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Al MAF e-book e mostra sulle tradizioni del nostro territorio

25 Gen

unnamedAl MAF di S. Bartolomeo (in Via Imperiale, 265) nuovo pomeriggio all’insegna della riscoperta delle tradizioni del nostro territorio. “A tréb in bòsch” è il nome dell’evento, dedicato all’andare “a trebbo” (o “in filò”) come un tempo, il sesto incontro culturale su arte, storia e tradizione tra città e campagna.

Verrà presentato l’e-book di poesie dialettali di Athos Tromboni “Zirudèla? A vagh in Internet” e, a seguire, “Cosa rimane. I mestieri, la gastronomia e le tradizioni della delle terre della Partecipanza Agraria di Cento”, presentazione della mostra fotografica (in parete fino al 4 febbraio) e volume omonimi. Quest’ultimo è a cura di Andrea Samaritani e con testi di Alba Balboni (Comune e Partecipanza Agraria di Cento, Circolo Culturale “Amici del Museo” di Renazzo, Laboratorio Fotografico “Officina Controluce”, 2014).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 gennaio 2015

L’inquinamento ambientale e i rischi per la nostra specie

22 Gen

Palazzo Paradiso AriosteaI temi dell’inquinamento ambientale e della fecondazione eterologa sono al centro dell’incontro “Il nostro futuro rubato – L’inquinamento ambientale sta minacciando la nostra specie?”, in programma oggi alle 17 in Biblioteca Ariostea (Via Scienze, 17, Ferrara). Dopo l’introduzione di Luana Vecchi (Presidente Gruppo Salute Donna UDI), vi sarà la relazione di Lina Pavanelli (Gruppo Salute Donna UDI). “Il nostro futuro rubato” (Our stolen future) è il titolo di un testo scientifico divulgativo pubblicato per la prima volta nel 1996 negli USA di Theo Colborn, Dianne Dumanowsky e John Peterson Myers, e mai pubblicato in italiano.

La conferenza vuole partire dalle basi presentate in quest’opera per indagare un tema di attualità: quella forma di inquinamento ambientale che minaccia la salute riproduttiva e la prole di tutte le specie.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 gennaio 2015

La storia di William Ferrari in una toccante mostra

19 Gen

William Ferrari con la moglieDopo l’8 settembre del ’43 circa 600.000 giovani militari italiani sono deportati in Germania perché si rifiutano di combattere al fianco dei nazisti. Considerati traditori, non hanno nemmeno il riconoscimento di “prigionieri militari”. Tra questi vi sono tanti ferraresi, come William Ferrari, classe ’23.

PubblicoSabato al Museo del Risorgimento e della Resistenza, in C.so Ercole I d’Este, 19, è stata inaugurata la mostra “William Ferrari: un marinaio tra guerra e deportazione ed altri volti di ex IMI ferraresi”, a cura di Antonella Guarnieri (storica del Museo) e Paolo Ferrari, figlio di William, presente all’evento (nella foto, insieme alla moglie). Più di trenta pannelli (oltre alla divisa estiva da marinaio che Ferrari usava nel ’42) per raccontare le drammatiche vicende da lui vissute, e da tanti altri (come Guareschi, Guerra e Natta), internati nei campi di lavoro tedeschi. Oltre a numerose lettere che spediva ai cari, alle poesie che scriveva, si possono trovare anche biglietti augurali e bigliettini che lanciava dal treno diretto verso la prigionia, poi fatti  recapitare ai famigliari.

È stato infine presentato il lavoro di Gianpaolo Bertelli “Gli internati militari italiani (IMI) della provincia deceduti in prigionia”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 gennaio 2015

La mostra su William Ferrari al Museo del Risorgimento e della Resistenza

17 Gen

leadImage_miniIl Museo del Risorgimento e della Resistenza cittadino, dopo la pausa natalizia, riprende le esposizioni nella propria sede in C.so Ercole I d’Este, 19. Oggi alle 11 verrà, infatti, inaugurata la mostra “William Ferrari: un marinaio tra guerra e deportazione ed altri volti di ex IMI ferraresi”, a cura di Antonella Guarnieri (Responsabile Comunicazione e Didattica del Museo) e con la collaborazione di Paolo Ferrari.

Alla presentazione interverrà lo stesso William Ferrari, e durante l’incontro sarà presentato il lavoro di Gianpaolo Bertelli “Gli internati militari italiani (IMI) della provincia deceduti in prigionia”, con il patrocinio dell’Istituto Nastro Azzurro di Ferrara, e in collaborazione con Archivio di Stato di Ferrara e ANPI provinciale Il 24 gennaio, invece, presso l’Istituto Tecnico Fratelli Navarra di Ostellato, alle 10.30 vi sarà l’incontro con Davide Guarnieri, “Resistenza, nazifascisti e deportazione politica nel basso Ferrarese”, e con Antonella Guarnieri “Gli ebrei ferraresi, la legislazione razziale, la persecuzione: l’antifascismo e la Resistenza per continuare ad esistere”. Saranno proiettati alcuni spezzoni del film “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 gennaio 2015

In Ariostea un incontro dedicato all’ebook

16 Gen

Palazzo Paradiso Ariostea“L’ebook, questo sconosciuto” è l’incontro che avrà luogo oggi alle 18 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, in via Scienze, 17 a Ferrara. L’evento è curato da Fausto Natali, Responsabile Attività Culturali e Comunicazione del Servizio Biblioteche e Archivi, e Cristina Fiorentini, Responsabile Rete Civica di Ferrara. Vi sarà il saluto del Vice Sindaco di Ferrara, Massimo Maisto.

È una rivoluzione, quella dell’ebook, che alcuni ritengono paragonabile all’invenzione della stampa. L’evento è pensato per tutti coloro che si avvicinano per la prima volta, con perplessità, al libro elettronico.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2015

“Giallo, noir e perturbante”: a Casa Ariosto le fotografie ispirate a “Shining”

13 Dic

Giallo, noirOggi alle 17.30 a Casa Ariosto, in via Ariosto, 67 vi sarà l’inaugurazione della seconda tappa della mostra “Giallo, noir e perturbante. Esercizi di fotografia narrativa liberamente ispirati a ‘Shining’ di Kubrick e non solo”. Fino al 15 febbraio prossimo sarà possibile visitare questa selezione di fotoracconti concettuali scaturiti dal workshop curato da Emiliano Rinaldi e Roberto Roda. Si tratta di immagini fotografiche affascinanti, evocative e inquietanti, capaci di raccontare incubi, stregonerie, deliri onirici, solo percorrendo i corridoi e i sotterranei di un albergo di lusso. Le foto sono di: Ilaria Borraccetti, Carlo Boschini, Deborah Boschini, Paolo Cambi, Lucia Castelli, Franca Catellani, Sara Cestari, Roberto Del Vecchio, Greta Gadda, Pieranna Gibertini, Stefano Pavani, Maurizio Tieghi, Luca Zampini, Nedo Zanolini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 dicembre 2014

In Ariostea l’affascinante e lunga storia del manichino curata da Mazzoni e Gualandi

12 Dic

Libro manichiniUna lunga e affascinante ricerca storica ha permesso, due mesi fa, la pubblicazione del volume “Il manichino e i suoi paesaggi”, uscito per Editoriale Sometti, e scritto da Linda Mazzoni e Claudio Gualandi, grafici e scenografi ferraresi.

Ieri alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via Scienze, 17 hanno presentato per la prima volta a Ferrara il libro insieme a diversi relatori: Valeria Bolgan, storica e ricercatrice dello spettacolo; Maria Livia Brunelli, curatrice e critico d’arte; Fabrizia Lotta, studiosa di teatro e cinema; Silvia Pellino, antropologa; Nicola Sometti, editore. È stato Fausto Natali, Responsabile attività culturali della Biblioteca Ariostea, a introdurre la serata, prima dei saluti del Vice Sindaco Massimo Maisto, elogiando questo catalogo come, in Italia, il primo così completo sulla storia del manichino. L’editore Sometti, moderatore dell’incontro, ha aperto gli interventi di questa giornata “tanto attesa dai due autori”, ricordando come il manichino accompagni tutta la storia dell’uomo, e la rappresenti quindi in tutti i suoi ambiti. L’intervento di Pellino ha riguardato il mito della costruzione/creazione dell’uomo da parte di un dio che lo assembla, e di conseguenza dell’uomo creatore di sé, a livello sociale e a livello corporeo.

Una breve carrellata storica sul manichino è dunque stata compiuta da Bolgan. La sua analisi è partita dall’uso che se ne faceva nelle grandi corti europee, soprattutto Parigi, come “ambasciatrice di moda”, o usata  nella Serenissima Repubblica da grandi pittori come Tiepolo e Canaletto. L’excursus è poi proseguito con il suo utilizzo, in epoca moderna, nello sport, nella scienza, nella medicina, nell’aeronautica spaziale e nella robotica, e infine anche nel presepe napoletano. Maria Livia Brunelli ha incentrato la sua relazione sull’uso artistico del manichino, con particolare riguardo a Carrà, Morandi, al surrealismo e soprattutto a Giorgio De Chirico. Quest’ultimo descrive il manichino con toni ironici e tragici: “è profondamente non vivo…è umano e mostruoso…è una calunnia dell’uomo, realtà triste e mostruosa”.

Tema, questo, ripreso da Fabrizia Lotta, che cita nuovamente De Chirico  (“noi spariremo, il manichino resta”), e lo descrive come doppio umano, ma anche come rappresentazione del fallimento dell’uomo, di ciò che non potrà mai essere, una perfezione irraggiungibile; un desiderio di onnipotenza, quindi, rappresentato, tra l’altro, in “Metropolis” di Fritz Lang. In conclusione, l’intervento di Linda Mazzoni, la quale ha spiegato come l’idea iniziale fosse quella di una mostra di manichini (successiva a una sulle bambole antiche), la quale forse verrà allestita in futuro e che ha dato vita a questo lungo e complesso lavoro di ricerca, durato diversi anni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 dicembre 2014 (in versione ridotta)

“Il manichino” di Mazzoni e Gualandi presentato oggi in Ariostea

11 Dic

10687996_717388538314669_465641810334229439_oA circa due mesi dall’uscita, oggi vi sarà la prima presentazione nella nostra città del corposo e atteso volume “Il manichino e i suoi paesaggi”, uscito per Editoriale Sometti, e scritto e curato da due tra i più famosi e importanti creativi ferraresi: Linda Mazzoni e Claudio Gualandi.

Alle 17 presso la Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea in via Scienze, 17, interverranno, oltre agli autori, numerosi esperti: Valeria Bolgan, storica e ricercatrice dello spettacolo; Maria Livia Brunelli, curatrice e critico d’arte; Fabrizia Lotta, studiosa di teatro e cinema; Silvia Pellino, antropologa; Nicola Sometti, editore.

Linda Mazzoni e Claudio Gualandi, grafici, illustratori e scenografi, hanno realizzato questo libro di 192 pagine con numerose illustrazioni a colori, una grande raccolta iconografica che pesca nella moda, nella devozione religiosa, nella scienza, nello spettacolo, nella pubblicità, nell’arte per raccontare la storia del manichino dalle sue origini.

E’ praticamente impossibile stabilire una data di nascita del manichino, anche se le testimonianze scritte  parlano di tradizioni presenti già in epoca celtica e romana. Un oggetto fortemente simbolico da sempre intrecciato alla storia dell’uomo, alla tentazione del simulacro umano, al sogno dell’immortalità.

Il libro racconta dunque, in duplice lingua (italiana e inglese), storia e origini del manichino aprendo una finestra sui paesaggi inaspettati in cui questa figura ha trovato, nei secoli, le più diverse collocazioni.  Un libro fondamentale grazie al quale comprendiamo come “il manichino ci somiglia, ci sostituisce, parla di un’epoca, di un ideale di bellezza”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 dicembre 2014

“Giallo, noir e perturbante” liberamente ispirati a Kubrick

5 Dic

Giallo, noirFino al 14 febbraio presso Foto Pandini in via Garibaldi, 181 sarà possibile visitare la mostra “Giallo, noir e perturbante. Indizi”. Domani alle 17.30 l’inaugurazione di queste 33 fotografie che introducono l’evento principale, il quale inaugura sabato 13 dicembre a Casa Ariosto, “Giallo, noir e perturbante. Esercizi di fotografia narrativa liberamene ispirati a Shining di Kubrick e non solo”. Una ventina di artisti si sono chiusi in un albergo di montagna deserto nel giugno 2014 per un laboratorio di fotografia creativa e narrativa diretto da Roberto Roda ed Emiliano Rinaldi, curatori del libro che raccoglie le foto. L’evento è promosso da Fotoclub Ferrara e Centro Etnografico del Comune. Questi gli artisti: Ilaria Borraccetti, Carlo Boschini, Deborah Boschini, Paolo Cambi, Lucia Castelli, Franca Catellani, Sara Cestari, Roberto Del Vecchio, Greta Gadda, Pieranna Gibertini, Stefano Pavani, Maurizio Tieghi, Luca Zampini, Nedo Zanolini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2014

Curatela e prefazione de “I promessi sposi nostri contemporanei” di Mons. Luigi Negri

4 Dic

Copertina libroNei mesi scorsi ho avuto l’onore di curare testo e note del libro “I promessi sposi nostri contemporanei. Sette incontri sui personaggi del Manzoni”, oltre che di scriverne la prefazione.

E’ un’opera (con DVD allegato) che raccoglie le sette conferenze di Mons. Luigi Negri dedicate alla visione cristiana dei personaggi de “I promessi sposi”.
Il cofanetto (libro+DVD), edito da Mimep Docete, si può trovare a un prezzo economico su Amazon.it, Ibs.it, Libreria universitaria e sul sito di Mimep Docete.

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I promessi sposi sono come uno specchio dell’epopea del popolo cristiano a cui ciascuno è chiamato a partecipare da reale protagonista.

Circostanze liete e negative, orrori dell’odio e consolazioni della bontà in un intreccio di incontri guidati dai fragili propositi umani e dalla forte presenza dell’agire di Dio nella storia.” (Mons. Luigi Negri)