Archivio | dicembre, 2016

«Mio padre è sempre qui»: apre la Pinacoteca “Bacilieri”

15 Dic

La mostra stabile al Belriguardo di Voghiera è curata dalla figlia Maria Elena. In parete 37 opere, tra cui due dipinti del ‘700 di un pittore anonimo

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Le due tele del XVIII secolo nella nuova Pinacoteca

«Mio padre è sempre qui, presente, in un modo o nell’altro». Ci tiene tanto Maria Elena, figlia di Ottorino Bacilieri, al progetto di una Pinacoteca civica intitolata al padre, morto il 18 settembre 2015. Fra due giorni, Voghiera avrà la sua Pinacoteca civica di arte moderna e contemporanea “Ottorino Bacilieri”, all’ultimo piano della torre d’ingresso della Delizia di Belriguardo, curata dalla stessa figlia di Bacilieri e dal critico e storico dell’arte Lucio Scardino. L’inaugurazione avrà luogo alle 17 di sabato alla presenza, oltre che dei curatori, anche del sindaco Chiara Cavicchi e dell’assessore alla cultura Paolo Benetti. «Ottorino voleva realizzare questo progetto, due anni fa per la prima volta affermò pubblicamente la volontà di iniziare a inventariare le opere, e né parlò anche con Scardino», ci spiega la Bacilieri. «Quest’ultimo, dopo la morte di mio padre, mi contattò per farmi la proposta, e io accettai subito». 37 le opere esposte, delle quali 28 nella sala principale in cima alla torre, una scultura in terracotta raffigurante Lucrezia Borgia, realizzata da Mirella Guidetti Giacomelli, nella Sala della Vigna (sabato sarà aperta), e cinque opere nella sala al piano terra. Inoltre, nel Museo (situato nell’altra ala della Delizia) vi sarà un busto di Renzo Cirelli realizzato dallo scultore Giuseppe Bergomi e un’opera di Gabrie Pittarello dedicata a Belriguardo, mentre al Centro Civico sarà presente una Composizione di Antonio Mingozzi. Negli anni tutte le opere sono state donate all’Associazione “Cultura e Ambiente”, a parte una scultura di Alfredo Filippini, Reperto (dedicata agli scavi romani ai quali lo stesso Bacilieri si dedicò nella sua vita), e le due opere più antiche presenti, due dipinti del 1777 di un anonimo pittore ferrarese del XVIII secolo, “Ritratto di Giovanni Massari” e “Ritratto di Vincenzo Massari”. Dietro l’ideazione della Pinacoteca ci sono rapporti amicali e artistici ben radicati: come ci spiega sempre la Bacilieri, «la Pinacoteca è un gruppo di amici di vecchia data, artisti che hanno scelto di collaborare per realizzare il sogno di mio padre». La retrospettiva dedicata al pittore Franco Floriano Salani fu l’ultima curata da Bacilieri, esposta a Belriguardo nell’estate del 2015. E proprio un’opera di Salani, Il sogno e la tempesta, è tra le opere in mostra. Diverse le opere dedicate alla Delizia ospitante, di artisti come Luigi Marcon, Andrea Samaritani, Giuliano Trombini, Gabrie Pittarello, Antonio Torresi, Carlo Salomoni, Giancarlo Gavelli e Gianni Cestari.

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Altre opere in Pinacoteca

Oltre alla sopracitata scultura di Filippini, un’altra opera è dedicata a Voghiera, Voghiera e il suo aglio di Ruggero Mazza. Vi è poi il gruppo di opere dedicate a luoghi o palazzi di Ferrara, come Vir niger di Gianfranco Goberti, o l’opera di Paolo Volta dedicata a palazzo Contughi-Gulinelli, in via Savonarola, senza dimenticare tre tele di Giorgio de Vincenzi. Inoltre, mentre le opere di Rosa Maria Benini e Daniele Cestari sono dedicate a San Sebastiano, Gabriele Turola e Mirella Guidetti Giacomelli hanno omaggiato Lucrezia Borgia, Giancarlo Gavelli ha immortalato Don Giulio d’Este, e Rosanna Covi, Lucrezia e Isabella d’Este. La speranza dei promotori del progetto è che le opere, ora divise in vari ambienti, possano in un futuro non troppo lontano riunirsi in sole due sale nella torre di Belriguardo. Infine, ricordiamo che è disponibile un catalogo con foto delle opere e testi dei curatori e di Paolo Benetti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 dicembre 2016

Due mostre per due artisti a Bondeno

14 Dic
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Opera di Gianni Cestari

Due mostre per due artisti, nella stessa città.  Domenica alle 17 nella Pinacoteca Civica “Galileo Cattabriga” in Piazza Garibaldi, 9 a Bondeno inaugura la personale di Gianni Cestari dal titolo “Sospiri, il tempo sprecato”. La mostra, visitabile fino al prossimo 29 gennaio, fa parte degli eventi in occasione dei 500 anni dalla pubblicazione della prima edizione dell’Orlando furioso a opera di Giovanni Marzocchi. Alle 18.30, a poca distanza, nella Casa d’arte Il Vicolo, in Vicolo della Posta, 9, inaugura, invece, la personale “Altri paesaggi” di Daniele Cestari, in parete fino al prossimo 6 gennaio, e organizzata in collaborazione con Associazione Bondeno Cultura, Auxing e Galleria del Carbone.

Andrea Musacci

Pubblicto su la Nuova Ferrara il 14 dicembre 2016

Al Clandestino torna a suonare il miglior rock

14 Dic
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Elpris

Insieme all’inverno tornano i live nel locale “Clandestino” di via Ragno, 50 a Ferrara, per la rassegna rock “Clandestino d’autore” organizzata e curata da Carlo Bollani e da Downtown Tower, appendice di Ferrara in Jazz del Jazz Club cittadino. Dopo il successo dell’edizione primaverile, svoltasi tra fine aprile e metà maggio scorsi, tornano le varie anime del rock per la rassegna che, per la prima volta, avrà anche il patrocinio del Comune di Ferrara.

Il primo concerto è in programma domani sera a partire dalle ore 21.30 con la band di folk sperimentale Elpris, che nascono nel 2011 nella città di Macerata. Gli Elpris sono Matias Iobbi (voce), Sebastiano “Seppia” Pagliuca (chitarra e testi), Giandomenico “Giando” Cicchetti (violino), Federico “Cippo” Cippitelli (orghinittu), Francesco “Frank” Coacci (basso, voce) e Luca Chiurchiù (batteria). Sono sei ragazzi, conosciutisi durante gli anni universitari, con molteplici interessi e di estrazione musicale eterogenea, che si fondono in un’unione sonora ben assortita: il novero della canzone popolare, il folklore, il cantautorato dei classici e degli irregolari, con attitudine punk. Il loro stile è riscoperta di un suono puro, acustico, lungi da derive elettriche di moda. In poco tempo la band riesce a raggiungere traguardi importanti tra i quali la partecipazione alla finale dell’Arezzo Wave, al Rock targato Italia e alla manifestazione marchigiana Musicultura. Il gruppo, inoltre, ha la grande opportunità di aprire i concerti di Modena City Ramblers, Fast Animals and Slow Kids, Gang e Alberto Bertoli. Il 2012 invece è l’anno in cui gli Elpris iniziano a lavorare con il produttore e autore Andrea Mei (già precedentemente con Nomadi, Gang e Danilo Sacco). Da questa collaborazione nasce “Elpris”, disco d’esordio uscito il 6 novembre 2015.

Il resto del programma della rassegna vede in calendario martedì 20 dicembre il rock’n’roll dei Big Kahuna, composti da Andrea Cerea (chitarra, voce), Luca Bonato (basso, voce) e Michele Massellani (batteria, percussioni). Si riprenderà poi giovedì 12 gennaio con il cantautore Lucio Leoni, accompagnato dalla chitarra classica di Daniele Bordato e dalla chitarra elettrica di Filippo Rea. A seguire, giovedì 19 gennaio sarà il turno del folk/rock statunitense di Mike Spine (chitarra e voce) e Barbara Luna (tastiera, violino, chitarra e voce), mentre giovedì 26 gennaio salirà sul “palco” il Duo Bucolico composto dai cantautori Antonio Ramberti e Daniele Maggioli. Nel mese di febbraio, le ultime due serate: la prima, giovedì 2 con i Decomposizioni, alias Stefano Marcolini (voce) e Cristian Altieri (rumori), mentre la seconda, giovedì 9 con The Giant Undertow, formati da Lorenzo Mazzilli (voce, chitarra acustica), Francesco Mazzi (chitarra elettrica), Mario Zambrini (tromba, corno francese, fisarmonica), Paolo Cicconi (basso), Emanuele Zaniboni (batteria).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 dicembre 2016

Buffalo Bill a tavola dalla Gigina

13 Dic
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Buffalo Bill

Più che un ristorante è un “luogo di culto” della gastronomia ferrarese. È la trattoria Gigina, in via San Giacomo, 51 a Ferrara, così vicina alla stazione che, fino al 1983, i binari del treno merci rasentavano il locale.

“…da 115 anni una repubblica fondata sulla salama” è lo slogan non ufficiale del locale, coniato da Roberto, cliente fisso. Fondata nel 1901 dalla “Gigina”, al secolo Maria Luisa Zaccaria, di origini bolognesi, nata nel 1889 e morta nel 1977, la trattoria è sempre stata gestita dalla famiglia, prima dal figlio Tonino, poi dal nipote Gianpaolo“Franco” Baglioni, classe ’43. Proprio lui ci racconta la storia del ristorante e della nonna paterna Maria Luisa, forse chiamata “Gigina” perché iniziò a gestire il locale all’età di 19 anni.

Tra gli aneddoti, nel 1906 il leggendario Buffalo Bill (William Frederick Cody), a Ferrara per uno spettacolo, si fermò dalla “Gigina” per bere una birra. L’aneddoto, mai confermato, risulta verosimile in quanto Buffalo Bill si esibì in Piazza d’Armi,  a 100 metri dal ristorante. Gigina divenne famoso per il panino con la fetta di salamina, e per la birra Pedavena nello stivale da un litro, che Baglioni dall’anno scorso ha scelto di riproporre. A proposito della salama da sugo, invece, Baglioni ci spiega come « è merito nostro se è ancora in auge a Ferrara, in quanto l’abbiamo mantenuta anche se per diversi anni veniva “snobbata” come piatto volgare».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 dicembre 2016

Ferrara, la città delle osterie dove si discuteva davanti a un bicchiere

13 Dic

indexUn biglietto da visita per presentare l’anima più vera di Ferrara, quella delle tante osterie, dei bar, ristoranti o alberghi, alcuni dei quali ormai chiusi, dove si sono intrecciate vicende personali e aneddoti storici, incontrati gente comune e personaggi famosi come Mina o Mastroianni.

Tutto questo è raccontato nel libro appena edito “Ristoranti, caffè, osterie, alberghi di un tempo. Storie, personaggi e ricette dell’antica Ferrara”, scritto da Marco Nonato, noto dentista, con il contributo di Leopoldo Santini e Laura Gessi, e con la presentazione di Daria Bignardi.

Durante la conferenza stampa di presentazione svoltasi ieri il vice Sindaco Massimo Maisto ha spiegato come il testo «aggiunge un tassello alla conoscenza della storia di Ferrara». «Riscoprire queste storie non è solo un’operazione culturale, ma anche sensoriale», ha commentato Giulio Felloni, Presidente Ascom Ferrara, mentre Davide Urban, Direttore Ascom ha spiegato come «il libro invogli a visitare Ferrara, dato che le sue bellezze enogastronomiche non sono secondarie ad altri monumenti». Bellezze delle quali, come ha spiegato Nonato, «si rischiava di perdere la memoria, insieme ai tanti aneddoti».

E proprio gli aneddoti rendono un determinato luogo carico di storia, personale e collettiva. Tra questi, citiamo quando nel ’63 l’Inter, in ritiro a Ferrara, venne al Ristorante Da Giovanni per una settimana a pranzo e cena, o dell’amore di Ugo Tognazzi per il salame del Ristorante La Rosa di Sant’Agostino, o di quando Walter Chiari, dopo gli spettacoli, andava al Ristorante “Italia” mettendosi anche a ballare sui tavoli.

Per citarne altri, Antonio Conte e Beppe Severgini hanno alloggiato all’Hotel Carlton, mentre nel ’65 Karol Wojtyla, futuro Papa Giovanni Paolo II, venne a Ferrara per il gemellaggio tra l’Università di Torun, dove nacque Niccolò Copernico, e l’Ateneo ferrarese, e si fermò a mangiare alla “Vecchia Chitarra”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 dicembre 2016

La magia del Furioso nelle sculture-teatro di Maurizio Bonora

11 Dic

In occasione del quinto centenario dalla prima edizione dell’Orlando furioso, nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) è visitabile la mostra “Angelica e Alcina per un teatro ariostesco” di Maurizio Bonora.

Come mi spiega lui stesso, si tratta di una scultura narrativa, fatta di opere d’arte tripartite: il volto (parte anteriore), la narrazione di scene tratte dall’Orlando furioso nella parte posteriore dell’opera, e la base scultorea. Sono sculture in terracotta e cemento realizzate nel 2013, e in parte concluse proprio per questa esposizione, più alcuni disegni a matita, compreso uno del 1966. Tutta la riflessione dell’artista gioca su profonde dicotomie: essere/nulla, pieno/vuoto, luce/ombra, materia/spirito.

Il progetto prende le mosse, anticipandolo, da quello di una struttura teatale da realizzare in futuro.

La mostra è visitabile fino a fine mese, dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

I volti puerili di Migliazza esposti a Cloister

11 Dic

“De puerorum rebus” è il titolo della mostra personale dello scultore Paolo Migliazza, classe ’88 originario di Catanzaro, esposta fino al prossimo 30 dicembre nella Galleria d’arte Cloister di Ferrara (con doppia entrata da c.so Porta Reno, 45 e da via Gobetti).

La mostra, curata da Eleonora Frattarolo, è un cammino scultoreo in bilico col mondo onirico, fatto di mezzi busti di bambini, creazioni sfocate, trasfigurate, volti senza volto. Volti e corpi puerili segnati dal tempo, corrosi dalla memoria, volti ciechi, cristalizzati, in cerca di un contatto.

Andrea Musacci

Ultimi giorni per ammirare le creazioni pop di Sarri

11 Dic

Fino a giovedì 15 dicembre nella galleria Mazzacurati Fine Art, in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara, è possibile visitare la mostra personale di Sergio Sarri. Si tratta della prima esposizione retrospettiva dell’artista torinese classe ’38, con 15 sue opere realizzate tra il 1970 ed il 2016. E’ disponibile il catalogo, con testo critico di Vittoria Coen.

La mostra è visitabile da lunedì a mercoledì dalle 16 alle 19.30, giovedì dalle 10 alle 13.

Andrea Musacci

 

Oggi al MAF di San Bartolomeo, arte, canto e letteratura

11 Dic

mafOggi al Mondo Agricolo Ferrarese (MAF) di San Bartolomeo in Bosco (in via Imperiale, 265) avrà luogo l’evento “Tra letteratura, arte fotografica e canto popolare. Romanzi, immagini e canti della pianura alle porte dell’inverno”. Vi sarà la presentazione della mostra e del catalogo “L’Ossigeno dell’Anima”, con foto di Mirco Balboni, Federica Brunelli, Enrica Gilli, Luca Govoni, Lorenzo Guerzoni, Andrea Tomba, e testi di Alba Balboni. La mostra sarà in parete fino al prossimo 12 gennaio. Interverranno gli artisti e gli autori.

A seguire, presentazione dei romanzi “Il Puntaspilli” di Patrizia Tomba, e “Senilità Adolescenziale” di Romano Nardi, ne parlerà con gli autori Gian Paolo Borghi. Infine, “Dialetto in… cantato”, 4° edizione, con concerto del coro “Gli amici di Quinto”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 dicembre 2016

“La pittura a Ferrara nel secondo Seicento” presentato domani in Pinacoteca

8 Dic

libro-pittura-a-ferrara-seconda-meta-600-per-9dicembre2016_scale_600x300“La pittura a Ferrara nel secondo Seicento” è il nome della pubblicazione che verrà presentata domani alle 17 nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Il libro di Barbara Ghelfi, facente parte della collana “L’occhio di Ulisse”, costituisce la conclusione dell’indagine avviata dall’autrice in “Pittura a Ferrara nel primo Seicento. Arte, committenza e spiritualità” (2011). La situazione del secondo Seicento appare caratterizzata dalla contrapposizione fra la corrente del naturalismo rappresentata da Giuseppe Avanzi, garante della tradizione locale, e l’elegante classicismo importato in città da Maurelio Scannavini. Accanto a loro si muovono figure come il comacchiese Cesare Mezzogori e Giacomo Parolini. La ricerca intende restituire l’identità e l’avvicendarsi dei pittori, alcuni dei quali forestieri, attivi nel contesto cittadino, la cui facies artistica, a partire dalla fine del Settecento, verrà sistematicamente spogliata dei suoi capolavori e, in seguito, profondamente modificata dai danni bellici.

Durante l’incontro interverranno l’Arcivescovo Mons. Luigi Negri, Anna Stanzani, Direttrice Museo Nazionale dell’età neoclassica di Palazzo Milzetti a Faenza e Giovanni Sassu, dei Musei d’Arte Antica di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’08 dicembre 2016