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Al Mondo Agricolo Ferrarese nuovo pomeriggio artistico-culturale

22 Mag

mafOggi a partire dalle 16 nella sede del Mondo Agricolo Ferrarese (MAF) di S. Bartolomeo in Bosco (in via Imperiale, 265) avrà luogo l’evento “Dalle tradizioni rurali a due millenni di storia fra valli e bonifiche ferraresi”. Durante il pomeriggio verrà presentata la mostra di disegni di Fabio Carini dal titolo Sapore antico, che rimarrà in parete fino al 15 giugno.

A seguire si svolgerà la presentazione del volume di Silvano Monti, L’ultimo veterinario di campagna (Pendragon, Bologna, 2015). Ne parlerà, con l’Autore, Gian Paolo Borghi. Inoltre, si svolgerà anche l’incontro culturale “Terre e fiumi: duemila anni di storia fra valli e bonifiche”, con il Gruppo Archeologico Ferrarese e interventi di: Letizia Bassi, Presidente GAF, Attività dei Volontari nel Gruppo Archeologico, e Liviano Palmonari, Vice Presidente GAF, Dal 2007 al 2015: ricognizioni di superficie ed immagini dei saggi di scavo. In conclusione buffet per tutti gli intervenuti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 maggio 2016

Il paesaggio rurale a Schifanoia con Cazzola

12 Mag

250px-FE_Schifanoia_03L’infinita bellezza di Palazzo Schifanoia sollecita di continuo studi e riflessioni. Oggi alle 18.15 nel Salone dei Mesi l’Associazione KoraKoinè promuove in collaborazione con i Musei Civici di Arte Antica di Ferrara l’incontro “Vero e immaginato. Il paesaggio rurale a Schifanoia”. La conferenza sarà tenuta da Franco Cazzola, presidente Deputazione Ferrarese di Storia Patria, e verrà introdotta da Giovanni Sassu, conservatore dei Musei Civici di Arte Antica. In programma anche letture di brani a cura di Annalisa Piva. Il ciclo pittorico di Schifanoia, indiscusso capolavoro dell’arte rinascimentale, è anche uno straordinario documento per la rappresentazione del paesaggio nel XV secolo.

In particolare, verrà ripreso il saggio di Cazzola pubblicato negli anni ’90 nell’Atlante di Schifanoia, grazie alle novità portate alla luce dai recenti restauri.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2016

Le primissime edizioni dell’Orlando Furioso in mostra a Ferrara

30 Apr
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Ludovico Ariosto

“1516-2016. Furioso da cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto” è il nome della mostra bibliografico-documentaria esposta nella Sala Ariosto della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (in via Scienze, 17). L’esposizione è stata pensata in occasione dei cinquecento anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’Orlando Furioso. La mostra, a cura di Mirna Bonazza (conservatore dei Manoscritti e dei Rari) e Arianna Chendi (responsabile delle Acquisizioni del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara), è visitabile, a ingresso libero e grautito, fino al 21 settembre prossimo.

In mostra, tra l’altro, copie dell’immortale opera datate 22 aprile 1516, 1530, 1535, 1540, 1546, 1550, 1556, 1616, 1772. Inoltre, una stupenda edizione del 1828-1829 con cento tavole numerate incise ad acquaforte da Bartolomeo Pinelli, e alcune edizioni di altre opere dell’Ariosto, come “Le rime” e “Satire”. In particolare, Ariosto stampò l’Orlando furioso tre volte a Ferrara: nel 1516, nel 1521 e nel 1532.

Palazzo Paradiso AriosteaInolre, sempre nella Sala Ariosto (che accoglie la Tomba dell’Ariosto, monumento in marmi policromi opera di Giovan Battista Aleotti) è possibile visitare la mostra di ceramica contemporanea, organizzata dal laboratorio creativo “Le mani”. In mostra le opere dei seguenti artisti: Anna Silvia Randi, Claudia Venturini, Domenica Del Bue, Federica Tartari, Francesca Bertaglia, Francesca Fusaroli, Francesco Pinto, Licia Salvaggio, Maria Elena Mantellini, Paola Iannuzzi, Paola Lombardi, Rosie Mence e Valentina Veratti.

Ricordiamo che la Biblioteca Ariostea possiede ben 650 edizioni (fra cui tutte le più antiche e preziose) delle opere dell’Ariosto, e un suo notevole ritratto a olio, non sempre esposto al pubblico. Una grande lapide a lui dedicata si trova, infine, sul pianerottolo dello scalone d’onore, mentre un busto in stucco è posto sopra la porta Sala Cataloghi.

Andrea Musacci

In mostra la vita nei bunker tedeschi nel secondo dopoguerra

25 Apr
Guarnieri e Occhi

Antonella Guarnieri e Francesca Occhi

Negli anni ’50 nel Delta padano più di 300.000 persone vivevano in condizioni disumane, senza acqua potabile, senza una casa, una miseria documentata anche nel film “Delta padano” di Florestano Vancini (1951). Molti di questi disperati decisero quindi di occupare i bunker tedeschi, più di cinquanta fortificazioni tra Lido degli Estensi e Mesola.

Sabato mattina nel Museo del Risorgimento e della Resistenza in c.so Ercole I d’Este, 19 è stata inaugurata una mostra sul tema, in due sezioni: “Memento. I bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” a cura di Francesca Occhi, e “Il Delta nell’immediato dopoguerra. Vita nei bunker e volontà di ricostruzione” a cura di Antonella Guarnieri, responsabile del Museo.

Nella sua sezione la Occhi, attraverso foto e testi, ha cercato di risalire a quel tragico periodo di 60 anni fa, riportando anche un’intervista al costruttore delle fortificazioni, Nino Avanzi. La giovane curatrice ha spiegato come dopo lo sbarco in Sicilia, gli Alleati avevano pensato ad altri sbarchi nel Delta del Po, per poi risalire fino in Germania. Oggi, alcuni bunker sono stati demoliti, altri versano in stato di abbandono, altri ancora, a Mesola, sono rimasti nei cortili di abitazioni costruite successivamente, usati come cantine o magazzini.

Nella sezione della Guarnieri vi sono ritagli di giornali del ‘52 dove si denuncia la terribile situazione di miseria, la vita nei bunker e l’interesse da parte di alcuni politici ed ex partigiani. Per poterli occupare, quelle persone – che vi rimasero dentro fino ai primi anni Sessanta – furono anche costrette a pagare 10 lire al mese di affitto alla Società di Bonifica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 aprile 2016

Doppia mostra per il 25 aprile al Museo della Resistenza

24 Apr

francesca occhiIn occasione delle celebrazioni del 25 aprile il Museo del Risorgimento e della Resistenza ieri mattina ha inaugurato una mostra in due sezioni: “Memento. I bunker della II guerra mondiale nel Delta del Po” a cura di Francesca Occhi, e “Il Delta nell’immediato dopoguerra. Vita nei bunker e volontà di ricostruzione” a cura di Antonella Guarnieri, responsabile del Museo.

Il progetto della Occhi, seguendo il concetto di “museo fuori dal museo”, pone al centro il territorio del Delta del Po, presentato come paesaggio di archeologia militare riferito a un insieme di reperti e tracce presenti in modo diffuso nei Comuni che lo compongono.

Il progetto fotografico documenta il paesaggio bellico della Seconda Guerra Mondiale da Lido Estensi a Mesola, seguendo la Strada Statale Romea da sud verso nord. La sequenza inizia con il muro difensivo antisbarco a Lido Estensi, proseguendo a Porto Garibaldi e Pomposa, arrivando poi alla Pineta del Fondo e Mesola.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 aprile 2016

Nel pomeriggio a San Bartolomeo tanti eventi dedicati a Poggio Renatico

3 Apr

mostra al MAF“Par al strè dal Pûz” (“Per le vie di Poggio”) è il nome della mostra fotografica di Davide Occhilupo che verrà presentata oggi alle 15.30 al Maf – Centro Documentazione Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco (in via Imperiale, 265). La mostra viene inaugurata in occasione della presentazione da parte di Pino Malaguti dei “Quaderni Poggesi – anno 2015”.

Il progetto nasce per documentare e raccontare Poggio Renatico attraverso “gli occhi di un forestiero”. Scorci, paesaggi, edifici o costumi locali, tutto quel che la gente del posto non nota più, diventa il soggetto al quale il fotografo volge il suo obbiettivo, attirato dalle inaspettate differenze, per usi e costumi, con la propria terra d’origine.

L’evento è organizzato da Associazione storico-culturale poggese e Fotoclub Vigarano, col patrocinio della FIAF. La mostra è visitabile fino al 21 aprile, dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12, domenica e festivi dalle 15.30 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 aprile 2016

Domani al MAF di S. Bartolomeo nuovo pomeriggio artistico-culturale

19 Mar

mafDomani alle 15.30 nuovo pomeriggio artistico-culturale al Mondo Agricolo Ferrarese (MAF) di San Bartolomeo in Bosco (via Imperiale, 63). L’evento “Dalla storia sociale ferrarese all’omaggio dialettale a Ludovico Ariosto” vuol essere un incontro culturale tra storia contemporanea e letteratura dialettale ferrarese. Si parte con la presentazione del libro di Magda Beltrami e Mara Guerra, “Legati mani e piedi con rozze funi. Le carte raccontano la pellagra a Ferrara 1859-1933” (Tresogni, Ferrara, 2015), con letture di Letizia Bassi. L’evento è a cura del Centro Archeologico Ferrarese. A seguire, “Omaggio dialettale a “Ludvig”: Ludovico Ariosto e l’Orlando furioso 500 anni dopo”, evento a cura de “Al Tréb dal Tridèl”, nel quale saranno presentate anche alcune incisioni di Vito Tumiati. Inoltre, i partecipanti avranno l’opportunità di ammirare la mostra pittorica di Silvano Crespi, “Il sentimento del paesaggio”, visitabile fino al 28 marzo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 marzo 2016

Nippon Hoso Kyokai, la tv giapponese è a Ferrara

18 Mar
davanti l'home gallery della Brunelli

Foto di Fabrizio Casetti (MLB home gallery)

L’arte, la storia e la gastronomia ferrarese sbarcheranno a maggio sulla TV nazionale giapponese. Fino al 22 marzo, infatti, una troupe della NHK (Nippon Hōsō Kyōkai) attraverserà le strade e le piazze della città per le riprese di un noto programma giapponese, “Passeggiando per le strade e interagendo con le persone” (Sekai fureai machi aruki, in giapponese). Il programma, che va in onda da dieci anni, vuole raccontare tanto la storia quanto la vita quotidiana di Ferrara e di altre città italiane.

davanti home gallery Brunelli

Davanti alla MLB home gallery

Dotati di una steadycam (la videocamera mobile, agganciata al busto dall’operatore) e accompagnati da una traduttrice italiana, i cinque membri della troupe hanno eseguito alcune riprese in via delle Volte, nel Castello Estense (accompagnati dallo storico Francesco Scafuri), a Palazzo Renata di Francia (sede del Rettorato dell’Ateneo), a casa di alcuni studenti universitari (per raccontare anche Ferrara come città studentesca), a Palazzo dei Diamanti e nella home gallery di Maria Livia Brunelli.

nella home gallery della Brunelli

Maria Livia Brunelli nella sua home gallery insieme alla troupe della NHK (Foto di Fabrizio Casetti)

Qui in c.so Ercole I d’Este, 3, la gallerista mercoledì nel primo pomeriggio arrivava davanti all’abitazione in bici (seduta dietro di lei la figlia Lucrezia), mentre il marito Fabrizio attendeva nell’appartamento, dove sono poi proseguite le riprese, effettuate anche nel cortiletto interno del Palazzo cinquecentesco. La troupe ha quindi filmato tutti gli ambienti dell’appartamento, per documentare la bellezza di una casa-galleria.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 18 marzo 2016

“Voci dalle pietre”, domani l’ultimo incontro di approfondimento

17 Mar

generale_4“Da Roma a Ferrara: il sarcofago del Palazzo delle Poste” è il titolo della conferenza in programma domani alle 16.30, tenuto da Chiara Guarnieri, della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, nel Salone delle Carte Geografiche del Museo Archeologico Nazionale, in via XX Settembre, 122 a Ferrara.
Il Palazzo delle Poste in viale Cavour, a ridosso del Castello Estense, fu inaugurato nel 1930. Al suo interno è possibile ammirare lo splendido sarcofago romano del 270-290 d.C., sul quale sono raffigurate le nove muse al cospetto di Apollo e Atena.
L’incontro rappresenta l’ultimo dei sei incontri di approfondimento (due svoltosi a Palazzo Bonacossi, i restanti a Palazzo Costabili, sede del Museo) legati alla mostra “Voci dalle pietre. Marmi romani e bizantini a Ferrara”, visitabile fino a domenica nello stesso Salone delle Carte Geografiche, e allestita, dal 22 gennaio al 19 febbraio, nel Salone d’onore del Palazzo Municipale. Coordinatori della mostra sono Fede Berti, Franco Cazzola, Francesco Guaraldi, Michele Pastore e Aniello Zamboni.
Anche domani, la conferenza sarà preceduta alle ore 16 da una visita guidata e gratuita dell’esposizione, a cura del Gruppo Archeologico Ferrarese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 marzo 2016

La pittura olandese nella Roma del primo Seicento

17 Mar
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“Vocazione di San Matteo”, H. ter Brugghen, 1620.

Martedì scorso, 15 marzo, alle ore 17 nel Salone d’Onore della Pinacoteca, si è svolto un nuovo incontro del ciclo “Il Museo. Dentro e Intorno”. Il Prof. Gert Jan van der Sman, che lavora presso l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte a Firenze e dal 2007 insegna Storia del Disegno e dell’Incisione presso l’Università di Leiden, ha relazionato sulla presenza, nella Roma del primo Seicento, dei pittori olandesi e fiamminghi. L’intervento – dal titolo “Oltre Caravaggio. Pittori olandesi a Roma nel primo Seicento” – è stato introdotto da Maria Pietrogiovanna dell’Università di Padova.

Protagonisti a Roma nel primo Seicento furono infatti soprattutto artisti francesi, o appunto olandesi come Matthijs Bril (1550-1583), Paul Bril (1554-1626), Gerard van Honthorst (1592-1656), Dirck van Baburen (1595-1624), Hendrick ten Brugghen (1588-1629).

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Un momento dell’incontro

Riguardo a Ferrara, van der Sman ha parlato della presenza, nel Quattrocento, di un trittico di Rogier van der Weyden (1399-1464), mentre nell’Oratorio della Santissima Annunziata è presente la “Madonna della cintura” di Lambert van Noort (1520-1571). Infine, a Ferrara, tra il Quattrocento e il Cinquecento, erano presenti più arazzieri che pittori fiamminghi, vista l’abbondanza di quest’ultimi.

Andrea Musacci