Archivio | Libri RSS feed for this section

Ferrara si conferma capitale dell’ebraismo

30 Apr

fle

Buona la partecipazione all’edizione 2015 della Festa del Libro Ebraico, in attesa della fine dei lavori al MEIS

Nonostante le non sempre clementi condizioni metereologiche e il numero ridotto di giornate rispetto alle due precedenti edizioni, la Festa del Libro Ebraico in Italia conclusasi martedì ha visto riconfermato l’interesse della cittadinanza e non solo. Iniziato sabato scorso e organizzato dalla Fondazione MEIS con il supporto di Ferrara Fiere, l’evento ha riproposto la nostra città come capitale dell’ebraismo italiano.

«L’affluenza registrata sabato e domenica – ha commentato Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS – è stata notevole, superiore a quella delle precedenti edizioni. E, nonostante una leggera flessione dovuta al maltempo, sono state molto buone anche la partecipazione agli appuntamenti degli ultimi due giorni e le vendite alla libreria del Chiostro di S. Paolo».

Sono gli stessi numeri a confermare questo bilancio positivo. Oltre 5.000 volumi di autori ebrei o di argomento ebraico presentati da 157 case editrici presso la libreria. Circa cinquanta scrittori, studiosi e giornalisti (tra i quali Enrico Mentana e Pierluigi Battista) coinvolti in quindici incontri. Inoltre, cinque concerti – tra i quali uno inaugurale e uno di chiusura – con artisti di fama come Raiz, leader degli Almamegretta.

Due in particolare gli eventi di spicco: il convegno internazionale “Paradigmi della mobilità e delle relazioni degli ebrei in Italia” con esponenti da vari atenei (come Roma, Londra, Gerusalemme e Haifa), e il Premio PARDES, che ha visto la partecipazione di Anna Foa, del Nobel per la letteratura Patrick Modiano, e che ha premiato Samuel Modiano, uno degli ultimi sopravvissuti all’inferno di Birkenau.

Ma la memoria ebraica a Ferrara significa, anche al di là della Festa, il Museo Ebraico e il MEIS. Innanzitutto, circa mille sono stati gli ingressi per la mostra “Torah fonte di vita”, visitabile fino al 31 Dicembre al MEIS, che ospita gli arredi sacri e gli oggetti rituali della collezione del Museo Ebraico di via Mazzini, ancora inagibile a causa del sisma del 2012.

Riguardo all’edificio di via Piangipane che ospita il MEIS, ricordiamo che dallo scorso marzo sono rincominciati i lavori per demolire, nel giro di tre mesi, la struttura dell’ex carcere. I lavori dovrebbero definitivamente concludersi nel 2017. Il Vicesindaco Massimo Maisto ha sottolineato come «la Festa del Libro Ebraico nasce come laboratorio di idee propedeutico al MEIS che, sia pure molto lentamente, sta andando avanti. Il primo lotto è terminato, entro maggio verrà consegnato il corpo C, che ospiterà spazi espositivi permanenti, il centro di documentazione, la biblioteca e le aree per la didattica».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 aprile 2015

«Una presenza feconda nel tessuto italiano»

29 Apr

Si è concluso il convegno dedicato alla memoria di Michele Luzzati. Grande la partecipazione

Da sinistra, Michele Sarfatti, Manuela Consonni, Arturo Marzano, Serena Di Nepi, Carlotta Ferrara degli Uberti

Da sinistra, Michele Sarfatti, Manuela Consonni, Arturo Marzano, Serena Di Nepi, Carlotta Ferrara degli Uberti

Ieri pomeriggio, all’interno della Festa del Libro Ebraico, si è concluso il convegno “I paradigmi della mobilità e delle relazioni. Gli ebrei in Italia”, dedicato alla memoria di Michele Luzzati e svoltosi nella Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo. Nelle sue conclusioni Riccardo Calimani (Presidente Fondazione MEIS) ha auspicato che, come per le precedenti edizioni, anche «le relazioni del convegno di quest’anno possano essere tramutate in atti pubblicabili». Nel passaggio dalla forma orale a quella scritta, ha proseguito, vi è anche la possibilità di incrementare le analisi e le riflessioni, in «modo che possano essere ancor più mature su temi così cruciali». Infine, riprendendo la questione principale del convegno, vale a dire quella riguardante la mobilità e la relazionalità degli ebrei in Italia, ha evidenziato gli «influssi multipli» derivanti dalle variegate provenienze degli stessi ebrei e la conseguente «fecondità» da loro prodotta nel tessuto nazionale.

Ieri mattina sui temi “Famiglie e comunità” e “Ebrei e cristiani: le relazioni” sono intervenuti Luciano Allegra (Università di Torino), Laura Graziani Secchieri (Archivio di Stato, Ferrara; Comitato Scientifico MEIS), Maria Giuseppina Muzzarelli (Università di Bologna), Rossella Rinaldi (Soprintendenza archivistica dell’Emilia Romagna – Archivio di Stato Bologna), Marina Caffiero (Università La Sapienza, Roma), Paolo Pellegrini (Università La Sapienza) e Dora Liscia Bemporad (Università di Firenze; Comitato Scientifico MEIS). Nel pomeriggio, riprendendo alcuni temi cari a Luzzati, e partendo da concetti  come emancipazione, integrazione e pregiudizi, hanno relazionato Michele Sarfatti (Fondazione CDEC Milano – Responsabile pro tempore direzione scientifica Fondazione MEIS), Carlotta Ferrara degli Uberti (University College London; Comitato Scientifico MEIS), Manuela Consonni (Università Ebraica di Gerusalemme) e Arturo Marzano (Università di Pisa).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2015

«Luzzati è riuscito a rovesciare molti luoghi comuni sugli ebrei»

28 Apr

Festa del Libro Ebraico, nella Sala della Musica la prima parte del convegno dedicata allo storico.

Commozione trattenuta a stento, «è riuscito a innestare l’ebraismo nella storia d’Italia»

Da sinistra, Alessandra Veronese, Anna Esposito e Mafalda Toniazzi

Da sinistra, Alessandra Veronese, Anna Esposito e Mafalda Toniazzi

Non si può certo dire che Michele Luzzati, storico dell’ebraismo italiano e medievista di fama internazionale morto l’anno scorso a 75 anni, non abbia lasciato un segno profondo. Ieri pomeriggio nella Sala della Musica del Chiostro di S. Paolo si è svolta la prima parte del convegno a lui dedicato, “I paradigmi della mobilità e delle relazioni. Gli ebrei in Italia”, per la Festa del Libro Ebraico. Il convegno è curato da Marina Caffiero (Università La Sapienza, Roma), Serena Di Nepi (Università La Sapienza; Comitato Scientifico MEIS), Anna Esposito (Università La Sapienza; Comitato Scientifico MEIS) e Bice Migliau (Comitato Scientifico MEIS).

Caffiero ha sottolineato come Luzzati abbia «rovesciato molti luoghi comuni, ad esempio «decostruendo l’interpretazione degli ebrei come specialisti dell’usura». Egli ha saputo «arare i terreni tematici per dare poi interpretazioni innovative, innestando l’ebraismo nella storia d’Italia» ed evidenziando questa presenza come «non rassegnata ma molto attiva».

I suoi studi a riguardo sono iniziati negli anni ’80, ha ricordato Alessandra Veronese dell’Università di Pisa, la stessa di Luzzati. Egli possedeva «una rara capacità di lettura delle fonti e un forte senso critico». Nonostante la commozione trattenuta a stento, la Veronese ha ricordato come Luzzati fosse «tenacemente attaccato alla vita, che credeva andasse vissuta senza limiti e fino all’ultimo respiro». Riccardo Calimani, Presidente Fondazione MEIS, ha proseguito ricordando il «rapporto di grande simpatia e collaborazione» tra i due.

Da sinistra, Giacomo Todeschini, Luca Andreoni, Anna Esposito, Miriam Davide, Elisabaetta Traniello

Da sinistra, Giacomo Todeschini, Luca Andreoni, Anna Esposito, Miriam Davide, Elisabaetta Traniello

È poi intervenuta Mafalda Toniazzi dell’Università di Firenze, ricordando come «la sua concezione del fare storia presupponeva l’uso parallelo di fonti pubbliche e private». Luzzati era «mosso da una passione sincera», da una «serena tenacia» e «non era mai geloso del proprio sapere, ma sempre disponibile  verso le nuove generazioni, contagiando chiunque con la sua curiosità positiva».

Il convegno ha visto le relazioni di Giacomo Todeschini (Università di Trieste), Miriam Davide (Università di Sassari), Elisabetta Traniello (Rovigo) e Luca Andreoni (Università Politecnica delle Marche). Infine si è discusso sull’ultimo libro di Luzzati, Lucca 1493: un sequestro di lettere ebraiche, scritto con Cédric Cohen Skalli (Università di Haifa), intervenuto con Anna Esposito e Giancarlo Lacerenza (Università di Napoli – L’Orientale).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 aprile 2015

Festa del Libro Ebraico, oggi giornata ricca di eventi tra convegno e musica

27 Apr

FLETra gli eventi di oggi, alle 10 “Ritorni (1918 e 1945)” con Anna Quarzi (Presidente ISCO), Luca Alessandrini (Direttore Istituto Parri Bologna) e Rav Luciano Caro. Alle 11 “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche nella prima età moderna” con Myriam Silvera, Rav Scialom – Mino Bahbout (Venezia), Shlomo Berger (Università di Amsterdam) e Massimo Bray (ex Ministro  Beni e Attività Culturali). Alle 14.30 il via alla prima giornata del convegno con Marina Caffiero, Serena Di Nepi e Anna Esposito (Università La Sapienza), Bice Migliau (Fondazione MEIS) e, tra gli altri, Cédric Cohen Skalli (Università di Haifa).

Alle 19.30 al Chiostro di San Paolo, in collaborazione con il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, il Trinacria Quartet presenta dagli standard jazz alla rivisitazione in chiave jazz di brani del cantautore Herbert Pagani. Ad esibirsi Matteo Balcone (basso elettrico), Gianfilippo Invincibile (batteria), Roberto Manuzzi (sassofono), Carletto Spanò (chitarra), Valerio Rizzo (pianoforte) e Sara Tinti (voce).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 aprile 2015

«Critico il governo israeliano ma bisogna distinguerlo dal popolo»

27 Apr

Intervento di Calimani all’apertura della rassegna. Tagliani: «ebraismo porzione della nostra storia». Applausi per il concerto “Il coraggio della libertà” di Mishkalé, quindi la passeggiata notturna

Da sx, Daniele Ravenna, Tiziano Tagliani, Riccardo Calimani, Rav Luciano Caro e Massimo Mezzetti

Da sx, Daniele Ravenna, Tiziano Tagliani, Riccardo Calimani, Rav Luciano Caro e Massimo Mezzetti

L’inaugurazione della VI edizione della Festa del Libro Ebraico in Italia, svoltasi sabato sera nel Chiostro di S. Paolo, ha richiamato il senso di un evento che è occasione di ricerca e riflessione sulla storia e la cultura ebraica.

Il Sindaco Tiziano Tagliani ha definito l’ebraismo «una porzione della nostra storia e della nostra identità», prima di lasciare la parola a Daniele Ravenna, in rappresentanza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali al posto di Dario Franceschini, e al Rav Luciano Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara. Per la Regione è intervenuto l’Assessore alla Cultura Massimo Mezzetti, che ha parlato dello «straordinario progetto del MEIS» e dell’idea di una legge regionale sulla Memoria del Novecento. Denso di riflessioni è stato l’intervento di Riccardo Calimani, Presidente della Fondazione MEIS. Calimani ha parlato dell’appello al Presidente della Repubblica promosso da lui e dal Rav Giuseppe Laras per far rimuovere dal Palazzo della Consulta il busto di Gaetano Azzariti, presidente del Tribunale della Razza, e degli episodi di odio nei confronti della Brigata Ebraica durante il corteo del 25 aprile a Milano. «Io come molti critico il governo israeliano ma bisogna distinguere tra questo e lo stato, il popolo ebraico». Ha dunque richiamato al «bisogno di uno spirito critico per realizzare davvero la Resistenza, e non ridurla a ricorrenza formale». Il FLE e il MEIS servono anche a dare «contenuti anticonformisti». La serata è proseguita col concerto “Il coraggio della libertà”, di Mishkalé (Torino), la passeggiata “Omaggio alla libertà” e al MEIS la visita guidata della mostra “Torah fonte di vita”.

Una serata decisamente intensa e toccante, che ha saputo raccontare uno dei periodi più bui della storia in maniera “lieve”, senza retorica e soprattutto risvegliando nelle coscienze un dolore sordo ma che deve restare nella memoria. Una manifestazione, quella organizzata a Ferrara, destinata a crescere.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 aprile 2015

A Rrose Sélavy “Io leggo perché” con Eleonora Polo

25 Apr

Associazione Rrose Sélavy (Chiara Sgarbi, Giovanna Mattioli)Nella sede dell’Associazione Rrose Sélavy in via Ripagrande, 46 a Ferrara stasera alle 18 si può partecipare all’iniziativa nazionale “Io leggo perché”. L’Associazione ha organizzato un incontro di lettura con merenda. Il “messaggero” sarà Eleonora Polo, che commenterà i libri letti per l’occasione e porterà le copie da regalare ai partecipanti. Ancora ignoti i titoli dei due libri a disposizione. “Io leggo perché” è un evento dell’Associazione Italiana Editori per la promozione del libro e della lettura rivolta ai futuri lettori, fondata sulla passione dei lettori di ogni età ed estrazione. Oggi è la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 aprile 2015

Rossi con “Il gladio spezzato” racconta l’ingloriosa fine di Salò

16 Apr
La copertina del libro

La copertina del libro

Oggi alle 16:30 al Museo del Risorgimento e della Resistenza (C.so Ercole I d’Este, 19, Ferrara) verrà presentato il saggio del ferrarese Andrea Rossi, “Il gladio spezzato” (D’Ettoris, 2015).

Il testo, recensito anche da “il Giornale”, affronta il tema del collasso dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, mettendo a fuoco, attraverso documentazione d’archivio inedita, gli eventi dell’ultima settimana di guerra (25 aprile-2 maggio 1945).

Il risultato del lavoro, che mette in luce la totale impreparazione della resa della Repubblica di Salò e del suo esercito, evidenziando le ingenuità, i voltafaccia, ma anche gli atti coraggiosi volti alla salvaguardia dell’ordine nazionale, mostra come questo frangente risulti fondamentale anche per comprendere le scie di sangue determinate da questi avvenimenti. Senza dimenticare le responsabilità dei tedeschi che, preoccupati esclusivamente della propria salvaguardia, abbandonarono i propri alleati alle inevitabili rappresaglie, caratteristiche di ogni guerra civile. Dallo studio emerge come al momento in cui il gladio (la mostrina dell’ultimo esercito di Mussolini) si “spezzò”, poco o nulla era stato programmato per gestire la resa della Repubblica fascista. Nel parleranno con l’autore gli storici Roberto Parisini e Antonella Guarnieri.

Andrea Rossi

Andrea Rossi

Andrea Rossi, dottore di ricerca in Storia Militare, è cultore della materia presso l’Università di Ferrara. Ha redatto numerosi saggi sui temi del fascismo e della guerra in Italia pubblicati su riviste scientifiche e in opere collettanee. Fra i suoi volumi, “Fascisti toscani nella Repubblica di Salò” (2000) e “Le guerre delle camicie nere” (2004).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 aprile 2015

Appuntamento con Tocqueville all’Ariostea

27 Mar

Alexis_de_tocqueville_croppedProseguono in Biblioteca Ariostea (via Scienze, 17 a Ferrara) gli incontri del ciclo “La democrazia come problema” organizzato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. Oggi alle 17 avrà luogo la conferenza di Tiziano Bonazzi e Pietro Pinna dal titolo “La ‘Democrazia in America’ di Alexis de Tocqueville e la democrazia degli americani”. Dopo la Seconda Guerra mondiale, Tocqueville diviene una icona del pensiero liberale e anti-marxista. Bisogna però storicizzare, ricordando come fosse un aristocratico francese conservatore che viveva il dramma del fallimento culturale della Restaurazione e della nascita di una società borghese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 marzo 2015

Cacciari racconta la cabala attraverso Pico

21 Mar
Massimo Cacciari e Marco Bertozzi (foto d'archivio)

Massimo Cacciari e Marco Bertozzi (foto d’archivio)

Nell’affresco di luglio del Salone dei Mesi di Palazzo Schifanoia sono raffigurate le nozze di Bianca d’Este con Galeotto della Mirandola, fratello del celebre Giovanni. Proprio a quest’ultimo, e proprio nel celebre Salone, ieri alle 18 si è svolta la presentazione del libro “Giovanni Pico della Mirandola. Mito, Magia, Qabbalah” di Giulio Busi e Raphael Ebgi. Massimo Cacciari e Marco Bertozzi si sono ritrovati per quest’ occasione nell’amato Palazzo estense del XIV secolo. Durante la sua giovinezza, Pico della Mirandola soggiornò, tra l’altro, anche a Ferrara. Qui, oltre a conoscere personalmente Girolamo Savonarola, ebbe come maestro e amico Battista Guarini, figlio del famoso umanista Guarino. Fu proprio lui, disse Garin, a fargli conoscere la filosofia. Cacciari ha elogiato il libro come di “eccezionale valore e grande novitá” riguardo al Rinascimento fiorentino, italiano ed europeo e allo “straordinario interesse” in questo periodo per le tradizioni cabalistiche. Nel caso di Pico, per capire le ragioni di questa “necessità della cabala” che egli sentiva fortemente, Cacciari è partito dal concordismo ficiniano come teoria – fondata sull’assunto del Cristianesimo come religione perfetta e definitiva – dalla quale il filosofo di Mirandola prende le distanze. Secondo quest’ultimo, il concordismo risultava insostenibile dal punto di vista teologico e filosofico: solo “la cabala coglie il vero rapporto tra unità e Uno”, in quanto “grande grembo in cui i distinti si riconoscono nella loro unità”, mantenendo il loro carattere di “manifestazioni necessarie dell’Uno”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 marzo 2015

In Seminario incontro su sensitivi e medium

12 Mar

Carismatici-sensitivi-e-mediumStasera alle 21 nel teatro del Seminario di Ferrara, in Via G. Fabbri, 410, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Carismatici, sensitivi e medium. I confini delle mentalità magiche”. Interverrà Padre François Dermine OP, docente di teologia morale, esorcista e autore dell’omonimo libro, uscito nel 2010, che affronta il tema dell’esistenza dei fenomeni paranormali, il quale richiede un attento discernimento degli spiriti per indagare sulla loro origine e su chi li manifesta o li produce: carismatici, sciamani, sensitivi, medium. Solo attraverso il discernimento si può tentare di rispondere a domande sul fenomeno. L’evento è promosso dal Serra Club.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 marzo 2015