Tag Archives: Ferrara

Chiusa la mostra sui venti giorni di Ferrara capitale

3 Ago

esterno MRRChe cosa lega tra loro l’azienda Ducati, un giudice del Vaticano, un ex sindaco di Cento e la famiglia Felloni?

La risposta si può trovare nella mostra “1866: i 20 giorni di Ferrara capitale. La III guerra di Indipendenza”, curata da Luigi Davide Mantovani col contributo di Elena Ferraresi e Antonella Guarnieri, responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in corso Ercole I d’Este, 19) che ospita l’esposizione, visitabile fino allo scorso 31 luglio. In mostra, cimeli, foto e documenti per raccontare il periodo dal 12 luglio al 31 luglio 1866, in cui il re Vittorio Emanuele II stabilì il quartier generale a Palazzo Strozzi Sacrati (allora Palazzo Reale) di Ferrara.

Tante, dunque, le storie in mostra e i legami col presente. Si parte dall’uniforme della “Piemonte Reale Cavalleria” appartenuta a Scipione Mayr, unico figlio maschio di Carlo Mayr e combattente nel ‘66 nella battaglia di Custoza, dove rimane ferito e per questo riceve la medaglia d’argento. Vi è poi la storia del fornaio Gaetano Turchi, arruolatosi volontario a 22 anni, con documenti prestati dal discendente Marco Turchi, o il caso di Ferdinando Campanati. Proseguendo, la storia di Ugo Turbiani, staffetta a cavallo, che racconta il suo incontro con Garibaldi, e Filippo Sega, del V reggimento Bersaglieri, avo di Giulio Felloni, presidente Ascom Ferrara – che ha prestato per la mostra documenti sulla carriera militare di Sega – e del fratello Giancarlo, gestore del negozio in via Canonica. Spostandoci a Cento, vi è Antonio Parmeggiani con alcuni suoi cimeli (il berretto garibaldino e un puntale di bandiera) prestati dal discendente Mario Parmeggiani (grazie a Maria Teresa Alberti), e Federico Cantori, avo di Fulvio Cantori, sindaco di Cento dal 1973 al 1978. Un’annotazione spetta anche a Enea Cavalieri, ebreo ferrarese classe ’48 che va a combattere, appena 18enne, volontario nei Bersaglieri, e a Nino Bonnet, un cui discendente è Pier Antonio Bonnet, dal 2009 giudice unico di Città del Vaticano, e quindi in prima linea nei recenti processi saliti agli onori della cronaca. C’è poi la storia di Antonio Cavalieri Ducati, ultimo di quattro fratelli comacchiesi, tutti combattenti. Antonio, classe 1853, nel 1926, poco prima di morire, aiuta i tre figli a costituire la Società Scientifica Radio Brevetti Ducati, dalla quale nella seconda metà del ‘900 nascerà la Ducati Motor Holding Spa.

Un documento in particolare è degno di nota: «l’ho comprato su Ebay circa quattro mesi – ci spiega Mantovani –, è il registro di arruolamento dei 686 volontari del distretto di Ferrara (di cui circa 160 di origine veneta), che equivalevano a più di tre quarti degli arruolati totali. In questo documento oltre a nome e cognome c’è età, statura, professione e alcune annotazioni, come ad esempio la presenza di rilievi penali». Nella stessa teca, una foto particolare, eseguita nel 1865 dallo Studio di Raffaello Ferretti, che ritrae in 72 ovali, posti sulle stecche di un ventaglio, i volti di giovani donne ferraresi. Tra i volti, in basso, anche, molto probabilmente, quello del giovane Umberto di Savoia, futuro re Umberto I, anch’egli nel 1866 a Ferrara.

Quasi tutti i documenti esposti – tra cui diverse pubblicazioni, periodici dell’epoca, e una micrografia – sono di proprietà di collezionisti privati, di cui una buona parte appartengono allo stesso Mantovani, il quale a fine mostra intende donarli al Museo, sperando così di incentivare gli altri collezionisti a fare lo stesso. Infine, un’altra speranza è che, con questo progetto, altri eredi siano stimolati a riscoprire cimeli e documentazione sui loro avi garibaldini.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 31 luglio 2016

Grotte del Boldini, Patarini presenta “Trans-Figurazione”

23 Lug

Giuseppe Orsenigo, Visioni femminili - Tecnica mista - 50x68 - 2016(1)

Giuseppe Orsenigo, Visioni femminili (tecnica mista, 50×68, 2016)

Un progetto espositivo che nasce da una profonda riflessione su come dar vita a una Figurazione contemporanea che non scimmiotti quella tradizionale. Su queste basi prende vita la mostra “Trans-Figurazione” a cura di Virgilio Patarini, in mostra da ieri fino al 31 luglio nelle Grotte del Boldini di Ferrara (in via Gaetano Previati, 18).

 

È lo stesso Patarini a spiegarci come il passaggio dall’Informale alla ricerca di una Figurazione innovativa non rappresenti solo il transito dalla precedente mostra del Ferrara Art Festival, “Tra ragione e sentimento. Dall’Astratto Geometrico all’Informale”, alla nuova, ma una svolta, avvenuta negli ultimi anni nella sua esperienza personale.

«Quando nel 2013 ho pubblicato il volume “La via italiana all’Informale” – ci spiega – si chiudeva per me un lungo periodo in cui il mio lavoro critico, curatoriale e creativo era stato rivolto soprattutto all’Informale. Ho avuto una sorta di reazione quasi fisiologica e la voglia di tornare ad occuparmi di “figurazione” cercandone una declinazione il più possibile “contemporanea”, anzi “post-moderna”, senza rinnegare i dettami delle Avanguardie». Il frutto di questa nuova avventura è la nascita di due progetti, “Dramatis Personae” e, appunto, “Trans-Figurazione”, attraverso alcune mostre e due pubblicazioni. «In questo senso – prosegue Patarini – il termine “Trans-Figurazione” fa volutamente il verso alla “Trans-Avanguardia” e al tempo stesso indica l’idea di un “attraversamento”: in questa mostra ho radunato, per l’ennesima volta, alcuni esempi, a mio avviso significativi, di questa ambivalenza sul superare o invece percorrere la Figurazione».

VITO CARTA, Red presence 90x100 2015 (TRANS-FIGURAZIONE)

Vito Carta, Red presence (90×100, 2015)

In esposizione vi sono opere di Valentina Carrera, Vito Carta, Lorenzo Curioni, Laura Longhitano Ruffilli, Silvio Natali, Nino Ninotti, Giuseppe Orsenigo, Cristina Pagani, Ylenia Pilato, Anna Pluda, Gabriella Santuari, Donatella Sarchini, Anna Urbani de Gheltof, Libera Venzo. La mostra è visitabile tutti i giorni fino al prossimo 31 luglio, a ingresso libero, dalle 15 alle 19. La mostra sarà visitabile anche a Venezia alla Galleria ItinerArte – Dorsoduro 1046 dal 6 al 25 agosto prossimi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 luglio 2016

Galleria del Carbone, termina oggi la mostra dedicata a Mari

21 Lug
unnamed

“La disperazione del pittore”, Guglielmo Mari, olio su tela, 1990

Oggi alle 19 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a), in occasione del finissage della retrospettiva del pittore Guglielmo Mari (1953-1990), verrà presentato il catalogo. Mari frequentò il DAMS per poi diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Daniele Biancardi, curatore del catalogo, ci spiega come le opere in parete provengano dalla collezione privata del fratello Ermanno e da altre collezioni. È lo stesso Biancardi nel 1989, nelle vesti di Assessore alla Cultura di Bondeno, a organizzargli una personale presso la Casa Operaia, dopo che Mari aveva partecipato al Premio d’arte intitolato a Cattabriga. La scelta di riproporlo, prosegue Biancardi, dipende dal fatto che «abbiamo constatato l’enorme forza espressiva della sua pittura, che sapeva cogliere le tendenze del momento, tra cui la Transavanguardia», oltre a denotare una forte impronta espressionista. La mostra, visitabile fino a domani dalle 17 alle 20, ha il Patrocinio dell’Associazione Bondeno Cultura.

La stessa Associazione diretta da Daniele Biancardi ha organizzato, fino a domenica nella Pinacoteca Civica “G. Cattabriga” di Bondeno, la mostra “Flavio Natali e l’amico Tono Zancanaro”. Natali (1929-1978), bondenese come Mari, fu pittore e appassionato di grafica come l’amico padovano Tono Zancanaro. Biancardi, che ha curato anche il catalogo, ci spiega come «le opere di Natali appartengono alla collezione privata della figlia dell’artista, Patrizia, che le ha messe a disposizione per questa che vuol essere una delle tappe annuali di valorizzazione di pittori bondenesi». La mostra è visitabile sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 luglio 2016


Spazioperundici, ecco “Frammenti di solitudini”

19 Lug

13659082_1020879874674978_7952184472893347670_n“FraME Frammenti di Solitudini” del fotografo Carlo Stella è il nuovo progetto espositivo del “fotopificio” Spazioperundici. Oggi alle 18.30 l’inaugurazione in via G. Bongiovanni, 32 a Ferrara, presso la Torrefazione Penazzi, il cui titolare, Alberto Trabatti, è anche l’ideatore dello spazio artistico.

Come scrive lo stesso Trabatti, Stella, usando una vecchia Polaroid, “nel suo vagare per le città, le campagne, le lagune, si lascia conquistare anche da inquadrature apparentemente semplici, che però colpiscono il suo occhio, ora abituato a prevederne almeno in parte il risultato non accademico che la pellicola impressionata rilascerà di lì a pochi minuti”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 luglio 2016

Riemersa strada rinascimentale durante gli scavi per il gas

18 Lug

Tra via delle Volte e Via Buon Porto, un metro sotto l’attuale pavimentazione

Hera Ferrara - via delle Volte 038

L’antica pavimentazione in via delle Volte (foto Andrea Bergamaschi)

Una porzione di strada databile tra il 1500 e il 1600 d.c. è stata recentemente rinvenuta nel centro di Ferrara, tra via delle Volte, via Buon Porto e via Volta Casotto. Durante i lavori commissionati da Hera alla ditta Magyar per la sostituzione di condotte del gas, che si concluderanno tra un paio di settimane, a fine maggio scorso sono tornate alla luce alcune decine di metri di strada pavimentata, in buono stato di conservazione, risalente molto probabilmente al XVI secolo circa. A fare la scoperta due giovani archeologi, Andrea Bergamaschi e Jacopo Leati (della cooperativa In Terras), responsabili per il controllo e la sorveglianza a nome della Soprintendenza Archeologica regionale.

La strada antica, formata da laterizi posti di taglio, si trova a circa 80 cm./ 1 m. sotto il livello dell’attuale pavimentazione, seguendo quello che è ancora il percorso utilizzato. Il primo tratto è stato rinvenuto in via Volta Casotto: sono riemersi innanzitutto riporti artificiali, utilizzati negli ultimi secoli per alzare il livello stradale (forse per proteggere da eventuali alluvioni). Si tratta di vari tipi di materiale, tra cui ceramica, databili tra il XVI secolo e il secolo scorso, che appunto si trovano tra la pavimentazione attuale e quella rinascimentale. Quest’ultima, larga circa 40-50 cm., in alcuni punti si è mostrata intatta anche per 10-15 m. consecutivi.

Hera Ferrara - via Buonporto 032

L’antica pavimentazione in via Buon Porto (foto Andrea Bergamaschi)

Naturalmente, i diversi lavori eseguiti negli ultimi decenni, e lungo gli ultimi secoli, hanno in diversi tratti rotto l’antica pavimentazione stradale, provocando anche smottamenti e abbassamenti. La cosa positiva è che, alla luce di queste nuove scoperte, i responsabili Hera hanno accettato di non rovinare ulteriormente la strada antica, ma di posare le tubazioni al di sopra di essa.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 luglio 2016

Il concorso per giovani artisti dedicato a Michelangelo Antonioni

16 Lug

indexFino al prossimo 10 agosto c’è la possibilità per i giovani artisti under 40 di iscriversi alla 6° edizione del concorso di arti visive dedicato a Michelangelo Antonioni, dal titolo “Giovani talenti per Ferrara”. La rassegna è organizzata dall’Associazione culturale “Olimpia Morata” di Ferrara presieduta da Francesca Mariotti, in collaborazione con l’Associazione “Michelangelo Antonioni” e con il Patrocinio del Comune di Ferrara.

Scopo del concorso è quello di promuovere la pittura, la grafica e la fotografia come strumenti di comunicazione e di espressione dell’animo umano. La partecipazione è gratuita e prevede la partecipazione, per ogni creativo, con una sola opera la cui misura massima è di cm. 100×100. Verranno selezionate dalla giuria al massimo 20 opere. Le immagini delle stesse dovranno essere inviate presso la sede dell’Associazione culturale “Olimpia Morata”, in via de’ Romei, 38 a Ferrara, oppure via mail all’indirizzo info@artelaltrove.it.

Le opere saranno valutate da una Commissione giudicatrice costituita da Francesca Mariotti, Maria Cristina Nascosi Sandri, Vito Tumiati, Elisabetta Antonioni e da un membro designato dal Comune di Ferrara. I primi tre classificati parteciperanno al progetto espositivo 2016 dello Spazio d’arte l’Altrove (stessa sede in via de’ Romei, 38) sul tema “La bellezza nell’arte di oggi”. Per ulteriori informazioni chiamare la segreteria al numero 0532-1824984, o al 349-6957480, oppure scrivere una mail a info@artelaltrove.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 luglio 2016

Viaggio tra i tesori nascosti del Museo Archeologico

16 Lug

Qui il video della visita al Museo –

A Ferrara l’ottanta per cento del patrimonio non è ancora accessibile al pubblico. La direttrice Desantis: «più eventi per farci conoscere anche fuori dalle mura»

generale_4Un vero e proprio museo nel museo, un deposito sterminato di reperti inventariati e conservati nei sotterranei e nel sottotetto del Museo Archeologico Nazionale, ospitato a Palazzo Costabili, detto di Ludovico il Moro, in via XX settembre a Ferrara. È una vera e propria avventura quella concessa dalla Direttrice Paola Desantis in esclusiva a la Nuova Ferrara, la possibilità di ammirare quei pezzi non esposti al pubblico, circa l’80% del patrimonio totale, un immenso museo nascosto, quasi 80.000 reperti tra vasi, anfore, oggetti di ogni tipo e ossa umane. È la stessa Desantis a usare una metafora calzante: «i depositi, non aperti al pubblico, sono come la cucina di un ristorante. Il cliente vede solo il piatto finito, non tutto il lavoro complesso che c’è dietro».

Il nostro viaggio nei luoghi segreti del Palazzo prende avvio dall’enorme sottotetto, diviso in diversi ambienti più o meno facilmente accessibili, e nei quali sono conservati gli oggetti rinvenuti nelle necropoli di Spina. Sono più di 4.000 le tombe scoperte nei due siti di Valle Trebba e Valle Pega fin dal 1922: solo i reperti appartenenti a poco più di 200 sepolcri sono esposti nelle sedici sale al piano nobile. I pezzi non esposti, conservati in armadi compattabili, sono inventariati seguendo innanzitutto una divisione per dossi (ad esempio, Valle Pega ne ha cinque), e quindi ulteriormente suddivisi per numero di tomba. Qui si possono ammirare vasi – funerari, cinerari e di altro tipo –, balsamari e anfore vinarie provenienti dall’isola di Chio. Autentici capolavori, quindi, come i vasi di ceramica a figure rosse su sfondo nero. Inoltre, negli armadi vi sono anche alcune aree speciali: le sezioni “sequestri”, pezzi confiscati ai cosiddetti tombaroli, i cui furti sono documentati fin dal ’22, e, seppur in misura minore, ancora oggi. Vi sono poi le sezioni degli “erratici” – materiali ritrovati nelle necropoli, ma non riconducibili a queste – e le sezioni “crateri”.

Nei sotterranei, invece, oltre a parti del settecentesco organo dell’adiacente ex chiesa di Sant’Apollonia, in fase di restauro, vi sono numerosi reperti provenienti da varie zone di Ferrara (ad esempio, da corso Giovecca, piazza Repubblica, via Boccacanale di Santo Stefano), oltre che da Cento, Pilastri, Argenta, Ariano Ferrarese, Comacchio (Bocca delle Menate), e dall’abitato di Spina. Infine, un accenno ai laboratori, dove è stata restaurata la maggior parte dei reperti e anche buona parte del migliaio di pezzi che, a partire dalla prossima primavera, verranno ospitati nel Museo Delta Antico dell’ex Ospedale degli Infermi a Comacchio. Nel nuovo Museo andrà, in prestito per un anno, anche un grande vaso, alto 91 cm., ritrovato a Valle Pega, ancora in fase di studio. Lo stesso verrà esposto anche nel Museo ferrarese a partire dal prossimo ferragosto.

Per concludere, la Desantis ci spiega come nei tre anni che le spettano alla guida del Museo intenda «continuare l’egregio lavoro di valorizzazione del patrimonio iniziato da chi mi ha preceduta, prima Fede Berti, poi Caterina Cornelio. Dobbiamo fare più eventi e maggiore pubblicità al museo, per attirare soprattutto più persone da fuori Ferrara». Al netto dei problemi di personale (servirebbero più tecnici e amministrativi), le idee non mancano: tra queste, una rivalorizzazione della biblioteca, i lavori sul labirinto e sul giardino, la possibilità di assegnare i loggiati per feste di matrimoni, alcune sale in appalto per servizi di caffetteria e ristorazione, la rivalorizzazione di alcuni ambienti a scopo didattico e la pulizia del cortiletto interno.


LA SEDE

Il cinquecentesco palazzo – tradizionalmente attribuito a Ludovico Sforza detto “il Moro”, ma che in realtà appartenne al suo segretario Antonio Costabili – fu ideato da Biagio Rossetti. In questa sede il Museo Archeologico Nazionale fu inaugurato, col nome di “Regio Museo di Spina”, il 20 ottobre 1935. Risale al 1922 l’eccezionale scoperta della necropoli di Valle Trebba e al 1924 l’istituzione della Soprintendenza alle Antichità dell’Emilia e della Romagna. Fu il primo soprintendente, Salvatore Aurigemma, ad impegnarsi per far nascere un Museo che accogliesse i numerosi ritrovamenti. Il Museo, riallestito nel 1970, fu chiuso alla fine degli anni ‘80 per una completa ristrutturazione del palazzo, e riaprì al pubblico nel 1997 con sei nuove sale, mentre nel 2007 sono stati inaugurati, sempre al piano nobile, altri otto ambienti.

Al piano terra del Palazzo, oltre all’abitato di Spina, si trova la Sala del Tesoro, decorata da Benvenuto Tisi, la Sala degli Stucchi (proprio in questi giorni ripulita), la Sala dei Profeti e delle Sibille, la Sala con le storie di Giuseppe e la Sala Piroghe. Al piano nobile, invece, sono conservati reperti della necropoli di Spina: quindici le sale, tra cui la suggestiva Sala degli Ori, oltre alla Sala delle Carte Geografiche, dipinta nel 1935, una sala studio, un’area didattica ed espositiva, e una cappella, piccolo gioiello cinquecentesco.

Andrea Musacci

Pubblicati su la Nuova Ferrara il 16 luglio 2016

“Le serate della balena”, alla scoperta dei magnifici cetacei

14 Lug

mustorianatu_intQuesta alle 21 al Museo di Storia Naturale di Ferrara (in via De Pisis, 24) avrà luogo il primo dei cinque appuntamenti serali per esplorare il mondo dei cetacei tra letture, musica, immagini, giochi e visite guidate. A proporli è il Museo civico che con “Le serate della balena” intende approfondire i temi della mostra “Pesci? No Grazie siamo Mammiferi” visitabile fino a giugno 2017.

Stasera si parte con “Di balene, sogni e altri abissi”, letture di Marcello Brondi e musica degli allievi del Conservatorio G. Frescobaldi. Queste le letture scelte per la serata: S. Mazzotti, da “Esploratori perduti. Storie dimenticate di naturalisti italiani di fine Ottocento”; H. Melville – Giona nel ventre della balena, Il racconto di padre Mapple, da “Moby Dick”; C. Collodi – Babbino, babbino! Pinocchio e Geppetto nella pancia della balena, da “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”; R. Kipling – Come fece la balena ad avere la gola che ha, da “Storie proprio così”; H. Selby jr – Di balene e sogni, da “Canto della neve silenziosa”; S. Benni – Matu Maloa, da “Il bar sotto il mare”. Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 28 luglio.

La rassegna, che si concluderà il prossimo 9 settembre, è organizzata dal museo stesso in collaborazione con il Conservatorio Frescobaldi di Ferrara, l’associazione Didò, Ferrara Off e l’associazione Gruppo del Tasso. Tutte le serate, tranne quella del 4 agosto, sono a ingresso libero e gratuito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 luglio 2016

Geometrie e inquietudini: tra astratto e informale, la prima mostra del Ferrara Art Festival

13 Lug

Qui sotto le immagini della mostra.

Lunedì ha preso avvio la terza edizione del Ferrara Art Festival, rassegna di mostre, musica e letteratura ideata da Virgilio Patarini di Zamenhof Art. Nuova sede per il Festival, che non sarà più, come per le edizioni del 2014 e del 2015, ospitata nel Palazzo della Racchetta, ma nelle Grotte del Boldini in via Previati, 18.

Per quanto riguarda l’ambito espositivo, si potranno ammirare le opere di 30 artisti contemporanei suddivisi in due mostre. Fino al 21 luglio è possibile visitare la collettiva dal titolo “Tra ragione e sentimento. Dall’Astratto Geometrico all’Informale”, a cura dello stesso Patarini. Una vera boccata d’aria fresca “informale” per la città di Ferrara, purtroppo poco propensa alla valorizzazione di questo approccio pittorico.

In esposizione opere di Giovanni Basso, Alberto Besson, Marco Bozzini, Mark Cattaneo, Liana Citerni, Raffaele De Francesco, Bruno De Santi, Claudio Fazzini, Carlo Fontanella, Michelle Hold, Ezio Mazzella, Elena Schellino, Lyudmilla Vasilieva, Rita Vitaloni. Dal 22 al 31 luglio, invece, sarà visitabile la collettiva “Trans-figurazione”.

Andrea Musacci

 

Caselli Nirmal, ecco le immagini della nuova mostra

13 Lug

“Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese Marco Caselli Nirmal, visitabile fino al prossimo 31 luglio (dalle 9 alle 19.30, esclusa la domenica) nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Qui le immagini dell’esposizione.

Andrea Musacci