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I diari di Terzani e il blues di Formignani chiudono la rassegna

19 Lug

Tiziano_TerzaniDomani sera si concluderà la rassegna “Grattacielo in Centro”, che anche quest’anno ha proposto una rassegna di spettacoli teatrali e musicali. Stasera alle 21.30 sarà presentato “Un’idea di destino”, i diari di Tiziano Terzani. Saranno Daniele Lugli e le letture di Fabio Mangolini a raccontare questa raccolta di scritti tratti dai diari degli ultimi vent’anni di Tiziano Terzani, di cui ricorre il decennale della morte. Domani, invece, vi sarà il concerto di “Double Neck – Roberto Formignani e Lorenzo Pieragnoli duo”. Il repertorio, che spazia dal country, al bluegrass, al blues, al flamenco, vede molti brani composti dallo stesso Formignani e classici rivisitati e arrangiati per chitarra come colonne sonore e brani fondamentali per la storia di questo strumento.

Le iniziative estive nel Quartiere Giardino sono organizzate dal Centro di Mediazione – Ferrara Città Solidale e Sicura, dall’Assessorato Comunicazione, Lavori Pubblici e Palio, Sicurezza Urbana, Mobilità, Protezione Civile; dall’Assessorato Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari; dall’Assessorato alla Cultura, Turismo, Personale, Giovani, Città Universitaria.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 luglio 2014

«Porta degli Angeli, struttura che merita continuità»

18 Lug

Alberto SquarciaA fine agosto, dopo quattro anni di eventi, la Rete di associazioni RTA non gestirà più la Porta degli Angeli, lungo le mura settentrionali della città. La Rete – composta da Stileitalico, Yoruba, Ferrara Video&Arte, Cantiere delle Idee Chiare e Sfuse, Arch’è – non ha infatti partecipato al bando comunale scaduto il 30 giugno scorso. Abbiamo incontrato Alberto Squarcia, Presidente sia di RTA sia di Stileitalico per fare un bilancio di questi anni.

Com’era nata l’idea di creare una Rete per le attività alla Porta ?

Nel 2010 la Circoscrizione 1, con Presidente Girolamo Calò, ha indetto un bando pubblico per la gestione della Porta. Ho quindi riunito sei associazioni e ci siamo presentati con un progetto, che ha vinto e la Porta degli Angeli ci è stata assegnata a titolo gratuito. Per fortuna, ho ottenuto la sponsorizzazione di una Assicurazione primaria e la Circoscrizione ci ha sostenuto, rinnovandoci anche il contratto di altri due anni.

Qual è il bilancio al termine di questi quattro anni?

Dopo quattro anni di attività continua e non-profit finiremo il nostro mandato ad agosto con 53 mostre realizzate e un numero altissimo di performances, conferenze e presentazione di libri. La RTA ha prodotto cultura e arte di alto livello a basso costo, presentando ottimi artisti, più o meno giovani. Ci possiamo considerare estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti.10338860_683106648392182_3418438603345090569_n

Quali difficoltà avete incontrato?

Il problema principale è stato quello economico. Per fare cultura i soldi servono. Stileitalico auspica che, vista l’attività svolta e la qualità della stessa, il Comune possa identificare un’altra location espositiva da assegnarle, per dare continuità ad un progetto che non sarebbe giusto interrompere.

Perché Stileitalico non si è ripresentata per il bando?

Stileitalico non si ripresenta in quanto l’assegnazione della Porta non è più a titolo gratuito, ma prevede degli oneri da parte dei vincitori (affitto, assicurazione ecc.) che, anche se contenuti, nessuno di noi si può impegnare a sostenere. Gli oneri richiesti contrastano, infatti, con la scelta di non far pagare nulla agli artisti invitati, e quindi con l’idea di  agire senza scopi di lucro.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 luglio 2014

Domenica l’ultimo atto della rassegna “Grattacielo in centro”

18 Lug

Tiziano_TerzaniDomenica sera si concluderà la rassegna “Grattacielo in Centro”, che anche quest’anno ha proposto una rassegna di spettacoli teatrali e musicali. Domani sera alle 21.30 sarà presentato “Un’idea di destino”, i diari di Tiziano Terzani. Saranno Daniele Lugli e le letture di Fabio Mangolini a raccontare questa raccolta di scritti tratti dai diari degli ultimi vent’anni di Tiziano Terzani, di cui ricorre il decennale della morte. Domenica, invece, vi sarà il concerto di “Double Neck – Roberto Formignani e Lorenzo Pieragnoli duo”. Il repertorio, che spazia dal country, al bluegrass, al blues, al flamenco, vede molti brani composti dallo stesso Formignani e da classici rivisitati e arrangiati per chitarra come colonne sonore e brani fondamentali per la storia di questo strumento.

Le iniziative estive nel Quartiere Giardino sono organizzate dal Centro di Mediazione – Ferrara Città Solidale e Sicura, dall’Assessorato Comunicazione, Lavori Pubblici e Palio, Sicurezza Urbana, Mobilità, Protezione Civile; dall’Assessorato Sanità, Servizi alla Persona, Politiche Familiari; dall’Assessorato alla Cultura, Turismo, Personale, Giovani, Città Universitaria.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 luglio 2014

Sentinelle, Martinucci contento: faremo il bis il prossimo ottobre

30 Giu

IMG-20140629-WA0014Dopo un’ora passata a discutere con chi contestava l’iniziativa, Carlo Martinucci, portavoce delle “Sentinelle in piedi” si dichiara contento per le circa 150 persone presenti ma “dispiaciuto per le interferenze alla veglia”, in quanto “è fastidioso che qui come in altre città italiane le Sentinelle non possano manifestare liberamente, senza essere disturbate”. Martinucci ci riferisce che alcuni dei giovani che hanno disturbato la veglia “mi hanno esplicitamente detto che considerano omofobo chi come noi crede che l’unico matrimonio sia quello tra un uomo e una donna ed è contrario all’adozioni per coppie gay”.

Ciò, continua Martinucci, è un esempio concreto dei rischi che il ddlIMG-20140629-WA0006 Scalfarotto può portare in termini di libertà d’espressione, “ddl che quindi serve solo a tacere chi la pensa come noi”. Le Sentinelle quindi anche a Ferrara “danno fastidio a molti, nonostante noi stessi condanniamo da sempre ogni forma di violenza nei confronti degli omosessuali”. Nella nostra città, conclude Martinucci, il prossimo appuntamento con le Sentinelle sarà probabilmente ad ottobre.

 

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara del 29 giugno 2014

Dopo le polemiche, alle 18 la silenziosa protesta delle Sentinelle

28 Giu

10456017_810812315629910_1805692632478295370_nProprio un anno fa, il 25 giugno, in Francia nasceva una nuova forma di resistenza non-violenta, quella dei “Veilleurs Debout” (Vigilanti in piedi), in opposizione alla  legge Taubira del Governo Hollande che equipara i matrimoni omosessuali a quelli eterosessuali. Da luglio 2013 questo “metodo” o “stile” di protesta, come lo definiscono gli organizzatori, ha invaso anche le piazze di molte città italiane, traducendosi nelle “Sentinelle in piedi”. Oggi dalle 18 alle 19 questa forma di protesta avrà luogo anche in p.zza Trento e Trieste a Ferrara. Le persone che aderiscono a questa rete apartitica e aconfessionale – normali cittadini di ogni età ed estrazione sociale – sostano in piedi, in silenzio e a distanza di due metri l’uno dall’altro, spesso leggendo un libro. In particolare, le veglie delle “Sentinelle in Piedi” nascono in difesa della libertà di espressione messa in discussione dal ddl Scalfarotto, già approvato dalla Camera e ora al Senato. “Presentato come necessario per fermare atti di violenza e aggressione nei confronti di persone con tendenze omosessuali, il testo – dicono gli organizzatori – è invece fortemente liberticida in quanto non specifica cosa si intende per omofobia lasciando al giudice la facoltà di distinguere tra un episodio di discriminazione e una semplice opinione”. Solamente facendo rifermento ad un modello di famiglia fondato sull’unione tra un uomo ed una donna, o essendo contrari all’adozione di bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso, si rischia, nel caso il ddl diventi legge, di essere denunciati e incarcerati fino a un anno e sei mesi di carcere.

Andrea Musacci

(Foto della veglia di Roma tratta dalla pagina Facebook “Sentinelle In Piedi”)

Dalla Boari la vita di Adriana Valles

27 Giu

le-orme-dell-orso-htmlOggi alle 19 al Circolo dei Negozianti, a Palazzo Roverella in C.so Giovecca, 47 a Ferrara, vi sarà l’ottava presentazione del romanzo di Francesca Boari, “Le orme dell’orso”. L’opera della Boari racconta alcune vicende fondamentali della vita di Adriana Valles, fondatrice del salone Valles parrucchieri. Attraverso uno stile passionale e mai scontato, la Boari racconta dell’abbandono e della riscoperta, dell’angoscia e della bellezza che hanno dominato la vita della Valles. Attraverso un cammino di fede, le vicende narrate portano a un perdono che sembrava impossibile, alla riscoperta di sé.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 giugno 2014

La Gerontocrazia di Catani. Oggi si presenta il libro all’IBS

23 Giu

5664400Oggi alle 17.30 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste a Ferrara, Sandro Catani presenterà il suo “Gerontocrazia. Il sistema economico che paralizza l’Italia”, appena uscito per Garzanti. Insieme all’autore interverranno Stefano Zambon, Beppe Cova e Monica Talmelli. Il libro affronta il tema, finora poco approfondito, di quelle quattrocento persone ai vertici del potere economico italiano: le principali banche e assicurazioni, le imprese quotate alla Borsa di Milano, le aziende pubbliche, i vertici del sistema cooperativo, i grandi studi legali, le società di consulenza strategica. Queste persone sono accomunate da alcune caratteristiche: sono maschi, hanno molti incarichi e guadagni molto elevati e la loro età media è prossima ai 70 anni. Essi, secondo l’autore, rappresentano un sistema bloccato “in cui le relazioni contano più del merito, il ricambio generazionale procede lentamente e solo per cooptazione, e il nepotismo rappresenta una pratica comune e accettata”. Il libro accompagna a questa triste situazione esempi di leader illuminati del presente e del passato, capaci di innovare e competere, vincendo, sul mercato globale, con uno sguardo ai giovani e alle donne.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 giugno 2014

Dall’assenza di Dio alla verità nella speranza. Testo intervento presentazione “Il sangue di Abele”, 17/06/2014.

18 Giu

Il-sangue-di-abele-frontIeri sera, 17 giugno, sono stato invitato a relazionare per la presentazione del libro di Padre Zef Pllumi, “Il sangue di Abele”, curato da Keda Kaceli.

Tra i relatori, oltre a me, era presente la stessa Kaceli, Fausto Tagliani e Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Don Massimo Manservigi ha introdotto la serata.

Questo il testo del mio intervento.

“Buonasera a tutti. Ringrazio innanzitutto Don Manservigi, Mons. Negri e Keda Kaceli per avermi invitato stasera.

C’è un grido che esce istintivo dalla bocca di Padre Zef: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», lo stesso grido di Gesù sulla croce (Mt 27,46). E in effetti il racconto di quegli anni nell’Albania comunista sembra dimostrare in modo netto la vittoria, il dominio del male, del maligno, attraverso una visione materialista e nichilista dell’uomo. Uomo che – come nei campi di concentramento nazisti o in quelli staliniani – è ridotto a pura materia inerme, a mero oggetto da chi aveva – per usare le parole di Hannah Arendt – una «pretesa di dominio assoluto sull’uomo» (“Le origini del totalitarismo”, 599). È il male radicale, insomma. Sembra che Dio sia assente, lontano, silente.

Tanti sono gli esempi che potrei fare, descritti con coraggio e precisione nel libro: ribelli anticomunisti bruciati vivi nei fienili, le unghie dei prigionieri strappate con delle tenaglie, altri prigionieri costretti a bere la propria urina per non morir di sete, altri ancora sepolti vivi nel fango, l’uso di scariche elettriche…e mi fermo qui, ma c’è anche di peggio…«Per me tutto era solo buio e tenebra» (130), dice Padre Zef a un certo punto del libro.

Sono situazioni disumane che molti cristiani hanno vissuto e vivono ancora oggi. Alcuni cristiani, come ha ricordato Papa Francesco lo scorso 4 marzo durante un’omelia a Santa Marta, infatti ancora oggi semplicemente «sono condannati perché hanno una Bibbia. Non possono [nemmeno] fare il segno della croce».

Solo poche settimane fa l’associazione “Open Doors” (ong nata negli USA) ha pubblicato l’ennesimo rapporto sulle persecuzioni anticristiane nel mondo in un periodo di tempo limitato – dal primo novembre 2012 al 31 marzo 2014. Complessivamente, in un lasso di tempo di soli 17 mesi, nel mondo sono stati 5.479 i fedeli cristiani uccisi, con una media di 322 al mese. Tra chiese, negozi e abitazioni si contano 3.641 edifici distrutti e 13.120 atti di violenza…e c’è da considerare che queste stime sono al ribasso e non considerano paesi quasi inaccessibili dove le persecuzioni sono difficili da quantificare come Corea del Nord, Eritrea, Iran e Cina.

Anche in Occidente sempre di più cresce un ‘fastidio’ verso i cristiani, verso le radici più profonde della nostra cultura – italiana, europea e occidentale. Esistono cioè anche modi ‘non violenti’ per sradicare la religione da un popolo, da una terra, da una storia. Non voglio dilungarmi troppo su questo punto ma cito solo un passaggio – emblematico – di un’intervista rilasciata pochi mesi fa da Paolo Flores d’Arcais, filosofo e direttore della rivista MicroMega: «Va negato radicalmente – dice Flores d’Arcais – e in modo sistematico ogni ruolo pubblico delle religioni nella democrazia, perché qualsiasi [loro] ruolo pubblico minaccia e mette a repentaglio elementi essenziali del sistema democratico». Egli auspica, di conseguenza, per Dio l’«esilio dorato nella sfera privata della coscienza». Benedetto XVI in “Deus caritas est” (2009) definiva questo umanesimo che esclude Dio un«umanesimo disumano».

Eppure, nonostante tutto, tante persone come Padre Zef e come tanti cattolici albanesi, di cui il libro parla, hanno continuato fino all’ultimo a testimoniare la propria fede, non hanno abdicato al ‘pensiero unico’ che il Potere imponeva loro. Hanno, cioè, al contrario di Pilato, continuato a porsi la domanda «Che cos’è la verità?» (Giovanni 18,38). Invece, secondo molti oggi la ricerca della verità è diventata qualcosa di futile o di pericoloso per il vivere comune. La verità impaurisce il Potere, il Potere di quegli uomini che si credono Dio.

La ricerca della verità però non può non essere collegata al concetto di speranza. San Paolo, nella “Prima lettera ai Tessalonicesi” (4,13), dice loro: Non dovete «affliggervi come gli altri che non hanno speranza». La speranza, insomma, sembra poter vincere, sembra poter avere l’ultima parola sul Male.

Trattando dei primi martiri della chiesa, Benedetto XVI nell’enciclica “Spe Salvi”, parla di due basi, di due sostanze della vita dell’uomo. Dice che i martiri hanno sopportato le persecuzioni «perché comunque ritenevano questa sostanza materiale [la loro vita terrena], trascurabile. Potevano abbandonarla, perché avevano trovato una ‘base’ [una sostanza] migliore per la loro esistenza – una base – dice Benedetto XVI – che rimane e che nessuno può togliere». Questa ‘base migliore’ è la fede, una fede forte nella verità.

In conclusione,vorrei citare le parole di un giornalista [de La Stampa], Domenico Quirico, rapito il 9 aprile 2013 mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, poi liberato l’8 settembre 2013, dopo cinque mesi di sequestro: dice di aver provato «il silenzio di Dio», ma «essendo io credente, avevo accanto a me qualcosa […]: la presenza di Dio, l’atto semplicissimo del pregare. Questa è stata presente per tutti i 152 giorni della mia detenzione: Dio era lì […], non mi ha mai abbandonato».

Ho finito, grazie a tutti.”

Andrea Musacci

Il Credito Fiscale, soluzione per l’economia italiana

16 Giu

Chi crea moneta“Chi crea la moneta e come? Analisi degli scenari e soluzioni possibili per cittadini e imprese” è il nome dell’incontro pubblico patrocinato dal Comune di Ferrara e promosso da un gruppo di cittadini e dalla Comunità Emmaus di S. Nicolò (Fe) svoltosi venerdì sera. Nella sala San Francesco in piazza San Francesco, 7 a Ferrara gli economisti Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi, hanno presentato il loro libro “La soluzione per l’euro. 200 miliardi per rimettere in moto l’economia italiana” (Ed. Hoepli, 2014). L’Italia, secondo Cattaneo, oggi dovrebbe sfruttare “quel poco di sovranità monetaria che ancora le è rimasta.” Citando il grande economista Keynes, “lo Stato in periodi di crisi come l’attuale – ha proseguito – deve agire, aumentando il potere d’acquisto, deve insomma emettere moneta, o con investimenti diretti o dando soldi ai cittadini.” La proposta pratica dei due autori è di creare una nuova categoria di titoli di stato, “i Certificati di Credito Fiscale, che sarebbero proporzionali al reddito di chi li riceve”, e utilizzabili per pagare tasse, imposte ecc.

Zibordi ha proseguito spiegando come “questa proposta serva a rimettere 200 miliardi di euro nell’economia italiana non dando, come sempre, soldi al mercato finanziario”. Un’idea che permetterebbe, hanno specificato i due, all’Italia di non uscire dall’eurozona e di conseguenza di non far saltare l’impianto dell’UE.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 giugno 2014

(Nella foto, da sinistra: Marco Cattaneo, Giovanni Zibordi e uno degli organizzatori)

Incontro di economia per la ripresa del Paese

13 Giu

51oHWLcGhOL._SY300_Stasera alle  21 nella sala San Francesco in piazza San Francesco,  7 a Ferrara avrà luogo l’incontro pubblico dal titolo “Chi crea la moneta e come? Analisi degli scenari e soluzioni possibili per cittadini e imprese”, un incontro divulgativo a ingresso libero. Saranno presenti gli economisti Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi, autori del libro “La soluzione per l’euro. 200 miliardi per rimettere in moto l’economia italiana” (Ed. Hoepli, 2014). L’incontro sarà preceduto alle 20.30 da un’introduzione al concetto di moneta e sovranità monetaria a cura degli organizzatori. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Ferrara, è promossa da un gruppo di cittadini ferraresi e dalla Comunità Emmaus di S. Nicolò (Fe) e ha l’obiettivo di diffondere cultura e conoscenza sui temi economici. In particolare, il libro propone di stampare moneta fiscale per creare le basi per una crescita economica del Paese. Uno strumento di sovranità monetaria alternativa che fa discutere. Giovanni Zibordi è già intervenuto a Ferrara lo scorso 22 settembre in un incontro dal titolo “La moneta è pericolosa e il debito è innocuo… e questo è l’errore!”

Per informazioni e comunicazioni: gruppoeconomia.fe@gmail.com .

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 giugno 2014