Tag Archives: Pittura

Sabato ricco di nuove mostre a Ferrara e in provincia

7 Mag
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Un’opera di Valentina Biasetti in mostra nella Galleria Lacerba

Oggi a Ferrara, e non solo, inaugurano diverse mostre e una nuova galleria nel centro cittadino.

Partendo da quest’ultima, alle 18 in via del Podestà, 11 Giorgio Cattani presenta il suo nuovo spazio artistico, “Fabula Fine Art”, con una personale dal titolo “Di Là da Dove per Andar Dove”, visitabile fino al prossimo 15 giugno.

Alle 17.30 invece nella Galleria d’arte Lacerba di Alfredo Pini, in via C. Goretti, 5/7 a Ferrara, inaugura “Pink Moon”, la personale di Valentina Biasetti, in parete fino al prossimo 4 giugno. In parete, venti opere tra carte e tele con la presentazione di Pini e Mirko Bacchiega.

Nello Spazio d’arte l’Altrove in via de’ Romei, 38 a Ferrara alle 18 inaugura la collettiva “La vita è arte”, a cura di Francesca Mariotti e visitabile fino al 26 maggio dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.30. In parete opere di: Claudia Ferrara, Fiorella Vandi, Nando Stevoli, Marjan Babaie, Mauro Malafronte, Barbara Pellandra, Mario Di Giulio, John Cono e Cristina Mavaracchio.

Spostandoci fuori città, alle 18 nella Galleria il Vicolo a Bondeno (vicolo della Posta, 9) Marcello Darbo presenta la sua personale “Rifugi di Umanità”, in parete fino al 5 giugno. Alle 11, sempre a Bondeno, nella Pinacoteca civica “G. Cattabriga” in Piazza Garibaldi, 9 inaugura “Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente”, retrospettiva dell’artista centese Bruno Vidoni, e anch’essa visitabile fino al 5 giugno.

A Copparo, invece, solo oggi e domani nell’atrio d’ ingresso del Comune, in occasione della Festa di Primavera organizzata da COMART, saranno in mostra venti pirografie a soggetto religioso dell’artista Rodolfo Danieli.

Infine, la ferrarese Daniela Carletti da oggi fino al 5 giugno espone a Veroli (FR) nella collettiva “Dodici contemporaneamente. Perimetri prospettive vie di fuga”.

Andrea Musacci

Finezza metafisica nelle opere dell’iraniana Shafti

6 Mag

[Qui le mie immagini della mostra]

Sima Shafti con un'opera a Cloister

Sima Shafti a Cloister

Se l’animo umano è sconfinato come un oceano, allora la fusione delle identità porta sempre ad un Oltre che trascende il reale. È una mostra dai forti connotati spirituali, “Khial. Oltre la cognizione del reale”, che Sima Shafti, artista iraniana residente da quasi vent’anni in Italia, ha presentato martedì nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara. Alla presenza di un nutrito pubblico, Shafti insieme al critico Gianni Cerioli ha presentato una dozzina di dipinti a tecnica mista e un’installazione, realizzati tra il 2008 e il 2016. «Un viaggio interiore – ha spiegato Cerioli – dove la cultura iranica e quella occidentale vengono mediate in un’ecumenica compresenza». Mentre il dualismo occidentale di stampo platonico-cartesiano scinde materia e spirito, «Shafti li fonde con un profondo lavoro sull’immaginale». La ricchezza materica delle sue opere convive col persistente utilizzo della scrittura poetica, attraverso versi personali propri o di poeti iraniani. Nel ricordo, dunque, la parola si sovrappone alla corposità della vita. Col desiderio di porre la propria impronta sul tempo, Shafti trascende il reale, fonda una nuova identità nella fusione di carne e spirito.

Andrea Musacci

Trascendenza del reale: le immagini di “Khial”, personale di Sima Shafti

4 Mag

[Qui una mia breve recensione della mostra]

“Khial. Oltre la cognizione del reale” è il nome della personale di pittura di Sima Shafti inaugurata ieri pomeriggio nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara, con la presentazione da parte di Gianni Cerioli.

Nata in Iran nel 1966, Shafti si trasferisce in Italia nel ‘98, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le ultime mostre, ricordiamo lo scorso febbraio la partecipazione a Cloister alla collettiva “Tracce e segmenti”, mentre nel maggio 2015 con Amir Sharifpour ha presentato alla Porta degli Angeli “Ritorno a Babele”.

Andrea Musacci

Rifugi di Umanità: Marcello Darbo in mostra a Bondeno

3 Mag
Marcello Darbo ci presenta le opere che esporrà

Marcello Darbo nel suo studio

Dopo due anni dall’ultima personale, Vite di frodo, esposta nel suo studio in via della Vittoria, 22/a a Ferrara, e dopo sei anni dalla mostra Dove è pietà alla Galleria del Carbone, Marcello Darbo torna con Rifugi di Umanità, nuova tappa nel percorso personale.

Circa un anno fa l’artista originario di Codigoro ha iniziato a realizzare i dipinti che esporrà da sabato 7 maggio nella Galleria Il vicolo di Bondeno, gestito da Daniele Biancardi, e che ci ha mostrato in anteprima. Opere che rappresentano per lui un punto d’approdo importante, nell’intento di proporre una provocazione positiva su fatti di attualità. Il tema principale scelto per questo progetto artistico riguarda, infatti, i tanti profughi che scappano da guerre e dittature, cercando una nuova vita nel territorio europeo.

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Alcune delle opere che saranno in mostra a Bondeno

Una nuova sfida, dunque, per Darbo, che ha scelto di affrontare il tema con una serie di tele di piccole e medie dimensioni dove sagome umane disposte in serie e di un rosso acceso colpiscono per la semplicità e al tempo stesso il carico di passione, vita, dolore e speranza che emanano.

Nel gioco di quiete e tempesta continua, un ritmo innato nella mano del pittore sembra muovere il gesto artistico. Nelle opere in mostra, la denuncia del dolore ignorato pare, infatti, scandita da pause e riprese, da una musica interiore. Una mostra intensa, perciò, che parla di silenzi e frastuoni, calore e indifferenza, e della vita che può nascere anche nella miseria di un esodo, in mezzo al fango, come nel caso del bimbo venuto alla luce lo scorso marzo a Idomeni, in Grecia. E allora Darbo, come a voler omaggiare la sacralità del rito e della casa, al Vicolo esporrà anche un’installazione con la quale riproduce l’elementare servizio da tavola di una festa (un battesimo o un matrimonio), e alcune piccole simil-case tibetane, realizzate impalando tappi colorati di barattoli e bottiglie. Rifugi per l’Umanità, appunto.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 maggio 2016

La pittura di Sima Shafti nella personale alla Galleria Cloister

3 Mag

13131540_10201835390123188_8638927066361684049_o“Khial. Oltre la cognizione del reale” è il nome della personale di pittura di Sima Shafti che viene inaugurata oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara.

Shafti propone un percorso col quale scoprire forme che vanno al di là della percezione reale, portando il visitatore verso un viaggio interiore. Da qui, il titolo, “Khial”, parola persiana dall’ampio significato, che spazia dall’illusione alla riflessione, dal pensiero all’immaginazione, per arrivare al meraviglioso.

Nata in Iran nel 1966, si trasferisce in Italia nel ‘98, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le ultime mostre, ricordiamo lo scorso febbraio la partecipazione a Cloister alla collettiva “Tracce e segmenti”, mentre nel maggio 2015 con Amir Sharifpour ha presentato alla Porta degli Angeli “Ritorno a Babele”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 maggio 2016

L’arte di Franco Morelli in parete al Dosso Dossi

2 Mag

E’ stata inaugurata venerdì scorso nella Galleria del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di Ferrara, in via Berasaglieri del Po, 25, la mostra retrospettiva “I piatti del re. Non di solo pane…” di Franco Morelli, curata da Gianni Cerioli. La mostra sarà visitabile fino a domenica 8 maggio dalle 10 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

Qui sotto alcune immagini della mostra.

Franco Morelli (Ferrara 1925-2004) frequenta per un solo anno l’istituto d’arte Dosso Dossi. Ragioni di forza maggiore (la morte del padre prima e successivamente del nonno) lasciano lui e il fratello minore senza aiuti finanziari e i due ragazzi debbono trovarsi un lavoro per mantenersi. Nell’ottobre del 1945 fonda a Ferrara un Circolo Artisti Dilettanti al fine di garantire una visibilità a tutti quei “non professionisti” che, come lui, non hanno potuto avere un’istruzione artistica regolare. Per il CAD allestisce periodiche mostre collettive e conferenze. Nel 1946 crea una sezione a Cento (Ferrara). Solo nel 1951 organizza una sua mostra personale. Coltiva in privato l’illustrazione, la pittura e la letteratura. Sino alla morte crea oli, tempere e, soprattutto, tavole disegnate con la penna biro. La Divina Commedia è l’opera sulla quale è tornato a lavorare in maniera continuativa per oltre un trentennio. Solo dopo la sua morte la vedova dell’artista, Anna Luisa Bianchi Morelli, su indicazione di don Franco Patruno, inizia a promuovere la conoscenza dell’enorme patrimonio inedito.

Andrea Musacci

Cattani, l’artista diventa uno scopritore di talenti

1 Mag

 

Giorgio Cattani in Fabula - Copia

Giorgio Cattani

Il pittore ferrarese a 67 anni volge lo sguardo verso nuovi orizzonti culturali. «Ho vissuto come un solitario: la mia amante è sempre stata l’arte»

[Qui sul sito de la Nuova Ferrara la galleria fotografica di Andrea Samaritani (con anche due mie foto) dedicata a Cattani. Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Un artista il cui fuoco interiore lo porta a cercare sempre nuove prospettive, ad attraversare confini, a tendere al Cielo. Giorgio Cattani è questo, uno che fa del tras-loco la cifra del proprio essere. E che lo porta ora, a 67 anni, ad abbandonare il ruolo di artista per intraprendere quello di gallerista e curatore. Il progetto è ambizioso: far nascere una galleria d’arte contemporanea, la “Fabula Fine Art”, nel centro di Ferrara, in via del Podestà, 11, dove spiccano saracinesche abbassate e vecchi portoni. Ma l’arte ricrea, dona vita con un soffio. Come ci spiega lui stesso, «diamo luce a uno spazio che viveva nel buio»: così è l’arte, che dà luce all’anima e ai luoghi che abita.

Docente all’Accademia di Brera, interprete originale della Transavanguardia, in 35 anni ha collezionato una sessantina tra personali e collettive, tra cui nel 1986 “Documenta 8” a Kassel, a New York nel 1988 e nel 2001, e alla Biennale di Venezia nel ’93 e nel ‘12. A Ferrara ha esposto, tra l’altro, nel 2005 a Casa Cini e nel 2008 alla Galleria del Carbone. Riparte dalla sua Ferrara, perché, come scrive presentando la galleria, “non si scappa dai luoghi, non si cancellano le origini [..], l’origine va alimentata ed arricchita con nuove e diverse conoscenze”.

Giorgio Cattani

Giorgio Cattani

«A Roma e all’estero – ci spiega – mi dicevano: “Ferrara è bella, ha storia, ma non ha gallerie d’arte contemporanea con respiro internazionale!”. Poi, un collezionista locale mi propose alcuni suoi spazi sfitti». L’idea è di fare «un laboratorio d’arte di fama europea, senza assistenzialismo pubblico, solo stimolando la creatività ferrarese. Uno spazio culturale che inviti a entrare in una dimensione di pensiero completamente libera dall’ansia del possedere». Ad affiancare Cattani ci saranno Maria Letizia Paiato, Francesca Boari, Andrea del Guercio, Veronica Zanirato ed Erika Scarpante. La galleria verrà inaugurata sabato 7 maggio con una personale di Cattani, la sua ultima prima di far spazio alla nuova, folle creatura. La mostra, che si intitola “Di Là da Dove per Andar Dove” e sarà visitabile fino al 15 giugno, «darà il senso di dislocazione, di slittamento, del divenire guidato dall’istinto». Inoltre, “Fabula” comprenderà anche tre ambienti al civico 14/a della stessa via, un ex deposito che diventerà eno-biblioteca e spazio per installazioni.

Questa di Cattani è sicuramente una provocazione che farà bene a Ferrara, il poter riaccogliere sotto nuove spoglie un artista così travolgente e imprevedibile. «La mia vita è tutto un miracolo nato dalle ali della parola “arte”», ci dice. «Sono un solitario, la mia amante è sempre stata l’arte, con la quale ho avuto un abbraccio totale». “Lo stupore, la meraviglia, il grande delirio del cercare e del cercarsi”, scrisse alcuni anni fa. Vedremo se Ferrara saprà ancora stupirsi e sentirsi cercata da questo suo figlio che ancora la ama.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 maggio 2016

Chiudono oggi le personali di Auquier curate da Rinaldi e Gadda

1 Mag

AuquierFino a oggi sono visitabili due delle tre personali di Joseph Auquier, curate da Emiliano Rinaldi e Greta Gadda.

Lo scorso 1 aprile l’artista francese ha presentato, negli ambienti dell’Antica Osteria Scciancalegn di Ponte Rodoni (via Virgiliana, 221), la mostra “Cuori a Bisanzio. Pastelli esoterici”, mentre il giorno dopo nella Galleria del Carbone di Ferrara ha inaugurato la personale di dipinti e disegni “I sogni del signor Moreau”. Domenica 3 nella Casa d’arte “Il vicolo” a Bondeno (in vicolo della Posta, 9) ha inaugurato l’esposizione fotografica “Le magie di Alcina e altre fantasie fotografiche”, accompagnata da un catalogo pubblicato da Editoriale Sometti. Ricordiamo che in estate una mostra di foto di Bruno Vidoni sarà esposta al Museo Boudou a Saint Eulalie d’Olt, in Francia, per continuare questo scambio tra la Galleria L’Arche gestita da Auquier e Myriam Angilella-Scot, e la triade Casa Vidoni, Galleria del Carbone e Centro Etnografico.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 maggio 2016

Oggi tante esposizioni, e molti anche gli artisti ferraresi in parete fuori città

30 Apr

Anche oggi sono molte le mostre che inaugurano nel Ferrarese, o di artisti locali che espongono in altre città.

Ferrara Off

Un’opera di Elio Talon

L’artista Elio Talon alle 19 presenta la personale “Germoglia” nello spazio bianco adiacente al teatro Ferrara Off in viale Alfonso I d’Este, 13 a Ferrara. Sculture e pergamene con testi poetici dell’artista sono incentrati sul concetto di germoglio, quale riflessione sulla genesi della forma e sviluppo dei concetti. La mostra è visitabile nel mese di maggio e fino al 26 giugno ogni mercoledì dalle 16 alle 19.

È primavera e le mostre di pittura si adeguano alla stagione in corso. “Di…fiore in fiore” è la proposta della Galleria il Rivellino che ospita in parete un’importante retrospettiva dei maggiori maestri ferraresi quali Capuzzo, Cattabriga, Crespini, Maini, Silvan, Tassini, Tassi e altri. Inaugurazione oggi alle 18 per proseguire fino all’8 maggio. Comune denominatore l’amore per il colore e la luce come appare evidente dalle opere presenti.

Una mostra fotografica (dalle ore 18 di oggi) e alcune proiezioni di fotografia naturalistica sono al centro dell’evento “Naturalmente IN Emilia-Romagna”, presso il Centro Visita Museo delle Valli di Argenta, in Via Cardinala 1/c a Campotto.

Spostandoci fuori provincia, a Bologna la nota pittrice ferrarese Rosa Maria Benini alle ore 17 inaugura la mostra personale “Miscellaneous” nella Galleria d’arte Sant’Isaia in via Nosadella, 41/a. Fino al 19 maggio saranno in mostra numerose sue opere, dalle nature morte ai ritratti, dall’arte sacra all’arte figurativa e astratta.

A Modena nella Galleria Europa – Renzo Imbeni in Piazza Grande, Roberto Selmi e Marco Sgalla espongono “Paint e pixel”, visitabile fino al prossimo 13 maggio. La particolarità della mostra è la fusione di produzioni di due artisti entrambi ferraresi, che usano tecniche molto diverse ma che si integrano. La mostra avrà altre sedi espositive, tra le quali Sassuolo e Ferrara.

Alle 17.30 nella Galleria delle Visioni a Piacenza Matteo Nannini inaugura la sua personale di dipinti a olio e tavole originali relative alle avventure del detective Wiland, protagonista dei due volumi della sua saga. La mostra è visitabile fino al 20 maggio.

Infine, a Milano presso la Galleria Spazio Porpora in via A. Porpora è possibile ammirare la collettiva “Il colore e l’arte”, a cura di Francesca Mariotti dello Spazio l’Altrove di Ferrara. In parete opere di vari artisti: Buci Sopelsa, Giancarlo Bucci, Grazia Massa, Renzo Sbolci, Guido Forlani, Valentina Pozzati, Silvana Gabudean e Leonardo Terenzi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2016

Vita Finzi, una critica utile per l’arte

29 Apr

Incontro nel suo studio con il pittore stroncato anni fa da Farina

Alberto Vita Finzi nella sua mansarda

Alberto Vita Finzi nella sua mansarda

In una mansarda in via Borgovado, di fronte alla Chiesa di Santa Maria in Vado, ha il suo studio un artista che ama «il buio, l’ombra, non la troppa luce». Stiamo parlando di Alberto Vita Finzi, otorino in pensione, membro di una nota famiglia ebraica: suo nonno, omonimo, è uno degli undici trucidati nella nota “lunga notte del ‘43”.

Siamo andati a trovarlo insieme a Laura Rossi, artista e critica d’arte, collaboratrice della Sala permanente – Collezione dello scultore Mario Piva in via Cisterna del Follo, e in passato alla guida della “Nuova Officina Ferrarese” di via Cassoli, dove Vita Finzi ha esposto per l’ultima volta, nel 2001. Prima, solo tre sono state le sue mostre: nel 1989 e nel ’94 con due personali al Centro Artistico Ferrarese, e nel ’91 a una collettiva alle Grotte del Boldini.

La sua mansarda assomiglia a un rifugio dove si nascondono centinaia di tele realizzate in più di trent’anni. All’incirca nel ’95 per Vita Finzi avviene il passaggio all’arte informale, aiutato dalla stroncatura dell’ex Direttore di Palazzo dei Diamanti Franco Farina della sua mostra al Boldini. «Per un anno non riuscii a dipingere – ci racconta – ma mi servì molto, perché quella critica fu decisiva per il mio passaggio all’informale».

Un informale gestuale, anche se non mancano tentativi materici. Inoltre, un segno presente in parte della sua produzione sono alcuni graffi, «simbolo di dolore ma anche di conquista». Sperimentatore cromatico, Vita Finzi non ama l’acrilico, da più di un anno usa anche smalti, e in passato ha utilizzato anche il catrame, a là Burri. La sua gestualità spontaneità gli permette di «dare ordine al disordine», ci spiega lui stesso. «Un informale cerca sempre un equilibrio tra forma, spazio e colore. Dove gli altri vedono caos, io vedo un equilibrio», quello stesso che, in attesa di un non impossibile ritorno sulla scena pubblica, ha trovato qui, nella sua mansarda-studio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2016