Archivio | 08:43

La collettiva “Koinè 2016” in parete al Rivellino

5 Giu

rivellino“Koinè 2016. Per un linguaggio comune dell’arte contemporanea” è il nome del nuovo progetto espositivo collettivo che è stato presentato ieri pomeriggio nella storica Galleria d’arte “Il Rivellino” in via Baruffaldi, 6 a Ferrara. La mostra, a cura di Virgilio Patarini (Responsabile di Zamenhof Art, in passato collaboratore del Palazzo della Racchetta) e a ingresso libero, vede in esposizione quadri e sculture di una trentina di artisti.

Dal 2009 il progetto Koinè è l’occasione per fare il punto della situazione sia sugli artisti selezionati per la stagione, sia più in generale sullo “stato dell’arte”, presentando una carrellata di opere di autori e stili diversi.

L’esposizione è visitabile fino al 10 giugno tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16.30 alle 19.30. Chiuso il giovedì e la domenica pomeriggio. Infine, sempre Zamenhof Art al Rivellino l’11 giugno inaugurerà la bi-personale “Oltre la realtà” di Luisa Ghezzi e Sergiu Popescu.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

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“Quando l’arte si rifiuta”: Cinquino a Idearte

5 Giu

idearteIeri ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.

Cinquino per circa vent’anni è stato designer nell’ambito della moda e accessori per rockstar. Diverse sue creazioni sono state indossate da artisti come Vasco Rossi, Ligabue, Renato Zero, Zucchero, Axl Rose e Sting.

Nel 2001, ha abbandonato il mondo della moda rock, per dedicarsi all’attività di scultore. La mostra gode del patrocinio del Comune di Ferrara e di Legambiente ed è visitabile fino al prossimo 18 Giugno con ingresso libero.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

Martedì inaugura la nuova personale di Paolo Volta

5 Giu

CloisterMartedì alle ore 18.30 nella Galleria d’arte Cloister (con doppia entrata da c.so Porta Reno, 45 e da via Gobetti) inaugura il nuovo progetto espositivo, visitabile fino al 2 luglio. Si tratta della personale di Paolo Volta dal titolo “La mia Marilyn”, incentrata sulle sue tipiche architetture dal sapore “metafisico”, icone con le quali dialogare attraverso le forme, i colori e la materia di cui uno spazio, o meglio un campo architettonico, è a volte saturo, altre privo. Un dialogo quotidiano totale, dunque, con spazi reinterpretati. In parete vi saranno una ventina di lavori rappresentativi di circa un decennio di attività. Nello specifico, si potranno ammirare quattro lavori ad acrilico, a formare un grande quadrato di 2×2 m. che rappresenta esso stesso una costruzione fortemente geometrica. Inoltre, un acrilico e olio su carta, che rappresenta lo sviluppo dei fronti di via del Carbone fino a via Scienze partendo da via Ragno, e altre tele.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

Fino al 19 giugno la mostra di Vanni al Carbone

5 Giu

Galleria Carbone“Nel labirinto del fauno” è il nome della nuova personale di Gianfranco Vanni inaugurata ieri nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Visitabile fino al prossimo 19 giugno, l’esposizione presenta l’ultima produzione artistica del pittore e disegnatore argentano. I lavori di Vanni sono un “giroscopio” di storie e situazioni rigorosamente dipinte ad olio su tela o tavola di medie e grandi dimensioni. La mostra non è una semplice riproposizione di elementi classici, che rimane una delle letture possibili, ma anche un progetto espositivo fortemente in chiave ironica.

Gianfranco Vanni, conosciuto anche con lo pseudonimo di Collirio, dagli anni Ottanta si occupa di fumetto e illustrazione, collaborando con importanti testate. Dal 2004 si dedica alla pittura. La mostra ha il Patrocinio del Comune di Ferrara ed è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

«Valorizzare i giovani talenti». Michele Placido a Ferrara

5 Giu
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Da sinistra, Luca Severi, Michele Placido, Giovanni Labadessa, Maximilian Law e Alizè Latini

«Sono rimasto affascinato dal progetto di questo film, ispirato a quel personaggio straordinariamente contemporaneo che è Ulisse». Con queste parole Michele Placido ieri a Ferrara ha presentato il nuovo progetto cinematografico da lui co-prodotto e le cui riprese inizieranno fra tre settimane nella desolata area di Salton Sea, in California, un tempo luogo prediletto della Hollywood classica.

Per un evento come il Ferrara Film Festival, ideato e diretto da due giovani – Maximilian Law e Alizè Latini – si è scelto di chiamare una grande figura come Michele Placido per presentare un film, “Calipso”, ideato, scritto, girato e co-prodotto da alcuni giovani: Michelangelo Placido, figlio di Michele, con la casa di produzione Charlot srl, insieme allo sceneggiatore Giovanni Labadessa, e  Luca Severi, regista e co-produttore con la casa Ibiscus media  di cui è socio, quest’ultimi due al fianco di Placido ieri per la presentazione pubblica.  ll 26 giugno prenderanno avvio le riprese di questo film autofinanziato, ispirato alla storia immortale di Ulisse e Calipso, reinterpretata in chiave moderna, immaginando in particolare il periodo del rapporto non raccontato da Omero.

«Ero a Los Angeles con mio figlio Michelangelo – ha raccontato Placido – il quale mi ha parlato dell’idea di questo progetto, ideato con Severi e Labadessa. In un luogo ora abbandonato, ma che è stata zona privilegiata della Hollywood anni ’50, quindi in un’ambientazione del nuovo mondo verrà girata una storia del vecchissimo mondo». La riflessione di Michele Placido si è poi allargata al tema più generale, di fondo, della valorizzazione dei giovani talenti italiani del cinema. «Io mi farò da parte, perché rischierei di diventare ingombrante. Lascerò quindi la necessaria indipendenza artistica a questi ragazzi. Purtroppo in Italia la burocrazia uccide tante iniziative cinematografiche, soprattutto di giovani. Io invece mi auguro che questo film sia l’inizio  di un lungo viaggio, come quello di Ulisse, perché in giro vedo molte proposte come questa che vanno aiutate».

Un progetto «folle e molto ambizioso», come l’ha definito Labadessa, dunque, che nasce dalla sinergia di personalità differenti a cavallo tra l’Italia e la California, dall’esperienza e dalla passione di Placido (e, naturalmente, in parte dai suoi finanziamenti), e dal talento e l’intraprendenza di giovani registi, produttori e sceneggiatori italiani, emigrati negli Stati Uniti, che vogliono gettare ponti tra gli Usa e il nostro Paese, che è poi, anche, l’obiettivo del Ferrara Film Festival.

Luca Severi da sette anni vive e lavora proprio in California, a Los Angeles, come Giovanni Labadessa, Maximilian Law e Alizè Latini. Nel 2013 Severi ha girato un cortometraggio di poco più di un minuto, facente parte del film collettivo “Venice 70: Future Reloaded”, per i 70 anni della Biennale di Venezia, nel quale Placido parlava proprio del futuro del cinema italiano, spiegando la necessità e l’urgenza di dare futuro ai talenti italiani, soprattutto giovani. Una promessa mantenuta, dunque, la sua.

Placido è arrivato a Ferrara nella mattinata di ieri, ha pranzato al ristorante “Max” in Piazza della Repubblica. Nel pomeriggio, prima dell’dell’incontro pubblico, ha assistito al Cinema Apollo alla proiezione del corto “Scarner” dello stesso Severi. Stamattina ripartirà.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016