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Il fascino delle dive di Hollywood rivive al Cinema Apollo

2 Giu

“Moda diva. Come vestiva Hollywood” è il nome dell’esposizione di abiti americani femminili da sera 1940/1950 ammirabile nell’atrio del Cinema Apollo (in Piazza Carbone) in occasione del Ferrara Film Festival. La mostra è curata da Maurizia Farinelli.

Andrea Musacci

La realtà industriale distorta nelle opere di Lunardi

2 Giu

Ieri pomeriggio, in occasione del Ferrara Film Festival, allo Spazio d’arte l’Altrove di Francesca Mariotti in via de’ Romei, 38 è stato proiettato il video “The edge” (dedicato agli attentati di Parigi del 13 novembre scorso) del video-artista Marcantonio Lunardi, in occasione della sua mostra “Industrial”, a cura della Mariotti e visitabile a l’Altrove fino al 10 giugno.

Il progetto di Lunardi parte dalla scoperta di un difetto dell’applicazione Google Earth che in un posizionamento dell’inquadratura distorce l’immagine rendendola ancora più surreale. Foto digitali, quindi, che sembrano dipinte, immagini deformate, distorte, a tratti come disciolte. Dieci foto di grandi dimensioni su carta cotone che rappresentano la prima parte di un progetto più grande, dove protagonista è l’archeologia industriale dei luoghi più disparati, da Porto Marghera a Los Angeles. Un reportage virtuale nel quale domina la solitudine, l’assoluta assenza della figura umana.

Andrea Musacci

Il genio di Symeoni in mostra per il Ferrara Film Festival

2 Giu

Sotto alcune immagini dell’esposizione.

Alcuni grandi manifesti originali di film di registi del calibro di Pier Paolo Pasolini e Marco Ferreri saranno esposti fino a domenica 5 nello Spazio d’Arte l’Altrove in via de’ Romei, 38 a Ferrara. Si tratta di opere realizzate dall’artista Sandro Symeoni (al secolo Alessandro Simeoni), nato a Ferrara nel 1928 e morto nel 2008. La mostra “Sandro Simeoni: Pittore cinematoGrafico” è curata da Luca Siano in occasione del Ferrara Film Festival.

All’Altrove si possono ammirare i manifesti di grandi dimensioni dei film “Accattone” (1961) e “I racconti di Canterbury” (1972) di Pasolini, “La grande abbuffata” (1973) di Marco Ferreri, oltre a sei serigrafie, dodici locandine (di film di vari generi, tra cui western, horror e poliziesco) e alcune cover di dischi.

Sandro Simeoni (1928-2008), ha dipinto per quasi mezzo secolo, disegnando affissioni cinematografiche (e non solo) per le più importanti case di produzione italiane e straniere. “Per Un Pugno Di Dollari”, “La Dolce Vita”, “L’Avventura” e “Profondo Rosso”, sono solo alcuni dei circa 3.000 titoli che Symeoni (che firmava con la Y per rendere più facile la pronuncia del suo cognome agli americani) ha dipinto per il cinema. Un grande artista sempre pronto ad evolversi e a trasformare il suo linguaggio ed il suo stile pittorico in grafico.

Andrea Musacci

I dipinti di Natalia Lobes in mostra per il Ferrara Film Festival

2 Giu

Natalia Lobes è la talentuosa pittrice russa protagonista della mostra “I volti del cinema” esposta in occasione del Ferrara Film Festival fino a domenica 5 giugno.

L’esposizione, a cura di Enrico Ravegnani, è visitabile a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

I volti del cinema nelle tele di Miria Malandri

2 Giu

Il cinema di Antonioni (e non solo) rivive al Ferrara Film Festival grazie ai dipinti di Miria Malandri, nella personale “Gli occhi di Michelangelo Antonioni” esposta a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo in occasione del Ferrara Film Festival.

La mostra, curata da Archeo 900, è visitabile fino a domenica 5 dalle 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

Cinema e musica nelle opere pop di Possanza (in omaggio a Mimmo Rotella)

2 Giu

“Pop decollages” è il nome dell’esposizione delle opere di Fabio Possanza, in parete nel Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo, fino a domenica 5 per il Ferrara Film Festival.

La mostra, organizzata da Archeo 900, è visitabile dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

E.T., King Kong e Alien: al Ferrara Film Festival in mostra le creature mostruose di Carlo Rambaldi

2 Giu

In occasione del Ferrara Film Festival a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo è possibile ammirare un’esposizione di giocattoli, gadget, modelli e locandine delle creature più famose del ferrarese Carlo Rambaldi, dalle collezioni di Giordano Dal Prato e Giovanni Mondini

La mostra, curata dall’Associazione Archeo 900, è visitabile fino a domenica 5 dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

 

“Il mondo magico” di Schettino arriva al Cinema Apollo

2 Giu

index«La vera magia è rappresentata dalla semplicità delle relazioni umane nel mondo contadino, un mondo ormai scomparso». In occasione della prima nazionale del film “Il mondo magico” al Ferrara Film Festival, in programma oggi alle 19 al Cinema Apollo, abbiamo incontrato Raffaele Schettino, regista e attore protagonista. Schettino, di formazione teatrale, vive integralmente la sua appartenenza al cinema, essendo anche fondatore e amministratore unico della Groucho Cinema s.r.l., con cui ha prodotto il film, già premiato col Platinum Remi Award al WorldFest di Houston e col Merit Award per la miglior regia al Rome Web Awards.

In che senso la magia è il tema centrale del film?

C’è un duplice senso, uno negativo dove la magia è la maledizione esoterica, come quella che sembra subire il protagonista Gianni. Ma c’è anche la magia dell’umanità della civiltà contadina, l’intersezione delle relazioni umane nelle antiche società rurali, ormai sparite. Nel film racconto anche questo passaggio al mondo industriale.

Alcuni miei maestri come Akira Kurosawa, Ettore Scola e Mario Monicelli mi hanno insegnato a raccontare la semplicità delle relazioni umane con un impianto narrativo complesso: infatti, “Il mondo magico” è ambientato in tre territori diversi dell’Italia e in un periodo storico dilatato.

Come ha vissuto nella triplice veste di produttore, regista e attore?

Questo triplice ruolo mi è stato possibile grazie all’esperienza maturata nel teatro, dove ho imparato la gestione di più compiti e l’importanza di un rapporto diverso tra attore e regista, in cui il primo non è passivo ma ha un ruolo propositivo. Ho imparato, insomma, a stare al tempo stesso dentro e fuori il ruolo attoriale.

Nella sua esperienza personale, qual è il trait d’union fra teatro e cinema?

Nel teatro miei modelli sono stati Peter Brook, Jean-Paul Denizon, Dario Fo e Franca Rame, dai quali ho imparato l’organicità del movimento, il lavoro sulla verosimiglianza della recitazione, che anche nel cinema si basa su una certa credibilità realistica. Naturalmente molte sono le differenze tra i due mondi, ad esempio nell’azione vocale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 giugno 2016