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Al Museo della Resistenza i bunker della II Guerra Mondiale nel Delta

19 Nov

images (1)Il progetto “Memento: i bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” di Francesca Occhi, classe ’88, verrà presentato oggi alle ore 16 nella Sala conferenze del Museo del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara (in c.so Ercole I d’Este, 19). L’evento, realizzato in collaborazione con ANPI provinciale Ferrara, verrà introdotto da Antonella Guarnieri, responsabile del Museo.

La ricerca, seguendo il concetto di “museo fuori dal museo”, pone dunque al centro il territorio del Delta del Po, che viene presentato come paesaggio di archeologia militare riferito a un insieme di resti, reperti e tracce presenti in modo diffuso nei Comuni che lo compongono.

Il progetto fotografico documenta quindi il paesaggio bellico della Seconda Guerra Mondiale in provincia di Ferrara, da Lido Estensi a Mesola, seguendo la Strada Statale Romea da sud verso nord. La sequenza inizia con il muro difensivo antisbarco a Lido Estensi, proseguendo con piccole fortificazioni a porto Garibaldi e Pomposa, arrivando poi alla Pineta del Fondo e Mesola, le zone più fortificate. La ricerca è stata presentata nel 2012 all’Abbazia di Pomposa e Delizia Estense di Mesola, e al Bitume Photofest.

Francesca Occhi è laureata alla triennale in disegno industriale presso l’Università degli studi della Repubblica di San Marino (IUAV di Venezia) e in grafica delle immagini con indirizzo in fotografia dei Beni Culturali presso l’Isia di Urbino.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2015

Oggi il secondo incontro del corso di bioetica

19 Nov

12219584_1211367165547222_7135847211583065816_nOggi alle ore 16 è in programma il secondo appuntamento del corso “Bioetica: un ponte sul futuro”, coordinato dal prof. F. M. Avato e organizzato dalla Scuola di Medicina – Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara insieme alla Fondazione Zanotti. “La bioetica della ricerca: il fine, i mezzi, il paziente e il ricercatore” è il titolo dell’incontro con Mauro Ferrari, del Methodist Hospital Research Institute di Houston, Texas.

Tutti gli incontri si svolgono nell’Aula Canani in via Fossato di Mortara, 64, Ferrara. Il prossimo appuntamento è in programma giovedì prossimo con Lodovico Balducci e “La bioetica della clinica: casi o persone?”

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2015

Merini e Pasolini, per non dimenticare

19 Nov

Alda_MeriniAllo Spazio d’arte l’Altrove dialogo e confronto su due grandi della poesia

Due grandi protagonisti della letteratura e della cultura nazionale del Novecento saranno al centro dell’incontro in programma oggi alle ore 17 nello Spazio d’arte l’Altrove, in via de’ Romei, 38, sede dell’Associazione Olimpia Morata. “Alda Merini e Pier Paolo Pasolini: dialogo (con il) pubblico per due Grandi da non dimenticare” è il nome dell’evento a cura di Maria Cristina Nascosi Sandri, dell’Associazione, nonché membro della Società Italiana delle Letterate e del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici, con letture poetiche e in prosa curate da Ruben Garbellini, attore, regista e studioso.

Pier Paolo Pasolini (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975) e Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1 novembre 2009) erano nati entrambi nel mese di marzo, e tutti e due sono morti tra l’1 e il 2 di novembre. Due personalità indimenticabili e sostituibili, i cui scritti risultano più che mai attuali e necessari. I due amavano affrontare con una passione viscerale, sempre al limite dello strazio, i grandi temi dell’esistenza umana: la morte, la vita, l’amore e l’odio per la madre, l’amore per i figli, forse anche quelli mai nati: su tutto, un folle amore per la Parola poetica, e per quella divina.

PPPPasolini fu fra i primi critici letterari di grande valore a parlare della “bambina Merini” e del suo volume “La presenza di Orfeo”, con un articolo, nel ‘54, sulla rivista “Paragone” fondata da Roberto Longhi.

Durante l’evento vi sarà anche un omaggio a Giorgio Bassani, amico di entrambi e collega di Pasolini negli anni de “La donna del fiume” di Mario Soldati, e de “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 novembre 2015