Tag Archives: Università di Ferrara

Quant’è vecchia Ferrara?

17 Dic

Nascita Ferrara AriosteaUn mistero avvolge la nascita di Ferrara. In una tavola rotonda svoltasi venerdì alle 16 nella Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea si è discusso del 9 settembre 413 come possibile data di fondazione della città. Fonte di riferimento è la raccolta di oroscopi di Luca Gaurico pubblicata intorno alla metà del XVI secolo. Durante l’incontro, curato dall’Accademia della Scienze di Ferrara e introdotto da Gianluigi Magoni, sono intervenuti lo storico Livio Zerbini, gli archeologi Giovanni Uggeri, Stella Patitucci e l’esperto di discipline astrologiche Claudio Cannistrà. Il punto di vista astrologico, sviscerato da Magoni, ha riguardato in particolare il “Tractatus astologicus” di Luca Gaurico, del 1552, come esempio dell’importanza degli oroscopi per la vita delle persone e delle comunità nel passato. La prof.ssa Stella Patitucci ha invece illustrato la storia del cosiddetto “castrum bizantino”, insediamento coincidente all’incirca con l’area di San Pietro, all’interno delle mura della città, e compresa tra via Coperta e via Fondobanchetto. La planimetria di quest’area e la possibile data di spostamento della Cattedrale da Voghenza alla zona San Giorgio fanno supporre che la data di nascita di Ferrara sia posteriore alla data indicata da Gaurico.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 dicembre 2013

RUA presenta il nuovo corso di fotografia

6 Nov

Stasera dalle ore 19 il Bar Gallery di Corso Ercole I d’Este, 1 sia animerà di giovani e di studenti universitari per “Aperi-flash!”. Durante l’aperitivo verrà presentato il corso di fotografia, tenuto dal fotografo Luciano Boschetti e organizzato dal sindacato studentesco Rete Universitaria Attiva-UDU. Dalle 19 vi sarà la presentazione del corso e l’aperitivo con ricco buffet, mentre dalle 21.30 l’happy hour con birra e spritz a 2,50 €, cocktail a 4 € e musica per tutta la serata. RUA-UDU sarà presente per rispondere a domande sulla vita universitaria ferrarese e nazionale, ed esporrà le foto del corso del 2012.

Il primo dei due corsi inizia domani dalle 15 alle 18 nella aula 4 del Dipartimento di Architettura in via Quartieri, 8 e terminerà a febbraio 2014. Il secondo corso, invece, si svolgerà da marzo a giugno 2014. L’esposizione finale avrà luogo a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura di UniFe.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 novembre 2103

Grande successo per “Libri galeotti”

22 Set

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Più di settanta persone hanno invaso venerdì alle 17:30 la libreria IBS.it di Ferrara, per assistere al primo dei quattro incontri della rassegna “Libri galeotti. Carcere, pena (e dintorni) nelle pagine di recenti volumi”.

L’incontro “Il reato che non c’è: la tortura” ha preso spunto dal libro “Legalizzare la tortura? Ascesa e declino dello Stato di diritto” di Massimo La Torre e Marina Lalatta Costerbosa”. Insieme all’autrice ne hanno discusso Mauro Palma, già Presidente del Comitato Europeo Prevenzione Tortura, Andrea Pugiotto, Ordinario di Diritto costituzionale a UniFe. Ha coordinato Cristiana Fioravanti, Associato di Diritto UE di UniFe e ha introdotto Roberto Bin, Direttore IUSS Ferrara-1391. Dopo l’emozionante lettura di Marcello Brondi, il dibattito ha preso avvio sulla differenza (sostanziale) tra divieto assoluto della pratica della tortura e sua parziale legalizzazione. A tal proposito, è solo di pochi giorni fa la sentenza della Cassazione sui fatti avvenuti durante il G8 del 2001 nella Caserma di Bolzaneto. In essa si parla di “accantonamento dei princìpi cardine dello stato di diritto” e di “trattamenti gravemente lesivi della dignità della persona”. Rimane, però, il vulnus legislativo riguardo al reato in questione.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 settembre 2013

Migranti italiani in Francia nel Ventennio, tra politica e integrazione

6 Giu

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“Migranti italiani tra fascismo e antifascismo. La scoperta della politica in due regioni francesi” è il titolo del libro presentato ieri pomeriggio alla Biblioteca Ariostea. L’autore, Pietro Pinna, è dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e collabora con l’Università di Bologna. Nel corso dell’incontro, curato dall’ISCO di Ferrara, insieme all’autore han dialogato Alberto De Bernardi, dell’Università di Bologna, e Andrea Baravelli, dell’Università di Ferrara, presentati dalla dott.ssa Anna Quarzi. Il prof. Baravelli ha evidenziato l’importanza del saggio nel fornire nuove chiavi interpretative al tema, nel partire dalla realta’ territoriale francese (nello specifico, il nord-est minerario e il sud-ovest agricolo) e nel rilievo dato al ruolo dei sindacati francesi “nell’opera di integrazione degli immigrati italiani”. Il tema dell’organizzazione politica dei migranti e della loro integrazione – non solo politica, ma anche civile e identitaria – e’ stato, invece, affrontato dal prof. De Bernardi dal punto di vista statale e istituzionale. L’autore ha, infine specificato l’intento principale del saggio, vale a dire quello di evidenziare la battaglia politica in Francia non dal punto di vista degli intellettuali migranti parigini, ma dal basso, dalle lotte operaie e contadine della provincia francese. Oggi pomeriggio, invece, sempre alla Biblioteca Ariostea, verrà presentato “Nuovi Salmi”, raccolta di centocinquanta poesie ispirate ai salmi dell’Antico Testamento. Oltre ai curatori Giacomo Ribaudo e Giovanni Dino, interverranno Gianna Vancini e Emilio Diedo, alla presenza di Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara e Comacchio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 giugno 2013

L’estetica del paesaggio nel cinema di Michelangelo Antonioni

19 Apr

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Martedì 9 aprile si è tenuta l’ultima conferenza del ciclo “Sinfonie Urbane. La ricerca di un posto nel paesaggio”,  a cura di Doris Cardinali, nell’ambito del Piano Michelangelo Antonioni. La conferenza, dal titolo “Finis terrae: i margini del mondo. L’estetica del paesaggio in Michelangelo Antonioni”, è stata tenuta dal prof. Andrea Gatti dell’Università degli Studi di Ferrara. Nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea, dopo l’introduzione di Doris Cardinali, il docente ha spiegato come “la riflessione filosofica possa aiutarci ad analizzare i film di Antonioni”. In particolare si può notare rispetto ai suoi primi film il passaggio “da una visione pratica, concreta ad una visione estetica, ideale del paesaggio, da un certo neo-realismo ad un’accezione visionaria e astratta del paesaggio”. L’estetica del paesaggio come disciplina specifica è un’invenzione inglese del ‘700, anche se oggi è da molti considerata obsoleta. Il prof. Gatti ha proseguito esponendo la sua preferenza per la svolta internazionale nella filmografia antonioniana, quella, cioè, da Blow-up (1966) a Professione:reporter (1975). L’intervento si è concentrato su Zabriskie Point (1970): per il docente, innanzitutto, il regista ha scelto la Death Valley come paesaggio per questo film in quanto “luogo sublime e pieno di estreme contraddizioni che scuotono le nostre certezze”. È un luogo vivo e morto al tempo stesso, è un luogo sterile, ma dal quale può nascere una forza creatrice. Per concludere, nell’estetica del paesaggio di Antonioni il concetto di “margine” è un concetto molto presente. Egli, infatti, usa spesso “paesaggi che sono luoghi di margine”, in quanto in questi “può avvenire l’incontro tra opposti, tra reale e irreale, tra reale e immaginazione”.

Andrea Musacci

La fotografia diventa alla portata di tutti con il corso del Rua

21 Gen

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FERRARA Giovedì 24 gennaio avrà inizio il corso di fotografia, aperto agli studenti ed alle studentesse iscritte all’Università di Ferrara, organizzato dal sindacato studentesco Rua (Rete Universitaria Attiva). Si tratta di un corso di 40 ore, con parti sia teoriche che pratiche: si inizierà dalle nozioni di base per arrivare ai vari tipi e tecniche di fotografia, con una parte dedicata al fotoritocco con Photoshop. Il corso sarà tenuto da Luciano Boschetti, fotografo professionista e le singole lezioni si terranno il  giovedì pomeriggio, alle  15, presso il Dipartimento di architettura in via Quartieri 8. Il corso è possibile grazie al finanziamento del Fondo per le attività culturali di UniFe, ma nelle motivazioni stesse del CdA per il finanziamento si sottolinea come sia “auspicabile un contributo da parte dei partecipanti per una maggiore motivazione”: per questo motivo ad ogni iscritto viene richiesto un contributo una tantum di 15 euro. Daniele Branca, coordinatore di RUA, ci spiega come «un corso di fotografia, che insegni ad utilizzare al meglio una macchina fotografica e le tecniche di base per il fotoritocco, ci è sembrata un’attività culturale importante per gli studenti, e così è stata valutata anche dalla Commissione del Fondo culturale». A dimostrazione di ciò vi è anche l’enorme numero di prenotazioni o di richieste di informazioni pervenute al sindacato (quasi 200), per cui sicuramente il 24 non si dovrebbe faticare a coprire i 40 posti disponibili. Per quanto riguarda il docente del corso, “abbiamo contattato Luciano Boschetti – continua Branca -, perché è un fotografo professionista ed è ferrarese. Nel campo del fotoritocco ha acquisito una notevole fama grazie ai suoi video-tutorial sull’uso di Photoshop pubblicati su Youtube. Il suo canale ha ottenuto, in cinque anni, più di cinque milioni di visualizzazioni, riscuotendo un grande successo e ottenendo ottimi feedback».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 gennaio 2013

Elaborare il lutto attraverso le foto. Mostra di Giordano Pariti

17 Gen

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FERRARA Per l’iniziativa “Uno sguardo al cielo”, ciclo di conversazioni sull’elaborazione del lutto, promosso da Amsef   e Dipartimento di scienze umane di Unife, è stata inaugurata presso le Grotte del Boldini l’installazione “Con la terra che ho spostato per seppellire il tuo corpo ho costruito una collina da cui contemplo il mondo”, del leccese Giordano Pariti. L’esposizione è il racconto, attraverso oggetti e fotografie, di un lutto, una perdita che ha segnato indelebilmente la vita dell’artista e della madre: la morte del fratellino, avvenuta nel ’65, rievocata mediante immagini della madre in relazione ad un oggetto caro al figlio, un paio di scarpe e la scatola che le conteneva, e al luogo dov’è stato sepolto. Lo spazio della mostra viene tagliato in due da una lunga striscia di terra che, come ci spiega Pariti, «è la terra di tutti noi da dove nasciamo, su cui camminiamo e nella quale riposiamo una volta morti; volevo dunque dare l’idea di una linea infinita, che tenda simbolicamente all’infinito». La morte, dunque, trasforma il punto di vista sulla vita, il suo limite e il mistero dell’oltre, e questo progetto ha perciò senso in quanto aiuta non solo l’artista e i suoi cari, ma ognuno di noi, ad affrontare, a (ri)elaborare i propri lutti. La mostra – curata dalla professoressa Paola Bastianoni di Unife – è visitabile fino al 20 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2013

La musica nei film di Antonioni

28 Dic

FERRARA. «Per colonna sonora intendo i suoni naturali, i rumori piuttosto che la musica»: si potrebbe partire da questa frase di Antonioni per analizzare il suo rapporto complesso con la musica nel cinema. Su questo tema si basava la conferenza che si è svolta lunedì alla Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea, introdotta da Doris Cardinali e tenuta dal prof. Alberto Boschi, docente di Storia del Cinema all’Università di Ferrara. La conferenza, dal titolo “Detesto la musica per film.

Rumori e paesaggi sonori nel cinema di Michelangelo Antonioni”, è il secondo dei sei incontri del ciclo Sinfonie urbane all’interno del Piano Antonioni. Antonioni dice di odiare la musica per film e in una dichiarazione del 1959 afferma: «Se i produttori mi lasciassero fare, userei soltanto una colonna sonora di rumori». Quindi più che di musica, il regista preferisce parlare di rumori, i quali devono rappresentare il paesaggio. Nonostante ciò, il regista collaborò con un musicista del calibro di Giovanni Fusco, l’equivalente di Nino Rota per Fellini.

Nei film degli anni ’70 (Blow-up e Zabriskie Point) addirittura Antonioni arrivò ad usare musica rock e pop. A tal proposito, Doris Cardinali ha sottolineato come nel Fondo a lui dedicato vi siano molti dischi rock o di musica leggera.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 dicembre 2012

Tre giorni di analisi e riflessioni su Antonioni

28 Dic

FERRARA. Si è concluso ieri mattina il convegno “Cronaca di un autore” dedicato al regista Michelangelo Antonioni e durato tre giorni. Gli incontri si sono svolti nella sede della Facoltà di Economia in via Voltapaletto e hanno visto la partecipazione di numerosi studiosi da tutto il mondo. Ogni giornata ha visto la presenza di circa 50 persone, giovani e meno giovani, tra cui l’Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara Massimo Maisto, che ha anche aperto i lavori insieme al Rettore Pasquale Nappi, a Matteo Galli, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e ad Alberto Boschi, Docente di Storia del cinema e di Storia e fenomenologia del cinema all’Università di Ferrara. La mattinata conclusiva è stata inaugurata dall’intervento di Ruggero Eugeni, dell’Università di Firenze, il quale ha analizzato “L’avventura”, “La notte” e “L’eclisse” attraverso la lente del disagio psichico e della psicosi. In particolare, si è soffermato sulla scomparsa, avvenimento centrale de L’avventura e sulle sequenze della visita all’ospedale e della festa finale ne La notte. José Moure, docente della Sorbona di Parigi ha invece incentrato il proprio contributo sull’aspetto architettonico presente nel cinema antonioniano mentre l’intervento di Roberto Calabretto, musicologo dell’Università di Udine, ha riguardato invece la musica e i suoni nei film del regista. Il convegno è stato, quindi, concluso dal prof. Marco Bertozzi, docente di Filosofia teoretica dell’Università di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 dicembre 2012

Chiusura con il botto per The scientist

28 Dic

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FERRARA. Si è conclusa domenica la 6ª edizione del Festival internazionale The Scientist di VideoArte, curata dall’associazione culturale “Ferrara Video&Arte” con la collaborazione di diversi partners tra i quali l’Arci Ferrara, l’associazione Basso Profilo, e col patrocinio dell’Università di Ferrara, del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna. Durante i quattro giorni del festival – che ha visto un’ottima partecipazione di pubblico, soprattutto giovanile – diverse sono state le iniziative e i progetti. La giornata conclusiva non poteva essere più ricca: alle 17.30 è iniziata la seconda parte (la prima si è svolta sabato) della sezione internazionale “Video digital art”, che ha visto la proiezione di sei cortometraggi, ed è stata curata da Vitaliano Teti, direttore artistico del festival. E’ seguita la proiezione del film documentario “Exit through the gift shop” di Bansky. «Il film ha avuto una distribuzione poco capillare, è per un pubblico di nicchia. Nonostante ciò – ha spiegato Marco Teti – l’impostazione narrativa è tradizionale, e sia il contenuto sia le figure che lo veicolano sono particolarmente originali». La filosofia della street art riprende l’intento delle avanguardie degli anni ’50 e ’60 di rendere l’arte accessibile al pubblico anche attraverso l’utilizzo di una semplice videocamera e del web.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 ottobre 2012