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In parete a Idearte le copertine artistiche di Mimì Quilici Buzzacchi

13 Feb

Mostra Buzzacchi a IdearteLa mostra degli ingrandimenti digitali in alta definizione delle copertine della “Rivista di Ferrara” (1933-1935) realizzate da Mimì Quilici Buzzacchi (1903 – 1990), verrà inaugurata oggi alle 18 nella Galleria Idearte in via Terranuova, 44 a Ferrara. L’esposizione, visitabile fino al 26 febbraio, è la terza dopo quella nel Salone d’onore del Municipio di Ferrara, dello scorso giugno, e nella Sala Espositiva della Delizia Estense di Belriguardo a Voghiera.

La mostra, che comprende anche le 35 riviste originali (tre, infatti, furono eseguite da altri artisti), è stata curata dall’Associazione Culturale Stileitalico, in collaborazione con Associazione Culturale Pro Art e Ideasalute s.r.l. Le opere digitali con le 32 copertine della “Rivista di Ferrara” saranno cedute a 100 euro ciascuna a totale beneficenza di ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo). Agli acquirenti verrà rilasciata una ricevuta come “contributo liberale” ad ADMO.

A 26 anni dalla scomparsa, gli ideatori vogliono rendere omaggio a Mimì Buzzacchi, una tra le più importanti artiste del panorama ferrarese del ‘900. La mostra è visitabile dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, sabato e domenica su appuntamento.

Andrea Musacci

A Bonacossi incontro sull’antica sede episcopale

12 Feb

bonacossiIn occasione dell’esposizione “Voci dalle pietre”, visitabile nel Salone d’onore del Municipio di Ferrara fino al 19 febbraio, oggi alle 17.30 a Palazzo Bonacossi, in via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara, avrà luogo il secondo incontro di approfondimento sul tema. Sarà il prof. Sauro Gelichi a relazionare su “La sede episcopale di Comacchio, Voghenza e Ferrara nell’alto medioevo”. Il prossimo incontro è in programma alle 16.30 del 26 febbraio, e sarà il Vescovo Mons. Luigi Negri a relazionare, al Museo Archeologico Nazionale, su “La cattedrale nella vita della Chiesa universale e particolare”.

In mostra vi sono diciannove pannelli per presentare e far conoscere le antichità romane e bizantine che Ferrara conserva e insieme i percorsi che consentono di raggiungere gli edifici nei quali le varie “pietre” sono conservate e visibili.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 febbraio 2016

L’arte meno conosciuta di de Pisis a Palazzo Turchi di Bagno

11 Feb
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Lucia Bonazzi, Roberto Polastri, Ursula Thun, Massimo Maisto, Pier Carlo Scaramagli, Lisa Brancaleoni e Ada Patrizia Fiorillo

[Qui la mia galleria fotografica della mostra e della conferenza stampa]

La natura e le ceramiche come tasselli dello sviluppo personale e artistico di Filippo de Pisis. La mostra “Strappati dalla terra e ridonati al sole. Le ceramiche graffite e le pagine di erbario del giovane Filippo de Pisis”, inaugura oggi alle 17 a Palazzo Turchi di Bagno, in c.so Ercole I D’Este, 32 a Ferrara, ed è stata presentata ieri da Roberto Polastri, Direttore Generale Unife, Ursula Thun Hohenstein, docente Scienze preistoriche e antropologiche di Unife e Presid.ssa Sistema Museale di Ateneo, il Vice Sindaco Massimo Maisto, Pier Carlo Scaramagli, Vice Presidente Fondazione Carife, e le curatrici Ada Patrizia Fiorillo, docente di Unife (per la parte artistica), Lucia Bonazzi (per le ceramiche), e Paola Roncarati (per gli erbari). Era inoltre presente anche la Responsabile dell’Erbario di Ferrara, Lisa Brancaleoni.

Mentre la Thun ha sottolineato il «complesso percorso interiore» di de Pisis tra i 15 e i 20 anni, Maisto ha insistito su quanto ancora ci sia «da conoscere e da capire» sull’artista, ricordando anche le sue quattro tele esposte a Diamanti per la mostra su De Chirico, e l’esposizione in Castello insieme a Boldini. Scaramagli si è invece soffermato sul “Cantico delle Creature” miniato da de Pisis a 15 anni, e ancora poco noto.

Il progetto espositivo, che nasce dalla tesi di dottorato di Lucia Bonazzi del 2012, mostra quindi anche la meticolosa passione dell’artista per la natura, che, ha spiegato la Roncarati, «si riverbera in tutta la sua produzione, filosofica, religiosa, poetica e artistica». Passione che ha portato avanti dal ’07 al ’17 nella ricerca di erbe da studiare, e dal ’12 al ’17 per le ceramiche antiche.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 febbraio 2016

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Agli albori del genio di de Pisis, scavando tra piante e ceramiche

10 Feb

[Qui potete leggere il mio articolo]

In anteprima le immagini della mostra oggettistico-documentaria “Strappati dalla terra e ridonati al sole”, che inaugura domani alle 17 a Palazzo Turchi di Bagno (in c.so Ercole I d’Este, 32 a Ferrara).

L’esposizione, curata da Lucia Bonazzi e Paola Roncarati, raccoglie le ceramiche antiche e le pagine di erbario collezionate dall’artista ferrarese tra il 1907 e il 1917, e che saranno protagoniste di diverse sue tele, tre delle quali presenti in mostra.

Alla conferenza stampa, oltre alle curatrici, erano presenti Roberto Polastri, Direttore Generale Unife, Ursula Thun Hohenstein, docente Scienze preistoriche e antropologiche di Unife e Presid.ssa Sistema Museale di Ateneo, il Vice Sindaco Massimo Maisto, Pier Carlo Scaramagli, Vice Presidente Fondazione Carife, e la Responsabile dell’Erbario di Ferrara, Lisa Brancaloni.

Qui maggiori approfondimenti.

Andrea Musacci

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Ferrara e Comacchio nei segreti culinari dell’Emilia Romagna

9 Feb

 

Copertina segreti cucina E-RA inizio marzo uscirà il libro “I segreti della cucina dell’Emilia Romagna”, curato da Stefano Andrini, e del quale ho redatto il capitolo dedicato a Ferrara.

Per leggere la presentazione su la Nuova Ferrara del 09 febbraio 2016, cliccare qui.

(Cliccare qui per leggere l’articolo sul sito de la Nuova Ferrara).

Andrea Musacci

 

per blog

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La religione è ancora “fonte di vita”? Al MEIS di Ferrara la mostra sulla Torah e l’ebraismo

5 Feb

L’essenza dell’ebraismo, le radici profonde e divine del cristianesimo e della nostra civiltà occidentale in una mostra al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara.

Una mostra che ci interroga: la spiritualità ebraica, e, più in generale, le religioni rivelate le consideriamo ancora “fonti di vita”? Oppure l’ebraismo, così come il cristianesimo, li consideriamo meri oggetti da museo, bizzarri relitti da esporre a turisti e scolaresche?

Per tutto il 2016 in via Piangipane, 81 a Ferrara è possibile visitare l’allestimento di una parte della collezione del Museo Ebraico di Ferrara, nell’esposizione Torah fonte di vita, organizzata dal MEIS in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ferrara, il Comune di Ferrara e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna.

La mostra è stata pensata in seguito al sisma del 2012, che ha fortemente danneggiato l’edificio del Museo Ebraico di via Mazzini, 95, rendendone necessaria la chiusura al pubblico. Chiusura che sarà prolungata, appunto, almeno per tutto il 2016.

Per informazioni più dettagliate sulla mostra, gli orari e le tariffe, cliccare qui.

Andrea Musacci

 

Esposizione dedicata agli Este e alla nascita di San Contardo

31 Gen

mostra este in duomoIn occasione delle iniziative “Pellegrino dell’Assoluto” per S. Contardo d’Este, oggi inaugura una mostra dedicata agli Este. Per gli 800 anni dalla nascita di San Contardo d’Este (1216 – 2016) a Ferrara, oggi, dopo la S. Messa delle 18 nell’atrio della Cattedrale l’Arcivescovo Mons. Luigi Negri inaugurerà l’esposizione storico-iconografica dedicata ai beati e ai santi della famiglia degli Estensi.

I pannelli illustrano la genealogia dei santi e saranno dedicati, oltre a S. Contardo, a Beata Beatrice I d’Este, Beata Beatrice II d’Este, Beata Beatrice III, regina d’Ungheria, d’Este e Beato Carlo I d’Austria.

Gli eventi della rassegna hanno preso avvio giovedì scorso con la presentazione del libro di Gianna Vancini, “Contardo d’Este pellegrino da Ferrara a Broni” (Este Edition, 2015) nella Sala del Sinodo del Palazzo Arcivescovile di Ferrara. San Contardo nasce nel 1216 da Aldobrandino d’Este, podestà di Ferrara, e muore a Broni (Pv) nel 1249.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 31 gennaio 2016

«Entro due anni contiamo di aprire tutto». Intervista all’arch. Ambrogio sull’Archivio di Stato di Ferrara

24 Gen

Qui il mio articolo principale sulla difficile situazione nella quale versa l’Archivio.

Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara.

Arch. Keoma Ambrogio

Arch. Keoma Ambrogio

«Entro un paio di anni contiamo di riaprire l’ala monumentale dell’Archivio, e ci auguriamo di metterla completamente a norma». È questa la previsione dell’arch. Keoma Ambrogio, dal 2010 in servizio presso il Centro operativo ferrarese della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e dal 2012 a capo dei lavori di restauro e consolidamento su Palazzo Trotti Borghi, sede dell’Archivio.

«È stato valutato un danno equivalente a 1.230.000 euro di lavori nel programma di ricostruzione della Regione Emilia-Romagna – ci spiega Ambrogio – e tra gennaio e febbraio consegneremo il progetto preliminare, per poi, la prossima estate, consegnare quello esecutivo. Entro la fine dell’anno dovrebbero quindi concludersi le procedure per poi far partire il bando per l’appalto, e quindi i lavori del primo lotto inizieranno tra fine 2016 e inizio 2017».

I finanziamenti richiesti per l’ala monumentale sono divisi in due lotti: il primo, da 400.000 euro, riguarderà il miglioramento sismico della copertura, la ricostruzione di una canna fumaria e il consolidamento delle altre tre, oltre al consolidamento della facciata. Il secondo, da 830.000 euro, e che partirà naturalmente appena terminato il primo, riguarderà invece gli interni: consolidamento dei solai per il miglioramento sismico e statico, consolidamento delle varie fessurazioni nelle murature e delle piattabande delle finestre, consolidamento e restauro strutturale dei soffitti in arella, restauro dello scalone e miglioramento della statica dei gradini, oltre al miglioramento della scala secondaria.

«Attendiamo poi – prosegue Ambrogio – anche finanziamenti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per programmare eventualmente diversi lotti per i lavori sull’impiantistica nell’ala monumentale, piccoli lavori sull’ala Coramari (arredi e opere di rifinitura in alcune sale), completamento della demolizione del montacarichi e sua ricostruzione. Infine, altri lavori futuri dovranno riguardare il cortile dell’edificio».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 gennaio 2016

mia pagina su Archivio

La difficile e attesa rinascita di Palazzo Trotti Borghi, sede dell’Archivio di Stato ferrarese

24 Gen

La sede dell’Archivio di Stato conserva documenti di uffici, enti pubblici e privati. Un’intera ala dell’edificio è però ancora inagibile e il personale dimezzato

Qui il link dell’articolo sul sito de la Nuova Ferrara.

Qui la mia galleria fotografica sul sito de la Nuova Ferrara.

Sanguineti con un catalogo

Cristina Sanguineti

Un’intera ala dell’edificio ancora inagibile, personale dimezzato, limitazioni nei servizi al pubblico. Al tempo stesso, però, un aumento degli ingressi, e la volontà di progettare. È una rinascita difficile quella di Palazzo Trotti Borghi in c.so Giovecca, 146 – sede dal 1955 dell’Archivio di Stato di Ferrara – dopo il sisma del 2012. L’edificio conserva archivi di uffici ed enti pubblici e archivi privati della provincia di Ferrara, e documenti su zone limitrofe. Circa 70.000 pezzi, oltre 12 km di scaffali, comprendenti, dal XI secolo, tra gli altri, anche l’Archivio dell’Arcispedale Sant’Anna.

La struttura, riaperta il 22 marzo 2013, è composta da tre corpi. L’ala monumentale su c.so Giovecca, ancora inagibile a parte l’entrata, l’ala seicentesca su via Coramari, con due piani comprendenti sala accoglienza, sala studio, direzione e uffici, sala del Luogo Pio degli Esposti (archivio e sala conferenze), sala visure catastali. Infine, l’ala opposta alla Coramari, con il deposito principale, agibile.

pacchi di documenti dal deposito

Documenti provenienti dal deposito dell’Archivio

Dal 24 giugno scorso, per tre anni, il compito di dirigere l’Archivio spetta all’arch. Cristina Sanguineti, già in servizio all’Archivio statale di Rimini. È lei a guidarci nell’ala Coramari, dove la situazione non è ottimale: «alcuni giorni – ci spiega – l’aula studio è al limite della capienza, visto lo spazio ridotto», e alcuni ambienti, come i vani scale o alcune sale, non sono riscaldati, mentre d’estate l’aria condizionata è presente solo al secondo piano.

Vi è poi il problema del personale. Dal 1° gennaio gli impiegati sono passati da otto a sette, su tredici previsti. Oltre alla Direttrice, vi sono due archivisti, un funzionario e un assistente amministrativi, un solo assistente alla vigilanza addetto alle prese e un centralinista. In seguito al D.M. 6 agosto ’15, «è previsto un bando di mobilità volontaria interno al MiBACT, che dovrebbe uscire a breve, ma ci vorranno diversi mesi, se non anni, prima che il personale possa arrivare a tredici», ci spiega.

A causa di quest’ulteriore riduzione del personale, la presa di solo due unità archivistiche al giorno continuerà fino a domani. Da martedì, la presa sarà di due unità al lunedì, giovedì e venerdì, di quattro il martedì e mercoledì, e di tre il sabato.

atrio entrata da c.so giovecca con impalcature

L’atrio dell’entrata da c.so Giovecca (ala monumentale)

Eppure, i dati sulle entrate annuali in sala studio sono in netto aumento: quelle mattutine al 31 dicembre 2014 erano 815, mentre al 31 dicembre 2015 sono state 1219. Quelle pomeridiane (martedì e mercoledì) sono passate dai 105 del 2014 ai 203 del 2015. «Significa che, nonostante tutto, il posto torna sempre più a essere vivo», commenta la Sanguineti. «Non vogliamo perdere o deludere i nostri utenti e la cittadinanza, ma cerchiamo di far capire che i problemi non dipendono da noi».

Infine, ricordiamo come lo scorso 16 dicembre è stata inaugurata la mostra “Fonti per la Storia. L’Archivio di Stato di Ferrara e Adriano Franceschini”. Nel decennale della scomparsa del Maestro, l’Archivio di Stato ha in programma nel 2016 diverse iniziative.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 gennaio 2016

mia pagina su Archivio

Oggi in Comune viene inaugurata “Voci dalle pietre”

22 Gen

Installaz. mafie MunicipioDa oggi fino al 19 febbraio è possibile visitare la mostra fotografica “Voci dalle pietre: marmi romani e bizantini a Ferrara”, allestita nel salone d’Onore del Municipio di Ferrara. L’esposizione, curata dal Comune insieme all’associazione Ferrariae Decus, è composta da 19 pannelli nei quali sono presentate 17 “pietre”, ovvero antichità romane e bizantine confluite nella fabbrica della Cattedrale cittadina nel XII secolo.

Epigrafi funerarie variamente decorate, lastre con fregi floreali, un clipeo con il busto di una divinità classica e altro ancora, proveniente dai territori ravennati e veneti, furono murati nella nuova fabbrica. Successivamente, vi furono trasferiti da Voghenza arredi sacri di manifattura orientale e alcuni sarcofagi ravennati divennero arche per illustri personaggi della comunità locale. Il numero delle “antichità” ferraresi aumentò poi con “arrivi” più recenti, quali il sarcofago portato dalla capitale nel palazzo delle Poste Italiane e il cippo funerario donato all’Università di Ferrara. La mostra intende richiamare nuovamente l’attenzione su questi pezzi ripresentandoli alla città, grazie anche ad alcuni incontri di approfondimento e di aggiornamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 gennaio 2016