
Ludovico Ariosto
“1516-2016. Furioso da cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto” è il nome della mostra bibliografico-documentaria esposta nella Sala Ariosto della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (in via Scienze, 17). L’esposizione è stata pensata in occasione dei cinquecento anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’Orlando Furioso. La mostra, a cura di Mirna Bonazza (conservatore dei Manoscritti e dei Rari) e Arianna Chendi (responsabile delle Acquisizioni del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara), è visitabile, a ingresso libero e grautito, fino al 21 settembre prossimo.
In mostra, tra l’altro, copie dell’immortale opera datate 22 aprile 1516, 1530, 1535, 1540, 1546, 1550, 1556, 1616, 1772. Inoltre, una stupenda edizione del 1828-1829 con cento tavole numerate incise ad acquaforte da Bartolomeo Pinelli, e alcune edizioni di altre opere dell’Ariosto, come “Le rime” e “Satire”. In particolare, Ariosto stampò l’Orlando furioso tre volte a Ferrara: nel 1516, nel 1521 e nel 1532.
Inolre, sempre nella Sala Ariosto (che accoglie la Tomba dell’Ariosto, monumento in marmi policromi opera di Giovan Battista Aleotti) è possibile visitare la mostra di ceramica contemporanea, organizzata dal laboratorio creativo “Le mani”. In mostra le opere dei seguenti artisti: Anna Silvia Randi, Claudia Venturini, Domenica Del Bue, Federica Tartari, Francesca Bertaglia, Francesca Fusaroli, Francesco Pinto, Licia Salvaggio, Maria Elena Mantellini, Paola Iannuzzi, Paola Lombardi, Rosie Mence e Valentina Veratti.
Ricordiamo che la Biblioteca Ariostea possiede ben 650 edizioni (fra cui tutte le più antiche e preziose) delle opere dell’Ariosto, e un suo notevole ritratto a olio, non sempre esposto al pubblico. Una grande lapide a lui dedicata si trova, infine, sul pianerottolo dello scalone d’onore, mentre un busto in stucco è posto sopra la porta Sala Cataloghi.
Andrea Musacci
Oggi alle 18 nella Galleria del Carbone in Vicolo Carbone, 18 a Ferrara, Angelo Andreotti, direttore dei Musei d’Arte Antica e Storico Scientifici cittadini, presenterà il suo libro “A tempo e luogo” insieme a Daniele Serafini, direttore del Museo Baracca di Lugo. “A tempo e luogo” è uno dei modi per tradurre il greco kairos, cioè quel tempo in cui le cose accadono quando è giunto il loro momento, ma che cogliamo soltanto se abbiamo pazienza e cura per ciò che ci circonda. È il motivo per cui questi versi dicono con attenzione e considerazione, del tempo e dei suoi luoghi (e viceversa), e ambiscono a una corrispondenza armonica fra autore e lettore.



Nella sua ultima, straziante, lettera, rivolta al marito prima di togliersi la vita, a un certo punto scrive: “Se avessimo avuto un figlio, avrei potuto rassegnarmi a vivere ancora, per amore suo, ma per l’Umanità…Oh, Olivier! Io non posso, non posso!”. La narrazione degli ultimi istanti di vita, di quel passaggio, sulla soglia, tra il mondo e l’eterno, sono di rara bellezza, nell’immensa tragicità, sono pura rivelazione: “Alla fine, come un baleno, qualche cosa che era insieme luce e suono, e che lei conobbe immediatamente essere unico, trasvolò quello spazio…


