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Alla Galleria del Carbone la mostra di Bonora

7 Dic

Galleria del CarboneIn occasione del quinto centenario dalla prima edizione dell’Orlando furioso, sabato alle 18 nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) è stata inaugurata la mostra “Angelica e Alcina per un teatro ariostesco” dell’artista ferrarese Maurizio Bonora.

La mostra è visitabile dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2016

«Il vescovo Caffarra apprezzò e oggi Monsignor Negri dice sì»

1 Dic
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Duomo realizzato da Claudio Gualandi

L’idea è nata circa un mese fa, durante uno degli incontri pubblici nella Sala dell’Arengo del Palazzo Municipale, dedicati alla figura di Rossetti. «Ammiro la facciata del Duomo dalla finestra e penso: sarebbe bello poter coprire il telone del cantiere col mio Duomo illustrato», ci racconta. Ora, in occasione della presentazione dell’Albero di Natale della solidarietà, in programma sabato dalle 17 in Piazza Cattedrale, per circa un’ora verrà proiettata la facciata della Cattedrale illustrata da Gualandi, realizzando così, almeno in parte, la sua intuizione.

La proiezione, delle dimensioni di circa 12×8 metri, permetterà di sovrapporre la facciata illustrata sulla parte centrale di quella reale, evitando così l’impalcatura di legno posta alla base dell’edificio. L’organizzazione dell’evento, come degli altri eventi in programma, sono a cura di Made eventi, SuonoeImmagine e Delphi International.

L’opera è stata realizzata da Gualandi nel 2000 in occasione del Giubileo. Nello stesso anno riuscì a donare una copia della stessa all’allora Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, il Card. Carlo Caffarra, il quale, racconta Gualandi, «lo guardò con attenzione, sorrise e disse: “a pieno titolo diventerà proprietà della Diocesi ferrarese». Al centro in basso un Vescovo regge il crocifisso, usato da Papa Giovanni Paolo II, per celebrare l’Anno Santo. Ai lati, su vari livelli, si affastellano angeli e demoni, beati e dannati, musici e operai.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 dicembre 2016

I pupazzi di Gualandi prendono vita sulla tela del Duomo

1 Dic
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Claudio Gualandi

Ferrara conquistata dalle opere di un grafico sopra le righe. Sabato il suo omaggio alla Cattedrale proiettato sul cantiere

«Semplici disegnini» li definisce lui stesso con non poca modestia. Eppure i personaggi, gli animali, gli oggetti che come un mosaico fumettistico intarsiano le sue realizzazioni, sono piccole magie artistiche. Ora, dopo quasi 40 anni dalla prima illustrazione, e dopo aver “conquistato” il lato della palazzina dell’ex Mof su c.so Isonzo con la sua personale rappresentazione, anche la facciata della Cattedrale cittadina accoglierà il suo disegno, proiettato, dedicato alla stessa.

Gualandi inizia a realizzare le sue caratteristiche illustrazioni alla fine degli anni ‘70, quasi per caso, “scarabocchiando” alcuni suoi “omini” in buffe pose su di un disegno tecnico della facciata del Castello Estense. Ai tempi lavorava alla Coop studio, punto di riferimento per la grafica in città, che avrebbe lasciato nel 1982 per aprire lo Studio Gualandi, occupandosi di grafica, illustrazione e design. Cinque anni dopo, nel 1987, la moglie, Linda Mazzoni, anche lei illustratrice, lo affiancherà, abbandonando il suo negozio “Circus”, nel quale dal ’79 svolgeva attività di artigianato artistico. Sempre nel fatidico 1982 Gualandi viene contattato dalla direzione nazionale del Partito Comunista Italiano per elaborare le locandine da presentare in una mostra itinerante dedicata al tema della lotta alla droga, nei Festival de l’Unità in giro per l’Italia.

In quasi 40 anni, l’artista, sempre assistito dalla moglie, è diventato protagonista in diversi ambiti della cultura e del costume di Ferrara, dando vita a simboli e loghi entrati nell’immaginario collettivo della città: basti pensare, infatti, al logo del Ristorante “Il cucco” in via Voltacasotto, quello della Promeco, o ai bus decorati con alcuni monumenti cittadini. Le sue creazioni più celebri rimangono, però, le locandine di sedici edizioni del Buskers Festival, nelle quali è ripresa la ballerina di Fortunato Depero. Negli anni, sempre insieme alla moglie, ha, tra l’altro, curato anche diversi allestimenti sul tema della canapa.

La cifra della sua attività artistica rimarranno però le sue illustrazioni. Ripercorrendo alcune mostre degli ultimi anni, nei quali, con enorme merito, sta raccogliendo i frutti del suo lavoro, risaliamo al marzo del 2014 quando alla Galleria del Carbone espone “Disegnoinsegno. Ferrara nelle illustrazioni”, dove presenta le sue illustrazioni dedicate ai monumenti più celebri e amati della nostra città, da Palazzo dei Diamanti all’interno del Teatro Comunale (di cui ci racconta alcuni aneddoti), da Palazzo Paradiso alla stessa facciata della Cattedrale, piccolo capolavoro che sa unire sacro e profano, ironia e storia, costume e fantasia.

Un anno e mezzo dopo, a fine 2015, presenta una nuova personale negli spazi della Banca Mediolanum in via Saraceno, 18/24, intitolata “Souvenir d’Italie” e curata da Lucio Scardino, un omaggio al Bel Paese. Arriviamo dunque, al presente, con la mostra “Omaggio a Biagio Rossetti, muradore, architecto, inzignero, nel Cinquecentenario della sua morte, 1516-2016”, esposta fino allo scorso 14 novembre nel Salone d’Onore del Palazzo Municipale di Ferrara in occasione dei 500 anni dalla nascita di Biagio Rossetti. Quattordici stampe su tela di grande formato che hanno richiamato, nel momento inaugurale e lungo tutto il periodo espositivo, numerosi visitatori.

Attualmente un suo disegno in formato 25×10 metri ricopre la facciata della palazzina ex Mof che dà su corso Isonzo, commissionatagli dal progettista della riqualificazione della struttura, l’architetto Filippo Govoni, e che rimarrà sino a fine lavori. Oltre a ciò, il negozio Estex in via Cavour, angolo via Armari, fino a fine gennaio espone buona parte della produzione artistica di Gualandi degli ultimi 3-4 anni: una trentina di illustrazioni di medie e grandi dimensioni, le 12 torri d’Italia, tutta la serie dedicata ai capolavori di Biagio Rossetti, altri luoghi della nostra città. Infine, nel negozio Felisi in c.so Giovecca è esposta una copia del suo Campanile di San Giorgio, e in un altro negozio di Felisi, nella centralissima via Fiori Chiari a Milano, da circa due settimane si trova in parete una grande riproduzione del suo Palazzo dei Diamanti.

Gualandi verrà sicuramente ricordato, insieme alla moglie Linda, anche per un altro progetto di ricerca, mai realizzato prima. Si tratta della pubblicazione del corposo volume dal titolo “Il manichino e i suoi paesaggi”, uscito per Editoriale Sometti nell’autunno 2014, dedicato al manichino nell’arte, nella medicina e in altri ambiti. Un anno dopo, nel novembre 2015, viene inaugurata l’esposizione “Il manichino e i suoi paesaggi. Una storia (quasi) metafisica”, curata dai due illustratori con la collaborazione di Maria Livia Brunelli. La mostra ha riscosso un enorme successo di pubblico, con quasi 6mila visitatori in quattro mesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 dicembre 2016

Tre artisti ferraresi premiati a livello nazionale

25 Nov
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Ketty Tagliatti, Maria Livia Brunelli e Marcello Carrà

Sono tre gli artisti ferraresi recentemente premiati a livello nazionale, due dei quali della Maria Livia Brunelli home gallery. Ketty Tagliatti durante la partecipazione alla 13° edizione di Art Verona, (13-16 ottobre), è stata selezionata per il progetto “Level 0” grazie all’opera “Sur-Naturale” (2016), composizione di ricamo e spilli d’acciaio. “Level 0” prevedeva che 14 Direttori di altrettante istituzioni museali italiane selezionassero ognuno un artista con una carriera alle spalle, per dargli la possibilità di esporre a livello museale. Così la Tagliatti è stata scelta da Gianfranco Maraniello, alla guida del Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART). Nell’autunno del 2017, dunque, l’artista presenterà una sua personale alla Galleria Civica di Trento. «Esporrò – ci spiega – mie opere del passato insieme ad alcune nuove, come una poltrona di fine ‘700 che rivisiterò. È per me – prosegue – un riconoscimento particolarmente gratificante, anche più di un premio in denaro».

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Federica Cipriani con alcune sue opere

Marcello Carrà, invece, ha vinto il Premio Nocivelli di Brescia, riconoscimento per giovani artisti nato nel 2009, nella sezione pittura, con “Il banchetto di nozze” (2012), penna biro su carta incollata su pannello ispirata al “Banchetto nuziale” (1567) di Bruegel. Nell’opera, il ricco banchetto sembra essersi svuotato di colpo. Per arrivare alla vittoria Carrà ha passato due selezioni: dopo la prima (con circa 400 iscritti), ha esposto in una collettiva nella Chiesa della Disciplina a Verolanuova (BS), dove, lo scorso settembre è stato premiato. Fino a oggi, invece, espone insieme agli altri vincitori nell’Accademia Santa Giulia. Infine, per lo stesso premio, sezione scultura, la giovane centese Federica Cipriani ha raggiunto il secondo posto con l’opera “Senza titolo F#23” (2016), sagome di carta sospese su chiodi di diversa altezza.

Andrea Musacci

Fino al 28 novembre al Carbone la mostra di Roffi

24 Nov

La Poesia Totale di un artista bolognese, Gian Paolo Roffi, è la protagonista dell’esposizione visitabile alla Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) fino al prossimo 28 novembre.

La mostra intitolata “Materialità della parola” e curata da Pasquale Fameli (curatore anche del volume “Gian Paolo Roffi. La quadratura del cerchio”, Campanotto editore, 2016) rappresenta al meglio la poetica dell’artista, nelle diverse forme, lineare, fonetica, visiva (infatti, la sua è anche detta “Poesia visiva, non “Poesia visuale”). Roffi, classe ’43, di formazione letteraria, è stato anche redattore delle riviste “Tam Tam”, “Baobab”, “Dopodomani”. Il suo lavoro artistico è sempre legato al fenomeno del linguaggio e alla visualizzazione della scrittura, spaziando dall’alfabeto indiano all’iconografia cristiana classica, dal futurismo ai Liber Initialis.

Come scrive il curatore, Roffi utilizza “duri e opachi caratteri tipografici da combinare in serrati assemblaggi asemantici, preferendo il legno alla carta, e mantenendo così un pur vago legame con la pagina a stampa. Gli spessori aumentano soffocando i significati, frasi e parole esplodono lasciando soltanto dei frammenti. È proprio questa l’intenzione di Roffi: mettere a punto una ‘sintassi dei frammenti’ che accolga e cucia insieme, oltre a lettere e grafemi, anche brandelli di realtà, lacerti di mondo”.

Andrea Musacci

Ganzaroli presenta a Porotto il suo libro di racconti

24 Nov

cover“Buoni motivi per non dormire” è il nome della raccolta di racconti dell’artista e scrittore Maurizio Ganzaroli, che verrà presentato oggi alle 17 nella Biblioteca “Aldo Luppi” di Porotto (via Ladino, 19).

Il libro, uscito nella primavera del 2015, è una raccolta auto-prodotta di 10 racconti fantastici che esplorano i classici temi del brivido, come il gotico, il thriller, il surreale, il noir, il noir psicologico e l’horror vero e proprio. In quasi tutti i racconti vi sono protagoniste volontarie o no, donne a volte vittime delle circostanze infauste, e a volte loro stesse circostanze avverse per gli ignari passanti.

Durante la presentazione, verrà anche anticipato il prossimo libro in uscita. Sono disponibili le ultime copie numerate e limitate del libro, che saranno personalizzate sul momento con uno schizzo dell’autore.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 24 novembre 2016

 

Il Prefetto Tortora: «Siamo un territorio capace di accogliere»

24 Nov
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L’intervento del Prefetto Michele Tortora

Profughi, il Prefetto Tortora interviene al seminario organizzato da Unife: «Il 75% dei nostri Comuni ospita migranti, ma le strutture ora sono esaurite»

«Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo organizzato un’accoglienza dignitosa nel nostro territorio. I casi di protesta o di criminalità sono marginali, e comunque bisogna considerare che in sede locale non possiamo decidere quanti richiedenti e in quali tempi possiamo accogliere».

Con queste parole il Prefetto Michele Tortora ieri pomeriggio nell’aula magna della Facoltà di Economia di Ferrara (in via Paradiso) ha spiegato ai numerosi studenti, e non, presenti, la propria posizione in merito alla questione dell’accoglienza dei migranti nel ferrarese. L’occasione era il seminario “L’accoglienza dei profughi a Ferrara: esperienze a confronto”, organizzato dalla Cattedra di Sociologia generale col Comune di Ferrara.

Con il coordinamento del prof. Marco Ingrosso, l’iniziativa ha visto innanzitutto l’intervento di Tortora, che ha consigliato a  evitare «le polemiche tra i cosiddetti “buonisti”, per i quali l’accoglienza è sempre senza problemi, e i “cattivi”, per cui l’accoglienza è in sé un disvalore». Nel 2016 in Italia sono già sbarcati circa 170mila immigrati (erano 150mila nel 2015 e 100mila nel 2014), ripartiti nel territorio nazionale in base alla popolazione. Alla nostra Regione spetta il 9% del totale nazionale, e a Ferrara e provincia tocca il 7,3% del totale regionale.

«In questo momento nell nostra provincia accogliamo circa un migliaio di richiedenti asilo, 866 dei quali vivono in 60 strutture d’accoglienza. La nostra provincia è una delle più accoglienti a livello regionale, in quanto il 75% dei comuni accoglie richiedenti (i 2/3 sono nel comune di Ferrara), e tra i sette che non accolgono non vi sono solo motivi di rifiuto, ma anche di mancanza di sedi idonee». In Emilia Romagna solo la metà dei comuni è “accogliente”, mentre a livello nazionale solo il 25% delle municipalità ospita richiedenti.

«Nonostante non vi siano troppi traumi a livello criminale – ha proseguito il Prefetto –  non mancano le criticità: al momento sono esaurite le strutture di accoglienza, per sapere se ha diritto allo status di profugo, il tempo di attesa per il migrante non è mai inferiore a un anno, e la maggior parte di questi scopre di non avere i requisiti necessari».

Richiamando indirettamente le polemiche sul caso Gorino, «il fenomeno  – ha proseguito Tortora – può essere governato solo col consenso della popolazione, ma chi dice che non vuole accogliere rifugiati nella propria località, non fa che gettare sul paese vicino il carico dell’accoglienza».

2014-09-09-19-11-16«Rendere più dignitosa l’accoglienza non significa ignorarne i problemi, ma non si può parlare di invasione», ha invece spiegato l’Assessore alle Politiche sociali Chiara Sapigni.

Il seminario ha visto anche gli interventi di Federica Rolli, Direttrice ASP Ferrara, Cristiano Guagliata dell’Ufficio politiche Migratorie del Comune di Ferrara, don Domenico Bedin dell’Associazione Viale K, Anna Rosa Fava, Portavoce del Sindaco di Ferrara, Giorgio Benini dell’Ufficio sicurezza urbana del Comune, e Franck Kouen, Mediatore linguistico-culturale ASP.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 novembre 2016

Barco, i 35 anni del centro sociale

24 Nov

E’ stato il primo sodalizio per anziani nato in Regione

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Da sinistra, Fava, Artini, Giberti e Battaglioli, durante la conferenza stampa

Tutto nasce 35 anni fa da un fiasco di vino e un salame, da condividere mentre si gioca a carte. È così che l’11 febbraio 1981 prenderà vita il Centro Sociale per anziani “Il Barco”, oggi Centro di promozione sociale, il primo Centro Anziani nato in Regione e uno dei primi in Italia. Per festeggiare insieme a tutta la cittadinanza questa importante ricorrenza, sabato mattina dalle 10.30 vi sarà una festa nella sede di via Indipendenza, 40.

L’iniziativa è stata presentata ieri nel Municipio di Ferrara alla presenza del portavoce del Sindaco Anna Rosa Fava, il presidente del Centro Eridano Battaglioli, il responsabile delle attività del Centro Paolo Giberti e il presidente del coordinamento provinciale di Ancescao (Associazione nazionale centri sociali, comitati anziani e orti) Gianni Artini. Della «vivacità del quartiere Barco, grazie alla rete di associazioni», ha parlato la Fava, che ha ricordato come il Centro faccia parte del comitato “VivaBarcoViva”. «Insomma – ha proseguito – è un esempio da esportare nelle altre zone del Comune, un modello virtuoso di cittadinanza attiva».

Giberti ha dunque preso la parola per ricordare come «il quartiere non abbia vissuto sempre momenti facili, soprattutto 30-40 anni fa, ma il nostro Centro è sempre stato una presenza viva, un aiuto per affrontare le difficoltà. Sperando in una continuità generazionale, invitiamo soprattutto i più giovani a partecipare a questo che è un luogo di accoglienza e di aggregazione». Dopo l’intervento del Presidente Battaglioli, che ha ricordato le molte donne volontarie, e la loro importanza anche per l’aspetto finanziario del Centro, ha preso la parola Artini che ha spiegato come nel nostro territorio comunale vi siano «quindici Centri sociali per un totale di circa 10.000 associati», dei quali circa 200 attivi nel Centro del Barco.

Sabato il programma prevede alle 10.30 la presentazione della storia del Centro, con interventi di Battaglioli, Giberti e Artini, alle 11.15 l’intervento delle autorità e alle 12.15 proiezione di foto e rinfresco.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 novembre 2016

Le opere di Sergio Sarri alla Mazzacurati Fine Art

23 Nov
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Un’opera di Sarri

Nella galleria Mazzacurati Fine Art, in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara, inaugura oggi alle ore 18 la mostra personale di Sergio Sarri. Si tratta della prima esposizione retrospettiva dell’artista torinese classe ’38, con 15 sue opere realizzate tra il 1970 ed il 2016.

Nel percorso artistico di Sergio Sarri è leggibile un ampio lavoro di ricerca incentrato sulla condizione oggettiva ed esistenziale dell’uomo nel suo rapporto con la società, in particolare alla luce della sua relazione con la macchina. Dalle opere emerge un’incongruenza nella quale tutti si muovono come in un insieme di frammenti scomposti dove, apparentemente, manca un nesso logico. L’artista prende atto della deformità del mondo con una lucidità che non lascia spazio ad ipotesi di riscatto, in un mondo dominato dalla tecnologia.

Durante l’inaugurazione della mostra sarà presente l’artista e sarà disponibile il catalogo.

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 15 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 16 alle 19.30, giovedì solo dalle 10 alle 13, sabato anche dalle 10 alle 13. Chiusura la domenica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2016

“Le muse quietanti”, mostra fotografica con abiti d’epoca

17 Nov

15056471_10153880329086533_1633004699233584346_nTrentadue coppie di protagonisti dell’universo artistico ferrarese immortalate dall’obiettivo di Flavia Franceschini, per un’indagine psicologica all’insegna del divertissement. “Le muse quietanti” è il nome del progetto fotografico che verrà inaugurato sabato nel doppio spazio della MLB home gallery di Maria Livia Brunelli in c.so Ercole I d’Este (alle 18), e nell’Hotel Annunziata in Piazza Repubblica (alle 19).

Come ci spiega la Franceschini, il titolo le è stato suggerito dal fratello Dario: sono quelle “muse che provocano quiete nella coppia”. Così l’artista ha deciso di cimentarsi nell’ambito della fotografia per questo inedito e originale progetto che vede, tra gli altri, protagonisti Lola Bonora e Franco Farina, Lucio Scardino, Claudio Gualandi, Marco Caselli Nirmal, Gianni Fantoni, e il Ministro-scrittore Dario Franceschini. Tutti vestiti con abiti d’epoca, tra fine ‘800 e inizio ‘900, coppie residenti o meno a Ferrara, 65 persone (contando anche la figlia della Brunelli) con abiti o propri o prestati dall’artista, su due fondali, più qualche elemento esterno che ricordasse angoli, più o meno segreti, dei soggetti. Fotografie, quindi, da indagare, come nella tradizione della pittura rinascimentale. Il progetto della Franceschini, l’ultimo della rassegna “Occhio al talento”, dovrebbe continuare nei prossimi mesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 novembre 2016