Tag Archives: Pittura

La gallerista Mariotti inaugura a Venezia

24 Set

14212103_10209238972949906_5053511493057690649_nProsegue la collaborazione tra la gallerista e curatrice ferrarese Francesca Mariotti e Francoise Calcagno Art studio di Venezia. Oggi alle 17 nella galleria d’arte veneziana (in Campo del Ghetto Novo) inaugura infatti la collettiva dal titolo “La vita è colore” con opere dei seguenti artisti: Leonardo Terenzi, Fiammetta Mora, Maristella Laricchia, Tessa Baker Nelson, Maria Estella Ometto ed Ercole Facin. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 8 ottobre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 settembre 2016

Vertigini virtuali: immagini dalla mostra di Aidan a Ferrara

23 Set

[Qui la mia presentazione della mostra]

Fino al prossimo 16 ottobre nello spazio artistico Mazzacurati Fine Art in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara sarà possibile visitare la personale “Pop Reloaded!”, a cura di Raffaella A. Caruso.

Tra Pop Art e realtà aumentata, i lavori di Aidan sono visibili a occhio nudo, e ulteriormente leggibili utilizzando uno smartphone o tablet, in aggiunta al suo stile caratterizzato da sovrapposizioni, sbavature, sfocature che trasmettono un forte senso di moto.

Aidan nasce nel 1979 a Brescia dove vive e lavora. Formata alle tecniche incisorie classiche, si appassiona all’elaborazione grafica e alla multimedialità, sperimentando così linguaggi diversi. Dalla fascinazione per il simbolismo e il concettuale prendono corpo interessanti esperimenti in scatole del tempo, dove tecnica incisoria e immaginario figurativo classico operano con materiali “freddi” quali il plexiglass, sovrapposizioni spazio-temporali e originali dislocazioni stilistiche. Nel 2010 espone a Vienna alla Galerie Am Roten Hof, mentre nel 2011 in una la collettiva al Rogue Space Chelsea a New York. Quest’anno ha partecipato ad Arte Fiera Bologna, Art Parma e lo scorso marzo ha esposto la personale “Parlare ai muri” a Novegro (MI).

Andrea Musacci

Nel buio e nello splendore: prime immagini della mostra sull’Orlando furioso a Palazzo dei Diamanti

23 Set

L’imponente progetto espositivo intitolato “Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi”, viene ufficialmente inaugurato oggi alle ore 18 alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, e sarà visitabile fino all’8 gennaio, tutti i giorni dalle 9 alle 19. L’esposizione, a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, è organizzata da Ferrara Arte e dal Ministero dei Beni Culturali.

[Qui il mio servizio sulla presentazione della mostra]

Qui alcune mie immagini della mostra vista in anteprima stamattina.

Alla scoperta dell’Ariosto che realizzò il Furioso

23 Set

[Qui alcune mie immagini in anteprima della mostra]

Presentata la mostra di Palazzo Diamanti, inaugurazione oggi. Medaglia d’onore del Presidente Mattarella al sindaco Tagliani

14355794_1464335220250414_1295043005063235763_n«Felicità e ottimismo per un ambizioso progetto espositivo, un sogno sull’Ariosto che si realizza». Grande l’entusiasmo degli organizzatori e significativa la partecipazione di pubblico ieri pomeriggio nel Salone d’Onore di Palazzo dei Diamanti per la presentazione della mostra “Orlando furioso 500 anni. Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi”, che viene ufficialmente inaugurata oggi alle 18 alla presenza del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, e sarà visitabile fino all’8 gennaio, tutti i giorni dalle 9 alle 19. L’esposizione, a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, è organizzata da Ferrara Arte e dal Ministero dei Beni Culturali.

500 anni e non sentirli: il 22 aprile 1516 in una tipografia di Ferrara venivano stampate le prime copie dell’immortale poema ariostesco, e ora, nel quinto centenario questa mostra permette di ammirare dipinti, sculture e disegni, ma anche arazzi, libri, manoscritti miniati, strumenti musicali, ceramiche invetriate, armi e rari manufatti. Il tutto per cercare di ricreare l’ambientazione mentale di Ludovico Ariosto mentre componeva il Furioso.

L’importante lavoro, portato avanti dai curatori insieme a Maria Luisa Pacelli e Barbara Guidi, rispettivamente Direttrice e Curatrice di Palazzo dei Diamanti, e al comitato scientifico, permette di contemplare capolavori di grandi artisti, da Paolo Uccello (San Giorgio e il drago, c. 1440) ad Andrea Mantegna (Minerva caccia i Vizi dal Giardino delle Virtù, 1497-1502), da Leonardo da Vinci (Scena di battaglia, c. 1517-18) a Michelangelo (Leda e il cigno, copia, post 1530), e Tiziano (Il baccanale degli Andrii, c. 1523-26, che torna a Ferrara dopo più di 400 anni), oltre a tanti altri.

Una mostra d’arte, ma non solo: grazie al sostegno dei maggiori musei, saranno esposte opere e oggetti preziosi noti al poeta, o coerenti col suo stile: oltre alla copia dell’Orlando furioso datata 22 aprile 1516, dalla British Library di Londra, ad esempio vi sarà l’olifante dell’XI secolo, che leggenda vuole sia il corno di Orlando che risuonò a Roncisvalle.

Ieri durante la presentazione Maria Luisa Pacelli ha presentato, tra l’altro, tre pubblicazioni legate alla mostra: una di Luigi Dal Cin, un’altra curata da Elisa Curti con testo di Calcagnini, che verranno presentati in Biblioteca Ariostea rispettivamente il 5 ottobre e il 18 novembre, oltre a una di illustrazioni e di fumetti in collaborazione col Liceo Dosso Dossi.

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Un momento della presentazione di ieri

Altre iniziative di contorno sono state illustrate da Martina Bagnoli, direttrice della Pinacoteca Nazionale: visite guidate, manifestazioni musicali organizzate col Conservatorio, spettacoli, e una maratona di lettura del Furioso in programma tra il 2 e il 3 dicembre prossimi.

Tiziano Tagliani, sindaco di Ferrara, ha elogiato  l’esposizione come «straordinaria, utile per rivivere ciò che Ariosto rielaborava quando si chiudeva nelle sue stanze». A ulteriore dimostrazione dell’importanza della rassegna, il Prefetto Michele Tortora all’inizio della conferenza ha consegnato al sindaco una medaglia d’onore a nome del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’Assessore alla Cultura Massimo Maisto, raggiante per l’evento, ha anche illustrato il progetto del “Cantiere Ludovico Ariosto” ospitato nel virtuale“MuseoFerrara”. Infine, i curatori Adolfo Tura e Guido Beltramini hanno illustrato nel dettaglio il percorso espositivo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 settembre 2016

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Giovanni Nascimbeni in mostra a La Borsa

22 Set

14264227_691684680995703_4961050007369068288_nIl Ristorante Dongiovanni – La Borsa Bistrot in c.so Ercole I D’Este, 1 a Ferrara riprende le proprie esposizioni con la nuova personale di un giovane e interessante artista ferrarese. Sabato dalle 19 inaugura, infatti, “Vudù” di Giovanni Nascimbeni, una mostra-racconto sui riti di passaggio (generazionali e non), sul tempo e gli scheletri della memoria. L’esposizione sarà visitabile fino al prossimo mese di novembre.

Lo scorso ottobre Nascimbeni, classe ’85, ha esposto la personale “Frammenti” all’Hotel Carlton di via Garibaldi (rimasta in parete sei mesi), mentre nel 2014 nella sede dell’Associazione Rrose Selavy in via Ripagrande ha presentato “Oximoro – elogio dell’abbondanza : tutto e niente”, e l’anno prima alla Porta degli Angeli ha esposto nella bi-personale con Paolo Zappaterra, “Fluidi” alla Porta degli Angeli.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 settembre 2016

«Il silenzio e la solitudine della modernità»: a Bologna un incontro per ricordare l’uomo e il pittore Dino Boschi

21 Set

14433140_1461937170490219_1056652746426036432_nUna figurazione intimista, una pittura del silenzio e della solitudine, ma che non disdegnava rappresentare anche luoghi e folle della modernità, seppur nella loro alienazione. Si può riassumere così la poetica di Dino Boschi (Bologna, 30 luglio 1923 – Bologna, 20 settembre 2015), pittore attivo per quasi 70 anni, dal 1947 al 2010.

Ieri sera nella sede di CUBO Unipol a Bologna si è svolto l’incontro dal titolo “I luoghi e le cose di Dino Boschi. Un ricordo”, in occasione della retrospettiva “Il mondo dietro la collina”, ospitata negli stessi spazi fino al prossimo 8 ottobre. Dopo i saluti di Alberto Federici, Direttore di CUBO, ha preso avvio l’incontro-dialogo tra Franco Basile, noto critico d’arte e Alberto Boschi, figlio di Dino e Docente di Storia del Cinema all’Università degli Studi di Ferrara. L’incontro, moderato dalla curatrice e critica d’arte Angela Memola, ha visto la presenza di circa un centinaio di persone.

«A Bologna – ha esordito Basile – tanti pittori vestivano in modo stravagante per mostrare il loro essere artisti. Erano gli anni in cui dominava l’Informale, ed emergevano la Pop Art e l’Iperrealismo. Boschi invece no: sapeva eludere tutto ciò che era di “moda”, era elegante e distinto ma vestiva normalmente, poteva sembrare un funzionario delle Poste! Era normale, e perciò trasgressivo». Si è iniziato così a delineare la personalità di Boschi, uomo e artista schivo e, potremmo dire, tradizionale, che ha fatto della semplicità e del rigore le cifre della sua vita e del suo fare artistico.

Come ha spiegato lo stesso figlio Alberto, «mio padre era una persona molto riservata, oltre che metodica, regolare e abitudinaria nel lavoro e nel quotidiano. Anche la sua creatività non ha mai avuto grandi oscillazioni: non ricordo particolari momenti di crisi creativa, ad esempio. Il suo studio non era un luogo inaccessibile ma comunque molto privato». Un altra caratteristica era, nonostante la sua metodicità, la mancanza di ordine in alcuni ambiti: «ad esempio – ha proseguito Alberto Boschi – non ha mai tenuto un registro delle sue opere».

Il figlio ha poi ripreso il rapporto del padre col mondo artistico bolognese nel periodo di dominio dell’Informale, vale a dire tra gli anni ’50 e gli anni ’60. «Non aveva interesse per la pittura astratta, e poi nel periodo di egemonia dell’Informale, in quanto figurativo [della cosiddetta Nuova Figurazione, ndr] si sentiva ostracizzato, e di ciò ne soffriva. Non parlava, però, mai con disprezzo o astio dell’opera di un altro artista, nonostante avesse gusti molto netti. Parlava dei pittori che amava, non di quelli che non amava».

Scendendo più nel dettaglio dello stile e della poetica di Dino Boschi, il figlio Alberto ha spiegato come egli «non dipingesse di getto e non amava i pittori che dipingevano di getto, ma restava giorni e giorni su un quadro, rifinendolo e aggiustandolo. Al tempo stesso, però, non progettava le proprie opere, non faceva cioè schizzi, bozzetti o disegni preparatori, ma dipingeva direttamente sulla tela bianca».

«Un pittore sincero e misurato», l’ha dunque definito Basile, «che non dipingeva tanto ciò che vedeva, ma ciò che sentiva», che percepiva. «A lui – ha proseguito il critico – non interessavano gli oggetti in sé ma gli interni come luoghi del silenzio: infatti, amava la solitudine proprio perché gli permetteva di sentire le cose». Profondamente legato al silenzio e alla solitudine vi è il ricordo, che Boschi cercava di rappresentare sulla tela, «come se ci fosse in lui sempre un desiderio inappagato, come se vivesse alla periferia di un sentimento remoto». Basti pensare al suo “ciclo delle spiagge” degli anni ’70, che lui amava, appunto, a fine stagione, e che solitamente «non frequentava, ma ricordava o sognava».

Durante la serata è stata anche proiettata una rara videointervista rilasciata da Boschi nel 2001 a un emittente TV privata, girata nella sua casa. Dopo aver ricordato alcuni dei pittori ai quali si ispirava, come Pierre Bonnard, Francis Bacon e Alberto Giacometti, ma anche Felice Casorati e il suo maestro Giorgio Morandi («il più grande pittore della Metafisica»), ha analizzato brevemente alcune sue opere. Ad esempio, il “ciclo delle stazioni”, «nato dal mio desiderio di indagare il cielo e le nuvole, cioè quelle forme informi, alle quali ho deciso di contrapporvi la linearità e le geometrie dei treni». Oppure, l’opera “L’urlo” del 1964 (del “ciclo delle partite di calcio”), che «richiama una certa poetica, ad esempio cinematografica, come quella bergmaniana, quando ancora l’urlo era una possibile rappresentazione della disperazione, mentre nel mondo consumista l’urlo non è accettato, perché la stessa disperazione non è considerata possibile».

Infine, a significare la complessità del vero artista, nonostante non fosse un pittore “di getto” Boschi durante l’intervista dichiara il proprio amore per un pittore gestuale come Filippo de Pisis, e spiega come, nonostante la costanza e l’equilibrio, per lui «il momento dell’inizio, la tela bianca, fosse davvero tremendo!»

Andrea Musacci

“La vita è colore”, la collettiva artistica apre sabato alle 17 a Venezia

21 Set

14212103_10209238972949906_5053511493057690649_nProsegue la collaborazione tra la gallerista e curatrice ferrarese Francesca Mariotti e Francoise Calcagno Art studio di Venezia. Sabato alle 17 nella galleria d’arte veneziana (in Campo del Ghetto Novo) inaugura infatti la collettiva dal titolo “La vita è colore” con opere dei seguenti artisti: Leonardo Terenzi, Fiammetta Mora, Maristella Laricchia, Tessa Baker Nelson, Maria Estella Ometto ed Ercole Facin. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 8 ottobre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 settembre 2016

Illusione e oggettività nelle tele stranianti di Mario Ricci

17 Set

Nello Spazio Arte Mediolanum di Ferrara in via Saraceno, 16/24 ieri pomeriggio è stata inaugurata la personale di pittura di Mario Ricci dal titolo “Movimenti Sottotela”, organizzata in collaborazione con E.A.C. – Edizioni d’Arte Contemporanea.

Un gioco tra luci e ombre, tra bidimensionalità e tridimensionalità, con tele solo illusoriamente estroflesse: è questa l’originalità di queste 25 opere che Ricci ha iniziato a realizzare dal 2004.

Opere sempre in bilico tra percezione e realtà, illusione e oggettività. Una provocazione nel quale il corpo dello stesso artista al tempo stesso si mostra e si cela, in due opere, attraverso le mani che sorreggono la tela.

In generale, all’illusione di un corpo non presente ma visibile, non in rilievo ma che illude di esserlo, si aggiunge il riconoscimento di qualcosa di nascosto ma chiaro, immobile ma in movimento. Mosche, coccodrilli e tori sono alcuni tra gli animali inanimati le cui sagome paiono emergere da sotto la tela, trasmettendo una sensazione di vaga inquietudine.

Inoltre, mentre la maggior parte delle tele sono monocrome, in alcune di esse l’artista ha scelto di suddividere la superficie attraverso geometrie, squadrature. In ogni caso, le sagome in “rilievo” sembrano ordinate secondo direttive simmetriche, tanto in orizzontale quanto in verticale o in diagonale. In particolare, in un’opera le geometrie riprendono parte del tessuto urbano della città di Bologna.

Durante l’inaugurazione, oltre all’artista sono intervenuti Massimo Alfano, curatore artistisco della Sala Mediolanum, e Graziano Terrenzio, curatore della mostra, che rimarrà in parete fino al prossimo 25 ottobre.

Mario Ricci nasce a Genazzano (RM), dove vive e lavora, e nel cui Castello nel ’79 nacque, grazie ad Achille Bonito Oliva, la stagione della Transavanguardia. Per maggiori informazioni visitare il sito http://www.marioricci.it/ .

Andrea Musacci

Antonio Paolino, dal marketing alla creazione artistica

17 Set

In ottobre uscirà il suo catalogo generale

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Un’opera di Antonio Paolino

Un ferrarese emigrato da bambino in Svizzera, che dopo anni di successo nel marketing ha deciso di dedicare la propria vita alla creazione artistica. Stiamo parlando di Antonio Paolino, nato a Ferrara nel 1972, dove vive fino a cinque anni, per poi trasferirsi con la famiglia a Lugano. Qui frequenta la Lugano Business School, che gli permette in seguito di lavorare nella comunicazione e nel marketing per grandi marchi come Motorola, Nintendo, Apple e Nike. Ma negli anni comprende che la sua vocazione è un’altra: «ho sempre avuto una grande passione per l’arte, ho avuto l’onore di conoscere anche Franco Farina e don Franco Patruno: circa dieci anni fa ho deciso di iniziare a realizzare opere d’arte, anche se non oso definirmi artista». Con la moglie (originaria di Portomaggiore) e il figlio si trasferisce ad Andalo (Tn). Dal 2006 espone, tra l’altro, a Londra, Berlino e Vienna. Ora, il “ritorno” a Ferrara, in quanto da metà ottobre per la MAC uscirà il suo catalogo generale con 30 opere.

Le sue creazioni astratte sono tele piegate e strappate, leggermente estroflesse, a metà tra Lucio Fontana e Agostino Bonalumi, ma differenti dai due maestri, anche nello stesso significato. La dialettica tra queste due forme di intervento è quella della natura violentata ma che riesce a sopravvivere, a mostrarsi. Questi veri e propri squarci che Paolino esegue sulla tela mostrano il lato nascosto della natura, le sue ambivalenze e distorsioni, tipiche del livello fenomenico, come cioè noi le percepiamo, rimandando però alla perfezione della sua totalità. Cercando di rappresentare, anche attraverso il contrasto cromatico, l’eterno dualismo tra bene e male presente nella realtà, l’artista si pone, dunque, come messaggio ultimo quello di una bellezza essenziale che richiama sempre Altro.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 settembre 2016

A l’Altrove gli autoritratti di Sbolci, nel fienile le tele di Savonuzzi

17 Set
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Un’opera di Renzo Sbolci

La mostra personale di Renzo Sbolci verrà inaugurata oggi alle ore 17.30 nello Spazio d’arte l’Altrove in via de’ Romei, 38 a Ferrara. “Autoritratti, ovvero l’arte del divenire” è il titolo di questa esposizione a cura di Francesca Mariotti. L’artista propone creazioni realizzate negli ultimi anni, autoritratti anomali, rappresentazioni dell’anima e dell’autopercezione di Sbolci, attraverso la riflessione sulla perenne trasformazione della propria identità personale.

“Metti una sera l’arte nel fienile” è il nome dell’evento in programma stasera in via Pelosa, 27/a, Ferrara, dalle 19.30 in poi. Una serata all’insegna dell’arte e del buon vino, con le creazioni di Federica Veronesi e Stefano Pesaro, fotografi che presenteranno i loro originali ritratti, e del pittore Tiberio Savonuzzi, il quale esporrà una selezione di suoi quadri. La degustazione di vini è a cura de “La Tognazza Amata”, con sede a Palazzo Spisani, in via Byron, 10 a Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 settembre 2016