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Una speranza per i giovani, un futuro per Casa Cini: sulla Biennale “don Patruno”

29 Ott

Il 25 ottobre a Casa Cini si è svolto il finissage della mostra della Biennale per artisti under 30 dedicata a don Franco Patruno, che dal 14 dicembre sarà esposta al MAGI 900 di Pieve di Cento

OLYMPUS DIGITAL CAMERASi è conclusa nel tardo pomeriggio del 25 ottobre scorso la prima parte della III edizione della Biennale per giovani artisti dedicata a don Franco Patruno, iniziata il 10 ottobre con l’inaugurazione e che ha visto come tappa intermedia l’incontro del 18 ottobre con un ricordo del sacerdote-artista a cura di Angelo Andreotti. Il finissage dell’esposizione delle opere degli otto creativi – Francesco Bendini, Nicola Bizzarri, Carmela De Falco, Andrea Di Lorenzo, Victor Fotso Nyie, Francesco Levoni, Lilit Tavedosyan e Livia Ugolini – è stata anche l’occasione per presentare il catalogo dell’iniziativa, un libretto, documentativo delle opere e degli apparati, con testi dell’Arcivescovo Perego, di Ada Patrizia Fiorillo e Gianni Cerioli. Quest’ultimo – Presidente della Giuria – ha introdotto il finissage, presentando anche il catalogo stesso, prima di passare la parola al Vicario Generale mons. Massimo Manservigi: “qui a Casa Cini stiamo ripartendo – ha spiegato quest’ultimo -, cercando di strutturare iniziative soprattutto per i giovani. Vorremmo anche che questa sede diventasse la sede naturale della Biennale dedicata a don Patruno”. Inoltre, ha proseguito, “come Arcidiocesi portiamo avanti il progetto del Museo diocesano, che verrà realizzato dopo la ristrutturazione del Palazzo Arcivescovile, e che comprenderà anche una sezione di arte moderna e contemporanea – quindi anche con opere di don Patruno – e, ci piacerebbe, una sezione specifica di giovani artisti”. Dopo il saluto del Direttore di Casa Cini, don Paolo Bovina, ha ripreso la parola Cerioli, il quale ha spiegato come la copertina del catalogo rechi un’opera dello stesso Patruno, “Scrittura-Muro”, un acrilico e gessetti su tela del 1982 facente parte della collezione della Fondazione CariCento, organizzatrice della Biennale. “Viste le tante richieste di giovani artisti da tutta Italia (dal Friuli alla Puglia) di potervi concorrere, dopo la I edizione – sono ancora sue parole – abbiamo scelto di allargare il raggio di provenienza dei partecipanti, passando dalle province dov’è presente CariCento – Ferrara, Bologna, Modena – all’intero territorio nazionale. Infine, uno sguardo al catalogo: è lo stesso Cerioli nel testo introduttivo a spiegare come l’intervento di mons. Perego “in più momenti ha permesso di agevolare un percorso non facile ma necessario per adattare gli ambienti di un monumento storico a spazio espositivo e per riportare don Franco a Casa Cini”. Lo stesso Arcivescovo nel suo contributo spiega come Casa Cini sia “un luogo che respira ancora, anche per le opere conservate – a partire dal grande Cristo – la passione e l’intelligenza artistica di don Franco: arte al servizio della fede, arte al servizio della Liturgia, arte al servizio dell’uomo”. Ricordando il tema di questa terza edizione – “Realismi” -, scrive ancora mons. Perego, le opere degli otto artisti “aiutano a consolidare la realtà, nei suoi volti, nei suoi drammi, nei suoi spazi, fonte e luogo di ispirazione. Come è stato per don Franco, che nelle sue opere ha saputo interpretare fede, cultura sempre strettamente legata alla realtà, anche se trasfigurata”. Nel terzo contributo, la Fiorillo, membro della Giuria, spiega invece come il fatto di scomettere sugli under 30 abbia come obiettivo quello di “interpretare lo spirito di curiosità, di attenzione e di accoglienza con il quale Patruno ha sempre guardato ai giovani e altresì ai fatti della vita”. L’appuntamento è al prossimo 14 dicembre, quando la mostra degli otto artisti di questa III edizione troverà casa presso il Museo MAGI ’900 di Pieve di Cento, e lì vi rimarrà fino al 12 gennaio 2020.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 1° novembre 2019

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Il potere del Pop secondo Pasca, e molto altro: tutte le nuove mostre a Ferrara e provincia

7 Mag
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Un’opera di Riccardo Bottazzi

Un altro fine settimana ricco di inaugurazioni artistiche attende il nostro territorio, in particolare diverse località della provincia.
“Rosso di sera” è il titolo della nuova personale di Riccardo Bottazzi che inaugura oggi alle 18 nella Casa d’arte “Il vicolo” a Bondeno (vicolo della Posta 9). Visitabile fino al 4 giugno, è organizzata insieme ad Associazione Bondeno cultura, Auxing e Galleria Carbone.
La personale di Massimo Pasca, “POP have the power” inaugura oggi alla stessa ora alla Porta degli Angeli (alla fine di corso Ercole I d’Este) a Ferrara. L’artista salentino espone quaranta tra illustrazioni e pitture. La mostra, visitabile fino al 14 maggio, fa parte del progetto Algorithmic, sostenuto da Evart con la curatela di Andrea Amaducci e Maria Ziosi. Durante l’inaugurazione si esibisce Juri Rizzati con i suoi sintetizzatori vintage.
Sempre oggi, stessa ora, nello show room La Tognazza a Palazzo Spisani a Ferrara (via Byron 10) per la rassegna “Arte&Vino” inaugura, con degustazione di vini, la personale “Il viaggio” di Andrea Pirani. La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile fino al 14 maggio.
La personale fotografica itinerante “Maheela” (donna, in lingua nepalese), curata da Luca Chistè inaugura oggi alle 16 a Palazzo del Governatore a Cento nell’ambito della Festa del Volontariato. L’obiettivo è di avvicinare sempre più persone al piccolo Stato dell’Himalaya, grazie agli scatti del fotografo Giacomo D’Orlando.
All’ex Convento dei Cappuccini di Argenta, invece, oggi alle 17.30 inaugura “Ri-scatti d’acqua. Un percorso fra immagini e parole”, mostra di oltre 70 foto scattate dall’argentana Monica Zamboni, corredate da testi. La mostra rimarrà aperta fino al 28 maggio.
E sempre oggi, alle 17, nella sala Nemesio Orsatti di Pontelagoscuro (via Risorgimento, 4) inaugura la collettiva “Una tavolozza – Quindici pittori”, organizzata dal Laboratorio di pittura del Centro sociale culturale di Borgo di Vigarano Mainarda e Pro Loco Pontelagoscuro, nell’ambito delle iniziative del Maggio Pontesano. La mostra è aperta, a ingresso libero, da oggi al 21 maggio tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, lunedì chiuso.

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Massimo Pasca

Domani alle 16.30, invece, in occasione del “Maggio dei Libri” il Museo Magi ’900 di Pieve di Cento (Bo) ospita “Trame”, personale di Sara Bolzani, a cura di Valeria Tassinari e visitabile fino all’11 giugno.
Da ieri, invece, nella Galleria Portanova 12, a Bologna, è possibile ammirare la personale “evolve” del ferrarese Alessio Bolognesi, a cura di Massimiliano Sabbion e visitabile fino al 16 giugno nei giorni feriali dalle 16.30 alle 19.30.
Infine, da giovedì sul sito http://www.lacerba.com è possibile visitare la mostra on-line “Non solo pop” organizzata dalla Galleria Lacerba di Alfredo Pini, con sede in via Goretti 5/7, a Ferrara. In mostra, ed in vendita opere, fra gli altri, di Tommaso Cascella, Umberto Mariani e Marco Lodola.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 6 maggio 2017

Dialogo con l’arte: le mostre in città e fuori dalle mura

25 Feb
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Da sinistra, Patrick Tabarelli, Jasmine Pignatelli, Giorgio Cattani e Maria Letizia Paiato

Due artisti «viandanti»  che, attraverso linguaggi artistici differenti, incrociano i rispettivi sguardi sul reale, ricreandone geometrie, frammentarietà e movimenti. Oggi alle 18 inaugura “Echo of Hidden Places”, bi-personale degli artisti Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli nella galleria Fabula Fine Art diretta da Giorgio Cattani in via del Podestà, 11 a Ferrara. Il nuovo progetto espositivo, curato da Maria Letizia Paiato, raccoglie, alternandole tra loro, le opere di Tabarelli, non più realizzate a mano ma da drawing machine, e quelle della Pignatelli. I due hanno assorbito, attualizzato e reinterpretato personalmente le riflessioni sull’arte astratta del Novecento, dialogo, questo, tra radici e contemporaneità, tipico della filosofia di Fabula. Questa loro rilettura si è spinta fino a mettere in dubbio lo stesso concetto di materia (e, dunque, di reale), sperimentando costantemente in bilico con l’indeterminatezza, anche estrema: il vuoto. Così, per la Pignatelli, le pesanti croci nere (nero che richiama il nulla) si contrappongono a vettori più esplicitamente mobili e irrequieti, e in Tabarelli l’alterità del supporto tecnologico rompe, con le sue linee stranianti, le famigliari catene fenomenologiche. Proprio queste ondulazioni dai colori accesi inquietano (di un’inquietudine viva, mai annullatrice) ancor più nelle loro interazioni con le croci e gli incroci al tempo stesso parziali e direzionali, labili e razionali, della Pignatelli. Per questo, “l’eco di luoghi nascosti”(come recita il titolo in italiano) è, come ha spiegato la Paiato, sinonimo di emotività, al pari, per usare le suggestioni di Cattani, di una musica, di una danza. La mostra è visitabile fino al prossimo 8 aprile.

Quella a Fabula non è l’unica mostra che inaugura in città o nelle vicinanze. Oggi alle 18.30, infatti, alla Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a viene presentata “Serendipity”, personale di Nanni Menetti. In galleria verranno esposte una ventina di lavori a tempera su tavola, ottenuti assecondando il gelo. La rassegna rimarrà in parete fino al 12 marzo con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

“Le regole del Giano” è, invece, il nome del laboratorio artistico in programma oggi alle 16 nello Spazio Aperto in via Carlo Mayr, 69. L’evento, a cura di Cose Comunicanti, è strutturato come un gioco di società, per imparare a realizzare un Giano Ipnotizzatore.

Spostandoci fuori città, alle ore 17 al Museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento inaugura la mostra personale dell’artista Graziano Pompili, dal titolo “Omnia”. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 30 aprile ed è curata da Valeria Tassinari, Pompili propone una sintesi dei passaggi salienti della sua ricerca artistica.

Infine, da ieri fino al 25 giugno a Palazzo Fava in via Manzoni, 2 a Bologna è visitabile la mostra collettiva “Costruire il Novecento. Capolavori della Collezione Giovanardi”, novanta opere provenienti dalla Collezione Giovanardi realizzate dai migliori pittori italiani attivi tra le due guerre mondiali. La mostra, curata da Silvia Evangelisti, raccoglie opere, tra gli altri, di Giorgio Morandi Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Massimo Campigli e Mario Sironi, Mario Mafai e Ottone Rosai.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

Arte e femminilità della Belle Époque in mostra a Pieve di Cento

25 Nov
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Bonzagni in mostra

La sensualità e la joie de vivre della Belle époque in mostra permanente al Magi 900 di Pieve di Cento. Sabato 5 novembre alla presenza di più di 200 persone è stata ufficialmente presentata l’esposizione “Omaggio alla femminilità della Belle époque. Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger”, che raccoglie, tra l’altro opere di Boldini, Klimt, Boccioni, Martini e Rops. Tra le opere esposte, infatti, possiamo trovare “Il cappellino azzurro” (s.d.) e un altro volto di donna in un bozzetto di matita su carboncino (s.d.) di Giovanni Boldini, “Il lustrascarpe” (1914-1915 ca.) di Aroldo Bonzagni, “Al ballo” (1888), cromolitografia di Vittorio Corcos, oltre a varie illustrazioni da riviste, stampe e sculture di vari artisti, tra i quali Henri de Touolouse-Lautrec, Charles Dana Gibson, Remo Fabbri, Umberto Boccioni, Gustav Klimt (con la “Ver Sacrum”), Félicien Rops e Alberto Martini.

L’idea di un’esposizione permanente nella nuova sala del monumentale Museo d’arte moderna e contemporanea Magi 900, è nata proprio dal proprietario e fondatore Giulio Bargellini, il quale ha spiegato come «questa, che è una mostra che nessuno ha mai fatto, nasce dalla mia grande passione per la Belle époque, che ho, insieme a quella per il ballo, fin da ragazzo”. Durante la presentazione gli organizzatori hanno cercato di far rivivere l’atmosfera dell’epoca, con un corpo di ballo di ragazze con gli abiti del Moulin Rouge di inizio ‘900 che hanno intrattenuto i presenti con un ballo stile can-can.

Oltre ai saluti del sindaco di Pieve Segio Maccagnani, sono intervenuti i due curatori della mostra, Valeria Tassinari, Curatore scientifico del Magi, e Fausto Gozzi, Direttore della Galleria d’arte Moderna “A. Bonzagni” di Cento.

Andrea Musacci

A Pieve di Cento la femminilità nell’arte della Belle Époque

6 Nov
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Giovanni Boldini, Il cappellino azzurro, olio su tela, s.d.

Oggi alle 17 al Museo Magi 900 di Pieve di Cento verrà presentata “Omaggio alla femminilità nella Belle Époque. Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger”, a cura di Fausto Gozzi e Valeria Tassinari, con opere anche di Boldini, Bonzagni e Corcos, oltre a sculture, incisioni, riviste, manifesti, documenti, stampe e oggetti dell’epoca, per rendere omaggio alla figura della donna nell’estetica e nella società tra XIX e XX secolo.

La mostra ospiterà stupende opere di un artista poco noto, Ludwig Lutz Ehrenberger (1878-1950), donate al propietario del Magi Giulio Bargellini dagli eredi e mai esposte prima.

Il percorso espositivo sarà scandito da una ricca selezione di materiale fotografico e documentario in grado di tracciare una lettura tematica di apertura internazionale. Uno spazio significativo sarà riservato alle riviste illustrate. In questa ampia ricognizione sulle principali riviste europee, figura anche un rarissimo esemplare di “Le Rire” del 1895-96 che contiene alcune delle più ricercate litografie di Toulouse-Lautrec.

In occasione dell’inaugurazione, dopo la presentazione dei critici e la visita della mostra, sarà rievocata una speciale atmosfera con musica e danza dell’epoca.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 novembre 2016

Da novembre al Magi 900 un omaggio alla Belle Epoque

4 Ott

36ritUna mostra per inaugurare una nuova sezione espositiva. Il prossimo 5 novembre alle 17 al MAGI 900 verrà presentata “Omaggio alla femminilità nella Belle Époque. Da Toulouse-Lautrec a Ehrenberger”, a cura di Fausto Gozzi e Valeria Tassinari, con opere anche di Boldini, Bonzagni e Corcos, oltre a sculture, incisioni, riviste, manifesti, documenti, stampe e oggetti dell’epoca, per rendere omaggio alla figura della donna nell’estetica e nella società tra XIX e XX secolo.

Come ci spiega Bargellini, «la mia passione per la Belle Époque nasce nel ’46 quando al cinema vidi un film su Toulouse-Lautrec». La mostra ospiterà stupende opere di un artista poco noto, Ludwig Lutz Ehrenberger (1878-1950), donate a Bargellini dagli eredi e mai esposte prima.

Il percorso espositivo sarà scandito da una ricca selezione di materiale fotografico e documentario in grado di tracciare una lettura tematica di apertura internazionale. Uno spazio significativo sarà riservato alle riviste illustrate. In questa ampia ricognizione sulle principali riviste europee, figura anche un rarissimo esemplare di “Le Rire” del 1895-96 che contiene alcune delle più ricercate litografie di Toulouse-Lautrec.

In occasione dell’inaugurazione, dopo la presentazione dei critici e la visita della mostra, sarà rievocata una speciale atmosfera con musica e danza dell’epoca. Infine, entro il 2016 al MAGI è prevista anche una mostra dello scultore Graziano Pompili.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 ottobre 2016

Magi 900, gioiello “nascosto”: arte di casa a Pieve di Cento

4 Ott

Il fondatore Bargellini: a 84 anni ho ancora voglia di crescere e migliorare.

All’interno si trovano oltre 5mila opere, uno spazio che ospita mostre e convegni

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L’esterno del Magi, con in primo piano la scultura “L’uomo della pace” di Franco Scepi

«Sono un collezionista di artisti, non di opere d’arte. E ora, a 84 anni, voglio ampliare ancora il mio Magi, costruendo un quartiere residenziale». Giulio Bargellini è una di quelle personalità più uniche che rare: ex imprenditore, collezionista d’arte, fondatore nel 2000 del Museo Magi ‘900 – Museo d’Arte delle Generazioni Italiane a Pieve di Cento, «unico museo privato aperto al pubblico in Europa». Come ci spiega la curatrice scientifica Valeria Tassinari, «per privato si intende personale, padronale, rappresentazione delle sue passioni, del suo gusto». Un museo di 9.000 metri quadri che ospita circa 5.000 opere d’arte. Un maestoso progetto in divenire: «faccio meno pubblicità di quanto potrei perché non lo considero ancora concluso», ci spiega.

Siamo a Pieve di Cento, a una manciata di chilometri dalla provincia di Ferrara, cui Pieve faceva parte fino al 1929. Qui nel 1932 nasce Bargellini, e alla fine dello stesso anno iniziano i lavori per costruire quel silo granario «nel quale da bambino venivo a giocare», e che dal 2000 diventerà il primo nucleo del MAGI. A soli 31 anni Bargellini fonda l’azienda O.V.A., «all’inizio di 25 metri quadri, fino a diventare di 30.000 metri quadri, con 300 dipendenti», ci racconta. «Poi l’ho venduta per concentrarmi sulla mia collezione, che ho iniziato a casa mia». Le prime opere acquistate sono due disegni di Tono Zancanaro (Padova 1906-1985), col quale stringerà una profonda amicizia.

Più che un museo il MAGI è uno spazio polifunzionale che ospita anche mostre temporanee, performance, convegni. Nel 2005 e nel 2015 sono state costruite due nuove ali, e ora fervono i lavori per l’ampliamento: il progetto prevede a fianco dell’edificio un “Borgo dell’Arte”, un quartiere residenziale con venti appartamenti pensato come piccolo borgo tradizionale, con portici, edifici contigui e una piazza che ospiterà sculture di artisti già presenti nel museo.

Cuore della collezione museale è l’area dedicata ai grandi Maestri del Novecento, con opere, tra gli altri, di Renato Birolli, Giovanni Boldini, Aroldo Bonzagni, Alberto Burri, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Antonio Ligabue, Amedeo Modigliani, Alberto Savinio, Mario Sironi ed Emilio Vedova. La stessa sala attualmente ospita anche capolavori di Guido Reni, Guercino e Scarsellino realizzati tra il XV e il XVIII sec. e provenienti dalla Collegiata di S. Maria Maggiore di Pieve, chiusa dopo il terremoto. Tra le altre sezioni, ricordiamo la collezione di Cesare Zavattini, circa 1.000 opere 80×100 cm. che il regista fece realizzare da vari artisti, quella dedicata ad alcuni creativi africani, “I capricci” di Sergio Vacchi, e poi quelle di Tono Zancanaro, Concetto Pozzati e Josè Ortega. Molte anche le opere non esposte, circa un migliaio.

«Un museo eclettico, non analizzabile secondo i criteri consueti, nel quale molto conta il rapporto diretto di Bargellini con gli artisti», ci spiega la Tassinari. In particolare, importanti nel passato i suoi rapporti con l’ex Direttore di Palazzo Diamanti, Franco Farina, le cui grande mostre sono qui ben rappresentate. Riguardo alle prospettive del Museo, «certo l’isolamento geografico non ci aiuta», riflette la curatrice, «ma riusciamo a integrare bene il territorio e abbiamo un progetto di maggiore valorizzazione turistica».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 ottobre 2016

[Qui mie foto di alcune delle opere esposte]