Tag Archives: Gianni Cerioli

Lo sguardo nostalgico di Volta sull’urbano abbandonato

8 Giu

Paolo Volta, gallerista alla guida della Galleria del Carbone, torna ad esporre con una personale nella Galleria d’arte Cloister, in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara.

Lo fa riproponendo la propria poetica, fatta di edifici abbandonati, scheletri del passato, simulacri nostalgici dal sapore metafisico. Una testimonianza affettiva di edifici ormai in disuso, ma la cui immagine rimane impressa nella mente dell’artista come segno di un passato ormai lontano.

Ieri alle ore 18.30 il critico Gianni Cerioli ha presentato questa mostra dal titolo “La mia Marilyn”, con geometrie urbane trasognate, una trasfigurazione lucida ma mai fredda di archeologie industriale ormai scomparse o prossime a scomparire.

Andrea Musacci

Finezza metafisica nelle opere dell’iraniana Shafti

6 Mag

[Qui le mie immagini della mostra]

Sima Shafti con un'opera a Cloister

Sima Shafti a Cloister

Se l’animo umano è sconfinato come un oceano, allora la fusione delle identità porta sempre ad un Oltre che trascende il reale. È una mostra dai forti connotati spirituali, “Khial. Oltre la cognizione del reale”, che Sima Shafti, artista iraniana residente da quasi vent’anni in Italia, ha presentato martedì nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara. Alla presenza di un nutrito pubblico, Shafti insieme al critico Gianni Cerioli ha presentato una dozzina di dipinti a tecnica mista e un’installazione, realizzati tra il 2008 e il 2016. «Un viaggio interiore – ha spiegato Cerioli – dove la cultura iranica e quella occidentale vengono mediate in un’ecumenica compresenza». Mentre il dualismo occidentale di stampo platonico-cartesiano scinde materia e spirito, «Shafti li fonde con un profondo lavoro sull’immaginale». La ricchezza materica delle sue opere convive col persistente utilizzo della scrittura poetica, attraverso versi personali propri o di poeti iraniani. Nel ricordo, dunque, la parola si sovrappone alla corposità della vita. Col desiderio di porre la propria impronta sul tempo, Shafti trascende il reale, fonda una nuova identità nella fusione di carne e spirito.

Andrea Musacci

Trascendenza del reale: le immagini di “Khial”, personale di Sima Shafti

4 Mag

[Qui una mia breve recensione della mostra]

“Khial. Oltre la cognizione del reale” è il nome della personale di pittura di Sima Shafti inaugurata ieri pomeriggio nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara, con la presentazione da parte di Gianni Cerioli.

Nata in Iran nel 1966, Shafti si trasferisce in Italia nel ‘98, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le ultime mostre, ricordiamo lo scorso febbraio la partecipazione a Cloister alla collettiva “Tracce e segmenti”, mentre nel maggio 2015 con Amir Sharifpour ha presentato alla Porta degli Angeli “Ritorno a Babele”.

Andrea Musacci

A Cloister le sculture di Sharifpour, un viaggio per riscoprire le proprie radici

2 Mar

Si è svolta ieri alle 18.30 l’inaugurazione della personale di Amir Sharifpour, scultore di origini iraniane residente a Ferrara, dove dirige insieme alla moglie Sima Shafti l’atelier Art Melograno (www.artmelograno.com). E’ stato Gianni Cerioli, critico d’arte, a presentare la mostra alla presenza di una sessantina di persone. Luogo dell’esposizione, la Galleria Cloister (www.cloister.biz) in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara.

La mostra, visitabile fino al 29 marzo dalle 9 alle 19.30 (esclusa domenica), a ingresso libero e gratuito, immerge il visitatore nel mare sconfinato della memoria, del viaggio, nel navigare dolce e struggente del ricordo della propria terra d’origine. Ricorrente, dunque, il rapporto del singolo con la propria storia, personale e non, attraverso un’avventura verso terre ignote, senza però mai perdere le proprie radici profonde.

I soggetti umani delle sculture di Sharifpour non vengono “schiacciati” dalle torri (che richiamano le ziggut), nè dispersi nell’immenso mare, ma riacquistano una propria identità proprio valorizzando il proprio posto nel mondo, allontanando ogni tentazione di superbia, e rimettendosi ai piedi del divino.

Andrea Musacci

Ecco le opere dedicate a don Patruno

23 Set

don franco

Esposti i lavori di 19 giovani artisti della 1° Biennale a lui dedicata

Un omaggio collettivo a don Franco Patruno, indimenticato sacerdote, artista e critico d’arte, scomparso nel 2007. Fino al 30 settembre a Casa Ariosto (via L. Ariosto, 67, Ferrara) saranno esposte le diciannove opere di altrettanti artisti under 30 protagonisti della 1° Biennale d’Arte a lui dedicata.

Le opere degli artisti, provenienti dalle province di Ferrara, Modena e Bologna, sono state giudicate da Gianni Cerioli (curatore), Ada Patrizia Fiorillo (Università di Ferrara), Guido Molinari (Accademia Belle Arti di Bologna), Massimo Marchetti (critico d’arte), Salvatore Amelio (artista) e Fausto Gozzi (direttore GAM Cento). Questi i vincitori: il primo premio è andato a Gianfranco Mazza (“Generare di nuovo”) e a Luca Serio (“Figura con cane”), il secondo a Valeria Talamonti (video “City tree”) e il terzo a Cinzia Carantoni (“De rerum natura”).

Il concorso, bandito da Fondazione CariCento, Cassa di Risparmio di Cento, Comune di Cento e Musei di Arte Antica di Ferrara, si basava sul tema “Rigenerazione”, nella speranza che, omaggiando don Patruno, possa rinascere una nuova generazione di artisti proficui, al quale il sacerdote era molto interessato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 settembre 2015

Nelle opere di Bertocci la natura come via per l’oltre

13 Ott

BertocciLa natura come via per vedere oltre, attraverso simboli del passaggio dall’età dell’infanzia a quella adulta. Sono questi alcuni temi delle opere di Carlo Bertocci, artista e architetto toscano che fino al 26 ottobre espone la sua “Veder verde” alla Galleria del Carbone. Sabato alle 18 Gianni Cerioli ha inaugurato l’esposizione definendo «splendida» la pennellata dell’artista e sottolineando la sua appartenenza alla cosiddetta Pittura colta (o Ipermanierismo). La «semplicità» colma di «densità» delle opere sono la rappresentazione di un vissuto in «evoluzione», di un passaggio d’età delicato. Tutto ciò reso attraverso una simbologia fortemente religiosa. Alcune opere, infatti, richiamano la noce come simbolo di Cristo (basti pensare al “Battesimo di Gesù” di Piero della Francesca): il mallo sta per la sua carne, il gheriglio per la sua natura divina e il guscio per la croce. Oltre a ciò, centrale è il tema del silenzio, indicato dall’indice posto sulle labbra, un silenzio «liturgico» imposto a se stessi (perplessità) o agli altri, dove, ha sottolineato Bertocci, risalta il prolabio (o arco di cupido), la fossetta sopra la bocca che, secondo una leggenda, si forma quando, alla nascita, un angelo ci suggella la bocca.Bertocci e Cerioli

“Veder Verde” sarà visitabile tutti i giorni (a parte il martedì) dalle 17 alle 20, sabato e festivi anche dalle 11 alle 12.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 ottobre 2014

L’esposizione “Veder Verde” dell’artista Bertocci

11 Ott

Veder Verde CarboneLa Galleria del Carbone, situata nell’omonima via al 18/A a Ferrara, inaugura domani alle 18 una nuova esposizione, “Veder Verde”, di Carlo Bertocci. L’artista nasce nel ‘46 a Castell’Azzara in provincia di Grosseto, per poi trasferirsi a Firenze dove si laurea in Architettura e dove ancora oggi vive e lavora. Nel gennaio 2013 è tra gli artisti partecipanti, nella Galleria del Carbone, alla mostra “Angeli contemporanei”. Con “Veder Verde” Bertocci presenta un ciclo di opere di intenso significato allusivo, di forte vicinanza tra l’uomo-bambino e la natura. Tra le montagne del pistoiese, tra Toscana ed Emilia-Romagna, sono, infatti, nate le opere (ad olio, pastelli e terracotta) della mostra. Il testo critico in catalogo è a cura di Gianni Cerioli.

“Veder Verde”, che ha il patrocinio della Fondazione Carife, sarà visitabile fino al 26 ottobre dal lunedì alla domenica dalle 17 alle 20, sabato e festivi anche dalle 11 alle 12.30,  chiusura il martedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 ottobre 2014

Alla Bassani espone Tumiati, “l’unico incisore di qualità”

25 Set

2014-09-23 17.16.01Martedì ha avuto luogo la presentazione della mostra “Dodici-Dodici-Dodici”, personale di Vito Tumiati dedicata alle costellazioni zodiacali. L’esposizione è visitabile fino all’11 ottobre nel patio della Biblioteca Comunale Bassani, in via Giovanni Grosoli, 42 a Barco. La proposta espositiva di Tumiati comprende le dodici lastre incise con la tecnica dell’acquaforte (e disposte in cerchio), oltre ad una serie di altrettanti pastelli e ad una di acrilici, divisi in quattro trittici. Luisa Martini, responsabile della Biblioteca ha sottolineato come “mostre di questo tipo ci aiutano nel nostro percorso di promozione alla lettura”, mentre Gianni Cerioli ha presentato Tumiati come “l’unico incisore di qualità presente oggi a Ferrara”. L’artista ha, inoltre, donato una sua opera (anch’essa esposta) alla Biblioteca, la quale provvederà a catalogarla.

Infine, chi lo desidera può acquistare il catalogo della mostra facendo un’offerta all’AIL, presente ieri con Paola Fabris.

La mostra è visitabile nei seguenti orari: da martedì a sabato, dalle 9 alle 13, e dal martedì al giovedì anche dalle 15 alle 18.30. Chiusa il lunedì.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 settembre 2014

“Noci & Bauli”, ecco i nuovi racconti di Lucia Boni

15 Mag

10325208_618830584868189_3114794484073957540_nAlla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via delle Scienze, 17 l’appuntamento di oggi alle 17 è con il nuovo libro di Lucia Boni, “Noci & bauli. Racconti brevi e brevissimi di Altre Voci”. Il testo, edito da “La Carmelina”, contiene la postfazione di Domenico Settevendemmie, il quale sarà presente all’evento insieme a Gianni Cerioli, mentre le letture di alcuni brani saranno affidate a Fabio Mangolini. Come scrive Settevendemie nella postfazione, questi racconti “paiono il risultato di un processo creativo esperito sotto l’effetto del dormiveglia. Si muovono, cioè, in un persistente stato di emotività senza fronzoli né compiacimenti, di placida confessione, di cronaca confidenziale”.

Lucia Boni, diplomata all’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dal 1982 svolge la sua attività presso il “Laboratorio delle Arti” del Comune di Ferrara. Oltre a pubblicazioni di suoi testi di poesia e prosa su antologie, raccolte, riviste di letteratura e cataloghi della Galleria del Carbone (per la quale collabora alla Direzione Artistica), Lucia Boni ha pubblicato la raccolta di poesie “Imbuti di Cristallo” (2009) e il racconto “Pensieri di cioccolato e menta” (2010).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 maggio 2014

In mostra gli “Angeli contemporanei” alla Galleria del Carbone

7 Gen

angelicontemporanei

FERRARA Da ieri, e fino al 27 gennaio, è visitabile presso la Galleria del Carbone (in via del Carbone, 18/a, a Ferrara) la mostra “Angeli contemporanei”. L’evento è stato promosso dall’associazione Accademia d’Arte di Ferrara, curato da Paolo Volta e Lucia Boni ed ha il patrocinio del Comune di Ferrara e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara. Questi sono i maestri della pittura italiana protagonisti dell’esposizione e che rendono ancora più prezioso questo già interessantissimo allestimento artistico: si tratta di Giorgio Balboni, Carlo Bertocci, Maurizio Bonora, Giorgio Cattani, Bruno Ceccobelli, Bruno Donzelli, Omar Galliani, Gianfranco Goberti, Thomas Lange, Renzo Margonari, Romano Notari, Oscar Piattella, Ernesto Terlizzi. La mostra intende omaggiare don Franco Patruno, scomparso il 18 gennaio 2007, il quale – come ricordava l’allora sindaco Gaetano Sateriale – “oltre che nella missione del sacerdozio (…) ha saputo esprimere i suoi ricchi talenti nella pittura, nella scrittura, nella critica d’arte e in quella cinematografica.” Il tema dell’Angelo, il quale riunisce molteplici registri espressivi, è ben spiegato in un passaggio di Gianni Cerioli nel catalogo della mostra da lui curato insieme a Marco Bertozzi: “le immagini di queste figure ibride, alate, per metà uomini e per metà messaggeri del cielo (…) irrompono nei territori dello scetticismo contemporaneo e della nostra ricerca di spiritualità.” La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20, sabato e festivi anche dalle 11 alle 12:30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 gennaio 2013