafforzare, sempre più, un rapporto di fedeltà coi propri clienti che non si fondi sul mero acquisto di un oggetto utile, ma diventi riconoscimento di bellezza e simbolo di “italianità”.

«Ormai ogni anno cresciamo, anche se in modo contenuto in quanto la nostra è una produzione artigianale», e dunque, per sua natura, diversa da quella di una grande azienda con produzione di massa. «In ogni caso – prosegue la Felloni – la crescita delle nostre vendite avviene in tutto il mondo in mondo lento ma costante, continuo e graduale: solitamente i nostri clienti iniziano col comprare un nostro prodotto, poi, a lungo termine, se notano la qualità e la resistenza, tornano per acquistare altri nostri prodotti. Insomma, possiamo dire di avere “pochi” clienti ma estremamente fedeli».

Per quanto riguarda i luoghi dove poter trovare i prodotti Felisi, tre sono i negozi monomarca, due a Ferrara (in corso Giovecca, 27, e l’outlet in via Zucchini, 11) e uno a Milano, in via Fiori Chiari, 5. Per il resto, il marchio si può trovare in tanti punti vendita in Italia e nel mondo. Solo per citarne alcuni, nel nostro Paese a Bologna, Genova, Milano, Livorno, Rimini, Venezia, Trento e Napoli, mentre all’estero, in sei negozi in Austria, due a Parigi, tre a Londra, diversi in Germania e Svizzera, ma anche in Spagna e Svezia. Una fama internazionale che ha permesso anche di avere tra i propri clienti affezionati, un regista di fama mondiale come Wes Anderson: «dopo aver acquistato una nostra borsa in un negozio a Londra, circa due anni fa tramite la sua segretaria ci ha scritto una mail per commissionarcene un’altra, modello bowling, e negli anni ha continuato a contattarci per altri ordini, tutti prodotti realizzati proprio nel nostro stabilimento in via Calvino a Ferrara. Abbiamo scoperto che anche Vincent Cassel in “Agent Secrets” [film del 2004 con nel cast anche Monica Bellucci, ndr], porta sempre con sé una borsa Felisi».

«In Italia – ci spiega ancora la Felloni – vendiamo relativamente poco soprattutto per via della crisi, anche se, comunque, le vendite sono in leggero aumento». Infine, le chiediamo quanto di “ferrarese” sia rimasto in Felisi. «Il legame con Ferrara è sempre forte, tengo tantissimo alla nostra città: con i suoi pro e contro, è un luogo bellissimo, che si “intona” con noi, nel senso che è una città di carattere, proprio come i nostri prodotti».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 aprile 2017

 

 

Impresa al femminile, convegno al Verginese

29 Mar

Donne-lavoroDonne e imprenditoria, un connubio spesso sottovalutato o ignorato ma che riveste un ruolo importante anche nella nostra Provincia. A tal proposito, ieri mattina nella Delizia del Verginese a Gambulaga ha avuto luogo il convegno “Diritti delle donne: partiamo dal lavoro”. La giornata è stata introdotta da Barbara Panzani, Assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità del Comune di Portomaggiore, la quale ha spiegato come sul territorio c’è bisogno di posti di lavoro, e anche per questo «l’amministrazione comunale deve aiutare le donne imprenditrici. Bisogna – ha proseguito – dare loro strumenti,  ma anche ascoltare le loro esperienze concrete». L’intervento della Panzani è proseguito con la proposta di costituzione di un osservatorio permanente formato da amministratori e imprenditrici sul tema della conciliazione tra tempi di lavoro e di famiglia.

Uno strumento fondamentale è quello del Comitato Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Ferrara. Vittorio Bovi nel suo intervento ha raccontato come esso nasce nel 1999 grazie al protocollo tra Unioncamere, Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Pari Opportunità. Il Comitato è formato da Unindustria, Confartigianato, Confagricoltura, Ascom, Confesercenti, Lega Cooperative, Carife e Cisl. Presieduto da Gisella Ferri, organizza seminari, presenta bandi pubblici, premi e varie iniziative sul territorio. Passando ai dati, a livello provinciale su 32.938 imprese, il 22,5% sono “femminili” (soprattutto individuali), in leggero aumento rispetto, invece, al trend negativo delle altre imprese. Infine, gli ambiti nei quali le donne imprenditrici sono più attive sono il commercio, l’agricoltura e i servizi.

La mattinata è poi proseguita con le testimonianze di donne imprenditrici: Patrizia Caleffi (Azienda Agricola Negrella S.S.), Marica Casoni (Legale rappresentante di Cromia FX S.r.l.), Alessandra Mariotti (Az. Vitivinicola Mariotti), Caterina Paparella (imprenditrice artigiana settore autoriparazione) e Fabiana Protti (Società Agricola Malvina).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 marzo 2015 (in versione ridotta)

Incredibol!, sostenere le idee d’impresa e le start-up

2 Ott

Incredibol 2014Il progetto Incredibol!, nato nel 2010 per sostenere le idee d’impresa e le start-up nell’ambito creativo e culturale dell’Emilia-Romagna, anche quest’anno ha fatto tappa a Ferrara. Ieri presso la sede del Consorzio Wunderkammer (vincitore del bando nel 2012), in via Darsena, 57, è stato illustrato il nuovo bando, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e coordinato dal Comune di Bologna. Erano presenti il Vice Sindaco di Ferrara Massimo Maisto, Silvia Borretta (Comune di Bologna), Federica Benatti (Ordine degli Architetti della Provincia di Bologna – Commissione Cultura Archibo), Francesco Capizzi (Studio Legale Capizzi) e Riccardo Pacchioni (Provincia di Bologna). Dopo i saluti di Maisto e l’introduzione da parte della Borretta, Federica Benatti ha illustrato il bando nei dettagli. Esso è rivolto ad associazioni, imprese, liberi professionisti o studi associati nati da meno di quattro anni e attivi nell’ambito della cultura materiale (moda ecc.), produzione e comunicazione di contenuti (TV, cinema ecc.) o patrimonio storico-artistico (musica, architettura ecc.).

Il bando, che scadrà il prossimo 30 ottobre ed è aperto senza limiti d’età, prevede numerosi premi per il vincitore, tra i quali  spazi affidati in comodato d’uso per quattro o più anni, fino a 10mila euro di contributi economici, la possibilità di partecipare ad appuntamenti di rilevanza nazionale ed internazionale, supporto promozionale e consulenze.

I progetti verranno valutati soprattutto secondo la loro qualità, la fattibilità tecnica, la sostenibilità economica e l’interesse sociale.

Incredibol!, ha proseguito la Benatti, è importante in quanto “investimento per il futuro, palestra per gestire progetti”, oltre all’acquisizione di nozioni utili. Han preso, infine, la parola Capizzi, Pacchioni e Leonardo Delmonte a nome del Consorzio Wunderkammer.

Il bando, già presentato a Piacenza, Ravenna e Rimini, farà tappa il 10 ottobre a Cesena e il 16 a Bologna. Per informazioni: http://www.incredibol.net.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 ottobre 2014

Imprese e comunicazione: come farsi vedere e sentire

17 Nov

L’iniziativa “Esserci, farsi vedere e sentire”, svoltasi ieri mattina dalle 9 presso l’Agriturismo “Ai due laghi del Verginese” di Gambulaga, è stata promossa dall’Area Cna di Argenta – Portomaggiore, in collaborazione con Cna Comunicazione. Un “Marketing Business & Communication day” che ha visto diverse imprese associate confrontarsi con esperti professionisti della comunicazione, ormai considerata un fattore strategico per lo sviluppo e la competitività.

Marino Mingozzi, presidente dell’Area Cna di Argenta – Portomaggiore, ha sottolineato l’importanza per le imprese di “fare rete”, di porsi in una relazione sempre più stretta, tra di loro e con i clienti. “La crisi che stiamo vivendo – ha aggiunto – sta portando anche ad una trasformazione del sistema, e le aziende devono cogliere questa trasformazione, sfruttando anche i nuovi strumenti comunicativi.”

Nell’arco della mattinata si sono svolti due workshop, uno dedicato alla analisi e pianificazione della comunicazione integrata, il secondo al web, direct marketing e social network, intervallata dalla relazione di un rappresentante di Emil Banca, uno degli sponsor dell’evento. Diverse le aziende ferraresi di comunicazione coinvolte per i workshop: Core 41, Delphi International, G-Maps, Grafica Andros, Inside Btb, NonSibi, Red Turtle, TryeCo. Prima dei workshop, oltre a Mingozzi è intervenuto anche Corradino Merli, direttore provinciale Cna. Molto forte l’interesse delle imprese presenti: la sala dedicata all’incontri era gremita – circa settanta le persone presenti – e numerosi sono stati gli interventi dal pubblico, a dimostrazione del forte coinvolgimento e del desiderio di confrontarsi su tematiche così importanti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 novembre 2013

(nella foto: Marino Mingozzi)