Tag Archives: Arte

Il Palazzo Arcivescovile di Ferrara perla dell’architetto romano Mattei

7 Mag

Un libro del professore universitario Ticconi racconta le opere del concittadino «Con il suo scalone d’onore l’edificio è un gioiello purtroppo sottovalutato»

[Qui il mio articolo sul sito de la Nuova Ferrara]

index«Il Palazzo Arcivescovile di Ferrara col suo scalone d’onore è un gioiello assoluto, purtroppo sottovalutato anche qui in città». Nella Ferrara degli Estensi ancora oggi è forte la tentazione di considerare il periodo pontificio come minore rispetto a quello rinascimentale. Così, luoghi come l’Arcivescovado e personalità come quella dell’architetto Tommaso Mattei sono ampiamente sconosciute o, nella migliore delle ipotesi, sottovalutate.
Per ridare il giusto peso a tutto ciò, lo scorso gennaio è uscito il volume Tommaso Mattei 1652-1726. L’opera di un architetto romano tra ’600 e ’700 (Gangemi Editore) di Dimitri Ticconi, professore di storia dell’architettura all’Università La Sapienza di Roma.
Chi era Mattei? Perché il suo lavoro è stato così importante? «Mattei inizia la propria formazione nella bottega di Gian Lorenzo Bernini – spiega Ticconi -, dove lavorava anche il padre orafo, poi si avvicinerà all’architettura diventando collaboratore di Carlo Rainaldi, alla cui morte ne assumerà l’eredità professionale. Nella sua carriera lavorerà, ad esempio, per alcune tra le più importanti famiglie romane, come i Borghese, rielaborando un raffinato decorativismo. Insomma, Mattei ha il merito di traghettare l’architettura dal ’600 al ’700, attraverso un gusto appartenente al primo Rococò romano, ancora barocco e lievemente decorativo».
Allora perché è così poco noto? «In Italia gli studi sulla cultura artistica e architettonica dal tardo ’600 fino agli anni ’30 del ’700, non hanno mai focalizzato un interesse su personalità di rilievo come Mattei, ma solo sulle più note come Carlo Fontana. Negli anni ’60 del secolo scorso ci sono state, in poche nicchie di studi storiografici, alcune personalità che hanno iniziato a recuperare il tardo ’600 e il primo ’700 romano, ma sono rimaste inascoltate. Negli ultimi 25-30 anni si ha un interesse a riscoprire figure come la sua ritenute minori, anche se non vi è ancora una storiografia al riguardo».
Ma Mattei da Roma come giunge a Ferrara? «Vi arriva nel 1717 quando era l’architetto più in auge a Roma, scelto dall’allora arcivescovo di Ferrara, Tommaso Ruffo, che voleva il meglio per ristrutturare il Palazzo Arcivescovile. Mattei porta dunque a Ferrara la sua cultura architettonica, di cui ne è segno lampante ad esempio la facciata, ma con equilibrio. L’opera di Mattei a Ferrara non può dunque essere considerata minore, sconta anche un eccessiva attenzione al periodo degli Estensi, che svaluta – ingiustamente – il periodo pontificio.E nello scalone Mattei ha “portato” a Ferrara, rielaborandolo con squisito decorativismo, una metafora della Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini: varrebbe la pena di venire a Ferrara solo per vedere questo capolavoro assoluto, che ha nulla da invidiare ad altre gemme della città».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 6 maggio 2017

Tutto il mondo in un taccuino: col Festival “Diari di Viaggio” arrivano i reporter del colore

5 Mag

Manifesto-webUn viaggio è un’esperienza personale che segna nel profondo il vissuto di chi lo compie. Ma può diventare anche un’esperienza condivisa nella sua bellezza, e in questo l’arte, in diverse sue espressioni, rappresenta il mezzo ideale per veicolare l’anima del viaggiare. Da questa filosofia cinque anni fa a Ferrara è nata l’Associazione “Autori Diari di Viaggio”, che, come sua attività principale, ma non unica, ha l’organizzazione del Festival Diari di Viaggio, in programma da venerdì a domenica prossimi tra Palazzo della Racchetta, Palazzo Crema e la Galleria del Carbone. Attraverso mostre di carnettisti (da carnet, taccuino o libretto) da tutta Europa, conferenze, workshop per le scuole e non, incontri e due maratone, la nostra città diventerà la patria degli artisti viaggiatori

La 5° edizione del Festival, in programma a Palazzo della Racchetta (via Vaspergolo, 4), Palazzo Crema (via Cairoli, 13) e Galleria del Carbone (via del Carbone, 18/a), dal 2013 richiama da tutta Europa e non solo artisti e appassionati dell’arte di raccontare il viaggio attraverso l’uso dei codici dell’immagine e della parola.

Tante le mostre visitabili nei tre giorni dalle 9 alle 19: a Palazzo Racchetta, oltre alle varie collettive di carnet di viaggio e fotografia, vi sarà “Il viaggio dal punto di vista del fotografo paesaggista” di Andrea Burla, “Couchsurfers – Vivere il mondo viaggiando” di Simone Chiesa e Anna Luciani, “Buen camino peregrino” di Michele Pianeselli, “Černobyl 30 anni dopo” di Nicola Albanese, e “Around the Wall” di Danilo Malatesta. A Palazzo Crema, invece, “Intorno al verde stupore” di Stefano Faravelli, “Il Monferrato tra colline e risaie” di Lorenzo Dotti e “Tutti i segreti del volto umano” di Silvia Cariani. Infine, alla Galleria del Carbone da venerdì è possibile visitare “Ricordi” di Kjell Ekström. In mostra anche carnet storici di Giovanni e Vittorio Biasin.

Diversi anche i workshop: “Gli alberi, poemi scritti con le lettere di foglie” di Stefano Faravelli, “Tutti i segreti del volto – il ritratto” di Silvia Cariani, “Recenti wunderkammer, laboratorio di disegno naturalistico” di Lorenzo Dotti, “Occhiogioco, macchine per disegnare” di Maurizio Pizzo, “Smartphone Photography” di Giorgio Ranù, “Ferrara Social Landascape” a cura dell’Associazione Feedback, “Giochiamo a fare la carta” di Lorenzo Santoni, “Come usare la carta colorata…l’origami” di Maurizio Pizzo, “Disegniamo la città insieme” di Cedrine Bonami e Roberto Cariani. In programma anche sei conferenze con artisti ed esperti.

Abbiamo incontrato Riccardo Martinelli, Presidente dell’Associazione e tra gli organizzatori della rassegna.

In che cosa l’arte del racconto di viaggio trova la sua originalità?

Il carnettista si distingue soprattutto per un aspetto tecnico, in quanto non usa grandi tele ma album dove raccoglie più disegni, coi quali racconta il momento che vive, accompagnandolo spesso con altre tracce del suo viaggio – come può essere il biglietto del museo visitato o dell’autobus preso – e con testimonianze scritte.

Quando e come nascono l’Associazione e il Festival?

Cinque anni fa ci siamo incontrati io, Roberto Cariani, carnettista, Ernesto Sorghi, Paolo Volta, Lidia Moro e altri: vi era la necessità di dar vita a qualcosa che potesse essere significativo per la nostra città, una piccola chicca che merita di essere conosciuta. Nella prima edizione un posto centrale ce l’avevano gli sketchcrawler.

Quali sono le novità rilevanti di questa 5° edizione?

Due su tutte: una bravissima carnettista ferrarese in mostra, Silvia Cariani, e la presenza di molti giovani tra gli artisti.

Nel programma di quest’anno spiccano due maratone…

Sì, rappresentano per Ferrara un’occasione unica per farsi conoscere: vi parteciperanno persone da tutta Europa, che avranno l’opportunità di conoscere la città e di rappresentarla, per poi veicolarla nei loro Paesi d’origine. Vi saranno una circa 70 partecipanti dall’estero, per un totale di circa 300 iscritti. La prima maratona, “La Ferrara nascosta”, la guida Paolo Volta, ed è dedicata alle piccole specificità di Ferrara. L’altra, “La Ferrara bassaniana”, è organizzata insieme a Fondazione Carife e ad Archè, con Silvana Onofri che farà da Cicerone.

Un’attenzione particolare il Festival la rivolge agli studenti…

Quest’anno abbiamo lavorato tantissimo per le scuole, nei percorsi guidati, e con i worskhop, come quello di Maurizio Pozzi dedicato all’origami.

Perché la scelta di omaggiare Iliprandi attraverso il Festival?

Iliprandi, morto lo scorso settembre a 91 anni, è stato un importante designer, e il nostro ispiratore per il nostro Festival fin dalla 1° edizione. Lo ricordiamo inserendo un suo disegno sull’Africa nel manifesto della manifestazione, e allestendo una sua personale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 maggio 2017

 

Orologi diventano opere d’arte

4 Mag

Collettiva ad Argenta, a Ferrara c’è “Acquerelli” di Ektröm

17991484_2264895583735588_9066203967165881163_oLa Galleria del Carbone di Ferrara, diretta da Paolo Volta, questo fine settimana è protagonista di due importanti progetti espositivi. Innanzitutto, oggi alle ore 17.30 al Centro Culturale Mercato di Argenta (in Piazza Marconi) inaugura la mostra collettiva intitolata “Scandito ad arte 2. Suggestioni sulla misurazione del tempo”.
Dopo la prima parte di questo progetto, svoltasi a fine 2014 nella Galleria di via del Carbone, 18/a, ora l’esposizione raddoppia, con dodici artisti, e altrettante opere, oltre alla dozzina di tre anni fa. Creativi di provenienza e tendenze artistiche diverse sono intervenuti trasformando alcuni semplici orologi “industriali” in vere e proprie opere d’arte.
Una forma diversa dal solito per (ri)dare vita e conferire una nuova “destinazione d’uso” a oggetti altrimenti destinati all’oblio.
Il testo introduttivo al catalogo, di Franco Basile, è un contributo poetico alle “suggestioni sul concetto di tempo”, in perfetta sintonia con il sottotitolo della mostra.
In parete vi saranno opere di Lidia Bagnoli, Raoul Beltrame, Paola Bonora, Riccardo Bottazzi, Daniela Carletti, Gianni Cestari, Francesco Cornacchia, Domenico Difilippo, Flavia Franceschini, Gianfranco Goberti, Andrea Gualandri, Gianni Guidi, Stefano Masotti, Marco Moschetti, Gian Paolo Roffi, Lorenzo Romani, Giuseppe Tassinari, Ernesto Terlizzi, Giuliano Trombini, Simone Turra, Vito Tumiati, Gianfranco Vanni, Paolo Volta, Sergio Zanni. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 28 maggio, da martedì a sabato dalle 9.30 alle 12.30, giovedì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30. Chiusura il lunedì.

image

Un’opera di Ektrom

Nella stessa Galleria del Carbone a Ferrara, invece, ieri pomeriggio è stata presentata la personale “Acquerelli”, con opere su carta di Kjell Ektröm, carnettista finlandese che espone le sue opere frutto di innumerevoli viaggi ed altrettanti carnet di viaggio.
La mostra di Ekström vuole essere un’anteprima dell’evento organizzato dall’Associazione Adv (Autori Diari di Viaggio) in occasione del “Ferrara Festival Diari di Viaggio”, in programma dal 5 al 7 maggio tra il Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo e lo Spazio Crema-Fondazione Carife in via Cairoli. Tutta la manifestazione del “Ferrara Festival Diari di Viaggio” gode del Patrocinio del Comune di Ferrara.
La mostra di Kjell Ekstrom rimarrà in parete fino al prossimo 7 maggio con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 29 aprile 2017

Alfredo Pini porta l’arte ferrarese a Vienna

27 Apr
18175596_10212649238928204_1775543419_o

Alfredo Pini a Vienna

Sono 24 i dipinti esposti presso la galleria Trashart di Vienna in occasione della mostra personale di Alfredo Pini dal titolo “Cityazz, Citjazz” , inaugurata lo scorso 21 aprile e in parete fino al prossimo 11 maggio. Si tratta di opere eseguite tra il 2014 e il 2016, raffiguranti immagini di città e musicisti jazz. In tutti i dipinti di Pini prevale un’idea di movimento, intesa non soltanto come azione ma anche come metafora di trasformazione inarrestabile di una società che cambia a ritmi frenetici. Allora ci si deve fermare a pensare, a meditare, l’uomo ha necessità di riappropriarsi del proprio tempo e dedicare spazio a se stesso: a questo punto nella pittura di Pini intervengono, come valida metafora a sottolineare questo concetto, i musicisti jazz.

18191691_10212649238848202_143298335_n

Un momento dell’inaugurazione

Opere, quindi, non soltanto ispirate dalla musica, ma capaci di raccontare e raccontarsi nella duplice veste emozionale legata sia alla musica in sé sia al concetto intimista attribuitogli dall’artista. Le pennellate veloci, sicure quasi fossero sciabolate di colore, le sgocciolature, il dripping sapientemente dosato, la vernice a spray, contribuiscono a suscitare un’idea di estemporanea freschezza di una pittura emozionale, carica di suggestioni di estrema contemporaneità.

(comunicato redatto dallo stesso artista)

Gli specchi profondi di Daniele Basso in mostra ad Argenta

26 Apr
basso con una sua opera

Daniele Basso ad Argenta

L’opera d’arte come specchio che, in senso fisico e figurato, riflette pulsioni, tensioni, desideri profondi. È una mostra di primissimo livello “Reflections” di Daniele Basso, inaugurata sabato ad Argenta in quattro sedi, Centro Mercato, Teatro dei Fluttuanti, Centro Culturale Cappuccini e Duomo, e visitabile fino al 28 maggio. 19 installazioni esaustive del percorso di Basso, per questa sua prima personale in Italia dopo quelle a New York e San Pietroburgo. Sculture perlopiù in acciaio a specchio, per un progetto sul tema della coscienza e dell’identità individuale e collettiva. Per riflettere, interpretare e dare forma e sostanza alle pieghe della nostra identità in una società liquida, Basso presenta le molteplici facce del reale, la gioia e la fantasia di un volto di bambino, il futuro insito in una maternità, il librarsi di un volatile o di un corpo femminile nudo.

artista, curatori, organizzatori e assessore

Basso, Finiguerra e gli organizzatori dell’esposizione argentana

Colpisce, dunque, il contrasto tra le sfaccettature poliformi delle varie superfici rifrangenti e la tensione, sempre presente, verso l’alto, una trascendenza materica e spirituale, ben espressa nella serie delle città (“Vertical Reflection”) o nel “Cristo Ritorto” presente in Duomo (unica opera inedita insieme a “Bimbo”). Uno slancio creativo e umano, dunque, «significato autentico di cos’è arte», ha commentato l’Assessore alla Cultura Giulia Cillani, che ha anche elogiato «la qualità tecnica unita al forte impatto emozionale, che speriamo richiamino anche pubblico fuori Argenta». Irene Finiguerra, curatrice della mostra, ha invece spiegato come «abbiamo allestito le opere in luoghi della quotidianità, perché pensiamo che l’arte sia vita».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 07 maggio 2017

Tra aria e acqua l’arte continua a essere in vetrina

22 Apr
fabula

Il gruppo di Fabula con le opere della Lamberti

“Sulle arie, sulle acque, sui luoghi” di Lucia Lamberti, che inaugura oggi alle 18 a Fabula Fine Art in via del Podestà, 11 a Ferrara, è la mostra di punta di questo fine settimana. Fabula, diretta da Giorgio Cattani, sceglie, dopo due esposizioni tra l’astratto e il concettuale, il ritorno alla figurazione con questo progetto della Lamberti, salernitana classe 1973, curato da Maria Letizia Paiato e in parete fino al 31 maggio. Una trentina di opere di serie diverse, una delle quali inedita, che hanno come soggetti dirigibili, navi da guerra, porti di città del nostro continente. Così l’artista attraverso un lavoro di ricerca negli archivi (fase concettuale) permette a mondi del passato di riaffiorare, come, nella serie delle città sull’acqua, il paesaggio“reale” del presente si specchia nella propria immagine storica, che riemerge“riflessa” nello specchio d’acqua del fiume. La narrazione pittorica della Lamberti è dunque viaggio, attrazione verso un oltre e al tempo stesso richiamo a un approdo originario.
Sempre oggi alle 18 inaugura “Anti-Logica” di Enrico Pambianchi nel duplice spazio di Gavioli Paolo Arredamenti (c.so Porta Mare, 8) e Hotel Annunziata (Piazza Repubblica, 5) a Ferrara. Si tratta di un’antologica che raccoglie 24 opere in un percorso apparentemente disarmonico. La mostra, visitabile fino al 22 giugno, è organizzata da Centro Studi Dante Bighi e Archivio Pambianchi e curata da Maurizio Bonizzi e Elena Bertelli.
Alle 17.30, invece, nel Liceo Dosso Dossi (via Bersaglieri del Po, 5/b) viene presentata “Paint e pixel” di Roberto Selmi e Marco Sgalla, tra pittura e arte digitale, in parete fino al 7 maggio.
Alle 19.45 vi sarà la chiusura della mostra di Cristina Maravacchio nel foyer del Teatro Nuovo di Ferrara, con degustazione di vini dell’enoteca Botrytis.

mostra Pambianchi

Un’opera di Enrico Pambianchi

Fuori città, “Reflections” è il nome dell’esposizione di Daniele Basso che inaugura oggi alle 18.30 ad Argenta in tre spazi, Centro Culturale Mercato, Teatro dei Fluttuanti e Centro Culturale Cappuccini, curata da Irene Finiguerra ed esposta fino al 28 maggio.
Oggi alle 11 nella Palazzina del Turismo dell’Abbazia di Pomposa inaugura la mostra dell’illustratrice Daniela Costa, “Così parlo io…”, visitabile fino al 21 maggio tutti i giorni, 9.30/13 e 15/18.30. Alle 16 a Portomaggiore il Centro Sociale “Le Contrade” di via Carducci, 11 inaugura la mostra dei lavori dei corsi di pittura 2016/2017.
Domani alle 17.30, per la personale di Daniele Degli Angeli alla Galleria del Carbone di Ferrara è previsto un incontro con l’autore, mentre alle 18 alla Porta degli Angeli, inaugurazione della mostra di Andrea Penzo e Cristina Fiore, visitabile fino al 1° maggio. Sempre domani, dalle 15 alle 19, è possibile visitare la mostra fotografica “Il risveglio di Ferrara”, allestita nell’emporio “Il Mantello” in via Mura di Porta Po, 9 a Ferrara, organizzata da studenti dell’Istituto “Vittorio Bachelet” come progetto di alternanza scuola-lavoro. Le foto di Nicole Capriati e Gianluca Giordani a fine giornata saranno messe all’asta e parte del ricavato devoluto al Mantello.
Fuori città, al Mondo Agricolo Ferrarese di San Bartolomeo in Bosco (via Imperiale, 265) domani alle 16 avrà luogo la presentazione della mostra fotografica e del catalogo di Antonella Stasi e Davide Occhilupo, “Oltre al mare… Manciate di Secoli”, in parete fino al 2 maggio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 aprile 2017

Un fine settimana d’arte nelle gallerie in centro e fuori città

12 Apr
carbone

Un’opera alla Galleria del Carbone

Un altro fine settimana ricco di inaugurazioni attende Ferrara o vede protagonisti creativi ferraresi fuori città.
“Prima del tutto” è la personale di Daniele Degli Angeli che inaugura oggi alle 18 nella Galleria del carbone in vicolo del Carbone, 18/a, Ferrara. La mostra dell’artista cesenate, preparata appositamente per il Carbone, propone acrilici su tavola che appaiono come finestre che si aprono in un mondo altro. La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile dal mercoledì al venerdì 17-20, sabato e festivi 11-12.30 e 17-20.
La galleria Mazzacurati Fine Art, in corso Martiri della Libertà, 75, sempre oggi, stesso orario, inaugura la collettiva degli artisti della street art e del mondo dei graffiti. Fino al 31 maggio sarà possibile ammirare i lavori realizzati dagli anni ’80 ad oggi di Keith Haring, Crash, Lady Pink, Toxic, Daze, LA II, Ronnie Cutrone, Blek le Rat e Futura 2000.
Oggi, sempre alle 18, Silvia Camporesi presenta, invece, “Atlas Italiae: Tabula Ferrarense cento anni dopo Giorgio Bassani” nella MLB Maria Livia Brunelli home gallery in corso Ercole I d’Este, 3.
Proseguendo, alle 17.30 nell’Hotel Carlton in Piazza Sacrati verrà presentata la mostra fotografica “Urban Landscapes” di Enrique Olvera, mentre fuori città, alla stessa ora, nella Galleria Il Ponte in via Ponte Nuovo 23/h a Pieve di Cento inaugura “Thàuma” di Angelo Palazzini. Sempre oggi, stessa ora, Vito Tumiati inaugura la personale di pastelli e incisioni nello studio d’arte GS di Lendinara (RO) in via G. B. Conti, 38, visitabile fino al 25 aprile dal mercoledì al sabato dalle 16.30 alle 19. Sempre Tumiati è presente da oggi, fino al 30 aprile, nella collettiva “L’impronta e il segno” al Palazzo Ducale di Revere (Mn),
Proseguendo, oggi alle 16 nel Museo dei Grandi Fiumi in Piazzale San Bartolomeo, 18 a Rovigo inaugura la collettiva “Percorsi d’anima”, alla quale partecipa anche Alberta Silvana Grilanda, organizzata da UILDM. Domani, invece, dalle 16 a Villa Bighi a Copparo (via Marino Carletti, 110) viene inaugurata la mostra fotografica dei vincitori e dei menzionati del contest mensile di marzo “Arti e mestieri”, mentre fino a oggi alle 18 a Milano è possibile visitare la collettiva “Arte e design” nella Neoclassica gallery di via San Maurilio, 20, nella quale è presente anche l’artista centese Federica Cipriani.

mazzacurati

Un’opera da Mazzacurati Fine Art

Ricordiamo anche che da ieri, fino al 17 aprile, alla Porta degli Angeli di Ferrara è possibile visitare la collettiva “Sebastiano Inedito” a cura di Lucio Scardino, con opere di Andrea Amaducci, Gianni Bellini, Carlo Bertocci, Giacomo Brini, Daniele Cestari, Marcello Darbo, Alfredo Filippini, Luca Ghetti, Laura Govoni, Claudio Monnini, Pietro Moretti, Duilio Nalin, Matteo Nannini, Impero Nigiani, Massimo Pierangeli, Alejandro Ventura, Graziano Villani, Luca Zarattini. Fino al 22 aprile, infine, nel Teatro Nuovo di Ferrara (Piazza Trento e Trieste) è possibile visitare la mostra della pittrice Cristina Mavaracchio, curata dallo Studio l’Altrove.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 aprile 2017

L’artista Gualandi sbarca a Milano e abbraccia Felisi

6 Apr
3398_669c466f76282e58f987ceb1688e0722

Carlo Bassi e Claudio Gualandi a Milano

Un artista ferrarese è tra i protagonisti degli eventi espositivi collaterali al Salone del Mobile di Milano. Stiamo parlando di Claudio Gualandi, che con la sua personale “Souvenir d’Italie” allestita nel punto vendita Felisi in via Fiori Chiari, sta conquistando sempre più il cuore dei milanesi. Nella mattinata di martedì l’esposizione è stata inaugurata alla presenza dell’artista, accompagnato dalla moglie Linda Mazzoni, di Anna Lisa Felloni, proprietaria di Felisi, venuta appositamente da Ferrara insieme allo stilista Domenico Bertolani, a Chiara Biasini e Caterina Dondi.
A sorpresa ha partecipato al vernissage anche il noto architetto ferrarese Carlo Bassi, residente a Milano ma nostalgico della sua città natia. Molti anche i giornalisti presenti, in particolare di testate di moda nazionali come MF Fashion e Fashion Magazine, a coronamento di un successo meritato, ancora più in risalto in quanto parte di Fuorisalone, il programma di eventi ed esposizioni di contorno al Salone internazionale in programma fino a domenica nella città meneghina.
Tra i partecipanti al vernissage, tutti conquistati dallo stile unico di Gualandi e dai monumenti ferraresi da lui rappresentati, vi era anche il noto scultore e designer Gaetano Pesce, che venerdì scorso a due passi da via Fiori Chiari ha inaugurato, insieme, tra gli altri, a Vittorio Sgarbi, la propria monumentale scultura intitolata “Maestà tradita”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 aprile 2017

Scutellari espone da Cloister

5 Apr

3398_83bf477b2e678d60e49902232b15f61c[Sotto l’articolo, alcune immagini dell’esposizione]

Si intitola “Il segno e la forma” la nuova esposizione che inaugura oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister di Ferrara (in corso Porta Reno, 45).
In mostra, opere di Giulio Scutellari, artista ferrarese classe ’74. Scutellari si diploma nel ’94 all’Istituto d’arte Dosso Dossi di Ferrara, e successivamente frequenta lo studio del pittore Pistoiese Max Loy. Laureatosi nel 2002 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in “Scenografia”, in seguito frequenta il corso di pittura di scena, autorizzato dalla Regione Veneto, e il corso di tecnico teatrale promosso dal Rossini Opera Festival. Fin dal 2002 collabora con continuità, presso teatri di tradizione ed enti lirici, in qualità di tecnico di palcoscenico.
La mostra sarà visitabile fino al prossimo 29 aprile da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 19.30.
L’amore per l’arte, il teatro, il corpo umano, lo portano ad un continuo studio e ad una attenta progettazione di corpi e di spazi. Il segno è l’assoluto protagonista nella produzione di questo giovane artista che riempie nitidi spazi, con campiture ad acquerello, ottenendo una pulizia grafica e un’immediata carica espressiva nella precisione formale.
Attualmente Scutellari collabora con Teatri di Tradizione ed enti Lirici Italiani, quali il Teatro Comunale di Ferrara, il Teatro Regio di Parma e la Fondazione Arena di Verona.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 aprile 2017

Le foto raccontano Bassani e la difesa della storia

5 Apr

In parete alla MLB home gallery il progetto della forlivese Camporesi dedicato a luoghi abbandonati

3398_8f70c6d030e518a96d0a3994b968e692

Ex stazione dei treni di Bondeno

Il Bassani dell’impegno in difesa del patrimonio artistico e naturale, come fonte d’ispirazione per un rinnovato progetto artistico. Silvia Camporesi, una delle più apprezzate fotografe italiane, torna nella Maria Livia Brunelli home gallery di Ferrara, con una mostra originale, la cui parte inedita è dedicata a quattro luoghi abbandonati del nostro territorio. “Atlas Italiae: Tabula Ferrarense cento anni dopo Giorgio Bassani” è il nome dell’esposizione della fotografa forlivese che verrà inaugurata sabato 8 aprile alle 18, e rimarrà in parete nella home gallery di corso Ercole I d’Este, 3 fino al prossimo 8 ottobre. “Atlas Italiae” è il nome del volume fotografico edito nel 2015 in cui l’artista ha raccolto 112 foto di 70 luoghi abbandonati lungo tutta la Penisola.
In mostra, dunque, sulla parete centrale della galleria fotografie stampate in bianco e nero e poi colorate a mano, per un lavoro di studio, ricerca e viaggio durato circa due anni. La Camporesi ritorna, dunque, a Ferrara, più di un anno dopo la presentazione di “Atlas Italiae” dalla Brunelli nel febbraio 2016: in occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Bassani (04 marzo 1916 – 13 aprile 2000), intende, così, omaggiare a un tempo lo scrittore e la sua città. Le abbiamo rivolto alcune domande sulla mostra.

Silvia Camporesi

Silvia Camporesi

A Ferrara presenterai un “Atlas italiae” rinnovato: cosa rimane del vecchio progetto, e cosa c’è invece di nuovo?
Esporrò una selezione di 15 opere tra le tante pubblicate, oltre a quattro inediti riguardanti altrettanti luoghi abbandonati di Ferrara e provincia. Per la precisione, l’ex stazione dei treni di Bondeno, il manicomio infantile di Aguscello, una villa di Ferrara, che stanno per ristrutturare, e l’ex Eridania di Codigoro: sono tutte foto inedite, non presenti nel libro.
Perché hai scelto Bassani per raccontare questi luoghi ferraresi?
L’ho scelto per il legame sentimentale che mi lega a lui, in particolare nel suo lavoro per Italia Nostra. Ho visitato i luoghi “ferraresi” di Bassani, quelli della sua vita e della sua produzione letteraria, ma non ne ho trovati che mi soddisfacessero a livello fotografico. E, in più, quello sui luoghi bassaniani è un lavoro già fatto, e non poco, in passato. Ho preferito riprendere l’impegno di Bassani sull’ “Italia da salvare” [titolo dell’omonimo libro con gli scritti di Bassani sul tema, ndr].
Queste foto ferraresi quando le hai scattate? Il territorio di Ferrara non è presente nel progetto di “Atlas Italiae”?
Sono scatti che ho realizzato in periodi diversi. In “Atlas Italiae” è presente uno scatto dell’ex Eridania di Codigoro, diverso però da quello che esporrò nella MLB gallery.

Infine, ricordiamo che la Camporesi non è nuova ad omaggi a illustri ferraresi: infatti, sempre nella gallery di corso Ercole I D’Este, tra fine 2015 e inizio 2016 ha esposto “Le citta del pensiero. Un’indagine metafisica” ispirata a de Chirico, mentre nel 2012 ha presentato “Qualche volta, di notte. Omaggio ad Antonioni”, per il centenario della nascita del regista.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 aprile 2017