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A Voghiera la magia senza tempo della Mille Miglia

14 Mag

1000 miglia Voghiera

Enzo Ferrari la definì “la più bella gara del mondo”, ma si può anche descrivere come il più importante museo itinerante di automobili. La sedicesima rievocazione dello storico evento delle Mille Miglia avrà luogo, da Brescia a Roma, e ritorno, da giovedì 16 a domenica 19 maggio. Come ogni anno, i riflettori saranno puntati, per due giorni, anche su Ferrara e parte della provincia. In particolare, giovedì sera dalle 23 a Voghiera ci sarà il transito spettacolare di centotrenta Ferrari, con modelli dal 1958 ad oggi. A mezzanotte e mezza, invece, la Mille Miglia (comprendente tutti i modelli di auto storiche fino al 1957) arriverà a Ferrara. Venerdì 17 alle 8 le vetture arriveranno a Voghiera, davanti al Municipio sito sul viale Bruno Buozzi, per il controllo timbro, per poi ripartire nuovamente verso Portomaggiore in direzione Ravenna. Dante Bandiera, Assessore all’Innovazione e allo Sviluppo economico e produttivo, e Ottorino Bacilieri, Vice Sindaco e Assessore all’Istruzione, alla Cultura e al Turismo del Comune di Voghiera ci spiegano come sia la prima volta che la Mille Miglia fa tappa nel comune, e che per l’occasione l’organizzazione della viabilità sarà curata dalla Polizia Municipale insieme alla Protezione Civile. Ottima è stata anche la disponibilità degli operatori economico e commerciali del territorio, oltre alla Coldiretti e al Consorzio Produttori di Voghiera, nel promuovere e sponsorizzare l’evento. Rappresenta, infatti, un’opportunità unica per vedere le macchine in orario diurno, e per ammirarle anche in sosta, e un’occasione irripetibile per valorizzare l’ “agricultura” del territorio, vale a dire il mix di prodotti tipici locali (l’aglio Dop in primis), e di cultura e storia locale. A tal proposito, la mattina di venerdì in occasione dell’arrivo delle automobili ci sarà la presentazione di un esperto, ex partecipante ad edizioni passate, e la “Merendina street party”, vale a dire la partecipazione delle classi elementari e medie del Comune all’evento. Per l’occasione Coldiretti promuoverà non solo i suoi prodotti, ma anche i principi di una sana alimentazione per i giovani spettatori. Infine, per sottolineare ancor più l’eccezionalità dell’evento e per consolidare la memoria dello stesso, il Comune di Voghiera ha promosso un concorso di fotografia, gratuito e aperto a tutti, riguardante il passaggio delle vetture nel territorio comunale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 maggio 2013

L’art. 9 della Costituzione secondo i ragazzi del Dosso Dossi

14 Mag

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Il progetto “Giovani di sana e robusta Costituzione” e’ visitabile alla Porta degli Angeli in Rampari di Belfiore, 1 fino al 19 maggio. Gi autori sono quindici studenti della 5H del Liceo Artistico Dosso Dossi di Ferrara (indirizzo grafico-visivo), con la coordinazione delle Prof.sse Cinzia Calzolari e Simona Rondina e il contributo della Prof.ssa Adriana Di Pietro. Il tutto nasce dalla partecipazione degli studenti al Concorso nazionale “Articolo 9 della Costituzione. Cittadinanza attiva per la cultura, la ricerca, il paesaggio e il patrimonio storico e artistico”, promosso dal MIUR e dal MIBAC, che li ha visti coinvolti nella produzione di otto video e di diversi pannelli preparatori, visitabili anch’essi nella mostra.

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Obiettivo e’ la promozione dell’articolo costituzionale, spesso non degnamente valorizzato, riguardante la promozione della cultura e della ricerca e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico. Tra gli otto video, gli stessi ragazzi ne hanno scelto uno, inviato al Ministero il 30 aprile scorso. Mentre al piano terra sono esposti i pannelli e proiettati i video, nella torre un filo rosso corre lungo le vetrate a 360° riproducendo il testo dell’art.9. L’esposizione è presentata da R.T.A. Progetto Porta degli Angeli, in collaborazione con il Comune di Ferrara-Circoscrizione 1, e fa parte del progetto “Citta’/Territorio/Societa’” curato dall’Associazione Yoruba.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 maggio 2013

Alla Biblioteca Bassani gli “Scatti sparsi” di un poeta visuale

13 Mag

Ganzaroli

Gli “Scatti sparsi” di Gian Franco Ganzaroli, esposti alla Biblioteca Bassani di Barco fino al 15 giugno, al di là del titolo seguono un filo rosso, rappresentano un percorso di vita personale dell’artista, ma nel quale non è difficile rispecchiarsi. La mostra è nata quasi casualmente, “scoprendo” tra diverse fotografie fatte negli anni, in momenti diversi, le tappe mai definitive di un lungo itinerario esistenziale.

Si parte infatti da”La fede perduta” simboleggiata da un oratorio abbandonato, immagine del dubbio e dell’assenza di qualcosa di prezioso, per arrivare, mai in modo lineare, ad una sempre maggiore presa di coscienza della realtà e della propria interiorità (“Quiete”). Così si intervallano momenti difficili (“Se così non fosse…”), incerti (“Pensieri”), ad altri nei quali la consapevolezza diventa forza (“Con tutto me stesso”) e si afferma una serena saggezza riflessiva (“Solo tra un po’!”). Il tragitto è segnato più o meno velatamente da un bisogno profondo di spiritualità, di religiosità che ben denotano la personalità di questo “poeta visuale”.

Ganzaroli ha iniziato la sua attività di fotografo nell’88, e tra le prime mostre ricorda con piacere quelle nella sala mostra della Stazione di Ferrara, ora chiusa, a metà degli anni ’90. L’esposizione di fotografie è ad ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca Bassani, dal martedì al sabato (9-13) e dal martedì al giovedì (15-18:30).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2013

L’abisso della Shoah e la Teologia della Croce in Giuseppe Dossetti. Un incontro dell’Istituto Gramsci di Ferrara

9 Mag

P1020029Il libro di Giambattista Zampieri, dal titolo “Giuseppe Dossetti. La storia, la croce e la Shoah” (edizioni Aliberti, 2012), è stato presentato ieri pomeriggio nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea. L’appuntamento, curato dall’Istituto Gramsci di Ferrara diretto da Fiorenzo Baratelli, è stato introdotto dal prof. Piero Stefani, e ha visto il contributo del prof. Mario Miegge. La prima parte della conferenza ha ruotato principalmente sul tema del “radicalismo” del Dossetti partigiano/politico, ma anche del Dossetti sacerdote/teologo. Secondo Stefani, infatti, la peculiarità più significativa di Dossetti può essere identificata nella sua “continua ricerca di una dimensione non subalterna a facili compromessi, e in uno spirito esigente accompagnato da uno studio e da un’analisi rigorosa della realtà”. Esempio “politico” di ciò è la sua proposta, formulata nel ’46,  di un articolo da far inserire nella nascente Costituzione: «La resistenza individuale e collettiva agli atti dei pubblici poteri, che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino». Zampieri nel suo intervento ha aggiunto come questo “radicalismo” fosse contraddistinto dal suo partire dalla fede, dalla “fedeltà a Dio”, per arrivare alla “fedeltà alla storia”, al mondo e non dal contrario. Arrivando ad uno dei temi centrali del saggio presentato, per Zampieri è inevitabile nel pensiero dossettiano una “Teologia della Croce” come risposta al tema della Shoah. Anche il prof. Miegge ha sottolineato come il “rapporto croce-Shoah, fede-abisso dell’olocausto” sia alquanto complesso ma come in questo abisso, secondo Dossetti, “Dio stesso soffra, in quanto Dio incarnatosi fino alla morte in croce”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 9 maggio 2013

(nella foto, da sinistra: Giambattista Zampieri, Piero Stefani, Mario Miegge)

I fiori e le piante nelle opere estemporanee

8 Mag

Gara pitturaDomenica, in occasione di “Giardini Estensi”, si è svolta la gara estemporanea di pittura sul tema “Giardini, piante e fiori a Ferrara”. L’iniziativa è stata organizzata da Idearte Gallery, Pro Loco Ferrara, ADO, ProArt, Idea Salute, col patrocinio del Comune di Ferrara. Alle 18 all’Idearte Gallery si è svolta la premiazione dei vincitori, durante la quale la giuria – composta da Valentina Barotto, Guglielmo Darbo e Luca Ferrari – ha deciso per tre ex-equo: il primo premio è andato, infatti, a Eros Pandolfi e a Renzo Piccoli, il secondo a Mhammed Ruani e a Giuliano Trombini, mentre il terzo è andato a Massimo Cavalieri e a Roberto Cariani. Alla gara hanno partecipato dodici artisti (uno dei quali si è, però, ritirato), professionisti e dilettanti, presentando ognuno stili e tecniche differenti.

Mentre le sei opere vincitrici rimarranno in galleria per circa una settimana, le altre cinque saranno vendute e il ricavato sarà donato all’ADO. Il 18 maggio, in via Zemola, “galleria-passage” dietro Idearte, ci sarà una mostra personale del codigorese Guglielmo Darbo, curata da Luca Ferrari.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 8 maggio 2013

Idearte omaggia con una mostra la Ferrara floreale

7 Mag

Capuzzo fiori

Diciassette opere di una decina di artisti: è la proposta espositiva “Fiori nell’Arte Ferrarese del ‘900”, dell’Idearte Gallery di via Terranuova, 41, all’interno degli eventi di “Giardini Estensi. Colori, profumi ed essenze di primavera nella magica Ferrara”. La mostra mercato, conclusasi domenica, vede oltre sessanta espositori, anche dall’estero, nelle piazze attorno al Castello Estense. Tornando alla mostra all’Idearte, al suo interno spiccano le opere di Mario Capuzzo (foto). Capuzzo nasce il 2 giugno 1902 a Badia Polesine, ma è ferrarese d’adozione, in quanto fin dall’infanzia si stabilisce a Ferrara, iscrivendosi alla scuola d’arte Dosso Dossi. Fra gli eventi significativi che lo legano alla città estense, l’incarico di affrescare il grande salone del Palazzo Grosoli e di immortalare nel salone della Carife la trasvolata atlantica di Italo Balbo, oltre ad aver dipinto la grande Pala dedicata a Santa Teresa nella chiesa di San Biagio. Negli ultimi anni della sua vita, fino alla morte nel ’72, vive con la moglie, e lavora, su di una barca divenuta la sua casa, ancorata vicino al Palazzo del Vescovo, sul Po, a Codigoro. L’esposizione sarà visitabile fino a mercoledì 15 Maggio, e vede ben rappresentati diversi stili artistici di grandi pittori ferraresi – tra gli altri, Melli, Tassini, De Vincenzi, Maini, Silvan, Ferrari, Piccoli, Crociara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 7 maggio 2013

La città è diventata un’oasi anche dell’arte e della cultura

6 Mag

pagani IBS

“L’orto e’ un po’ come il maiale, non si butta via niente.” Si potrebbe partire da questa battuta per spiegare il mix di genuinita’ e sapienza che Carlo Pagani mette nei suoi libri. L’ultimo, “Nell’orto con il maestro giardiniere” (Giunti Editore, 2013) l’ha presentato ieri alle 18 a IBS in Piazza Trento e Trieste. Il testo, scritto con Mimma Pallavicini, e’ stato raccontato insieme a Lanfranco Viola della Pro Loco di Ferrara.

I consigli del “maestro giardiniere” sono rivolti soprattutto ai neofiti dei lavori dell’orto, attraverso un vero e proprio calendario con indicazioni precise, dalla preparazione e concimazione alla scelta delle piante. Scelta che e’ e sara’ sempre piu’ importante, anche nel “giardino del futuro”, dove i tipi di vegetazione dovranno essere adatti in particolare a sopravvivere ai nuovi tipi d’inquinamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 6 maggio 2013

“Come nasce un quadro” sbarca anche a Ferrara

30 Apr

Archetto

“Come nasce un quadro” è un progetto ideato da Franco Casoni, che si svolgerà da mercoledì 1 maggio fino al 11 giugno, dalle 19.30, al ristorante “L’archetto” di via Bologna a Ferrara. L’idea è incentrata sulla realizzazione, da parte dell’artista Barbara Ponti, di un dipinto dal vivo, in omaggio al Palio di Ferrara e alle sue nove contrade. Le opere prodotte saranno man mano esposte nel ristorante e vendute all’asta mercoledì 26 giugno, devolvendo l’intero ricavato a Telethon Ferrara, rappresentata da Claudio Benvenuti. L’evento, patrocinato dal Comune di Ferrara, dalla Provincia di Ferrara, dall’Ente Palio di Ferrara e dal Comitato Telethon di Ferrara, vedrà anche la proposta, durante le nove serate, di piatti tipici ferraresi e amalfitani da parte de “L’archetto” di Giuseppe Croce. Giambaldo Perugini ha spiegato come l’Ente Palio, di cui è presidente, “ha strutturalmente, nella sua struttura cromosomica, un carattere benefico/sociale, soprattutto nei confronti dei giovani”. Barbara Ponti, pittrice con esperienza quasi ventennale, ha spiegato come nel passato “sia stata ritrattista”, ma da alcuni anni abbia “abbracciato il simbolismo”. La scelta è ricaduta, dunque, su alcune figure della mitologia greca: l’unicorno – simbolo della contrada di Santa Maria in Vado – e Pegaso, simbolo dell’artista che, con la sua ispirazione, “sfida la materialità, si eleva sopra la quotidianità ed il conformismo”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2013

Gli ebrei nella Resistenza alla Festa del Libro Ebraico

29 Apr

FLE

Ieri nel Cortile d’Onore del Castello Estense si e’ svolto l’incontro sul tema “La partecipazione degli ebrei alla Resistenza”, all’interno della Festa del Libro Ebraico. Moderatore dell’incontro la giornalista Carmen Lasorella, la quale ha spiegato come questo sia un tema finora poco affrontato dalla storiografia e come la partecipazione degli ebrei alla Resistenza (una presenza di circa un migliaio) non sia stata una scelta collettiva, ma individuale. Antonella Guarnieri, ricercatrice ISCO, ha invece preso ad esempio la presenza a Ferrara di un importante movimento antifascista, interclassista e interpartitico, del quale facevan parte anche Giorgio Bassani e l’amica Matilde Bassani Finzi. La riflessione sul tema della violenza, anche partigiana, e’ stato poi introdotto da Alberto Cavaglion, dell’Universita’ di Firenze, e poi ripreso dagli altri interlocutori.

Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni, dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea di Rimini, han presentato la figura del partigiano ebreo Pino Levi Cavaglione ed in particolare il ricordo nei suoi diari della prima volta che uccise un uomo, un fascista. Dopo l’intervento di Anna Quarzi, Presidente dell’ISCO di Ferrara, Guri Schwarz, dell’Università di Pisa, ha ricordato invece le riflessioni del partigiano ebreo Emanuele Artom sulla violenza partigiana, riflessioni anche autocritiche che invece, ha aggiunto, “erano completamente assenti tra i fascisti”. Tutto cio’ rende necessario, han concluso Cavaglion e Guarnieri, una contestualizzazione da parte degli storici per evitare di assecondare il luogo comune che pone sullo stesso piano fascisti e partigiani.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2013

“L’ora migliore del giorno” di Natasha Czertok in Sala Estense

29 Apr

Natasha

“E se sopravviveremo intatti a questo tempo, a questa guerra, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche noi il diritto di dire la nostra parola”. Potrebbe essere questa la frase che meglio rappresenta la spiritualità di Etty Hillesum, intellettuale ebrea olandese morta trentenne ad Auschwitz il 30 novembre 1943. Sabato sera, in occasione della Festa del Libro Ebraico, alla Sala Estense lo spettacolo “L’ora migliore del giorno” di Natasha Czertok ha omaggiato il suo coraggio, la sua femminilità. Lo spettacolo è ispirato ai suoi diari, scritti tra il ’41 e il ’43 (riediti da Adelphi nel 2012), e alle sue lettere del ’42-’43, e la recitazione della stessa Czertok e di Greta Marzano hanno ben trasmesso, col loro pathos, la tragicità di quelle pagine, di quegli anni, la solitudine e la forza di una ragazza cosciente, nel periodo delle persecuzioni antiebraiche, che “bisogna sopportare, custodire”, sopportare “il fuoco a mitraglia della burocrazia”, e gli spari veri, le urla, gli annunci di sterminio. E custodire la memoria, la cultura, distendendosi tra i libri quasi fossero un rifugio e raccoglierli, accatastarli come fossero l’ultimo appiglio. Mentre lei, il fratello Mischa e i genitori morirono ad Auschwitz, l’altro fratello, Jaap, morì a Lubben, in Germania, il 17 aprile 1945, durante il viaggio di ritorno in Olanda. Nonostante tutto, il finale è pervaso dalla speranza, “la gran corrente della vita deve continuare a scorrere”, recita Natasha/Etty, ed è una corrente con una fonte ben precisa: “Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2013