Tag Archives: Don Franco Patruno

Una speranza per i giovani, un futuro per Casa Cini: sulla Biennale “don Patruno”

29 Ott

Il 25 ottobre a Casa Cini si è svolto il finissage della mostra della Biennale per artisti under 30 dedicata a don Franco Patruno, che dal 14 dicembre sarà esposta al MAGI 900 di Pieve di Cento

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi è conclusa nel tardo pomeriggio del 25 ottobre scorso la prima parte della III edizione della Biennale per giovani artisti dedicata a don Franco Patruno, iniziata il 10 ottobre con l’inaugurazione e che ha visto come tappa intermedia l’incontro del 18 ottobre con un ricordo del sacerdote-artista a cura di Angelo Andreotti. Il finissage dell’esposizione delle opere degli otto creativi – Francesco Bendini, Nicola Bizzarri, Carmela De Falco, Andrea Di Lorenzo, Victor Fotso Nyie, Francesco Levoni, Lilit Tavedosyan e Livia Ugolini – è stata anche l’occasione per presentare il catalogo dell’iniziativa, un libretto, documentativo delle opere e degli apparati, con testi dell’Arcivescovo Perego, di Ada Patrizia Fiorillo e Gianni Cerioli. Quest’ultimo – Presidente della Giuria – ha introdotto il finissage, presentando anche il catalogo stesso, prima di passare la parola al Vicario Generale mons. Massimo Manservigi: “qui a Casa Cini stiamo ripartendo – ha spiegato quest’ultimo -, cercando di strutturare iniziative soprattutto per i giovani. Vorremmo anche che questa sede diventasse la sede naturale della Biennale dedicata a don Patruno”. Inoltre, ha proseguito, “come Arcidiocesi portiamo avanti il progetto del Museo diocesano, che verrà realizzato dopo la ristrutturazione del Palazzo Arcivescovile, e che comprenderà anche una sezione di arte moderna e contemporanea – quindi anche con opere di don Patruno – e, ci piacerebbe, una sezione specifica di giovani artisti”. Dopo il saluto del Direttore di Casa Cini, don Paolo Bovina, ha ripreso la parola Cerioli, il quale ha spiegato come la copertina del catalogo rechi un’opera dello stesso Patruno, “Scrittura-Muro”, un acrilico e gessetti su tela del 1982 facente parte della collezione della Fondazione CariCento, organizzatrice della Biennale. “Viste le tante richieste di giovani artisti da tutta Italia (dal Friuli alla Puglia) di potervi concorrere, dopo la I edizione – sono ancora sue parole – abbiamo scelto di allargare il raggio di provenienza dei partecipanti, passando dalle province dov’è presente CariCento – Ferrara, Bologna, Modena – all’intero territorio nazionale. Infine, uno sguardo al catalogo: è lo stesso Cerioli nel testo introduttivo a spiegare come l’intervento di mons. Perego “in più momenti ha permesso di agevolare un percorso non facile ma necessario per adattare gli ambienti di un monumento storico a spazio espositivo e per riportare don Franco a Casa Cini”. Lo stesso Arcivescovo nel suo contributo spiega come Casa Cini sia “un luogo che respira ancora, anche per le opere conservate – a partire dal grande Cristo – la passione e l’intelligenza artistica di don Franco: arte al servizio della fede, arte al servizio della Liturgia, arte al servizio dell’uomo”. Ricordando il tema di questa terza edizione – “Realismi” -, scrive ancora mons. Perego, le opere degli otto artisti “aiutano a consolidare la realtà, nei suoi volti, nei suoi drammi, nei suoi spazi, fonte e luogo di ispirazione. Come è stato per don Franco, che nelle sue opere ha saputo interpretare fede, cultura sempre strettamente legata alla realtà, anche se trasfigurata”. Nel terzo contributo, la Fiorillo, membro della Giuria, spiega invece come il fatto di scomettere sugli under 30 abbia come obiettivo quello di “interpretare lo spirito di curiosità, di attenzione e di accoglienza con il quale Patruno ha sempre guardato ai giovani e altresì ai fatti della vita”. L’appuntamento è al prossimo 14 dicembre, quando la mostra degli otto artisti di questa III edizione troverà casa presso il Museo MAGI ’900 di Pieve di Cento, e lì vi rimarrà fino al 12 gennaio 2020.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 1° novembre 2019

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“Era accogliente e sempre pieno di interrogazioni”: un ricordo di don Franco Patruno

21 Ott

“L’arte per lui era tutt’uno con la vita e col sacerdozio”: il 18 ottobre a Casa Cini Angelo Andreotti ha ricordato don Franco Patruno. Venerdì 25 ottobre, stesso luogo, finissage della Biennale a lui dedicata

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOspitale e attento, compassionevole e sempre teso verso l’altro, soprattutto i giovani. Questo è il don Patruno emerso dalle parole di Angelo Andreotti, Direttore del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara, e suo ex amico e collaboratore. L’occasione di questa testimonianza pubblica è stato l’incontro svoltosi nel tardo pomeriggio di venerdì 19 ottobre nel Salone di Casa Cini, in occasione dell’esposizione nella sede di via Boccacanale a Ferrara, della III edizione della Biennale d’arte intitolata proprio al sacerdote ferrarese. Ricordiamo che venerdì 25 ottobre avrà luogo il finissage della mostra con opere di otto giovani artisti, evento nel quale verrà presentato anche il catalogo. “Il periodo in cui lo conobbi e passai più tempo con lui fu fra il 1980 e il 1990, tra i miei 20 e 30 anni”, ha raccontato Andreotti. “Allora studiavo filosofia all’Università e scrivevo poesie, ma non sapevo a chi farle leggere. Mi fecero conoscere don Franco e iniziai ad andare in Seminario a trovarlo tutti i sabato, per parlare e discutere di vari argomenti. All’università non avevo trovato un professore che potesse essere per me, giovane, un punto di riferimento”. Gli incontri con don Patruno, al contrario, “mi aprivano mondi dei quali non conoscevo l’esistenza. Oltre ai temi, era molto importante il modo col quale parlavamo: una forma sempre dialogica e serena”. Nella seconda metà degli anni ’80 Andreotti ebbe anche modo di collaborare assiduamente con lui nell’organizzazione delle tante mostre proprio a Casa Cini. Una poesia di Giorgio Caproni è stata poi citata dal relatore, emblematica del suo rapporto col sacerdote, artista e critico d’arte: “Tutti riceviamo un dono. / Poi, non ricordiamo più / né da chi né che sia. / Soltanto ne conserviamo / – pungente e senza condono – / la spina della nostalgia”. “Di lui – sono ancora parole di Andreotti -, la prima cosa che mi colpì fu la sua accoglienza, il suo sorriso sbilenco, la voce spesso a un tono alto, il suo incedere stesso che era un farsi prossimo. Alla sua gioia trascinante era difficile resistere. Non aveva mai porte chiuse, era una persona davvero ospitale, da lui mi sentivo avvolto e protetto. Amava molto interrogare, provocare, stimolare l’altro – ha proseguito il relatore -, ma sempre con l’attenzione verso chi aveva davanti, che significa ascolto e sguardo, e che è nemica dell’indifferenza e dell’arroganza, ma anzi è un tendere verso, uno sporgersi fuori da se stessi ma al tempo stesso nel profondo di sé”. Inoltre, don Patruno era “sempre generoso e aveva il dono della compassione, che si fondava sulla percezione dell’altro come prossimo a sé, senza compiacimento alcuno”. Numerosi, alla fine dell’incontro, sono stati gli interventi dal pubblico – era presente una quarantina di persone – da parte di chi ha avuto modo di conoscerlo, da allievo e/o da amico: “don Franco – è un po’ quello che è emerso – aveva il grande dono di vedere l’anima delle persone che incontrava, ed era convinto che non esistessero ‘noi’ e gli ‘altri’ ma solo ‘noi’ tutti insieme”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 25 ottobre 2019

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Casa Cini di nuovo luogo d’arte

15 Ott

Fino al 25 ottobre in via Boccacanale di Santo Stefano a Ferrara, le opere di otto giovani artisti per la Biennale dedicata a don Franco Patruno

di Andrea Musacci

cerioli artisti 2Non un evento isolato ma un accompagnamento costante nel tempo e in profondità nel cammino artistico di givoani creativi. Da quattro anni, questo vuol essere la Biennale d’Arte per giovani artisti “don Franco Patruno”, giunta alla sua III edizione e ospitata, come prima fase espositiva, nel luogo a cui la memoria del sacerdote deceduto nel 2007 è maggiormente legata: Casa Cini. Una storia che dunque non viene solo omaggiata, ma resa ancora carne viva, attraverso cuori e mani di una nuova generazione di artisti che – è la speranza – anche da un’esperienza di questo tipo possano iniziare un proficuo iter nel mondo dell’arte. Il concorso, bandito su scala nazionale, è aperto a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, e vede la giuria tecnica composta da Gianni Cerioli e Marina Malagodi (rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento), Ada Patrizia Fiorillo (storica dell’arte – Università di Ferrara), Fausto Gozzi (direttore della Pinacoteca Civica di Cento), Massimo Marchetti (critico d’arte) e Valeria Tassinari (curatrice scientifica Museo Magi 900 di Pieve di Cento). Gli artisti sono stati invitati a riflettere sul tema “Realismi”, presentando opere che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’installazione fino al video. Sono otto i giovani selezionati per questa terza edizione, ognuno partecipante con un’opera, alla quale però è stato chiesto di affiancarne altre due dello stesso periodo creativo, per poter conoscere ancora meglio il percorso che il giovane sta portando avanti: Francesco Bendini (San Sepolcro,1996) con “Senza titolo”, “Pupazzo” e “L’artista nel suo studio”; Nicola Bizzarri (Bologna,1996) con “Dichiarazione 07-0.2019”, “Senza titolo (oggetto)” e “Senza titolo (Sì! Sì! Sì!)”; Carmela De Falco (Avellino, 1994) con “Walking with laced shoes”, “Untitled (to break)” e “Untitled (home sweet home)”; Andrea Di Lorenzo (Varese,1994) con “Senza titolo”, “Radure” e “Foglie di fico”; Victor Fotso Nyie (Douala, Camerun,1990) con “Bios”, “Bios 2” e “Bios 3”; Francesco Levoni (Bologna,1996) con “Variazioni” e “Untitled 2”; Lilit Tavedosyan (Yerevan – Armenia,1992) con “Senza titolo 1”; Livia Ugolini (Bologna,1989) con “Doppio legame”, “Cari saluti da” e “Lover’s eyes”. Nel tardo pomeriggio di giovedì 10 ottobre, il salone e altri ambienti del primo piano dell’Istituto di cultura di via Boccacanale di Santo Stefano, 24/26 a Ferrara, hamnno ospitato il vernissage dell’esposizione, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cento, in collaborazione con il Comune di Cento e con il patrocinio della Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Dopo il saluto da parte del Direttore di Casa Cini don Paolo Bovina, ha preso la parola il curatore Gianni Cerioli: “sono contento di essere riuscito a far tornare don Franco qui a Casa Cini. Questa Biennale è stata pensata da anni per essere ospitata in questo luogo – ha proseguito -, che sta tornando sempre più ad accogliere attività culturali e artistiche”. La Biennale intende essere in un certo senso “la continuazione di quel che don Franco voleva realizzare, cioè un progetto per aiutare i giovani a emergere”.

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Opera di Lilit Tavedosyan

Per l’occasione, al primo piano di Casa Cini sono state esposte una decina di opere su carta, fra le meno note, di don Patruno, realizzate negli anni ’70-’80. Massimo Marchetti, per tanti anni amico e collaboratore del sacerdote, ha spiegato come quest’ultimo, personaggio poliedrico e originale, dagli anni ’50, tutti i giorni non riusciva a rinunciare a disegnare. Abbiamo scelto di esporre queste opere, anche perché parte di un ciclo ispirato alla Divina Commedia e alla Sacra Scrittura. I prossimi appuntamenti sono in programma per venerdì 18 ottobre quando alle ore 1730, nel salone di Casa Cini, Angelo Andreotti terrà una conferenza su don Franco Patruno. In occasione del finissage il 25 ottobre alle ore 18, verrà presentato il catalogo della Biennale. Si tratta di un agevole libretto, documentativo delle opere e degli apparati con testi dell’Arcivescovo mons. Giancarlo Perego, di Ada Patrizia Fiorillo e Gianni Cerioli. L’esposizione è visitabile da lunedi a venerdì dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, sabato su prenotazione (chiamare il 347-3140278). I tre artisti vincitori riceveranno dalla Fondazione un premio-acquisto di euro 3.000 per l’opera prima classificata, di euro 1.200 per la seconda e di euro 800 per la terza. Le opere entreranno a fare parte della Collezione d’Arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Cento. Al vincitore verrà poi affidato l’incarico di organizzare una mostra personale a Cento e a Ferrara entro il 2020, dedicata agli sviluppi della sua ricerca artistica.

Chi era don Franco Patruno

don patrunoNato a Ferrara il 29 novembe 1938, viene ordinato sacerdote da mons. Natale Mosconi nel 1966, e il suo primo incarico è di cappellano presso la parrocchia di Santa Maria Nuova-San Biagio. Per 9 anni (1966-1975) è assistente dei giovani dell’Azione cattolica e per 16 (1969-1985) direttore dell’Ufficio missionario diocesano. Dal 1971 è responsabile diocesano delle comunicazioni sociali. Il 2 febbraio 1985 è nominato responsabile dell’Istituto di cultura ”Casa Cini”: l’arcivescovo mons. Maverna affidò nel 1984 la responsabilità della Casa a lui e a don Francesco Forini; partito per le missioni in Africa quest’ultimo, don Patruno da allora ha continuato a dirigere le attività culturali dell’Istituto. Critico d’arte e cinema per l’Osservatore Romano, don Patruno ha curato per il quotidiano vaticano la rubrica ”Opinioni” per quanto riguarda le problematiche etiche della comunicazione di massa. Sempre per l’Osservatore Romano ha curato ampie interviste a personaggi del mondo della letteratura, dell’arte e dello spettacolo. Per l’emittente Raisat 2000 ha intervistato Ermanno Olmi, Dacia Maraini, Ezio Raimondi, Andrea Emiliani, Pompilio Mandelli, Aldo Borgonzoni, Franco Farina, Pupi Avati, ed altri. Ha pubblicato diversi contributi sulle problematiche estetiche nel mondo medievale, sull’estetica musicale in Sant’Agostino, sulla poetica delle Avanguardie del Cinquecento ed ha introdotto il catalogo sulle due rassegne di arte sacra in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale di Bologna per la Casa Editrice Electa. Ha curato il catalogo della rassegna “Chagall e la Bibbia”. Come artista ha esposto in Italia e all’estero. Per i tipi della Book Editore ha pubblicato “Chagall e Matisse: due templi della spiritualità in Provenza”. Ha fatto parte della Commissione per i Beni Culturali e Artistici della Conferenza Episcopale Italiana. Don Patruno ha iniziato a esporre nel 1958 con una rassegna nel chiostro della chiesa di S. Romano di Ferrara dal titolo “Piccola città”. Dopo il periodo trascorso in seminario, ha ripreso ad esporre con tre mostre grafiche alla galleria “La linea” di Ferrara nel 1969, 1970 e 1971. Nel 1974 è stato invitato per una personale al Palazzo dei Diamanti, in occasione del centenario di Ludovico Ariosto, con “Cinquanta personaggi dell’Orlando”. Nel 2000 ha realizzato diversi lavori per l’ “Opera don Calabria” di San Zeno in Monte di Verona di cui soprattutto si ricordano due ampie vetrate per la nuova cappella dell’Adorazione. Nel 2003 fu richiesta la sua partecipazione, con una specifica vetrata, alla Biennale d’Arte Sacra “Stauros” di Santuario San Gabriele di Teramo. Don Franco è stato anche nominato monsignore nel 2006 ed una della sue ultime apparizioni in pubblico fu in quella occasione, quando vennero inaugurati gli affreschi della sacrestia del duomo, dipinti da Paolo Baratella. E’ deceduto il 17 gennaio 2007.

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 19 ottobre 2019

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Storia e arte in parete: guida alle mostre del fine settimana

11 Mar
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Un’opera di Anna Di Prospero in mostra al MIA Photo Fair

Anche in questo fine settimana Ferrara si conferma a pieno titolo città d’arte. Partendo da fuori, da giovedì fino a domani è in programma a Milano il MIA Photo Fair, dove la ferrarese Maria Livia Brunelli home gallery è presente con tre fotografi (Silvia Camporesi, Anna Di Prospero e Hiroyuki Masuyama) allo stand A47, con un progetto curatoriale sull’energia dei luoghi.
Nel nostro territorio, oggi alle 10.30 nella Sala Voltini del Centro Culturale Cappuccini di Argenta inaugura, con la presentazione del libro omonimo, la mostra storico-documentaria “Legati mani e piedi con rozze funi. Le carte raccontano la pellagra a Ferrara ed Argenta 1859-1933” a cura di Magda Beltrami e Mara Guerra, presenti insieme a Benedetta Bolognesi dell’Archivio Storico comunale. La mostra, in parete fino al 1° aprile, è visitabile da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 19. Sempre ad Argenta, oggi alle 17.30 nel Centro Culturale Mercato inaugura la mostra di Marino Trioschi, “Trioschi. Antologica 1970-2017”, promossa con la Galleria d’arte Stefano Poppi e la Galleria Giacomo Cesari, entrambe di Argenta, e con presentazione di Franco Bertoni. La mostra sarà aperta fino al 17 aprile e visitabile da martedì a sabato 9.30-12.30, da giovedì a domenica 15.30-18.30.
A Ferrara, invece, oggi alle 16 a Casa Ariosto è in programma il “Concerto per Franco” del duo Claudio Miotto (clarinetto) e Paolo Rosini (chitarra), nell’ambito della mostra di don Franco Patruno “La libertà di dire, la verità di fare”, in esposizione fino al 12 marzo. L’entrata è gratuita.
“Andar per rifugi” è, invece, il titolo della mostra fotografica che la Sezione di Ferrara del Club Alpino Italiano presenta da oggi, alle 17, fino al 19 marzo alla Porta degli Angeli.
Domani, invece, alle 11 nel Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in c.so Ercole I d’Este, 19) inaugura la seconda sezione della mostra storico-documentaria “E Beltrame disegnò la Grande Guerra”, a cura di Gian Paolo Marchetti, con la collaborazione di Antonella Guarnieri, Elena Ferraresi e Martina Rubbi. La mostra sarà visitabile fino al 9 aprile dal martedì alla domenica, 9.30-13 e 15-18.

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Un’opera di don Patruno in mostra a Casa Ariosto

Ancora domani, alle 11 nella sede dell’Associazione “Al boattino” di Masi Torello (in via dei Masi, 8) inaugura la mostra fotografica “Storie ferraresi”, con opere di Silvia Grillanda, Andrea Mantovani e Germano Nardini. La visita della mostra con aperitivo è possibile tramite iscrizione (10 euro) all’Associazione.
Sempre fuori città, domani dalle 15.30 al Mondo Agricolo Ferrarese a San Bartolomeo in Bosco (in via Imperiale, 265) avrà luogo l’evento “Arte internazionale e mondo culturale della tradizione a confronto”, con presentazione di G. P. Borghi della mostra di Habdessamad Halloumi, “Da Casablanca a Ferrara”, in parete fino al 5 aprile. Alle ore 16 di domani, invece, inaugura la personale di pittura di Alessandro Govoni nella sede di G&G Fashion Art in via IV novembre, 15/b a Renazzo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 marzo 2017

Un fine settimana all’insegna dell’arte tutta ferrarese

12 Feb
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Don Franco Patruno

Diverse le esposizioni artistiche inaugurate in questo fine settimana in città , e non solo. A Casa di Ludovico Ariosto (in via Ariosto, 11 a Ferrara) oggi alle 18 inaugura la retrospettiva “€œLa libertà  di dire, la libertà  di fare”€ di don Franco Patruno, in occasione del decennale della sua morte, con opere di vario tipo realizzate negli anni dal sacerdote. La mostra, curata da Maria Paola Forlani, Massimo Marchetti, Patrizia Fiorillo e Gianni Cerioli, è visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18. Da ieri, invece, sono visitabili la personale “Atmosfere” di Elena Monti, pittrice bolognese, nella Sala Mediolanum di via Saraceno, 16, e, a Palazzo Scroffa in via Terranuova, 25 la collettiva “Infinito silenzio pensiero”, a cura di Francesca Mariotti e Rita Caracausi. Legato alla mostra, in programma oggi alle 16.30, nello stesso luogo, l’incontro “€œL’energia delle parole e del silenzio”€ con Serena Pattaro.
Sempre oggi alle 17 nella Terry May home gallery in via Porta San Pietro, 56, viene presentato il nuovo lavoro di Ma Rea, “Il Ritratto Ovale”, tra poesia e arte concettuale interattiva, in uno scambio artistico tra May e Ma Rea.
Domani, invece, alle 15 nella sede del Mondo Agricolo Ferrarese in via Imperiale, 265 (località  San Bartolomeo), all’interno dell’evento “Alle radici”, inaugura la mostra e il relativo catalogo di Aniceto Antilopi, “Dolore e Libertà. Fotografie della Linea Gotica”, in parete fino al 5 marzo. A seguire, incontro dedicato al maestro Adriano Franceschini con Gian Paolo Borghi, Corinna Mezzetti che presenta il suo saggio “Le carte dell’archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050)”, ed Edoardo Penoncini che presenta “Al fil zrudlà (il filo srotolato)”.

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La fotodipinta di Samaritani dedicata a Sgarbi

Inoltre, per tutto il mese di febbraio sul sito della Galleria Lacerba di Ferrara (www.lacerba.com) è possibile ammirare una rassegna di opere di Ugo Carrega, uno dei massimi esponenti del movimento artistico della poesia visiva. Infine, fuori città , il fotografo Andrea Samaritani partecipa con la sua fotodipinta “Vittorio Sgarbi, il Negromante” nella mostra “Oltre il limite” esposta al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, a cura di Sabrina Colle, e dedicata ai molti ritratti e alle opere che nel tempo artisti e fotografi hanno dedicato a Vittorio Sgarbi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 febbraio 2017

Ampliare la Biennale dedicata a Patruno, oggi incontro a tema

27 Set

don francoLo scorso 5 settembre anche a Ferrara, a Casa Ariosto (in via L. Ariosto, 67), è stata presentata la mostra della 1° Biennale dedicata a don Franco Patruno. Oggi alle 16 i promotori si incontrano per una tavola rotonda, aperta al pubblico e a ingresso libero, nella quale si prenderà in esame la possibilità di ampliare la Biennale 2017 a un ambito regionale oppure nazionale, per valorizzare maggiormente il progetto. La Biennale rappresenta un omaggio collettivo a don Franco Patruno, indimenticato sacerdote, artista e critico d’arte, scomparso nel 2007. Le opere degli artisti under 30, provenienti dalle province di Ferrara, Modena e Bologna, sono state giudicate da Gianni Cerioli (curatore), Ada Patrizia Fiorillo (Università di Ferrara), Guido Molinari (Accademia Belle Arti di Bologna), Massimo Marchetti (critico d’arte), Salvatore Amelio (artista) e Fausto Gozzi (direttore GAM Cento). Questi i vincitori: il primo premio è andato a Gianfranco Mazza e a Luca Serio, il secondo a Valeria Talamonti e il terzo a Cinzia Carantoni. Il concorso è bandito da Fondazione CariCento, Cassa di Risparmio di Cento, Comune di Cento e Musei di Arte Antica di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 settembre 2015

Ecco le opere dedicate a don Patruno

23 Set

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Esposti i lavori di 19 giovani artisti della 1° Biennale a lui dedicata

Un omaggio collettivo a don Franco Patruno, indimenticato sacerdote, artista e critico d’arte, scomparso nel 2007. Fino al 30 settembre a Casa Ariosto (via L. Ariosto, 67, Ferrara) saranno esposte le diciannove opere di altrettanti artisti under 30 protagonisti della 1° Biennale d’Arte a lui dedicata.

Le opere degli artisti, provenienti dalle province di Ferrara, Modena e Bologna, sono state giudicate da Gianni Cerioli (curatore), Ada Patrizia Fiorillo (Università di Ferrara), Guido Molinari (Accademia Belle Arti di Bologna), Massimo Marchetti (critico d’arte), Salvatore Amelio (artista) e Fausto Gozzi (direttore GAM Cento). Questi i vincitori: il primo premio è andato a Gianfranco Mazza (“Generare di nuovo”) e a Luca Serio (“Figura con cane”), il secondo a Valeria Talamonti (video “City tree”) e il terzo a Cinzia Carantoni (“De rerum natura”).

Il concorso, bandito da Fondazione CariCento, Cassa di Risparmio di Cento, Comune di Cento e Musei di Arte Antica di Ferrara, si basava sul tema “Rigenerazione”, nella speranza che, omaggiando don Patruno, possa rinascere una nuova generazione di artisti proficui, al quale il sacerdote era molto interessato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 settembre 2015