
Michele Rio, senza titolo, olio e resina su tela, cm 65×90
È stata inaugurata ieri pomeriggio la nuova personale dell’artista Michele Rio, “dipinti ‘14/’15 (a lei)”, in parete allo Spazio d’arte l’Altrove di Francesca Mariotti in via de’ Romei, 38 a Ferrara.
Contraddizioni prepotenti, virtuosismo del disegno e astrazioni colorate, in materia tangibile: un vero e proprio tuffo tra caos e perfezione il nuovo progetto di Rio, il quale sa trasformare le tele in mondi e dimensioni diverse, attraversati da guizzi di colore, colature e sgocciolature che si intersecano ed interagiscono per una visione unica e irripetibile in ogni opera.
Il suo fare artistico vuole “reiventare il mondo”, vederlo con occhi diversi, saper giocare con le immagini e le luci per cogliere “impressioni”, attimi di colore, e “interazioni tra luogo e tempo” che trascinano la nostra immaginazione unitamente alla percezione visiva. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 26 febbraio.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 febbraio 2016
Nuovo progetto espositivo nello spazio dell’Associazione Rrose Selavy di Ferrara, in via Ripagrande, 46. Ieri pomeriggio, all’interno del progetto “Batticuori”, in vista della festa di San Valentino, è stata inaugurata la mostra di quattro talentuose artiste ferraresi, differenti per stile: Paola Paganelli, Ketty Tagliatti, Chiara Sgarbi e Terry May.
“Il Guardante e il Guardato” (Booksalad editore) è il nome dell’ultima fatica letteraria di Angelo Andreotti, Direttore dei Musei Civici di Arte Antica di Ferrara. Il volume verrà presentato oggi alle 17 nella Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, Ferrara. Per l’occasione oltre all’autore interverrà anche Patrizia Garofalo, critica letteraria, autrice teatrale e scrittrice, e vi saranno letture di Anna Lisa Piva.
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Sarà visitabile fino a domenica la mostra di opere di alcuni detenuti della Casa Circondariale di Ferrara, curata dal pittore Raimondo Imbrò. L’esposizione “Arte in prigione”, presente nella sala Nemesio Orsatti a Pontelagoscuro (in via del Risorgimento, 4), comprende quaranta tele, e diciannove grafiche a china di Empedocle Imbrò (padre di Raimondo), ufficiale dell’esercito internato dagli inglesi in India durante la Seconda Guerra Mondiale.
Si possono sintetizzare in riquadri di colore puro (smarginati e stampati su carta fotografica) le azioni e le storie, le esperienze che si vivono nel tempo? Parte da questa riflessione la mostra di Paolo Farina, che inaugura oggi alle 19 alla Galleria del Carbone di Ferrara (In via del Carbone, 18/a). “Galassie senza peso” è il nome di questo progetto, con presentazione di Lucia Boni, che propone la visione delle qualità interpretative e tecniche che il “fotografo” poggese è riuscito a raggiungere. Il termine “fotografia” per Farina risulta troppo restrittivo, se non fuorviante. “C’è un istante in cui le cose sono in movimento e sfuggono, sono aeree, sembrano colore, diventano ciò che non sono”, scrive lui stesso.