
Marcello Darbo nel suo studio
Dopo due anni dall’ultima personale, Vite di frodo, esposta nel suo studio in via della Vittoria, 22/a a Ferrara, e dopo sei anni dalla mostra Dove è pietà alla Galleria del Carbone, Marcello Darbo torna con Rifugi di Umanità, nuova tappa nel percorso personale.
Circa un anno fa l’artista originario di Codigoro ha iniziato a realizzare i dipinti che esporrà da sabato 7 maggio nella Galleria Il vicolo di Bondeno, gestito da Daniele Biancardi, e che ci ha mostrato in anteprima. Opere che rappresentano per lui un punto d’approdo importante, nell’intento di proporre una provocazione positiva su fatti di attualità. Il tema principale scelto per questo progetto artistico riguarda, infatti, i tanti profughi che scappano da guerre e dittature, cercando una nuova vita nel territorio europeo.

Alcune delle opere che saranno in mostra a Bondeno
Una nuova sfida, dunque, per Darbo, che ha scelto di affrontare il tema con una serie di tele di piccole e medie dimensioni dove sagome umane disposte in serie e di un rosso acceso colpiscono per la semplicità e al tempo stesso il carico di passione, vita, dolore e speranza che emanano.
Nel gioco di quiete e tempesta continua, un ritmo innato nella mano del pittore sembra muovere il gesto artistico. Nelle opere in mostra, la denuncia del dolore ignorato pare, infatti, scandita da pause e riprese, da una musica interiore. Una mostra intensa, perciò, che parla di silenzi e frastuoni, calore e indifferenza, e della vita che può nascere anche nella miseria di un esodo, in mezzo al fango, come nel caso del bimbo venuto alla luce lo scorso marzo a Idomeni, in Grecia. E allora Darbo, come a voler omaggiare la sacralità del rito e della casa, al Vicolo esporrà anche un’installazione con la quale riproduce l’elementare servizio da tavola di una festa (un battesimo o un matrimonio), e alcune piccole simil-case tibetane, realizzate impalando tappi colorati di barattoli e bottiglie. Rifugi per l’Umanità, appunto.
Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 maggio 2016
“Khial. Oltre la cognizione del reale” è il nome della personale di pittura di Sima Shafti che viene inaugurata oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 a Ferrara.


Fino a oggi sono visitabili due delle tre personali di Joseph Auquier, curate da Emiliano Rinaldi e Greta Gadda.
Un laboratorio per unire arte e gastronomia è in programma oggi nella sede dell’Associazione Rrose Selavy in via Ripagrande, 46 a Ferrara. A partire dalle 10, Chiara Sgarbi cercherà di proporre un approccio creativo agli alimenti di uso quotidiano, mostrando le riflessioni e le rappresentazioni del cibo nell’arte, letteratura, pubblicità, cinema e nei fumetti. Una giornata, dunque, ricca di proiezioni, letture e soprattutto esercitazioni laboratoriali nelle quali mettersi in gioco divertendosi.
In occasione dell’VIII edizione della Fiera Internazionale del Birdwatching e del Turismo Naturalistico di Comacchio, ieri e venerdì ci sono stati due giornate di aperture gratuite per gli amanti della fotografia naturalistica.
L’artista Elio Talon ha inaugurato ieri la personale “Germoglia” nello spazio bianco adiacente al teatro Ferrara Off in viale Alfonso I d’Este, 13 a Ferrara.