Tag Archives: Biblioteca Ariostea Ferrara

“Quando scrivevo a Otto Frank”

4 Feb

“E’ stato per me un maestro e un amico”: in un libro Cetty Muscolino racconta la sua amicizia col padre di Anne Frank e con la sua seconda moglie Fritzi

“Non l’ho mai visto dolente o lacrimoso. Sì, la forza e l’allegria lo dominavano tutto. Otto è stato per me un maestro di vita e quando si è molto giovani è importante avere maestri”. Scrive così Cetty Muscolino, docente ed ex Direttore del Museo Nazionale di Ravenna, nel suo libro “Quando scrivevo a Otto Frank” (Edizioni La Carmelina), nel quale racconta il suo rapporto epistolare d’amicizia col padre di Anne Frank e con Elfriede “Fritzi” Markovits-Geiringer, dal ’53 moglie di Otto e anch’essa reduce da Auschwitz. Lo scorso 28 gennaio il libro è stato presentato in Biblioteca Ariostea a Ferrara e per l’occasione l’autrice ha dialogato con Anna Maria Quarzi (direttrice ISCO, che ha scritto la prefazione), e con Silvia Pesaro (presidente della sezione ferrarese di Adei Wizo – Associazione Donne Ebree d’Italia). A 12 anni, nel ’63, Cetty legge il “Diario” di Anne Frank: “per me fu come una rivelazione”, scrive nel libro, “avevo Anne Frank nel mio cuore”. Nell’aprile dello stesso anno, viene a sapere che il padre Otto poco prima è stato ospite della classe II B della Scuola Rambaldi di Molinella, nel bolognese, al confine con la provincia di Ferrara. Cetty, incredula, contatta subito l’insegnante della scuola convincendola a farle avere l’indirizzo di Otto a Basilea. Dopo anni di intenso scambio epistolario, mentre il primo incontro avviene nel ’74.
“ ‘Considera sempre le tue benedizioni (Count your blessings), vedi il lato positivo’, mi scriveva sempre. Mi ascoltava e dava sempre consigli”, ha spiegato la Muscolino. “Otto era una persona buona, serena, positiva, proprio come la figlia Anne. Era sempre evidente anche il suo pudore a parlare dei drammi riguardanti la sua famiglia. Una volta mi disse – ha proseguito l’autrice -: ’non mi rendevo del tutto conto cosa Anne esattamente stesse esprimendo. Ora posso solo far conoscere al mondo il suo messaggio’ ”. Cetty ha mantenuto i contatti con Fritzi anche dopo la morte di Otto, avvenuta nel 1980.

Andrea Musacci

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” dell’8 febbraio 2019

lavocediferrara.it

Il maestro? Un testimone sempre in ricerca

28 Gen

Al via il ciclo di incontri di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea

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“Cosa autorizza una persona a istruire un’altra?”. Da questa domanda “inquietante”, ha preso le mosse la riflessione alla base del ciclo di incontri del 2019 organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’ISCO-Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. La rassegna “Maestri” è stata presentata venerdì 25 gennaio nella Sala Agnelli della Biblioteca comunale Ariostea di via delle Scienze a Ferrara. Dopo l’introduzione di Davide Pizzotti (vicedirettore dell’Isco) e i saluti del Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, ha preso la parola il Direttore del Gramsci, Fiorenzo Baratelli. “Mettersi in ascolto di testi classici può essere importante per evitare sia di essere inghiottiti dal passato in modo acritico e passivo, sia per superare un’idea di libertà sradicata e delirante rispetto all’eredità di cui ognuno deve farsi carico dei beni della cultura e della sapienza”, è scritto nel testo introduttivo. Così, “il classico – ha riflettuto Baratelli – è colui che, al tempo stesso, è profetico e necessario al presente”, è oltre la contemporaneità e “fuori dal tempo”. Prendendo le mosse dal sopracitato e “inquietante” interrogativo, Baratelli ha riflettuto su come “il vero maestro non fornisce modelli, ma offre una testimonianza, quindi agisce soprattutto sul metodo, sollecitando la volontà dell’allievo, contro l’inerzia del conformismo, presente in tutte le società”. Proseguendo, “il maestro deve riuscire a trasmettere passione per la ricerca della verità, e deve rinnovare nell’allievo lo stupore, la meraviglia per la conoscenza e per la vita”. Deve, quindi, “generare potenzialità, aprire possibilità anche diverse da quelle che lui stesso possiede”. Per l’allievo vale, specularmente, la celebre frase di Goethe: “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. I maestri, dunque, “nascono ogni volta che vi sono domande di senso, che si sente il bisogno di un rinnovato ethos pubblico”. Successivamente, Piero Stefani e Magda Iazzetta hanno letto testi tratti da “Maestro, dove abiti?”, a cura dello stesso Stefani, e intervallate da musiche di W. A. Mozart e J. S. Bach eseguite dalla violinista Lucilla Rose Mariotti. Nel testo, Stefani ha riflettuto sulla coerenza, “che è sempre del testimone, non sempre del maestro”, e a tal proposito ha citato il passo evangelico Mt 23, 1-3: “Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno”. In conclusione, si può dire che il corretto rapporto tra maestro/testimone e allievo/discepolo sta, come la vita stessa, “in un cammino di ricerca condiviso, anche se è sempre personale”, chiamando così in ballo la responsabilità e la creatività di ognuno.

Andrea Musacci

http://lavocediferrara.it/

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio” del 1° febbraio 2019

Gianfranco Pasquino oggi in Ariostea

3 Nov

Palazzo Paradiso AriosteaPer il ciclo “Le parole della democrazia” oggi alle 17 in Biblioteca Ariostea (via delle Scienze, 17) avrà luogo la conferenza di Gianfranco Pasquino, Professore Emerito di Scienza Politica all’Università di Bologna, sul tema “Politica”. L’intervento di Pasquino sarà introdotto da Pietro Pinna.

Definire la politica è compito arduo, nel corso del tempo, gli uomini e le donne hanno cercato e sperimentato, spesse volte inventato, modalità diverse per convivere e per organizzarsi al fine di perseguire nel migliore dei modi i loro obiettivi di vita, ma si sono anche sanguinosamente scontrati nella definizione e nel perseguimento di questi fini. Inoltre, in ogni tempo e luogo non sono mancati coloro che hanno non soltanto criticato, ma disprezzato la politica. La critica è legittima, non il rigetto totale e indiscriminato della stessa.

L’evento è a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 novembre 2016

Leggere “Sotto i cieli di Urano” in Biblioteca Ariostea

2 Nov

Palazzo Paradiso Ariostea“Sotto i cieli di Urano” è il nome dell’evento in programma oggi alle ore 17 nella Biblioteca Ariostea di Ferrara (in via Scienze, 17), organizzato dalla Compagnia del Libro in collaborazione con Associazione Culturale Gruppo del Tasso di Ferrara.

La grande fantascienza sarà la protagonista dell’incontro, attraverso alcuni dei più importanti autori moderni del genere: Asimov, Matheson, Gibson, Bradbury, Heinlen e Dick, sono solo alcuni dei nomi. Ognuno di loro rappresenta un’idea della fantascienza, dalla classica, alla distopica al cyberpunk. Una carrellata per riscoprire un genere che erroneamente dal grande pubblico viene considerato solo di intrattenimento quando non un parente povero della letteratura mainstream. Analisi e letture saranno a cura di Enrico Neri, Eleonora Pescarolo, Elisa Orlandini, Silvia Lambertini, Linda Morini, Andrea Moretti, Sara Suzzi e Alberto Amorelli.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 02 novembre 2016

Incontro su Brecht all’Ariostea

27 Ott

Palazzo Paradiso AriosteaIn occasione del sessantesimo della morte del grande autore teatrale Bertold Brecht, domani alle 17 in Biblioteca Ariostea, Istituto Gramsci, Istituto di Storia Contemporanea insieme a Horacio Czertok e al Teatro Nucleo organizzano un incontro pubblico a lui dedicato.

Un evento pensato per ricordare e riflettere il maestro, tante volte frainteso e strumentalizzato.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 27 ottobre 2016

In Ariostea incontro sulle disuguaglianze

20 Set

Palazzo Paradiso Ariostea“Disuguaglianze. Quante sono, come combatterle” è il libro scritto dagli economisti Maurizio Franzini e Mario Pianta (Laterza, 2016) che viene presentato oggi alle ore 17 nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara (via delle Scienze, 17). Interverrà l’autore Maurizio Franzini, docente all’Università La Sapienza di Roma, introdotto da Giuliano Guietti, presidente dell’Ires, l’istituto di ricerche economiche e sociali della Cgil Emilia-Romagna. L’incontro fa parte del ciclo curato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara, “Le parole della democrazia”, ed è stato organizzato in collaborazione con lo Spi-Cgil di Ferrara.

Andrea Musacci

Sateriale parla di democrazia in Biblioteca Ariostea

15 Set

Palazzo Paradiso AriosteaPer il ciclo di incontri “Le parole della democrazia”, oggi alle ore 17 in Biblioteca Ariostea (in via Scienze, 17) si discuterà sul concetto di “solidarietà” con l’ex Sindaco di Ferrara Gaetano Sateriale e la presentazione di Davide Nanni. L’evento, organizzato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, verterà su questo termine noto, usato e spesso abusato, la cui etimologia deriva dall’obbligo di pagare somme intere, “solidum”, a garanzia del creditore. Chi e cosa ha portato la parola “solidarietà” a trasformarsi da freddo termine giuridico a termine così pieno di senso etico collettivo, al punto da poter essere identificato come fondante delle grandi organizzazioni sociali del XX secolo? A questa e altre domande si tenterà di dare una risposta nell’incontro di oggi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 settembre 2016

L’anima di Ferrara nei versi di Lucia Boni

19 Giu

Copertina 'Lembi'Richiami e corrispondenze ai margini di luoghi quotidiani fortemente simbolici, in un dialogo costante con l’anima di Ferrara. È uscita giovedì scorso, e presentata lo stesso giorno in Biblioteca Ariostea, la nuova raccolta poetica di Lucia Boni dal titolo “Lembi e le sette chiese” (Carmelina Edizioni).

Come ci spiega lei stessa, «si tratta di testi di poesia che ho scritto in circa un decennio». La parola “lembi” è mutuata dal titolo della mostra del pittore Paolo Volta, esposta nel 1998 presso la “Tavolozza” di Ferrara. «Anche per questo – prosegue la Boni – nel libro ogni lirica è accompagnata da una sua opera, come in uno scambio tra me e lui, tra poesia e pittura». Le poesie della Boni sono tragitti fra le strade e i vicoli della nostra città, appunto «corrispondenze tra le sue opere, gli edifici da lui rappresentati e questi percorsi per il centro di Ferrara». Queste opere di Volta dal sapore “metafisico” sono, tra l’altro, visitabili nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45 fino al 2 luglio nella personale “La mia Marilyn”.

La strada rappresenta, dunque, per la Boni «il luogo dove esiste la possibilità di trovare se stessi», in un cammino spirituale nella sacralità del quotidiano, attraverso “la porta”, “la parola”, “la casa”, “la luna e i giorni”, “la natura” e il “tempio”, appunto le restanti “chiese” citate nel titolo dell’opera. Come scrive Carlo Bassi nella prefazione al libro, “questa lettura ‘altra’ delle cose, dei sogni, dei sentimenti ci offre una dimensione nuova di essere nel mondo”. «Rileggendo queste poesie scritte negli anni – ci spiega ancora l’autrice – ho cercato di organizzare il discorso, evitando un ordine meramente cronologico: da qui le sette chiese, luoghi sacri in senso lato». Un altro richiamo è rappresentato dal legame con l’architetto Bassi: oltre alla prefazione, la poesia che apre il libro, “Sempre”, è stata già inserita da Bassi nel suo libro “Ferrara. Lessico di architettura, frammenti di un discorso amoroso” del 2005. Un’altra corrispondenza, poi, è quella con i pensieri dello studioso francese Gaston Bachelard, citato all’inizio di ognuna delle parti nelle quali è suddiviso il testo.  Parole, suoni e suggestioni vengono, dunque, tessute e ricamate dalla Boni con pazienza e rinnovata passione in questa sua nuova avventura: un racconto in versi di brandelli e lembi dell’anima più autentica di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 giugno 2016

Crimini partigiani a Ferrara, nuove rivelazioni oggi in Ariostea

8 Giu

copertina-il-sasso-che-alza-il-cielo-NUOVA-EDIZIONE_per-Isbn-500x500Documenti e fotografie inedite per far luce sulle violenze perpetrate nella nostra città dalla Brigata partigiana “Bruno Rizzieri”. Oggi alle 17 nella Biblioteca Ariostea, Fausto Bassini della Faust edizioni presenterà la nuova edizione del libro di Lara Foletti, “Il sasso che alza il cielo”, contenente ottanta nuove pagine che faranno scalpore. Al centro delle nuove rivelazioni uno dei luoghi simbolo della nostra città: la casa che fu di Giorgio Bassani, in via Cisterna del Follo, 1, angolo via Ugo Bassi. Qui, subito dopo la Liberazione si era installato il comando della 35° Brigata Garibaldi “Bruno Rizzieri”, guidata da Gino Lambertini “il Monco” e Sesto Rizzati “Sergio”. Qui i prigionieri furono “vittime di sequestri di persona e furti, di rapine e stupri, di torture orribili e massacri spaventosi inflitti senza uno straccio di processo”.

Tra i documenti pubblicati, un verbale d’interrogatorio della Questura, datato 30 dicembre 1945, del partigiano della “Rizzieri” Glauco Soncini, che dichiara: «tutte le sere elementi della Romagna si portavano in Brigata e prelevati i fermati e caricatili su un camion partivano per ignota destinazione».

Oppure il memoriale di Serse Benasciutti, ex segretario del Partito Fascista di Gaibana il quale dichiarò: «[…] Fui condotto alla caserma di Cisterna del Follo in Ferrara, mi fecero scendere, mi accompagnarono al piano superiore e mi frugarono in tasca, levandomi il portafogli […] Intanto un’altra persona si sedeva a me vicino e con un’asta, non di legno, mi diede diverse botte sulla schiena. […] Prese la rivoltella per la canna picchiandomela in testa. Il veicolo prese la corsa mentre la ferita alla testa grondava sangue». Condotto dai suoi carnefici sull’argine del Po, tra Ro e Guarda, Serse Benasciutti si salvò per un grilletto inceppato, dandosela a gambe tra i campi.

Infine, le dichiarazioni rilasciate al Tribunale di Ferrara il 18 aprile 1946 da Giorgina Boccaleoni, compagna di Gaetano Dalla Benetta detto “Moraro”, un partigiano della “Rizzieri”: «Con me il Moraro si confidava poco. […] in un’altra occasione, con un altro amico che neppure conosco lo sentii parlare di una persona che era stata da lui e da altri della sua squadra seppellita che era ancora viva e che lui con dei colpi di badile l’aveva finita».

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara l’08 giugno 2016

Il volume è acquistabile o, se esaurito, ordinabile nelle migliori librerie, bancarelle e centri commerciali di Ferrara e provincia. Nella zona di Longastrino potete trovarlo, in esclusiva, nel punto vendita di Fabio Dal Buono, in via Bassa, 93. Il costo del volume è di 13,90 euro.
 

Le primissime edizioni dell’Orlando Furioso in mostra a Ferrara

30 Apr
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Ludovico Ariosto

“1516-2016. Furioso da cinque secoli, ancora Orlando, per sempre Ariosto” è il nome della mostra bibliografico-documentaria esposta nella Sala Ariosto della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (in via Scienze, 17). L’esposizione è stata pensata in occasione dei cinquecento anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’Orlando Furioso. La mostra, a cura di Mirna Bonazza (conservatore dei Manoscritti e dei Rari) e Arianna Chendi (responsabile delle Acquisizioni del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara), è visitabile, a ingresso libero e grautito, fino al 21 settembre prossimo.

In mostra, tra l’altro, copie dell’immortale opera datate 22 aprile 1516, 1530, 1535, 1540, 1546, 1550, 1556, 1616, 1772. Inoltre, una stupenda edizione del 1828-1829 con cento tavole numerate incise ad acquaforte da Bartolomeo Pinelli, e alcune edizioni di altre opere dell’Ariosto, come “Le rime” e “Satire”. In particolare, Ariosto stampò l’Orlando furioso tre volte a Ferrara: nel 1516, nel 1521 e nel 1532.

Palazzo Paradiso AriosteaInolre, sempre nella Sala Ariosto (che accoglie la Tomba dell’Ariosto, monumento in marmi policromi opera di Giovan Battista Aleotti) è possibile visitare la mostra di ceramica contemporanea, organizzata dal laboratorio creativo “Le mani”. In mostra le opere dei seguenti artisti: Anna Silvia Randi, Claudia Venturini, Domenica Del Bue, Federica Tartari, Francesca Bertaglia, Francesca Fusaroli, Francesco Pinto, Licia Salvaggio, Maria Elena Mantellini, Paola Iannuzzi, Paola Lombardi, Rosie Mence e Valentina Veratti.

Ricordiamo che la Biblioteca Ariostea possiede ben 650 edizioni (fra cui tutte le più antiche e preziose) delle opere dell’Ariosto, e un suo notevole ritratto a olio, non sempre esposto al pubblico. Una grande lapide a lui dedicata si trova, infine, sul pianerottolo dello scalone d’onore, mentre un busto in stucco è posto sopra la porta Sala Cataloghi.

Andrea Musacci