Tag Archives: Arte contemporanea

Mesin Zidane, all’Alchimia r&b in mostra “Levels”

12 Giu

Mostra AlchimiaVenerdì ha inaugurato la personale di Mesin Zidane, artista originaria di Casablanca, dal titolo “Levels”. L’esposizione sarà visitabile a ingresso libero e gratuito nell’Alchimia r&b in via Borgo dei Leoni, 122 a Ferrara. La personale di Zidane è a cura di Barbara Vincenzi e Robert Carlo Phillips, in collaborazione con Angelo Andriuolo e “Ars Imago Dei”, e sarà visitabile fino al prossimo 18 agosto.

“Levels” come “livelli”, ma non solo, anche “riproduzione differente”, vale a dire il sovrapporre o lo scorrere di strati apparentemente fluidi, colorati e giustapposti ma di tonalità diverse cosi da formare, per ogni tavola, composta da più fogli uniti e concatenati, un singolo volume mostrante trasparenze e giochi di luce inattesi e diversi che interagendo con l’ambiente, l’illuminazione e lo sguardo dello spettatore cambiano in continuazione aspetto e colore. Un gioco di forme, luci e percezioni, quindi, tra apparenza e complessità dell’essere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 giugno 2016

Ecco “Cosmic Gate”, opere di wall painting e video installazioni

11 Giu

Mostra Di Fabio (4 luoghi)Una mostra in quattro luoghi per possibili sinergie artistiche tra antico e contemporaneo. Il progetto di Alberto Di Fabio, “Cosmic Gate”, a cura di Veronica Zanirato e promosso da Evart, inaugura oggi alle 18 alla Porta degli Angeli, uno dei luoghi scelto per le wall painting e video installazioni dell’artista insieme a Palazzo dei Diamanti e Castello Estense, mentre nel nuovo spazio “Fabula Fine Art” di Giorgio Cattani in via del Podestà, 11 l’artista terrà un intervento.

La cifra della ricerca di Alberto Di Fabio orbita nell’ambito della matematica e delle geometrie organiche e inorganiche in una prospettiva multidisciplinare, creando visioni di luce che abbracciano i monumenti, trasfigurando il passato in un nuovo inizio. La mostra è visitabile fino al prossimo 31 luglio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 giugno 2016

“Levels” di Zidane: ecco la nuova mostra all’Alchimia r&b

10 Giu

Mostra AlchimiaOggi alle 18.30 inaugura la personale di Mesin Zidane, artista originaria di Casablanca, dal titolo “Levels”. L’esposizione sarà visitabile a ingresso libero e gratuito nell’Alchimia r&b in via Borgo dei Leoni, 122 a Ferrara fino al prossimo 18 agosto. La personale di Zidane è a cura di Barbara Vincenzi e Robert Carlo Phillips, in collaborazione con Angelo Andriuolo e “Ars Imago Dei”.

“Levels” come “livelli”, ma non solo, anche “riproduzione differente”, vale a dire il sovrapporre o lo scorrere di strati apparentemente fluidi, colorati e giustapposti ma di tonalità diverse cosi da formare, per ogni tavola, composta da più fogli uniti e concatenati, un singolo volume mostrante trasparenze e giochi di luce inattesi e diversi che interagendo con l’ambiente, l’illuminazione e lo sguardo dello spettatore cambiano in continuazione aspetto e colore.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 giugno 2016

Arte e religione: la redenzione creativa di Cinquino

8 Giu

Qui un mio pezzo dedicato al rapporto di Cinquino con la fede.

Un tentativo (riuscito?) di coniugare arte e religione, attraverso installazioni al limite dell’esagerazione espressiva, fra testo e materia.

Fino al 18 giugno nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara è possibile visitare la mostra “Quando l’arte si rifiuta”, personale di Claudio “Cinquino” Centin. In parete, una serie di opere realizzate con la tecnica del ready-made, in quella che Centin definisce “Gospel Art”. Legata alla sua identità cristiano-evangelica, l’idea che ne sta alla base è quella del riciclo non solo per l’equità sociale e la sostenibilità ambientale ma come metafora di un’azione redentiva tanto universale quanto individuale.

Andrea Musacci

 

Il Rivellino punta sull’arte contemporanea

8 Giu

“Koinè 2016. Per un linguaggio comune dell’arte contemporanea” è il nome della collettiva d’arte contemporanea visitabile nella storica Galleria d’arte “Il Rivellino” in via Baruffaldi, 6 a Ferrara. La mostra, a cura di Virgilio Patarini (Responsabile di Zamenhof Art) e a ingresso libero, vede in esposizione quadri e sculture di una trentina di artisti.

L’esposizione è visitabile fino al 10 giugno tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16.30 alle 19.30. Chiuso il giovedì e la domenica pomeriggio. Infine, sempre Zamenhof Art al Rivellino l’11 giugno inaugurerà la bi-personale “Oltre la realtà” di Luisa Ghezzi e Sergiu Popescu.

Andrea Musacci

La collettiva “Koinè 2016” in parete al Rivellino

5 Giu

rivellino“Koinè 2016. Per un linguaggio comune dell’arte contemporanea” è il nome del nuovo progetto espositivo collettivo che è stato presentato ieri pomeriggio nella storica Galleria d’arte “Il Rivellino” in via Baruffaldi, 6 a Ferrara. La mostra, a cura di Virgilio Patarini (Responsabile di Zamenhof Art, in passato collaboratore del Palazzo della Racchetta) e a ingresso libero, vede in esposizione quadri e sculture di una trentina di artisti.

Dal 2009 il progetto Koinè è l’occasione per fare il punto della situazione sia sugli artisti selezionati per la stagione, sia più in generale sullo “stato dell’arte”, presentando una carrellata di opere di autori e stili diversi.

L’esposizione è visitabile fino al 10 giugno tutti i giorni dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16.30 alle 19.30. Chiuso il giovedì e la domenica pomeriggio. Infine, sempre Zamenhof Art al Rivellino l’11 giugno inaugurerà la bi-personale “Oltre la realtà” di Luisa Ghezzi e Sergiu Popescu.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 giugno 2016

A Ferrara una “Fabula” per l’arte contemporanea

9 Mag

Sabato scorso in via del Podestà, 11 Giorgio Cattani ha inaugurato il suo nuovo spazio artistico, “Fabula Fine Art”, con una personale dal titolo “Di Là da Dove per Andar Dove”, visitabile fino al prossimo 15 giugno.

Qui sotto le mie foto della mostra e dell’inaugurazione.

[Qui e qui due miei articoli dedicati alla nuova galleria]

Andrea Musacci

Fabula Fine Art apre con la mostra di Cattani

7 Mag

Paiato, Cattani, Zanirato e Dal Bello - Copia

[Qui le mie immagini della mostra e della galleria]

Una galleria che è flusso di coscienza, di vita e di segni dentro la perenne metamorfosi del mondo. Fabula Fine Art è il nome del nuovo spazio che inaugura oggi alle 18 in via del Podestà, 11, concepito dall’artista Giorgio Cattani, affiancato da Maria Letizia Paiato, Veronica Zanirato, Erika Scarpante, Andrea Del Guercio, Francesca Boari e Silvia Dal Bello. La prima mostra sarà dello stesso Cattani, Di Là da Dove per Andar Dove, tre installazioni realizzate per l’occasione, più alcuni suoi versi e disegni. L’esposizione, visitabile fino al 15 giugno il giovedì, venerdì e sabato dalle 17 alle 20, è anche una riflessione su brucianti temi dell’uomo, attuali ed eterni. La prima installazione, Mare nostrum – Giorgio Cattani se ne fotte di Damine Hirst richiama il tema della difesa della natura, una provocazione in cui Cattani cita un’opera del ’91 dell’artista britannico. Di là da Dove, invece, vede un feto schiacciato come simbolo di una generazione sommersa dalle rovine di una borghesia incapace di rigenerare. Non avete più la musica nel cuore, infine, contrappone un’irriverente moralità al disfacimento del mondano.

Oggi alle 18 vi sarà anche una performance, Restar fermi per andare dove, con protagonisti studenti del Liceo Dosso Dossi di Ferrara, incentrata sulla ricerca di uno sbocco vitale per i giovani d’oggi. Lo stesso Cattani vi parteciperà timbrando per loro falsi passaporti col marchio Fabula, come lasciapassare per nuovi apporti e approdi. Inoltre, segnaliamo che di fronte alla galleria, al civico 14/a, da settembre aprirà lo spazio Fabula 2, un ex deposito di cavalli e carrozze dove vi saranno, tra l’altro, presentazioni di libri. Infine, a fine giugno per Skira editore uscirà una monografia sulla carriera artistica di Cattani, con vari contributi critici.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 07 maggio 2016

Cattani, l’artista diventa uno scopritore di talenti

1 Mag

 

Giorgio Cattani in Fabula - Copia

Giorgio Cattani

Il pittore ferrarese a 67 anni volge lo sguardo verso nuovi orizzonti culturali. «Ho vissuto come un solitario: la mia amante è sempre stata l’arte»

[Qui sul sito de la Nuova Ferrara la galleria fotografica di Andrea Samaritani (con anche due mie foto) dedicata a Cattani. Qui la pagina de la Nuova Ferrara con l’articolo]

Un artista il cui fuoco interiore lo porta a cercare sempre nuove prospettive, ad attraversare confini, a tendere al Cielo. Giorgio Cattani è questo, uno che fa del tras-loco la cifra del proprio essere. E che lo porta ora, a 67 anni, ad abbandonare il ruolo di artista per intraprendere quello di gallerista e curatore. Il progetto è ambizioso: far nascere una galleria d’arte contemporanea, la “Fabula Fine Art”, nel centro di Ferrara, in via del Podestà, 11, dove spiccano saracinesche abbassate e vecchi portoni. Ma l’arte ricrea, dona vita con un soffio. Come ci spiega lui stesso, «diamo luce a uno spazio che viveva nel buio»: così è l’arte, che dà luce all’anima e ai luoghi che abita.

Docente all’Accademia di Brera, interprete originale della Transavanguardia, in 35 anni ha collezionato una sessantina tra personali e collettive, tra cui nel 1986 “Documenta 8” a Kassel, a New York nel 1988 e nel 2001, e alla Biennale di Venezia nel ’93 e nel ‘12. A Ferrara ha esposto, tra l’altro, nel 2005 a Casa Cini e nel 2008 alla Galleria del Carbone. Riparte dalla sua Ferrara, perché, come scrive presentando la galleria, “non si scappa dai luoghi, non si cancellano le origini [..], l’origine va alimentata ed arricchita con nuove e diverse conoscenze”.

Giorgio Cattani

Giorgio Cattani

«A Roma e all’estero – ci spiega – mi dicevano: “Ferrara è bella, ha storia, ma non ha gallerie d’arte contemporanea con respiro internazionale!”. Poi, un collezionista locale mi propose alcuni suoi spazi sfitti». L’idea è di fare «un laboratorio d’arte di fama europea, senza assistenzialismo pubblico, solo stimolando la creatività ferrarese. Uno spazio culturale che inviti a entrare in una dimensione di pensiero completamente libera dall’ansia del possedere». Ad affiancare Cattani ci saranno Maria Letizia Paiato, Francesca Boari, Andrea del Guercio, Veronica Zanirato ed Erika Scarpante. La galleria verrà inaugurata sabato 7 maggio con una personale di Cattani, la sua ultima prima di far spazio alla nuova, folle creatura. La mostra, che si intitola “Di Là da Dove per Andar Dove” e sarà visitabile fino al 15 giugno, «darà il senso di dislocazione, di slittamento, del divenire guidato dall’istinto». Inoltre, “Fabula” comprenderà anche tre ambienti al civico 14/a della stessa via, un ex deposito che diventerà eno-biblioteca e spazio per installazioni.

Questa di Cattani è sicuramente una provocazione che farà bene a Ferrara, il poter riaccogliere sotto nuove spoglie un artista così travolgente e imprevedibile. «La mia vita è tutto un miracolo nato dalle ali della parola “arte”», ci dice. «Sono un solitario, la mia amante è sempre stata l’arte, con la quale ho avuto un abbraccio totale». “Lo stupore, la meraviglia, il grande delirio del cercare e del cercarsi”, scrisse alcuni anni fa. Vedremo se Ferrara saprà ancora stupirsi e sentirsi cercata da questo suo figlio che ancora la ama.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 maggio 2016

Silencio Vivo, ovvero volti, sangue e suoni di donne dal Sud America

18 Apr

[Qui le mie foto della mostra sul sito de la Nuova Ferrara]

Teresa-Margolles-Pesquisas-5-2016

Teresa Margolles, Pesquisas (part.), 2016

Il sangue della vita, il sangue della morte. La bocca impossibilitata a parlare, a urlare. La terra vergine, l’asfalto sporco, e poi il fuoco, le uova, l’odore e il suono del silenzio, dell’omertà e dell’eterno dolore.

Una grande esposizione dove regna il silenzio di una terra sterminata e sterile, dove l’essere umano, con la propria essenziale corruzione, con la propria connaturata violenza, domina incontrastato, senza alcun timore di Dio.

Silencio Vivo. Artiste dall’America Latina è la mini-collettiva inaugurata sabato nel Padiglione d’Arte Contemporanea riaperto per l’occasione su c.so Porta Mare, dietro Palazzo Massari. La mostra, curata da Lola Bonora e Silvia Cirelli e organizzata da UDI Ferrara e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea, è anche il ritorno della Biennale Donna, per la sua XVI edizione, dopo la pausa imposta, nel 2014, dal terremoto.

Quattro artiste sud americane – Ana Mendieta (Cuba), Anna Maria Maiolino (Brasile), Teresa Margolles (Messico) e Amalia Pica (Argentina) – lanciano un grido al Cielo e a ogni uomo, sul troppo sangue femminile innocente versato nelle loro terre martoriate.

Ana Mendieta (L’Avana, Cuba, 1948 – New York, USA, 1985):

  • Untitled (Volcano Series #2, 1979-1999): la terra madre, generatrice di vita e di morte, con la sua forma al tempo stesso vaginale e tombale.
  • Anima, Silueta de Cohetes (Firework Piece, 1976): l’anima che brucia fino a esaurirsi.
  • Untitled (Body Tracks, 1974-2012): le mani sporche di sangue, la violenza consumata.
  • Moffitt Building Piece (1973): una chiazza di sangue davanti a un uscio, l’indifferenza dei passanti. L’opera si ispira alla tragica morte della studentessa Sarah Ann Ottens, compagna della Mendieta all’università, morta in seguito a un violentissimo stupro.

Anna Maria Maiolino (Scalea, Italia, 1942):

  • Entrevidas (Between Lives, 1981-2010): le uova, una tensione continua, la fragilità essenziale dell’uomo, non solo in rapporto al Potere.
  • E’ o que Sobra (What Is Left, 1974-2010).
  • In-Out (Antropofagia, 1973-2000): bocche impossibilitate a parlare.
  • Untitled (2014-2015), tre sculture e un’installazione.

Teresa Margolles (Culiacan, Messico, 1963):

  • Pesquisas (Investigations, 2016): i tanti volti di giovani scomparse.
  • Aire (Air, 2003): l’odore della morte.
  • Installazione: con un telo stato assorbito il sangue del corpo di una donna assassinata, e poi questo telo è stato mondato nelle acque di Ferrara.
  • Sonidos de la muerte (Sounds of Death, 2008): registrazione dei suoni del silenzio, dell’indifferenza verso la violenza subita da molte donne.

Amalia Pica (Neuquén, Argentina, 1978):

  • On Education (2008): menzogna e verità.
  • Palliative for Chronic Listeners #1 (2012): chiusi all’ascolto, chiusi all’altro.
  • Switchboard (2011-2012).
  • The Wireless Way in Low Visibility (Recreation of the First System for non Cable Transmission, as seen on TV, 2013).

Andrea Musacci

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Anna Maria Maiolino, Entrevidas, 1981-2010