Tag Archives: Maria Livia Brunelli

Sabato alla MLB home gallery incontro tra arte e cucina

1 Mar

Cake a MLB home gallerySabato 7 alle 17.30 Manuela De Leonardis, critica e curatrice, insieme all’artista Anton Roca, presenterà “Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente”, volume a metà tra cucina e arte. La location sarà la MLB home gallery in C.so Ercole I d’Este, 3, la casa-galleria di Maria Livia Brunelli. Per l’occasione, Roca realizzerà una performance-azione inedita ispirata a una ricetta contenuta nel libro.

“Cake” è un libro di cucina, perché raccoglie alcune ricette di dolci trovate in un vecchio quaderno acquistato in un “charity shop” a Londra nel 2012, dove vi sono oltre sessanta ricette di dolci, a cavallo tra Oriente e Occidente. Ma “Cake” è anche un libro d’arte, perché le ricette dialogano con le opere di 19 artisti internazionali che si sono confrontati con il suo contenuto. Infine, “Cake” è un progetto non-profit a sostegno di BAIT AL KARAMA Women Centre, prima scuola di cucina palestinese, presidio Slow Food in Palestina.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 marzo 2015

Zanzi espone alla MLB home gallery, tra Boldini e De Pisis

30 Gen

maria-livia-brunelli-home-gallery“La Bellezza della nostalgia. Un dialogo con Boldini e De Pisis” è il nome della personale di Federico Zanzi che la home gallery di Maria Livia Brunelli in C.so Ercole I d’Este, 3 propone in concomitanza con la mostra di Boldini e De Pisis in Castello. Oggi alle 18 l’inaugurazione, per riflettere sul tema del ritratto, che se in Boldini è celebrazione della bellezza e in De Pisis nostalgia per la fugacità della vita, in Zanzi è celebrazione della bellezza della nostalgia, per le nostre radici, gli odori delle case dei nonni e di quelli dolciastri degli abbracci dei parenti lontani.

A legare Zanzi con Giovanni Boldini è lo stesso timore per la caducità della vita, mentre il senso di nostalgia per gli ambienti del passato Zanzi lo ritrova anche nelle nature morte di Filippo De Pisis.

La mostra, ad ingresso libero, è visitabile fino al 5 Aprile: sabato e domenica dalle 15 alle 19 ingresso e visite guidate gratuite, gli altri giorni su appuntamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 gennaio 2015

In Ariostea l’affascinante e lunga storia del manichino curata da Mazzoni e Gualandi

12 Dic

Libro manichiniUna lunga e affascinante ricerca storica ha permesso, due mesi fa, la pubblicazione del volume “Il manichino e i suoi paesaggi”, uscito per Editoriale Sometti, e scritto da Linda Mazzoni e Claudio Gualandi, grafici e scenografi ferraresi.

Ieri alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via Scienze, 17 hanno presentato per la prima volta a Ferrara il libro insieme a diversi relatori: Valeria Bolgan, storica e ricercatrice dello spettacolo; Maria Livia Brunelli, curatrice e critico d’arte; Fabrizia Lotta, studiosa di teatro e cinema; Silvia Pellino, antropologa; Nicola Sometti, editore. È stato Fausto Natali, Responsabile attività culturali della Biblioteca Ariostea, a introdurre la serata, prima dei saluti del Vice Sindaco Massimo Maisto, elogiando questo catalogo come, in Italia, il primo così completo sulla storia del manichino. L’editore Sometti, moderatore dell’incontro, ha aperto gli interventi di questa giornata “tanto attesa dai due autori”, ricordando come il manichino accompagni tutta la storia dell’uomo, e la rappresenti quindi in tutti i suoi ambiti. L’intervento di Pellino ha riguardato il mito della costruzione/creazione dell’uomo da parte di un dio che lo assembla, e di conseguenza dell’uomo creatore di sé, a livello sociale e a livello corporeo.

Una breve carrellata storica sul manichino è dunque stata compiuta da Bolgan. La sua analisi è partita dall’uso che se ne faceva nelle grandi corti europee, soprattutto Parigi, come “ambasciatrice di moda”, o usata  nella Serenissima Repubblica da grandi pittori come Tiepolo e Canaletto. L’excursus è poi proseguito con il suo utilizzo, in epoca moderna, nello sport, nella scienza, nella medicina, nell’aeronautica spaziale e nella robotica, e infine anche nel presepe napoletano. Maria Livia Brunelli ha incentrato la sua relazione sull’uso artistico del manichino, con particolare riguardo a Carrà, Morandi, al surrealismo e soprattutto a Giorgio De Chirico. Quest’ultimo descrive il manichino con toni ironici e tragici: “è profondamente non vivo…è umano e mostruoso…è una calunnia dell’uomo, realtà triste e mostruosa”.

Tema, questo, ripreso da Fabrizia Lotta, che cita nuovamente De Chirico  (“noi spariremo, il manichino resta”), e lo descrive come doppio umano, ma anche come rappresentazione del fallimento dell’uomo, di ciò che non potrà mai essere, una perfezione irraggiungibile; un desiderio di onnipotenza, quindi, rappresentato, tra l’altro, in “Metropolis” di Fritz Lang. In conclusione, l’intervento di Linda Mazzoni, la quale ha spiegato come l’idea iniziale fosse quella di una mostra di manichini (successiva a una sulle bambole antiche), la quale forse verrà allestita in futuro e che ha dato vita a questo lungo e complesso lavoro di ricerca, durato diversi anni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 dicembre 2014 (in versione ridotta)

Con “Terre silenziose” riapre il Museo di Storia Naturale

26 Set

Opera di 'Terre silenziose'Sarà una mostra l’evento scelto per festeggiare oggi la riapertura del Museo di Storia Naturale, chiuso tutta l’estate per lavori di ristrutturazione. “Terre silenziose” è il titolo della personale di Dacia Manto, organizzata insieme alla MLB Maria Livia Brunelli home gallery e a BioPastoreria TerravivaBio, che resterà aperta sino all’11 gennaio 2015. Il titolo dell’esposizione rimanda ad un libro fondamentale di Rachel Carson. La mostra fa parte di un progetto ideato in occasione del 2014 “Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare”, ed incentrato sul tema dei giardini urbani e degli orti a conduzione ‘familiare’, per lo sviluppo delle aree verdi anche nel cuore delle aree urbane. Vengono dunque messi in relazione tre luoghi differenti di Ferrara, il Museo di Storia Naturale, le aree di Terraviva e la home gallery di Maria Livia Brunelli. Dopo l’inaugurazione, la visita alla mostra sarà compresa nel prezzo del biglietto di ingresso al Museo.

 “Terre silenziose”, di Dacia Manto.

 Museo Civico di Storia Naturale, via Filippo de Pisis, 24, Ferrara.

Inaugurazione: oggi, ore 17.

Periodo – orari: da martedì a domenica, 9 – 18, chiuso il lunedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 settembre 2014

Workshop fotografico col maestro Sabbagh

14 Apr

Workshop Sabbagh 2Tredici partecipanti provenienti da tutta Italia (e uno dalla Danimarca), due assistenti e due modelli. Un grande fotografo che con le sue opere d’arte sa scandalizzare e far riflettere. Sono questi gli ingredienti del workshop fotografico di Mustafa Sabbagh organizzato sabato, nel suo studio in via Giovanni XXIII, 42 a Ferrara, da Maria Livia Brunelli. Abbiamo incontrato proprio la Brunelli e Sabbagh per farci raccontare quest’intensa giornata artistica. “Sabbagh ha cercato di spiegare quanto sia importante, mentre si fotografa, lasciarsi andare, ma al tempo stesso avere un progetto in mente”. È secondo lui – ha proseguito la Brunelli – di particolare importanza la luce, “che dev’essere carezzevole, avvolgente come in un rapporto amoroso”. Diversi libri, alcuni rari di Avedon e di Helmut Newton, sono stati mostrati ai presenti per aiutarli nella comprensione della tecnica fotografica. Successivamente è iniziato il set fotografico, la fase pratica, “il momento più emozionante”: quella di Sabbagh, infatti, “è stata una vera e propria performance”, la performance di un’artista provocatorio e profondo come pochi sanno essere. I partecipanti hanno avuto la possibilità di sperimentare sul campo il linguaggio fotografico attraverso la “variazione su un unico scatto”. Gli scatti da loro realizzati saranno, infine, esposti in una mostra curata dall’artista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 aprile 2014

(foto di Maria Livia Brunelli)

Workshop del grande fotografo Mustafa Sabbagh

12 Apr

Mustafa_SabbaghMustafa Sabbagh, fotografo italo – palestinese di fama mondiale e allievo di Richard Avedon, domani dalle 10 alle 18 terrà nel suo studio in via Giovanni XXIII, 42 a Ferrara un workshop di fotografia organizzato dalla MLB Home Gallery di Maria Livia Brunelli. Il workshop prevede una parte teorica e una pratica. Nella prima ci si accosterà alla materia per comprenderne l’essenza, approcciandosi ai molteplici linguaggi della fotografia. La seconda, invece, consisterà nella realizzazione di un set pratico in cui l’artista mostrerà come impostare il lavoro del fotografo: il posizionamento delle luci, il concetto di styling, di casting, come un oggetto può diventare iconico, come un abito può trasformarsi in una forma di espressione artistica. I partecipanti avranno la possibilità di sperimentare sul campo il linguaggio fotografico realizzando due scatti: il primo guardando all’esterno (modello/a), il secondo scrutando dentro di sé (autoscatto). Gli scatti realizzati dai partecipanti saranno successivamente esposti in una mostra curata dall’artista. Il termine ultimo per le iscrizioni era sabato 5 aprile. Per informazioni chiamare il 346-7953757 o scrivere a: mlb@mlbgallery.com .

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 aprile 2014

Viaggio nelle gallerie della nostra città

28 Feb

Pagina gallerie d'artePer gli amanti dell’arte

Ferrara è terra molto fertile.

Sette associazioni rispondono a tre quesiti sul panorama artistico estense.

Sette spazi e gallerie d’arte, sette luoghi nel centro storico di Ferrara dove persone diverse fra loro per età e per formazione continuano a far vivere e a promuovere l’arte. Li abbiamo incontrati per rivolgere loro alcuni quesiti sulla loro attività, sulla città e sul rapporto tra questa e l’ambito artistico – culturale. È venuto fuori un dibattito aperto, sincero e con proposte molto utili e interessanti. Ed è venuto fuori anche un mosaico di immagini che ben rappresentano lo splendore e l’unicità di Ferrara, le sue potenzialità e i suoi limiti.

DOMANDE 

1) Qual è il contributo della sua galleria al fermento artistico ferrarese?

2) Nei prossimi anni le istituzioni cosa dovrebbero cambiare per rendere più attrattiva Ferrara dal punto di vista artistico?

3) Se dovesse convincere un non ferrarese a visitare Ferrara cosa gli direbbe?

IDEARTE GALLERYIdearte Gallery (Paolo Orsatti)

1) Cerchiamo continuamente di intrecciare all’arte anche altre discipline di carattere culturale: presentazione libri, convegni e corsi. L’intento è la creazione di sinergie e contaminazioni con la città alternando artisti emergenti di livello nazionale ad eventi di carattere locale.

2) Uscire dal verticismo decisionale creando una consulta delle arti, della musica e dello spettacolo che possa affiancare le istituzioni, che sia fonte di proposte e di consulenza, con l’intento democratico di allargare ad associazioni o singoli operatori del settore relativamente alle scelte della cultura in città. Pubblicare inoltre sui siti istituzionali pagine dedicate in modo specifico alle gallerie ferraresi e creare una rete fra le gallerie stesse.

3) Venire a scoprire luoghi segreti ed inconsueti fuori dai tradizionali percorsi turistici, apprezzare i fenomeni della cosiddetta arte minore: chiese, conventi, affreschi. Assaggiare, infine, le  tradizionali  specialità gastronomiche.

ASSOCIAZIONE RROSE SÉLAVYAssociazione Rrose Sélavy (Chiara Sgarbi, Giovanna Mattioli)

1)  La nostra galleria è sede di un’associazione che promuove l’arte attraverso mostre, laboratori e incontri. È quindi anche un luogo di produzione per avvicinare quante più persone possibile ai linguaggi dell’arte. In particolare abbiamo un occhio di riguardo verso le ingiustamente dette “arti minori”.

2)  In città esiste tutto un sottobosco di artisti, poco o per niente conosciuti, che meriterebbero attenzione, spesso molto giovani, con pochi mezzi e isolati. Ci piacerebbe che le Amministrazioni Pubbliche contribuissero a far emergere questo interessante mondo sommerso, mettendo a disposizione spazi adeguati e promovendo le relazioni e gli scambi.

3)      Per convincere un non ferrarese a venire a conoscere la nostra città gli direi che, guardando tra le pieghe dell’immediatamente evidente, potrebbe trovare anche un fermento culturale ormai raro a incontrarsi. Potrebbe scovare persone coraggiose e cariche di entusiasmo che portano avanti progetti interessanti in tutti i campi delle arti.

TERRY MAY HOME GALLERYTerry May Home Gallery

1) Un po’ è provocatorio e un po’ controcorrente. La vera provocazione è nel dire agli artisti di aprire i propri studi, di crearsi a loro volta una propria Home Gallery, di oltrepassare la finta critica d’arte e le gallerie che promettono fama in cambio di soldi. L’aspetto controcorrente è di tornare alle origini, a quando per essere artisti serviva essenzialmente il mestiere e il fare arte.

2) Posizionare delle calamite in vari punti strategici. Già ce ne sono, ma a volte la loro potenza attrattiva viene indebolita da scelte artistiche “sconsiderate”. Mancano le competenze, le idee e il coraggio di osare. Bisogna accendere i riflettori su artisti che vengono oscurati per far spazio a operazioni di mercato.

3) Ferrara è un altro mondo. E’ magica davvero. La sua mappa richiama la carta astrologica di uno degli Este ed è stata costruita posizionando “calamite”, quali il Castello o il Palazzo dei Diamanti, e tenendo conto del cielo e delle stelle. Ciò la proietta, la manda in alto.

GALLERIA DEL CARBONEGalleria del Carbone (Paolo Volta)

1) Penso che, dopo quattordici anni di mostre, di aver contribuito a mantenere unite le diverse individualità artistiche ferraresi.

2) Più che le istituzioni, direi cosa potremmo fare assieme, ma assieme veramente, per attirare a Ferrara non solo turismo “anonimo”, ma gente interessata alla nostra città e al nostro territorio. Assieme potremmo pensare iniziative a costi bassi sfruttando le grosse potenzialità associative esistenti, e certi spazi pubblici mal utilizzati.

3) Direi di non visitare i monumenti più importanti – ad esempio il numero più elevato di visitatori è al Castello estense, non a Palazzo dei Diamanti con le sue mostre –  ma camminando per Ferrara a passi lenti avere la possibilità di scoprire l’architettura minore, i diversi paesaggi della nostra provincia, ed alcuni musei come il Museo della Cattedrale (poco visitato perché non sufficientemente promosso e organizzato).

MLB HOME GALLERYMaria Livia Brunelli Home Gallery

1) Fin dall’apertura, nel 2007, abbiamo legato la nostra programmazione alle mostre di Palazzo dei Diamanti, creando un dialogo tra arte contemporanea e arte moderna che facilita l’accesso all’arte anche ai non addetti ai lavori. Sia alle nostre inaugurazioni sia nei due giorni di apertura al pubblico vengono moltissimi visitatori, italiani e stranieri. La MLB ha da subito puntato molto in alto, collaborando con alcune tra le gallerie più importanti a livello nazionale e internazionale.

2) Cercare di creare più sinergie tra la rete museale e le associazioni. Noi siamo molto attivi anche fuori dalla galleria: dal rinoceronte appeso nella Rotonda Foschini, alle installazioni con gli animali di Faunal Countdown, fino alle collaborazioni con musei, scuole, università. Eventi trasversali che stimolano l’arrivo di nuovi visitatori in città.

3) Ferrara è ricca di cose un po’ nascoste e sorprendenti da scoprire: se iniziate questo affascinante viaggio dalla MLB, ve ne sveleremo qualcuna.

 SPAZIO D’ARTE L’ALTROVESpazio d'Arte L'Altrove (Francesca Mariotti)

1) Lo Spazio d’arte è nato per essere un luogo in cui poter trovare o portare ciò che più anima gli animi “sensibili” e “creativi” della città e non solo, stimolando lo scambio di idee ed opinioni sul mondo culturale in senso lato.

2) Ferrara è un vero gioiello, storicamente parlando, che di poco avrebbe bisogno, se non una buona “cura e pulizia”. Le manca la voglia di poter rimanere una grande città d’Arte anche sul Contemporaneo, valorizzando e “investendo” per creare una folla di nuovi talenti, come avviene in molti paesi del nord Europa.

3) Quello che un qualsiasi straniero può trovare a Ferrara è un’aria magica, eterea, che avvolge le nostre piazze e i nostri bellissimi Palazzi del centro storico. Camminare nelle piccole vie, dissestate e malmesse, ma tanto intriganti nel percorso asimmetrico e nuovo ad ogni passaggio, in cui il tempo si è fermato e nello stesso tempo ha proseguito il suo passo con i lampioncini aranciati della sera che ne valorizzano il caldo colore del “cotto ferrarese”.

GALLERIA IL RIVELLINOGalleria Il Rivellino (Leopoldo Bon, Cristina Lucchetti, Benito Pasqualini)

1) In quanto Associazione siamo più “agevolati” poiché proponiamo modi diversi di interagire con la cittadinanza: non solo con le mostre ma anche attraverso l’avviamento alla pratica artistica, grazie all’Accademia di San Nicolò, e ad altre forme artistiche (poesia, saggistica ecc.). Inoltre, cerchiamo sempre una simbiosi tra arte tradizionale e contemporanea.

2) Il Comune o la Provincia dovrebbero organizzare un calendario promozionale degli eventi artistici cittadini, sia in formato digitale sia in formato cartaceo. Questa forma di coordinamento eviterebbe, ad esempio, la sovrapposizione degli orari delle inaugurazioni delle mostre.

3) Gli direi di apprezzare il luogo, ma di dare tempo ai ferraresi: questi, infatti, all’inizio sono diffidenti, sono critici e poco espansivi, non coinvolgono immediatamente. Un non-ferrarese, dunque, non dovrebbe soffermarsi subito sui difetti della nostra gente, ma aspettare e col tempo vedrà che Ferrara merita davvero d’essere visitata.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 febbraio 2014

Mostra parallela di Sabbagh alla MLB home gallery

22 Feb

In concomitanza con l’inaugurazione della mostra “Matisse, la figura. La forza della linea, l’emozione del colore” a Palazzo dei Diamanti, la MLB home gallery propone la personale “Burka moderni. Un dialogo inventato con Matisse” dell’artista giordano Mustafa Sabbagh. Si rinnova, dunque, il forte legame tra la casa-galleria di Maria Livia Brunelli e le grandi mostre cittadine a poche decine di metri di distanza. Oggi dalle 18 alle 22 vi sarà il vernissage della mostra di Sabbagh, visitabile fino al 4 maggio. Mustafa Sabbagh reinterpreta Matisse suggerendo una appassionata e intimista interpretazione del concetto di bellezza oggi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 febbraio 2014

(foto tratta da www.tripadvisor.co.uk)

“Le Metamorfosi dell’Agnus Dei” alla MLB Home Gallery

18 Set

Carrà Brunelli

Dopo l’esposizione dedicata ad Antonioni, a Palazzo dei Diamanti torna la grande arte con la mostra dello spagnolo Francisco de Zurbarán, visitabile fino al 6 gennaio prossimo. Al tempo stesso la MLB Home Gallery dà il proprio contributo presentando la mostra di Marcello Carrà, “Le Metamorfosi dell’Agnus Dei di Zurbarán”, curata da Chiara Zocchi e visitabile fino al 1 dicembre. L’artista ferrarese classe ’76 ha reinterpretato il significato del dipinto esposto a Diamanti, realizzando le sue opere a mano libera con una penna Bic. Il contrasto tra la maestosità delle sue opere e l’uso di uno strumento così “comune” rimanda ad altre contraddizioni: la sua anima scientifica – é ingegnere di professione – si accompagna ad una profonda riflessione sulla precarietà essenziale ad ogni forma vivente. Lo stesso misticismo dell’artista spagnolo, e del suo “Agnello di Dio”, contrastano con la schietta materialità dei soggetti rappresentati da Carrà. Di fondo vi è la comune caducità, fragilità delle cose materiali e la “decadenza morale e spirituale” che unisce la crisi contemporanea con quella del XVII secolo di Zurbaran. È lo stesso Carrà – insieme a Maria Livia Brunelli – ad accompagnarci tra le sue opere,  che riprendono la forma dell’agnello zurbariano ma lo riempiono di contenuti e significati lontani dalla purezza cristologica. Ad essere messi in risalto sono la decadenza, l’ipocrisia, il disfacimento, il caos e la rovina, tutti caratteri e sentimenti peculiari appunto a epoche – come l’attuale – nelle quali sembra venir meno una promessa messianica di salvezza. La produzione artistica di Carrà ha come suo tratto caratteristico la scelta di mostrare, di svelare le viscere di una condizione umana (auto) distruttiva e svuotata di ogni spiritualità. Il fatto, però, che in ogni disegno di Carrà i soggetti riprendano la forma, la linea dell’ ” Agnus Dei” rappresenta la possibilità  – ancora viva – di una salvezza, la speranza di una redenzione – individuale e universale – dopo innumerevoli e sofferte “metamorfosi”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 settembre 2013

Listone Mag, un nuovo modo di raccontare Ferrara

24 Apr

foto Listone

Tredici redattori, sei fotografi, un illustratore, due videomaker, due account executive e una responsabile eventi. Oltre al direttore, Eugenio Ciccone e al capo-redattore Fabio Zecchi. È questa la squadra del nuovo magazine online cittadino, Listone, che ieri mattina è stato presentato alla stampa e alla cittadinanza. Luogo del “battesimo” è stato il neonato Spazio Grisù, la nuova factory della creatività nella quale ha sede OBST, agenzia grafica dalla quale nasce il progetto del magazine. L’idea dello Spazio Grisù è di riconvertire uno spazio dismesso, di proprietà della Provincia di Ferrara, la ex-Caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara di via Poledrelli, per accogliere decine di imprese creative. Il nome Grisù è ispirato al titolo di un cartone animato italiano degli anni ‘70. Per questo Fabrizio Casetti, imprenditore e Presidente dello Spazio ha evidenziato come “il suo ventre continui a sfornare iniziative, e questa di Listone è una di quelle che preferisco”. Maria Livia Brunelli, critica d’arte, gallerista e segretaria di Grisù ha tenuto ad evidenziare come Ferrara dimostri di essere, a volte, più veloce di città come, ad esempio, Milano, “dove per un progetto simile, sono stati impiegati 15 anni, mentre noi solo pochi mesi”. Tutto ciò rientra nella filosofia stessa del magazine, intenzionato a raccontare storie su Ferrara, non a dare mere notizie, e a dimostrare come ci sia, spiega Eugenio Ciccone, “un grande fermento culturale, tante idee anche se pochi soldi”, concetto poi ripreso dall’assessore alla cultura Massimo Maisto e da Marcella Zappaterra, Presidente della Provincia di Ferrara. Questa riflessione parte da un graffito in P.zza Trento e Trieste scritto dall’artista Andrea Amaducci, “Ferrara 500 anni fa era New York”, “ribaltato” in “Ferrara fra 500 anni sarà Ferrara”, slogan di Listone. A conferma di ciò anche la scelta stessa dei collaboratori, la maggior parte trovati tramite un annuncio pubblico che ha avuto più di duecento risposte. Altre caratteristiche del progetto sono la scelta di foto originali, invece delle solite “pescate” dal web, e un’agenda eventi in basso a destra “per creare maggiore partecipazione, raccogliendo tutti gli appuntamenti cittadini”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 aprile 2013