Le amiche con Antonioni e Pavese

17 Gen

Ricca analisi sul rapporto fra cinema e letteratura nei due autori

Venturi - Antonioni

FERRARA. “Le amiche tra Antonioni e Pavese: una dialettica tra spazio interno/esterno” era il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Sinfonie Urbane”, inserito nel Piano Michelangelo Antonioni, svoltosi in Biblioteca Ariostea. Relatore Gianni Venturi, presidente dell’Istituto di studi rinascimentali di Ferrara e autore nel 1969 di una delle monografie più importanti sullo scrittore piemontese. Quest’ultimo negli anni ’40 scrisse il trittico di romanzi brevi de “La bella estate” (1949), del quale faceva parte “Tra donne sole”, a cui si ispirò Antonioni per la sceneggiatura e la regia de “Le amiche” (1955). Venturi ha analizzato il rapporto tra cinema e letteratura partendo dalla differenza fra titolo del romanzo e del film: quest’ultimo (le amiche) vuole evidenziare retoricamente il cinismo borghese delle protagoniste, vere e proprie “belve”. L’intervento è proseguito con l’analisi del rapporto, nella sinistra italiana, tra politica e cultura negli anni ’40 e ’50 e il tema del suicidio, dramma che unisce tanto Pavese quanto una protagonista del film, Rosetta. Infine, le relazioni tra film ed arti figurative e rapporto tra il paesaggio (in questo caso, il mare, il Po e la relazione interni/esterni) ed i protagonisti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2013

Prima dècade personale nel mondo dell’arte per Darbo

14 Gen

Darbo

FERRARA Il codigorese Guglielmo Darbo, con l’esposizione inaugurata ieri alla Porta degli Angeli (nella foto), festeggia la prima dècade personale nel mondo dell’arte. «Il filo rosso che unisce le mie opere sono la ricerca suoi materiali e il bisogno di autenticità – dice l’artista – faccio l’avvocato per sopravvivere e l’artista per vivere». La mostra in questione è a cura dell’associazione culturale Stileitalico, Rta- Porta degli Angeli, con la collaborazione della Circoscrizione 1 del Comune di Ferrara. Il nome della location riflette bene lo stile dell’artista, uno stile metafisico e riflessivo, la cui astrattezza è densa di mistero e di inquietudine. Al tempo stesso, però, risulta forte la carica drammaticamente realistica trasmessa dalle opere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 gennaio 2013

 

Le giovani band protagoniste al Patchanka

8 Gen

Patchanka! We are all to blame

PONTELAGOSCURO Sabato sera al live-club Patchanka di Pontelagoscuro si è svolta la quarta serata della rassegna di musica emergente Urgenza!, evento patrocinato dal Comune di Ferrara. Sul palco si sono alternate due giovani ed interessanti band: We are all to blame (dal nome di una canzone della band Sum 41) e Blumoresque. Questi ultimi recentemente si sono aggiudicati il “Premio alla Creatività” nell’edizione 2012 del concorso “Note nuove”. L’attuale formazione nasce nell’autunno del 2011 dopo più di un anno di avvicendamenti tra i componenti. A differenza del primo gruppo, più punk-rock come sonorità, questo gruppo predilige sonorità rock classiche ed è composto esclusivamente da ragazzi (Rodia, voce & chitarre, Gianfilippo Invicibile, batteria & percussioni, Francesco Cataldo, basso & contrabbasso, Filippo Passerini, tastiere & pianoforte). Mentre gli We are all to blame propongono come vocalist una ragazza (Erika), accompagnata da Artiom (tastiere), Roberto (chitarra) e Fabio (batteria). In particolare, rimane impressa la voce ricca di potenza e di sfumature più melodiche di Erika. All’edizione 2012-2013 di Urgenza! partecipano 16 tra band o solisti emergenti, che continueranno ad esibirsi ogni primo sabato del mese (e il 24 aprile) sino a maggio, e il cui live verrà registrato in presa diretta. Inoltre, di ogni esibizione sarà scelto un brano per una compilation scaricabile dal sito del locale e non solo. Infine, a fare da sfondo alle esibizioni vi sono le ottime opere di artisti, fotografi, designer, pittori e illustratori che mensilmente, fino a luglio, esporranno le loro opere nell’ambito della rassegna “SmashArt. Scossi dall’arte” organizzata in collaborazione con il collettivo artistico Fango Concept.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 gennaio 2013

In mostra gli “Angeli contemporanei” alla Galleria del Carbone

7 Gen

angelicontemporanei

FERRARA Da ieri, e fino al 27 gennaio, è visitabile presso la Galleria del Carbone (in via del Carbone, 18/a, a Ferrara) la mostra “Angeli contemporanei”. L’evento è stato promosso dall’associazione Accademia d’Arte di Ferrara, curato da Paolo Volta e Lucia Boni ed ha il patrocinio del Comune di Ferrara e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara. Questi sono i maestri della pittura italiana protagonisti dell’esposizione e che rendono ancora più prezioso questo già interessantissimo allestimento artistico: si tratta di Giorgio Balboni, Carlo Bertocci, Maurizio Bonora, Giorgio Cattani, Bruno Ceccobelli, Bruno Donzelli, Omar Galliani, Gianfranco Goberti, Thomas Lange, Renzo Margonari, Romano Notari, Oscar Piattella, Ernesto Terlizzi. La mostra intende omaggiare don Franco Patruno, scomparso il 18 gennaio 2007, il quale – come ricordava l’allora sindaco Gaetano Sateriale – “oltre che nella missione del sacerdozio (…) ha saputo esprimere i suoi ricchi talenti nella pittura, nella scrittura, nella critica d’arte e in quella cinematografica.” Il tema dell’Angelo, il quale riunisce molteplici registri espressivi, è ben spiegato in un passaggio di Gianni Cerioli nel catalogo della mostra da lui curato insieme a Marco Bertozzi: “le immagini di queste figure ibride, alate, per metà uomini e per metà messaggeri del cielo (…) irrompono nei territori dello scetticismo contemporaneo e della nostra ricerca di spiritualità.” La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 17 alle 20, sabato e festivi anche dalle 11 alle 12:30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 gennaio 2013

In “Alchimie digitali” i fratelli Teti spiegano la videoarte

1 Gen

FERRARA. La videoarte (o “arte del video”) come riflesso simbolico della liquidità e mutevolezza della realtà contemporanea. E’ uno dei molteplici spunti di riflessione del saggio “Alchimie digitali. Linguaggi, estetiche e pratiche video-artistiche al tempo dell’immagine numerica” (nella foto, Città del Sole edizioni), a cura di Marco e Vitaliano Teti, fratelli calabresi, ferraresi d’adozione.

Figlia dello sviluppo digitale e immersa in atmosfere postmoderne, la videoarte si potrebbe definire una forma artistico/scientifica basata sulla contaminazione dei linguaggi espressivi, nonché su multimedialità e metamedialità. La prefazione della prof. Ada Patrizia Fiorillo anticipa il primo capitolo, contenente contributi di esperti e artisti sulle varie declinazioni di quest’arte sui generis (street art, net art ecc.). Il secondo capitolo è dedicato al festival internazionale di videoarte The scientist, con immagini e informazioni dettagliate sulle varie edizioni. Il festival, giunto al quinto anno di vita, si è svolto pure nel 2012 a Ferrara, lo scorso ottobre. Infatti, i curatori del testo sono i fondatori dell’associazione “Ferrara Video&Arte”, organizzatrice dell’evento, che dà vita a sinergie con artisti ed esperti da tutto il mondo. Ora, con questo ricco saggio, è possibile non solo un approccio proficuo alle contaminazioni della videoarte, ma anche un approfondimento sulle varie tematiche interdisciplinari connesse a questo tema.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 31 dicembre 2012

Con Infoloco informazioni per tutti i gusti

31 Dic

Sia che si arrivi da Corso Porta Reno, sia che si arrivi da Piazza della Cattedrale, non si può non notare la torre civica, più nota come torre dell’orologio, che congiunge Palazzo della Ragione con gli edifici di Cortevecchia. E’ nell’edificio alla sua base, di proprietà del Comune, che da ieri fino al 10 febbraio è attiva la Infoloco, punto di informazione promosso dalla Pro Loco cittadina. Le volontarie ed i volontari forniranno informazioni, a turisti e non, su attività culturali, iniziative pubbliche, promozioni commerciali e sulla storia e le curiosità riguardanti Ferrara e, in particolare, il suo centro storico. Alessandro Gulinati, Presidente di Pro Loco Ferrara, alle 18 di ieri ha inaugurato l’affollatissima sede che vuole essere «Complementare ai punti info, quelli già esistenti. Da qui inoltre partiranno visite guidate e ci saranno degustazioni di prodotti tipici». «Vorrebbe essere – ha concluso Gulinati -, un punto di partenza per qualcosa di più stabile, con orari flessibili ed attraente per i giovani». Infoloco sarà aperto fino al 10 febbraio 2013, tutti i giorni con orario dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Questa la suddivisione degli incarichi: responsabile dell’organizzazione di Infoloco è Andrea Morona (tel. 333 9730703); responsabile della formazione dei volontari a contatto con il pubblico è Marco Poltronieri (tel. 338 2954013); tesoriera è Ambretta Balboni (tel. 340 3894799). Nel frattempo, continuano le visite guidate nell’ambito di Ferrara Città Aperta. Oggi doppio appuntamento, alle 10.30 con “Nel Medioevo ferrarese.La Cattedrale e il Museo della Cattedrale di Ferrara”, ritrovo e partenza della visita guidata dal portale maggiore della Cattedrale nell’omonima piazza. Alle 15 ecco “Nel Rinascimento ferrarese. Palazzo Costabili,il Museo archeologico nazionale e l’Addizione di Borso d’Este”, con ritrovo e partenza presso l’ingresso del Museo archeologico nazionale, in via XX Settembre 122. Domani negli stessi orari le visite “Este Viva!?”; informazioni al 340 6494998.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 dicembre 2012

Inaugurata con musica la mostra di Alice Socal. Esposte trenta opere realizzate dalla giovane artista

28 Dic

Alice Socal

FERRARA. L’altra sera la musica di 4 dj – LB, Bicchio, Nero e T-Robb – ha fatto da sfondo sonoro all’inaugurazione della mostra delle opere di Alice Socal, presso il Circolo Arci Zuni di via Ragno, a Ferrara.

Una trentina di opere esposte su supporti rettangolari o sferici di piccole o medie dimensioni (nella foto) hanno riempito le pareti del locale, catturando fin da subito l’interesse degli avventori, sia dei nuovi sia degli habitués.

Lo stile della giovane artista – nata a Mestre 26 anni fa – è spesso rigorosamente geometrico, con la prevalenza di linee triangolari, rotondeggianti o vorticose, dando forma a rappresentazioni metafisiche, o comiche fino al grottesco, di vulcani, di animali e mostri marini o canini.

A tal proposito è lei stessa a “confidarci” come «Il cane peloso o il personaggio coi baffi sono alcune tra le immagini alle quali molto affezionata» e, inoltre, che ha usato anche per il suo libro di fumetti, il quale si trova in vendita all’entrata del locale cittadino.

Spesso queste opere, in matita ed alcune in olio o acrilico, contengono palle di vetro con all’interno paesaggi o persone che sembrano magici: esse rimandano alla forma sferica di alcune tavole le quali, ci ha infine spiegato, risalgono ad una mostra fatta in una pizzeria ad Amburgo, in Germania (dove l’artista vive da cinque anni), nell’intento di riprendere la forma circolare della pizza.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 dicembre 2012

La musica nei film di Antonioni

28 Dic

FERRARA. «Per colonna sonora intendo i suoni naturali, i rumori piuttosto che la musica»: si potrebbe partire da questa frase di Antonioni per analizzare il suo rapporto complesso con la musica nel cinema. Su questo tema si basava la conferenza che si è svolta lunedì alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, introdotta da Doris Cardinali e tenuta dal prof. Alberto Boschi, docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara. La conferenza, dal titolo “Detesto la musica per film.

Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni”, è il secondo dei sei incontri del ciclo Sinfonie urbane all’interno del Piano Antonioni. Antonioni dice di odiare la musica per film e in una dichiarazione del 1959 afferma: «Se i produttori mi lasciassero fare, userei soltanto una colonna sonora di rumori». Quindi più che di musica, il regista preferisce parlare di rumori, i quali devono rappresentare il paesaggio. Nonostante ciò, il regista collaborò con un musicista del calibro di Giovanni Fusco, l’equivalente di Nino Rota per Fellini.

Nei film degli anni ’70 (Blow-up e Zabriskie Point) addirittura Antonioni arrivò ad usare musica rock e pop. A tal proposito, Doris Cardinali ha sottolineato come nel Fondo a lui dedicato vi siano molti dischi rock o di musica leggera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 dicembre 2012

La vita dei netturbini e il loro lavoro: “N.U. Nettezza Urbana” di Antonioni

28 Dic

foto n.u.FERRARA La vita dei netturbini durante e oltre il loro lavoro, e l’importanza dei rifiuti nel definire l’identità di ognuno: sono questi alcuni dei temi affrontati nella serata di domenica a Palazzo Savonuzzi durante l’incontro “N.U. Nettezza Urbana”. Tematiche queste che han cercato di portare nuovi significati al tema più generale del Piano Antonioni all’interno del quale rientra l’iniziativa: “La ricerca di un posto nel paesaggio”. Leonardo Delmonte, co-curatore insieme a Doris Cardinali del Piano, ha introdotto e diretto la serata iniziata con la proiezione del documentario “N.U. Nettezza Urbana” del regista ferrarese, vincitore del Nastro d’Argento nel 1948 come miglior documentario. È seguita la proiezione di “Waste Land” di Lucy Walker sull’opera dell’artista Vik Muniz e sulla vita dei catadores, poverissimi spazzini di Rio de Janeiro. La prima parte della serata si è conclusa con il reading di Marco Sgarbi, attore, che ha letto passi de “Tutte le anime” di Javier Marias (1989), dove capiamo come «quello che scartiamo ci dà la misura di quello che siamo», e di Monica Pavani, che ha letto un testo della poetessa polacca Wislawa Szymborska “Un tale che osservo da un po’ di tempo”. Gli interventi, seguiti da un ricco dibattito e da un altrettanto ricco buffet, sono stati aperti dal prof. Paolo Veronesi, il quale ha sottolineato l’importanza in N.U. dell’ “eco delle cose”, piuttosto che delle azioni in sé, nonché dell’atipicità di questo documentario per quanto riguarda la quasi assenza di una voce fuori campo e l’assenza di una visione cronologica a favore di flash, di “lampi”, di micro-storie. Ha concluso il prof. Sandro Sproccati, il quale ha ribadito come N.U. sia un documentario molto avvincente nonostante sia “un racconto in assenza di storia”, senza cioè una trama specifica come invece avviene nei film fiction, e come – tema centrale del Piano – il paesaggio in N.U. e in tutti i film di Antonioni sia luogo che assorbe la psiche dei personaggi, sia riflesso di questa.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 dicembre 2012

Tre giorni di analisi e riflessioni su Antonioni

28 Dic

FERRARA. Si è concluso ieri mattina il convegno “Cronaca di un autore” dedicato al regista Michelangelo Antonioni e durato tre giorni. Gli incontri si sono svolti nella sede della Facoltà di Economia in via Voltapaletto e hanno visto la partecipazione di numerosi studiosi da tutto il mondo. Ogni giornata ha visto la presenza di circa 50 persone, giovani e meno giovani, tra cui l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, che ha anche aperto i lavori insieme al Rettore Pasquale Nappi, a Matteo Galli, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e ad Alberto Boschi, Docente di Storia del cinema e di Storia e fenomenologia del cinema all’Università di Ferrara. La mattinata conclusiva è stata inaugurata dall’intervento di Ruggero Eugeni, dell’Università di Firenze, il quale ha analizzato “L’avventura”, “La notte” e “L’eclisse” attraverso la lente del disagio psichico e della psicosi. In particolare, si è soffermato sulla scomparsa, avvenimento centrale de L’avventura e sulle sequenze della visita all’ospedale e della festa finale ne La notte. José Moure, docente della Sorbona di Parigi ha invece incentrato il proprio contributo sull’aspetto architettonico presente nel cinema antonioniano mentre l’intervento di Roberto Calabretto, musicologo dell’Università di Udine, ha riguardato invece la musica e i suoni nei film del regista. Il convegno è stato, quindi, concluso dal prof. Marco Bertozzi, docente di Filosofia teoretica dell’Università di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 dicembre 2012