Una mostra di un artista giapponese all’insegna dell’informale, tra gestualità e ferma consapevolezza. Oggi alle 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) verrà inaugurata la personale di Tatsunori Kano dal titolo “Oltre l’orizzonte”. L’Associazione Culturale Accademia d’Arte Città di Ferrara ha curato quest’esposizione in concomitanza con le celebrazioni per il 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia. La mostra ha il patrocinio dell’Ambasciata Giapponese e del Comune di Ferrara.
Saranno esposti lavori pittorici e terrecotte frutto delle più recenti esperienze di Kano. Come dicevamo, quello di Kano è un informale forse non del tutto etichettabile nell’action painting di pollockiana memoria. Come scrisse Fabriano Fabbri, docente all’Università di Bologna, Tatsunori Kano, è “un allevatore di chiazze, di venature, un addomesticatore di screziature che con la forza placida del suo caos calmo sa mettere con le spalle al muro, appese alla parete”. Oppure, secondo Manuela Moscatiello del Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale di Bologna, “ad un primo rapido sguardo, l’opera di Kano può trarre in inganno l’osservatore distratto alla ricerca di facili accostamenti, facendogli pensare all’action painting. Al contrario, dal mio punto di vista, il lavoro di Kano non ha nulla di casuale poiché presuppone una visione chiara, netta, del risultato finale”.
Kano nasce a Hiroshima, Giappone, nel 1954, e qui svolge i primi studi artistici con il maestro di pittura Kunio Kariahama. Nel 1973 si trasferisce a Tokyo, dove studia alla Nippon University, conseguendo nel 1979 Laurea e Specializzazione in Pittura. Kano unisce allo studio la prima attività espositiva, presentando olii su tela alle esposizioni del gruppo Kokugakai nel 1977. Nel 1980 si trasferisce a Bologna, e nel 1985 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’artista inizia nel 1984 l’attività espositiva in Italia, con opere acriliche, e due anni dopo conosce lo studioso e collezionista Mario Lispi. Numerose le sue esposizioni, personali o in collettive, in vari luoghi d’Italia e del Giappone, ma non solo. Sue opere sono in collezioni pubbliche come quella dell’Ateneo felsineo, dell’Università di Tokyo e quella di Hiroshima.
La mostra sarà visitabile fino al 6 novembre dal mercoledì alla domenica dalle 17 alle 20, sabato e festivi anche dalle 11 alle 12.30.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 ottobre 2016
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