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Il Potere disumano contro la fede ne “Il padrone del mondo” di Benson

25 Feb
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Mons. Luigi Negri

“Egli verrà travestito come il Grande umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzo per condurci a Dio, ma come fini in sé. La terza tentazione, in cui Satana chiese a Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati suoi, diventerà la tentazione di avere una nuova religione, senza una croce, una liturgia, senza un mondo a venire. […]. In mezzo a tutto il suo amore per l’umanità e all’apparente suo discorso di libertà e di uguaglianza, si avrà un grande segreto che egli non dirà a nessuno: egli non crede in Dio. Perché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, egli vuole ingannare anche gli eletti. Egli ha istituito una controchiesa che sarà la scimmia della Chiesa, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio. Avrà tutte le note e le caratteristiche della Chiesa, ma in senso inverso e svuotata del suo contenuto divino”.

(Fulton J. Sheen, Comunismo e coscienza dell’Occidente, 1948)

Queste parole del Vescovo Sheen stupiscono per la straordinaria analogia con quelle de Il padrone del mondo, il romanzo di R. H. Benson del 1907. Ieri, mercoledì 24 febbraio, nella Cattedrale di Ferrara si è svolto il secondo dei tre incontri del ciclo Il messia capovolto, tenuto dall’Arcivescovo Mons. Luigi Negri, e dedicato appunto alla profetica opera del 1907.

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Dopo la presentazione da parte di Mons. Massimo Manservigi e la proiezione di un video illustrante la vita dell’autore, ha preso avvio la lectio da parte di Mons. Negri. Nella società umanitaristica delineata da Benson, «l’uomo basta a sé stesso, si fa dio, creando un enorme progetto di omologazione», seppur in uno stato di sufficiente soddisfazione dei bisogni materiali. «Quest’enorme massificazione deve liberarsi dal passato, irridendolo e indebolendolo» a tutti i livelli. Deve, dunque – ha spiegato il Vescovo – «eliminare le differenze, livellarle, a partire dal cattolicesimo, visto con paura e sospetto in quanto, al contrario, tende a connettere l’uomo a Dio, a un Altro da sé».
Il controllo tecnologico del Potere sulle masse riguarda ogni momento della vita, compresa la morte. Durante una tragedia aerea, accorrono immediatamente i “ministri dell’eutanasia”. Infatti, questa forma di “suicidio assistito” può essere normalmente richiesta da chiunque, ma lo Stato può applicarla arbitrariamente in casi estremi. Nella scena in questione, però, emerge la differenza radicale tra il Potere disumanizzante e la fede. Mabel, moglie di Olivier Brand, funzionario dello Stato, “venne a imbattersi in qualche cosa di simile al corpo sfracellato di un uomo che mandava gemiti, disteso ai suoi piedi. Nel linguaggio articolato che veniva da quel corpo, udì pronunciare ben distintamente i nomi di Gesù e di Maria”. In questo momento, trafilato, arriva un prete, Padre Percy, a dare l’estrema unzione ai moribondi. La stessa Mabel, prima di suicidarsi, scriverà al marito: “Se avessimo avuto un figlio, avrei potuto rassegnarmi a vivere ancora, per amore suo, ma per l’Umanità…oh, Oliver! Io non posso, non posso!”
«La violenza e la crudeltà contro i cristiani – ha proseguito Mons. Negri – non viene meno in una società che si vanta di essere stata pacificata. Le dimensioni, come quella intima di fede, che non possono essere controllate, devono essere eliminate. Tutto, quindi, a parte il cristianesimo, viene inglobato, tollerato».

Cop_Padrone del mondo (nuova edizione) webJulien Felsenburgh, l’anticristo, è il Padrone del mondo, il vero artefice di questo sterminato progetto ateistico. Di lui si parla con gli stessi termini che si usavano per parlare di Cristo, solo che, secondo la mentalità umanitaristica, quest’ultimo, Dio fattosi uomo, ha fallito, mentre Felsenburgh, uomo fattosi dio, non fallirà.
Ecco cosa dice l’anticristo ne I tre dialoghi e il racconto dell’anticristo (1899) di Vladimir Soloviev: “Darò a tutti gli uomini ciò che è a loro necessario. Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò coi benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi. […]. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace”.
Nello scontro finale, di cui Mons. Negri parlerà nel terzo e ultimo incontro, in programma il prossimo 30 marzo, verrà compreso a pieno il senso dei tanti martirii, la necessità, già da oggi, di «una rinnovata presenza della Chiesa, e l’importanza di una fede che sappia leggere i segni dei tempi», ha concluso il Vescovo.

Andrea Musacci

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Oggi a Marfisa d’Este visita guidata alla mostra dei manichini

25 Feb

12717531_959254820794705_5831334815392840890_nPrende il nome dal film di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”, il ciclo di incontri con guide d’eccezione in programma nella Palazzina Marfisa d’Este, in c.so Giovecca, 170 a Ferrara. Gli appuntamenti, legati alla mostra “Il manichino e i suoi paesaggi. Una storia (quasi metafisica)”, curata da Claudio Gualandi, Linda Mazzoni e Maria Livia Brunelli, riprendono oggi alle 18.30 con “Come creare se stessi”, a cura dell’antropologa Silvia Pellino.
Il prossimo appuntamento sarà giovedì prossimo con Linda Mazzoni e Claudio Gualandi e la “Storia del manichino“. Le visite sono a ingresso gratuito, capienza massima 50 posti secondo l’ordine di arrivo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016

Il writer SNEM e le sue opere sui muri del centro

25 Feb
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Foto di Silvia Villani

In via de’ Romei, in via Coramari, di fianco all’Archivio di Stato, e in altre vie di Ferrara, lunedì mattina sono comparse alcune creazioni del writer SNEM, lasciando incuriositi molti passanti. Stessa sorte è toccata alcune settimane fa a Bologna, e a gennaio addirittura a Berlino, per citare solo le ultime “incursioni”. Sul suo blog (http://snemblog.tumblr.com) e sul profilo Facebook, l’artista ha postato l’immagine della sua opera in via de’ Romei (mentre la foto qui, relativa a via Coramari, ci è stata inviata da Silvia Villani). SNEM (termine in lingua ceca, significa “sogno”), ha iniziato nel 2003 a realizzare graffiti, rimanendo affascinato fin da bambino nel vedere gli altri writer all’opera. È la prima volta che le sue opere arrivano nella nostra città e l’effetto sorpresa è stato indubbiamente raggiunto.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016

La nuova edizione di “Oltre” per gli ex studenti del Dosso Dossi

25 Feb

box_colori_2016Un concorso artistico pensato per gli ex studenti del Liceo Dosso Dossi di Ferrara. La seconda edizione di “Oltre”, dedicato agli ex allievi dell’istituto, al di sotto dei 35 anni compresi, avrà come tema “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. Scopo del concorso è quello di promuovere la giovane creatività locale tracciando un continuum generazionale tra le abilità acquisite a partire dagli anni liceali e quelle maturate successivamente.
“Oltre”, curato dalla Commissione Sala Espositiva Dosso Dossi, intende dunque individuare e promuovere il lavoro di un/una giovane artista che, a seguito del conseguimento della Maturità Artistica presso lo storico Liceo ferrarese, abbia saputo poi proseguire maturando una personale poetica espressiva.
L’artista selezionato avrà in premio la possibilità di realizzare una personale nella Sala Espositiva del Liceo, in via Bersaglieri del Po, 25 a Ferrara, durante la X edizione del Festival Internazionale 2016, in programma il primo fine settimana di ottobre.
Per informazioni e per reperire il bando completo, consultare il sito del Liceo Dosso Dossi, http://www.aleottidosso.gov.it, o scrivere una mail a federica.zabarri@aledossi.istruzioneer.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016