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Il candore nelle opere della Possentini

12 Nov

2013-11-09 18.48.50L’illustratrice Sonia MariaLuce Possentini sabato 9 novembre alle 18 ha presentato la sua nuova personale presso la sede dell’Associazione “Rrose Sélavy” in via Ripagrande, 46 a Ferrara. L’evento dal titolo “L’innocenza delle cose” ha richiamato molte persone, di ogni età, incuriosite e affascinate dalle piccole grandi opere di quest’importante artista. “Vedi, in questi silenzi in cui le cose s’ abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto” sono parole de “I limoni” di Eugenio Montale scritte su una delle pareti della sala, che ben richiamano e annunciano l’atmosfera sospesa rappresentata nelle opere della Possentini. Sospeso è il silenzio, candido nella purezza delle vesti, ma nostalgico nella luce spenta degli occhi. Due dei soggetti hanno il cuore trafitto da un chiodo, a rappresentare l’impossibilità di trascendere la materia, il dolore. La figura femminile il cui volto è coperto, però, tiene tra le dita una libellula, come segno di una speranza, come “preghiera laica” che l’artista è cosciente di compiere e di rinnovare, una preghiera rivolta alla Natura.

La mostra rimarrà esposta presso la sede dell’Associazione “Rrose Sélavy” fino al prossimo 7 dicembre, ad ingresso gratuito.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013

Mostra “Mozzafiato”, per fermare la violenza contro le donne

12 Nov

Mozzafiato Carbone

“Provocando dolore non curerai le tue ferite ma rischi di far esplodere un’epidemia di dolore e sofferenza.” Questa frase di Kateryna Nepop potrebbe essere il motto di “Mozzafiato”, evento organizzato alla Galleria del Carbone, in vicolo del Carbone, 18 a Ferrara e inaugurata sabato 9 novembre. L’organizzazione comprende l’Accademia d’Arte Città di Ferrara – Galleria del Carbone e il Movimento Nonviolento di Ferrara. La mostra, visitabile fino a domenica 17 novembre, fa parte del progetto “Violenza di genere e rete locale”, coordinato dal Comune di Ferrara – Assessore alle Pari Opportunità e al quale partecipano il Movimento Nonviolento, il Centro Donna Giustizia e il Centro di Ascolto per Uomini Maltrattanti di Ferrara.

“Dopo una settimana di lavoro collettivo, svolto qui, oggi è un po’ un punto d’arrivo, anche se altre opere arriveranno nei prossimi giorni”, mi spiega Lucia Boni, tra gli organizzatori di quest’evento che ha richiamato diversi artisti affermati, e alcuni giovani dell’Istituto Dosso Dossi di Ferrara, tra i quali Linda Catozzi e il suo volto di donna “infranto”, coperto da pezzi di vetro. Tra gli artisti e le artiste presenti Flavia Franceschini, Giorgio Balboni, Emanuela Santoro, Giulia Pesarin, Paolo Volta, Riccardo Bottazzi, Massimo Cavalieri.

Domenica vi è stata la lettura di alcuni brani di Carla Baroni e la proiezione delle immagini di Caterina Tavolini dedicate alla performance di Elisa Mucchi in occasione di “Piccole opere umane”, la quale si esibirà nuovamente domenica 17 novembre, in occasione del finissage.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013

(Immagine: Matteo Pagnoni in collaborazione con Silvia Costi. Modelli: Irene Pinardi e Matteo Pagnoni).

Ganzaroli e la ricerca del sé alla Bassani

12 Nov

Ganzaroli

La nuova mostra fotografica di Gianfranco Ganzaroli, “Un altro tempo un altro luogo”, è visitabile fino al 30 novembre alla Biblioteca Comunale Bassani in via G. Grosoli, 42. Un’odissea personale, un viaggio nel tempo, quello del ricordo, non lineare ma irrazionale, come quello del sogno. Un percorso, dunque, che pone al centro la persona, il suo volto, che cerca di cogliere il proprio sé trasfigurandolo. Si parte dai punti di riferimento del “pellegrino interiore”: il dove, il quando, il cosa. La “scultura naturale” che con la sua luce indica la via da seguire (“L’albero a guardia dei sogni”), il tempo a-temporale (“Un altro tempo, un altro luogo”) del sogno, l’atavico ricordo della nostra natura (“La fata del bosco”). Il percorso ripercorre le tappe dell’ “Inferno”, nell’inquietudine, nella solitudine e nello smarrimento (“Un fantasma dal palcoscenico”, “Marinaio a terra”, ad esempio). Un percorso lungo e tortuoso, una ricerca di sé nel profondo per riscoprire le proprie radici (“L’uomo dei boschi”), l’unità del proprio sé, la propria identità. La casa, dunque, come rifugio, simbolo di unità. Ritrovato il proprio luogo, la propria origine (“Tornando a casa”), il viaggio può rincominciare, ma ora “La fuga” finale non è più da sé stessi, ma dentro una prospettiva ben precisa di autorealizzazione.

L’esposizione è ad ingresso gratuito negli orari di apertura della Biblioteca Bassani (martedì e sabato dalle 9 alle 13, martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.30).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013

Il ricordo di Camus è vivo grazie a Baratelli e Sansonetti

12 Nov

Circa un secolo fa, il 06 novembre 1913, nacque uno dei più grandi scrittori e filosofi del Novecento, Albert Camus. L’incontro per ricordarlo, svoltosi giovedì 7 novembre alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, ha visto confrontarsi Giuliano Sansonetti, docente dell’Università di Ferrara e Fiorenzo Baratelli, presidente dell’Istituto Gramsci, che ha organizzato l’evento insieme all’ISCO di Ferrara. Proprio quest’ultimo ha incentrato la prima parte del suo intervento sulla coppia “assurdo – rivolta”. Per “assurdo”, ha spiegato Baratelli, si intende “la contraddizione tra l’irragionevolezza del mondo e il bisogno, tipico dell’uomo, di chiarezza, di dare un significato”. La filosofia per Camus non è la costruzione di un sistema astratto, ma la domanda sul senso dell’esistenza, sul fatto se la vita sia degna di essere vissuta. Sisifo è colui che è stato punito da Zeus a spingere un masso sopra la cima di un monte; masso che, per l’eternità, rotola giù, rinnovando all’infinito la pena di Sisifo. Per Camus mentre la seconda parte – il masso che cade ogni volta – è la sofferenza della coscienza, il fatto di poterlo riportare in cima è, invece la “rivolta” dell’uomo, rivolta che dev’essere sempre collettiva, mai solitaria (“io mi rivolto, dunque noi siamo”).

Camus AriosteaSansonetti si è invece soffermato su Camus come “uomo mediterraneo, in quanto tutta la sua opera è intrisa di questa sensibilità”, di questo amore per l’Italia, la Spagna, l’Algeria, sua patria. Questo amore per la terra è amore per la finitezza del reale, una profonda pietà per la condizione umana, con un senso del tragico di richiamo nietzschiano.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013

Chiusa la mostra in Duomo su Rolando Rivi

11 Nov

Il 13 aprile 1945 in un bosco di Piane di Monchio, nel modenese, Rolando Rivi, seminarista di appena quattordici anni, viene torturato e ucciso da alcuni partigiani comunisti con due colpi di pistola, uno alla tempia sinistra e l’altro all’altezza del cuore. Per ricordare questo giovane martire della fede, la cui cerimonia di beatificazione si è svolta il 5 ottobre scorso a Modena, la diocesi di Ferrara-Comacchio ha presentato una mostra in Cattedrale, visitabile fino a ieri sera.

L’esposizione, dal titolo “Io sono di Gesù. Beato Rolando Rivi, Testimone della verità”, è stata curata da Emilio Bonicelli e contiene le illustrazioni di Franco Vignazia, pittore genovese classe ’51.

Come disse lo stesso Bonicelli nel 2012 in un’intervista, “tutto quello che fu fatto contro Rolando […], fu fatto in violazione delle regole della guerra partigiana e fu motivato dall’odio contro la sua testimonianza di fede.” Una pagina buia della Resistenza antifascista, quindi, ben rappresentata nella mostra che racconta la breve vita di Rolando, oltre che con i dipinti, attraverso immagini dell’epoca, del piccolo mondo contadino del reggiano: la sua famiglia di origine (il padre Roberto, la madre Albertina, la sorella Rosanna, il fratello Guido); il suo “padre spirituale”, il parroco Don Olinto Marzocchini. E la vicenda del sequestro, delle sevizie subite, che tanto ricordano il martirio di Gesù Cristo, suo punto fermo nella vita (“Io sono di Gesù” è la frase che amava ripetere). Rolando Rivi fu rapito nel boschetto del suo paese dove amava studiare, e in un altro bosco, distante qualche decina di chilometri, lontano dagli affetti del micro cosmo che lo aveva visto nascere e crescere nella fede, fu ucciso, unico modo per togliergli quell’abito talare che per lui rappresentava una scelta di vita, la scelta di essere testimone della fede e dell’amore, in un’epoca dominata dall’odio e dalla morte.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara dell’11 novembre 2013

Un progetto sull’occupazione tedesca nel ferrarese

10 Nov

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Sabato mattina alle 11 al Museo del Risorgimento e della Resistenza, in C.so Ercole I d’Este a Ferrara, ha avuto luogo la presentazione del progetto di ricerca promosso dal Museo stesso nel 70° anniversario della occupazione tedesca del Ferrarese, “La svastica a Sabbioncello: la presenza militare tedesca in provincia di Ferrara 1943-1945”, curato da Andrea Rossi, Dottore in Storia Militare. Oltre a lui sono intervenuti Antonella Guarnieri, da poco in servizio al Museo del Risorgimento e della Resistenza, Davide Guarnieri, storico e Francesco Bertelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Ferrara. Sabbioncello, vicino a Formignana, durante l’occupazione fu per sei mesi, dall’ottobre ’44 all’aprile ’45, sede dell’Alto Comando della Decima Armata tedesca. Andrea Rossi ha illustrato il progetto con slide, utilizzando mappe, immagini e biografie utili a illustrare il periodo dal ’43 al ’45 durante il quale le truppe della Decima Armata occuparono l’Italia. Alle ragazze e ai ragazzi della 4 G del Liceo Roiti di Ferrara, Rossi ha spiegato come “senza memoria non c’è storia, e senza storia non si capisce il presente, perché ci si illude di vivere in un continuo presente.” Mentre Davide Guarnieri ha parlato degli italiani deportati nei campi di sterminio nazisti, Antonella Guarnieri nella sua introduzione ha sottolineato come spesso i fascisti abbiano cercato, durante il periodo della RSI, di scaricare le colpe dei loro crimini sugli alleati tedeschi.

Andrea Musacci

(nella foto, da sx: Davide Guarnieri, Andrea Rossi, Antonella Guarnieri e Francesco Bertelli)

Nuove esposizioni al Carbone e all’Altrove

9 Nov

Oggi alle ore 18 alla Galleria del Carbone, in vicolo del Carbone, 18 a Ferrara, inaugura la mostra “Mozzafiato”. L’evento è una mostra work in progress organizzata dalla Accademia d’Arte Città di Ferrara – Galleria del Carbone in collaborazione con il Movimento Nonviolento di Ferrara. Fa parte del progetto “Violenza di genere e rete locale”, coordinato dal Comune di Ferrara e al quale partecipano il Movimento Nonviolento, il Centro Donna Giustizia e il Centro di Ascolto per Uomini Maltrattanti di Ferrara. La mostra sarà visitabile fino a domenica 17 novembre.

Tra l’altro, va anche ricordato che alle 17 di oggi l’associazione culturale “Olimpia Morata” e lo spazio d’arte L’Altrove di Francesca Mariotti (via De’ Romei 38, Ferrara) presentano la rassegna “Chiare fresche et dolci acque”, in esposizione fino al 22 novembre 2013, a cura di Francesca Mariotti, Laura Menarini e Fabrizia Lotta. Alcuni artisti saranno presenti all’inaugurazione e parteciperanno ad un aperitivo aperto a tutti gli intervenuti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 09 novembre 2013

Ferrara città della Birra Artigianale

8 Nov

Un fine settimana ”a tutta birra” è quello che attende la città di Ferrara, grazie alla Fiera della Birra Artigianale in programma da oggi fino a domenica 10 novembre nei padiglioni di Ferrara Fiere. L’evento rappresenta la prima grande manifestazione fieristica specifica sulla Birra Artigianale in Emilia-Romagna. Gli avventori potranno degustare centinaia di birre presentate direttamente dai loro produttori e assaporare golosi prodotti gastronomici d’eccellenza, avendo come compagnia raffinata musica live negli orari serali. Vi saranno, inoltre, vari corsi di degustazione con i grandi esperti italiani, per conoscere i migliori abbinamenti, e gli incontri homebrewed per imparare la produzione “casalinga” di questa antica bevanda. Saranno presenti anche produttori di impianti per la fabbricazione artigianale della birra. Questi i venti espositori: Birra Camerini – Piazzola Sul Brenta (PD); Birrificio Acelum – Castelcucco (TV); Birrificio Veneziano – Maerne di Martellago (VE); La Buttiga – Piacenza; Birrificio Jeb – Trivero (BI); Drunken Duk – Quinto Vicentino (VI); Na’ Biretta – Roma; Baracca Beer – Nervesa Bavaria (TV); Birrificio Estense – Este (PD); Birra Olmo – Camposampiero (PD); Beer & Beer – San Damiano d’Asti (AT); Birra Pentra – Cusano Mutri (BN); Birrificio Ticinese – Como; Brasseria Alpina – S.Germano Chisone (TO); Birrificio l’Inconsueto – Busto Arsizio (VA); Birrificio “La Cotta” – Sassocorvaro (PU); Pub “Il Molo” – Ferrara; Frimid ALE Diffusione & Birroteca “THE DOME” – Filago (BG); Birra di classe con “Birra Amiata” San Giovanni in Persiceto (BO); Birrificio “Croce di Malto” – Trecate (NO).

La Fiera sarà aperta venerdì dalle 16,00 alle 02,00, sabato dalle 16,00 alle 02,00 e domenica dalle 10,00 alle 24,00. Costo dell’ingresso 3,00 €, gratuito fino a 10 anni, parcheggio gratuito.

 Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 08 novembre 2013

In mostra i contrasti della natura di Benini Esposito

7 Nov

2013-11-05 18.56.44

“La Natura fluttuante” è il titolo della mostra personale di Rosamaria Benini Esposito, esposta dal 18 ottobre nella filiale della Banca Mediolanum in via Saraceno 18/24 a Ferrara. La Benini Esposito si dimostra artista di primo livello, anche grazie alla sua passata collaborazione con il pittore Gastone Ghigi in arte “Silvan”. La sua prima esposizione risale a quasi quarant’anni fa, nel 1975, alla “Galleria Valadier 71” di Roma. In questa nuova personale il visitatore viene come trasportato in un vortice, in un fiume di suggestioni visive, di emozioni e di ricordi. L’occhio è fin da subito dominato dalla natura, dalle sue forme, dai suoi riflessi, tanto dalle atmosfere più vivaci quanto dagli anfratti più angusti. Il tutto immerso in un flusso di passioni, velato da un’atmosfera onirica, tanto attraente quanto inquietante.

Dalla nuda sensualità degli “Amanti” e dalle “Lingue di fuoco” si passa alle “Mangrovie” e al “Ritratto in ombra”, dove maggiormente domina l’aridità e la mestizia della vita. Fino ad arrivare alla maestosa sintesi dei contrari, nella rappresentazione dell’esplosione di luci e colori dell’universo, nella catarsi del “Gran finale” che tutto raccoglie.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 novembre 2013

Si ricorda Camus a cento anni dalla nascita

7 Nov

Il nuovo incontro letterario organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara si svolgerà oggi alle ore 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via delle Scienze, 17. Proprio il giorno del centenario della sua nascita, l’incontro sarà dedicato alla figura e all’opera di Albert Camus, filosofo e scrittore francese deceduto in un incidente stradale il 04 gennaio 1960. Tra i maggiori esponenti, insieme a Jean Paul Sartre, dell’esistenzialismo ateo, ha incentrato la sua riflessione intorno al concetto di assurdo, sul quale si fonda l’esistenza umana. Tra le sue opere, Il mito di Sisifo (1942), Lo straniero (1942), Caligola (1944) e La caduta (1956).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 novembre 2013