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Le opere digitali di Roberto Selmi in mostra al Dosso Dossi

26 Feb

Roberto SelmiUn’esposizione nella quale si fondono le icone medievali della Cattedrale alle comuni biciclette, dove il Bello classico si sposa con le più moderne tecniche digitali. Fino a domenica Roberto Selmi presenta, nella Galleria Dosso Dossi (via Bersaglieri del Po, 25/b), la personale “City 44121”. Selmi, classe ‘50, ha conseguito il diploma di Maestro d’Arte, indirizzo Architettura, proprio al Dosso Dossi, ed è stato, dal ‘72 al 2007, Responsabile grafica e allestimenti del Comune di Ferrara.

La creazione di opere digitali parte dal disegno a mano, poi lavorato al computer attraverso software specifici – Photoshop, Illustrator e altri – e quindi stampato su vari supporti, tra i quali pvc light, forex e tela. “Il digitale – ci spiega – mi dà maggiori soddisfazioni, soprattutto per quanto riguarda l’intensità cromatica e la precisione delle linee”. Nel suo percorso stilistico vi è stato un passaggio dal figurativo puro a un approccio a metà tra questo e l’astratto, approdo che, dice, “considero una maturazione, in quanto il figurativo è troppo legato al reale, mentre l’astratto mi dà di più in creatività”. Quello di Selmi rimane comunque “un astratto leggibile”, che permette al fruitore di svelare, decifrare gradualmente i concetti rappresentati.

La mostra, con richiami alla pop art, è divisa in due parti: una didattico-decorativa, con ironiche varianti del noto profilo di Borso d’Este, oltre a gufi, pesci e altre creazioni. L’altra, più “artistica”, comprende tra l’altro il “bestiario” del Duomo, due biciclette viste dall’alto, un quartetto tridimensionale e alcuni putti di Palazzo Prosperi-Sacrati. Selmi compie dunque un’interessante “provocazione” artistica, partendo da da particolari colti nel centro storico, soprattutto nell’iconografia dei bassorilievi della Cattedrale, dal quale ha estrapolato e rielaborato alcune figure dei Bestiaria medievali, e da frammenti di vita quotidiana.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2015

Cambiamento climatico, il bando “Pioneers” per affrontarlo

26 Feb

aster_4430Fino al prossimo 23 marzo è aperto il bando Pioneers into Practice, programma di mobilità professionale sui temi della sostenibilità promosso in Emilia-Romagna da ASTER, consorzio per l’innovazione e la ricerca industriale e partner della Climate-KIC. Obiettivo, acquisire capacità gestionali e conoscenze tecniche per affrontare il cambiamento climatico. Pioneers è aperto a enti di ricerca, università, imprese, enti pubblici, ONG, professionisti, dottorandi e imprenditori delle realtà attive nel campo del cambiamento climatico in Emilia-Romagna e in altre undici regioni partner internazionali.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2015

L’istruzione secondo Illich oggi all’Ariostea

26 Feb

Palazzo Paradiso AriosteaL’incontro di oggi alle 17 in Biblioteca Ariostea (via Scienze, 17 a Ferrara) prenderà spunto dalla frase “L’istruzione è un mito classista e mutilante” di Ivan Illich. Relatore sarà Fabio Milana, insegnante di Lettere, con l’introduzione di Piero Stefani. L’incontro è organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea.

Illich (1926-2002) è un filosofo austriaco che ha esercitato la sua critica sulle forme istituzionali, economiche e ideologiche della modernità, individuando nessi profondi tra i modelli neocapitalisti e i rapporti di dominazione e subalternità culturale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2015

“Cronopios”, al via un nuovo progetto per il Teatro Nucleo

26 Feb

CortázarIl nuovo progetto del Teatro Nucleo prende spunto dall’autore al quale è intitolata la storica sede: Julio Cortàzar. “Storie di cronopios e di famas” è una raccolta di racconti dello scrittore argentino, che ha ispirato il nome del primo Gruppo di Teatro Comunitario per l’infanzia, il quale si chiamerà appunto Teatro Comunitario “Cronopios”. Questo progetto rappresenta l’ultimo frutto della cooperazione decennale tra il Nucleo e l’Istituto “Cosmè Tura” di Pontelagoscuro, che ha portato all’dea di questo percorso di integrazione, solidarietà e condivisione tra bambini, famiglie e realtà associative (“Il Quadrifoglio” e “Il Germoglio”).

La pratica comunitaria del Teatro Nucleo fa parte della storia di questo gruppo. La presenza del Nucleo a Pontelagoscuro da origine a progetti di partecipazione della comunità locale, a partire da quando, nel 2005, dal Nucleo e dal Comune di Ferrara vengono commissionati a due artisti argentini, Omar Gasparini e Ana Serralta, i due grandi murales che ornano le facciate del teatro, rappresentanti la storia del Nucleo e quella di Pontelagoscuro, ricostruita con il coinvolgimento dei residenti. Il Nucleo dà inoltre origine a due percorsi di teatro comunitario: il Gruppo di Teatro Comunitario di Pontelagoscuro (GTCP), diretto e coordinato da Antonio Tassinari, e Donne Comunitarie, guidato da Cora Herrendorf.

Nel 2014, dopo la scomparsa di Tassinari, l’Associazione Teatro e Comunità – Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuro decide di interrompere la collaborazione con il Teatro Nucleo. È così che ha termine il progetto originario del Teatro Comunitario coordinato da Cora Herrendorf e Antonio Tassinari, nato in seno alla Cooperativa Teatro Nucleo, con la collaborazione del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna. Attualmente, oltre alla formazione di “Cronopios”, il Nucleo prosegue l’esperienza comunitaria in altri luoghi, tra cui Comacchio. Qui Natasha Czertok dirige e coordina il Teatro Comunitario, nato all’interno del Community Lab “La sofferenza delle donne nel mondo del lavoro”, tavolo di partecipazione alla programmazione sociale e sanitaria sostenuto da Regione, AUSL e Comune di Comacchio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 febbraio 2015