Tag Archives: Arte

Matteo e Nicola Nannini in mostra a Ferrara

26 Gen

Una bi-personale famigliare è la nuova intuizione espositiva di Lucio Scardino per la galleria d’arte Fabula Fine Art di Ferrara. “Bottega di famiglia. Dipinti e grafiche di Nicola e Matteo Nannini” è il titolo della mostra esposta in via del Podestà, 11 dal 31 gennaio al 5 marzo.
Come scrive il curatore nel catalogo, “i fratelli Nannini: ultimi maestri di una tradizione figurativa, che però reinventano in chiave tutt’altro che accademica, frequentando musei e librerie, sale cinematografiche e laboratori ma immergendosi appieno nella vita quotidiana, nel paesaggio padano e veneto, nelle mestiche e nelle chine che rifiutano le elaborazioni computerizzate oggi tanto care a parecchi loro colleghi”.

nicola nannini

Nicola Nannini

Nicola Nannini, classe 1972, vive e lavora tra Cento e il Veneto. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, con il massimo di voti e la lode. E’ docente di pittura presso l’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” di Verona. Ha allestito mostre personali lungo tutta la Penisola e all’estero (Ungheria, Olanda, Inghilterra) ed esposto in vari musei pubblici e fondazioni culturali.
Sempre per usare le parole di Scardino, “Nicola fer¬ma sulla tela il tempo ma non lo cristallizza in vacui formalismi para-fotografici, rende l’atmosfera vibrante dei piccoli paesi che attendono l’arrivo del treno per squarciare l’afa estiva, oppure le ore dell’alba, in cui stanno per giungere gli ambulanti che ne animeranno il mercato.”.

matteo nannini

Matteo Nannini

Matteo Nannini, invece, classe 1979, vive e lavora tra Sant’Agostino e Cento. Ha frequentato il Liceo Artistico “Arcangeli” di Bologna e si è diplomato con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Insegna presso la Scuola di Artigianato Artistico a Cento da quando aveva 20 anni.
Talentuoso quanto il fratello, Matteo ha esposto nell’ultimo ventennio in svariate personali, collettive, fiere d’arte ed eventi culturali in varie città della pianura padana, ma anche all’estero (da Budapest ad Am¬sterdam, da Londra a Shangai, da Rotterdam a L’Aia). Dal 2012 l’artista ha quindi cominciato a proporsi al pubblico quale illustratore e fumettista, con tavole e graphic novel di soggetto poliziesco e dal sapore fortemente ironico. Assai significativo in tal senso è il personaggio del detective J.W.Wiland, da lui creato e al quale ha già dedicato quattro volumi, da lui scritti e disegnati. Nel 2016 ha fondato la “Nannini Editore”, marchio editoriale e portale on line dedicato alla grafica, all’illustrazione e ai “comics”. A Fabula espone sensuali nudi femminili, senza però evitare di confrontarsi con il vedutismo. Infine, le amatissime tavole originali del detective J.W.Wiland.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 26 gennaio 2019

 

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San Sebastiano: 1000 volti grazie all’arte

14 Gen

Mostra a Cloister fino al 31 gennaio

[Qui la pagina con l’articolo]

davSan Sebastiano è una figura che ancora oggi continua a ispirare tantissimi artisti. Lo sa bene il critico e curatore Lucio Scardino, che da diversi anni colleziona opere di artisti ferraresi e non dedicate al “santo con le frecce”. 34 (33 iniziali + 1 aggiunta in corsa) di queste opere sono in mostra a Ferrara fino al 31 gennaio nella sede di Cloister (doppia entrata, da corso Porta Reno, 45 o da via Gobetti), per la 33esima esposizione organizzata dall’attiva galleria guidata da Alessandro Davi. Non a caso, il 20 gennaio ricorre la solennità di San Sebastiano (256-288), militare romano e martire sotto Diocleziano. Giovane dal corpo virile e atletico, simbolo di bellezza e di sacrificio, il santo ha lo sguardo che punta dritto negli occhi di chi lo guarda, come nella tela di Nannini (recentemente esposta anche a Fabula Fine Art), o è il busto in bianco e nero con venatura rossa di Lenzini, oppure la scultura della Grilanda con due sole frecce conficcate nelle carni. In Orsatti, invece, di San Sebastiano vi è una maestosa testa di profilo con l’elmo, senza dardi a dilaniarlo. Quella delle frecce mancanti, o non “visibili”, ricorre in altre opere, come nel dipinto di Filippini (col santo disteso e privo dei segni delle ferite) o in quello della Benini, col giovane disteso e di schiena, in piedi (Coluzzi) o seduto (Tassini), ad accentuare l’intento metaforico della sofferenza dell’uomo, dell’artista, trascendente il dolore fisico. In Artosi, al contrario, le frecce vi sono eccome, e ne colpiscono il viso, mentre Gualandi, che nel suo stile tipico inserisce il soggetto nel contesto storico-urbano ferrarese, rappresenta, nel disegno stesso, una mostra dedicata al santo. Farolfi (foto) sceglie, invece, di rappresentare, con estremo realismo, una ferita netta sul costato del santo, un piccolo squarcio che ricorda quella del Cristo “invasa” dal dito scettico di san Tommaso nella tela del Caravaggio. Infine, in Ribertelli, il santo, nell’elasticità agonistica di un atleta, le frecce sembra schivarle, quasi ponendole sotto il suo controllo. La mostra è visitabile da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 19.30. Questi i nomi di tutti gli artisti in mostra: Enrico Artosi, Giorgio Balboni, Gianni Bellini, Rosamaria Benini, Carlo Bertocci, Flavio Biagi, Gianni Cestari, Franco Coluzzi, Matteo Faben, Matteo Farolfi, Alfredo Filippini, Renzo Gentili, Luca Ghetti, Gianfranco Goberti, Laura Govoni, Alberta Grilanda, Claudio Gualandi, Pietro Lenzini, Terry May, Pietro Moretti, Duilio Nalin, Matteo Nannini, Santo Nicoletti, Impero Nigiani, Paolo Orsatti, Stefano Rubertelli, Andrea Samaritani, Marco Spaggiari, Emanuele Tasca, Andrea Tassini, Antonio Torresi, Giuliano Trombini, Giglio Zarattini, Luca Zarattini.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” il 18 gennaio 2019

A Cloister collettiva dedicata a San Sebastiano

7 Gen
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San Sebastiano del ferrarese Carlo Bononi

Nuovo progetto espositivo nella Galleria Cloister di corso Porta Reno, 45 a Ferrara. Martedì 8 gennaio alle ore 18.30 inaugura una grande collettiva dedicata alla figura di San Sebastiano.
Il “santo con le frecce”, martire e militare romano, viene tradizionalmente festeggiato il 20 gennaio.
Invocato inizialmente contro il flagello della peste (le ferite provocate dalle frecce erano viste quasi fossero i bubboni del contagio), nell’ultimo secolo le ferite hanno assunto via via significati simbolici differenti, rappresentanti l’incomprensione, la derisione o l’indifferenza nei confronti dell’artista.
33 (numero emblematico), di quattro generazioni e dagli stilemi e dalle tecniche diverse, sono quelli che “dialogheranno” dalle pareti di Cloister fino al prossimo 31 gennaio, con possibilità di visitare la mostra da lunedì a sabato dalle 9,00 alle 19,30.
Questi i protagonisti: Enrico Artosi, Giorgio Balboni, Gianni Bellini, Rosamaria Benini, Carlo Bertocci, Flavio Biagi, Gianni Cestari, Franco Coluzzi, Matteo Faben, Matteo Farolfi, Alfredo Filippini, Renzo Gentili, Luca Ghetti, Gianfranco Goberti, Laura Govoni, Alberta Grilanda, Claudio Gualandi, Pietro Lenzini, Terry May, Pietro Moretti, Duilio Nalin, Matteo Nannini, Santo Nicoletti, Impero Nigiani, Paolo Orsatti, Stefano Rubertelli, Marco Spaggiari, Emanuele Tasca, Andrea Tassini, Antonio Torresi, Giuliano Trombini, Giglio Zarattini, Luca Zarattini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 gennaio 2019

“Compianto laico”: la nuova mostra alla Galleria del Carbone

15 Dic

3“Compianto laico”: questo il titolo della nuova proposta espositiva della Galleria del Carbone di Ferrara. La personale dello scultore Denis Raccanelli inaugura oggi, sabato 15, alle ore 18, nella sede di vicolo del Carbone, 18/a, con presentazione di Lucia Boni. L’artista torna, a distanza di un anno, nel nostro territorio: nel novembre 2017 ha, infatti, inaugurato la sua personale “Lo Specchio d’Argilla” nella Pinacoteca Civica di Bondeno.
Il titolo della mostra al Carbone richiama inevitabilmente un immaginario religioso, cristico, e, in ambito artistico, diverse opere quali il gruppo in terracotta di Niccolò dell’Arca nella chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna e il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli. Anche il nostro territorio ospita alcune opere di questo tipo: nella Pinacoteca Civica di Cento un legno del XV secolo, di artista ignoto, mentre a Ferrara il gruppo in terracotta del Mazzoni (1485) nella chiesa del Gesù di via Borgoleoni, e, nel Monastero di S. Antonio in Polesine, una terracotta di autore ignoto. L’intento del Raccanelli è forse simile, ma diverso l’approccio: non sceglie richiami e simboli sacri, ma “laicamente” affronta – come scrive la Boni nella presentazione – “il senso della compassione, il senso del ‘patire’ insieme, per capire l’altro. Si viene subitaneamente coinvolti da una condizione Umana”. E ancora, “i personaggi di questo teatro non hanno facce deformate, occhi spalancati, mani che coprono gli occhi, ma drappi o abiti consunti che dialogano con le figure e occupano la scena, quasi fossero individui altri.
Esistenze fatte di umori, atmosfere, tensioni tutte interiori. Un mondo che esige cordoglio, dolore collettivo. Un possibile riscatto? Il nostro ascolto”.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 15 dicembre 2018

Le “Dissezioni” di Romani in mostra ad Argenta

5 Dic

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L’alienazione vissuta dall’individuo contemporaneo è al centro della riflessione artistica di Lorenzo Romani, giovane artista ferrarese classe ’88 che al Mercato Coperto di Argenta (in piazza Marconi) espone la sua nuova personale, “Dissezione”. “La mia ricerca attuale si focalizza attorno a paesaggi suburbani o solitari, in cui la presenza umana è assente”, spiega lui stesso. Per l’artista la stratificazione di diversi materiali e tecniche (pittura, stampa fotografica,collage, ecc.) “incide sulla materialità concettuale e fisica di un particolare luogo, oggetto, individuo. Tramite il processo creativo isolo gli elementi reali, trasfigurandoli in una dimensione differente da quella quotidiana”.
In parete ad Argenta fino al 13 gennaio, opere prevalentemente realizzate a tecnica mista su carta e acetato, e un paio di lavori a olio e acrilici su tela.
Una sintesi, quella realizzata da Romani, fra tradizione e originale interpretazione personale, che riesce nel duplice intento, da una parte di riconoscere dignità alla figurazione, dall’altra di scomporre l’immagine, appunto di “dissezionarla”, per rappresentare la poliedricità e la relatività del reale, la molteplicità interpretativa, inevitabile se si osserva più a fondo, abbandonando astratte “oggettività” a cui il linguaggio artistico è per sua natura allergico.
La mostra, inaugurata lo scorso 30 novembre con presentazione di Paolo Volta, è visitabile nei seguenti orari: martedì e mercoledì 9.30-12.30, giovedì, venerdì e sabato 9.30-12.30 15.30-18.30, domenica e festivi 15.30-18.30. Chiuso 25-26 dicembre, 1 gennaio.

Andrea Musacci

Un omaggio a Pietro Pinna: dodici artisti celebrano il primo obiettore

15 Nov

Prosegue il progetto dedicato al pacifista vissuto a Ferrara. Sabato inaugura la collettiva alla Galleria del Carbone

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Dodici artisti ferraresi rendono omaggio al concittadino (acquisito) Pietro Pinna, primo obiettore di coscienza al servizio militare del dopoguerra, nel 70esimo anniversario dal suo atto di “rivolta pacifica”.
Inaugura sabato 17 novembre alle ore 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (che spesso ha ospitato iniziative del Movimento Nonviolento) la collettiva – col patrocinio del Comune di Ferrara e dell’Istituto di Storia Contemporanea, visitabile fino al 9 dicembre – con opere di Raoul Beltrame, Maurizio Bonora, Paola Bonora, Riccardo Bottazzi, Daniela Carletti, Gianfranco Goberti, Gianni Guidi, Paolo Pallara, Lorenzo Romani, Paolo Volta, Sergio Zanni, Luca Zarattini. “Un mondo senza bellezza è un mondo senza significato…ci tenevo alla bellezza: fu una perdita molto grande quella”, dice Pinna riferendosi al desolante oltraggio alla sua città, e non solo, portato dal secondo conflitto mondiale. “Ci sono i morti, le sofferenze, ma una sensibilità acuta, per il bello, per l’arte, l’ha accompagnato tutta la vita”, scrive Daniele Lugli, figura storica del Movimento Nonviolento italiano, nel testo introduttivo alla mostra. Nonviolenza e arte trovano così occasione per rendere pubblico il proprio connubio, per dimostrare come “la bellezza salverà il mondo” dalla violenza dei popoli e dei potenti.
Il progetto espositivo al Carbone fa parte di un percorso che parte con la pubblicazione nella primavera del 2017 del libro “Silvano Balboni era un dono”, a cura dello stesso Lugli, prosegue con la doppia esposizione, un anno fa, nel Palazzo Municipale di Ferrara. “Senza Offesa. Strategia di opposizione nonviolenta” e “50 anni di Azione nonviolenta” sono i nomi delle due mostre allestite dalla Galleria del Carbone, e successivamente portate in diverse scuole cittadine (Licei Carducci, Ariosto, Roiti, mentre la prima attualmente è alla Scuola Tasso). Proseguendo, lo scorso 17 ottobre è stato inaugurato il fondo librario intitolato a Pinna, nella Biblioteca Bassani al quartiere Barco. E ora l’esposizione al Carbone – che vedrà un altro momento significato l’8 dicembre quando Fabio Mangolini leggerà brani di Pinna pubblicati nel libro “La mia obbiezione di coscienza” (ed. Movimento Nonviolento) -, e le cui 12 opere di altrettanti artisti verranno pubblicate nel calendario 2019 della Galleria del Carbone, e in un catalogo ad hoc.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 novembre 2018

La pittrice Rosy Locatelli è deceduta in Brasile

8 Lug

rosy locatelliE’ deceduta lo scorso 28 giugno, ma la notizia è circolata solo nelle ultime ore, Rosy Locatelli, artista italo brasiliana, di origini lombarde, residente dal 2004 a Ferrara. La Locatelli, nata il 4 marzo 1969 a Japurá nello stato di Paraná, sud del Brasile, si trovava nella vicina località di  Maringá, nella quale aveva vissuto molti anni, in visita ai suoi famigliari. Si era sentita male all’improvviso dieci giorni prima della morte.

Autodidatta, Locatelli, in arte “Rosloca”, aveva iniziato a dipingere nel 2009, sperimentando l’uso di carta, stucco, cotone e garza oltre ai classici acrilici con i quali dava vita ad affascinanti opere fra l’astratto e l’informale.

Nel marzo del 2016 l’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara, gestita da Paolo Orsatti scelse di ospitare la sua mostra personale di debutto, alla quale seguì, alcune settimane dopo, un’altra esposizione nel locale “Sottoscala Properly Drink“ di via Contrari, 52. Inoltre, tra gennaio e aprile dello scorso anno, aveva partecipato all’importante collettiva “Nei meandri della bellezza – In den meandern der schönheit”,  organizzata dall’associazione Accademia d’Arte Città di Ferrara-Galleria del Carbone di Ferrara in collaborazione con l’associazione Der Kreis di Norimberga presso il Deutsches Hirtenmuseum di Hersbruck. Diverse anche le sue mostre, personali e collettive, in altre parti d’Italia, tra cui Roma e in particolare Padova e provincia, grazie soprattutto alla proficua collaborazione con il Centro Accademico Maison d’Art di Padova.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Nuova Ferrara” il 7 luglio 2018

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