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L’arte e la Resistenza

8 Apr

1891006_10203542850556815_1114182385_nParte oggi la cinque giorni del workshop, organizzato dal sindacato studentesco Rete Universitaria Attiva, sulle declinazioni contemporanee del concetto di Resistenza. Il laboratorio “Condizioni di (r)esistenza” avrà luogo fino a sabato 12 a Palazzo Tassoni Estense, sede della Facoltà di Architettura in via della Ghiara, 8 a Ferrara. I primi due giorni sono dedicati all’analisi teorica, con Jacopo Ferrara, storico e Matteo Albertini, semiologo, i due successivi alla progettazione con l’artista Ivan Tresoldi e l’ultimo alla realizzazione dell’opera d’arte da parte degli studenti partecipanti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 08 aprile 2014

I 5 Stelle di Argenta: «Siamo noi contro di loro»

6 Apr

2014-04-05 17.00.36Anche il Movimento Cinque Stelle di Argenta si prepara alla competizione elettorale del prossimo 25 maggio che vedrà le elezioni per il Sindaco e il Consiglio Comunale, oltre a quelle europee. Ieri alle 16 al Teatro dei Fluttuanti di Argenta in Via Pace, 2 si è svolto l’incontro di presentazione dei candidati alle comunali, con alla testa Luca Bertaccini. Erano presenti alcuni parlamentari del Movimento – i deputati Mara Mucci, Matteo Dall’Osso e Vittorio Ferraresi e il senatore Vito Crimi – oltre al Sindaco di Comacchio Marco Fabbri. Cambiamento, trasparenza e onestà “contro il monocolore che governa da settant’anni.” Si possono riassumere così le motivazioni dei diciassette candidati, giovani e meno giovani, precari e dipendenti pubblici. Sul palco i relatori sono seduti su “scomodi sgabelli”, mentre di fianco ci sono quattro poltrone vuote, “simboli dell’occupazione del potere.” Mentre Bertaccini ha accennato ai temi caldi del territorio (ambiente, Soelia, impianto Matrix, Unione dei Comuni), Crimi ha spostato il discorso sui temi nazionali (legge elettorale e abolizione del Senato, ad esempio), in particolare sui cavalli di battaglia del M5S – tagli della politica, finanziamento pubblico ai partiti, reddito di cittadinanza. Riguardo all’Europa, Crimi ha detto che i parlamentari europei “negli ultimi cinque anni non hanno fatto niente, ma ora li manderemo via, anzi li spazzeremo via”. Ferraresi invece si è scagliato contro i suoi colleghi parlamentari: la “preside” Boldrini che l’ha “espulso” per venticinque giorni dalla Camera, gli indagati, “i parlamentari del Pd che fan solo due cose, raccontano balle e si difendono l’un l’altro”, contro il Presidente Napolitano e il Ministro Franceschini. “Sono tutti contro di noi, siamo in guerra, noi contro di loro”, ha rimarcato Dall’Osso, prima dell’intervento del sindaco Fabbri e dell’onorevole Mucci.2014-04-05 16.40.08

Questi i nomi dei diciassette candidati del M5S per il comune di Argenta: Luca Bertaccini (anche candidato sindaco), Gabriella Ventura, Gessica Zagatti, Avio Fabbri, Marco Mazzanti, Valentino Maddaleno D’Angelo, Massimiliano Gardenghi, Raffaele Fabbri, Gianluca Morelli, Bruno Mazzoni, Giancarlo Zama, Rita Toschi, Daniele Gulinelli, Luca Leoni, Silvia Baroni, Roberto Zappaterra, Elena Taroni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 aprile 2014

All’Ibs Claudio Martelli e gli ultimi 30 anni d’Italia

13 Mar

Un’occasione per riflettere sul complesso e tormentato periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai giorni nostri, passando per la svolta del PSI, Tangentopoli e la Seconda Repubblica. Oggi alle 17 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste verrà presentato “Ricordati di vivere” (Bompiani, 2013), l’ultima fatica di Claudio Martelli, nel quale l’ex dirigente socialista racconta le vicende salienti degli ultimi trent’anni del nostro Paese attraverso il punto di vista privilegiato di protagonista. È nel ’76 che Bettino Craxi lo chiama ad entrare nella direzione nazionale del partito. Da qui l’ascesa che lo porterà nel ’79 ad essere eletto deputato, nell’84 a diventare vicesegretario del PSI, poi europarlamentare e nell’89 vicepresidente del Consiglio dei ministri del governo Andreotti. Nel 1991 diventa Ministro di Grazia e Giustizia: sarà lui a chiamare Giovanni Falcone a dirigere la Direzione Generale degli Affari Penali, e insieme a lui a progettare la Superprocura antimafia. Nel 1993 è costretto a dimettersi dalla guida del Ministero di Grazia e Giustizia dopo aver ricevuto un avviso di garanzia sulla vicenda della bancarotta del Banco Ambrosiano. Sempre durante Tangentopoli è stato condannato, dopo aver confessato, per aver ricevuto 500 milioni di lire nel caso della maxitangente Enimont. Da qui l’inizio del declino politico: nel 1998 diventa consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d’integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, nel ’99 viene eletto eurodeputato per lo SDI, partito che abbandonerà nel 2001 per fondare il Nuovo PSI. Infine, dal 2005 al 2009 conduce vari programmi sulle reti Mediaset.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 13 marzo 2014

Il “Libretto Grigio” de L’Apparato: quando l'(auto)ironia aiuta a riflettere.

9 Mar

L'ApparatoUsare le armi dell’ironia e del paradosso per riflettere sulla politica e l’antipolitica, il populismo e la cultura, i partiti e la società civile. I giovani del PD di Ferrara venerdì scorso alle 18 alla Libreria Ibs.it di p.zza Trento e Trieste hanno presentato il “Libretto Grigio”, testo de “L’Apparato” uscito nel novembre scorso per Editori Riuniti. Giacomo Bottos, uno degli ideatori di questo fortunato profilo nato su Facebook, ha dialogato insieme a Marco Zavagli, direttore di Estense.com. Una discussione su alcuni temi fondamentali della riflessione politica degli ultimi anni, attraverso chiavi di lettura alternative. Letture che ad esempio smontano la retorica sul rinnovamento giovanilistico e sul nuovismo, sulle primarie che “non aumentano la partecipazione ma aiutano la morte dei partiti, in quanto dovrebbero essere proprio quest’ultimi a mediare tra società civile e stato, e quindi a incentivare la partecipazione.” Da qui il ragionamento sul partito, il quale “dovrebbe assolvere alla propria funzione in modo continuo e costante”, non solo quando si aprono i gazebo. “Oggi invece – ha continuato Bottos – si butta via il bambino con l’acqua sporca: invece di superare i difetti dei partiti si vogliono superare i partiti stessi.” Le provocazioni dei ragazzi de “L’Apparato” servono dunque a ripensare le forme della politica. Politica che in passato era migliore perché “offriva orizzonti di senso, modelli di vita, forme di evoluzione della realtà, una direzione più ampia”. Bisogna perciò – è la conclusione ideale di questa riflessione – “lavorare sulla cultura, perché solo così si può cambiare, a lungo termine, la realtà”.

Andrea Musacci

L’Apparato fa tappa all’Ibs di Ferrara

7 Mar

Più di 20.000 fedeli “seguaci” su Facebook, oltre 10.000 su Twitter. Una foto in bianco e nero con Giorgio Napolitano ed Enrico Berlinguer durante una riunione del glorioso Partito Comunista Italiano. Così si presenta “L’Apparato”, creazione di alcuni “compagni” italiani che da un oltre anno sta spopolando sui social network, riscuotendo successo soprattutto tra i giovani. E sono proprio i Giovani Democratici ferraresi, giovanile del PD, ad aver organizzato per oggi alle 18 alla Libreria Ibs.it di p.zza Trento e Trieste a Ferrara la presentazione del “Libretto Grigio”, testo “ufficiale” de “L’Apparato” uscito nel novembre scorso per Editori Riuniti. Sarà il bolognese Giacomo Bottos ad avere l’onore e l’onere di presentare questo “Libretto”, non più rosso come quello di Mao Tse-tung, ma irrimediabilmente grigio. È uno “stato dell’anima, una forma di vita passata o possibile”, più che un partito o una struttura organizzata. Un profilo virtuale, ma non troppo, dunque, ironico ma serio, frivolo e nostalgico al tempo stesso. In ogni caso, precisano sul profilo Facebook, “l’Apparato è in grado di esprimere l’essenziale tanto in una relazione di sei ore quanto in 160 caratteri.”

Andrea Musacci

La storia di Darinka, donna e partigiana

30 Gen

DarinkaIn queste giornate di ricordo di quel 27 gennaio 1945, giorno della liberazione da parte sovietica del campo di Auschwitz, ci si è interrogati su come rinnovare la memoria della Shoah. Per Darinka Joijc, partigiana jugoslava, oggi come in quegli anni è “obbligatorio organizzarsi”, per combattere. All’interno della rassegna “Passaggi partigiani” e in occasione della Giornata della Memoria, lunedì alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea è stato presentato il libro “Darinka, una staffetta partigiana”. Il saggio è stato curato dalla stessa Darinka Joijc e da Daniele Civolani, presidente provinciale dell’ANPI, presente all’incontro insieme ad Antonella Guarnieri, responsabile Comunicazione e Didattica del Museo del Risorgimento e della Resistenza. Darinka, scomparsa nel 2012, è stata una staffetta partigiana, dalmata di nascita e ferrarese di adozione grazie al matrimonio con Mario Guzzinati. Grazie anche al reading musicato della Piccola Compagnia Giuoco del Pallone, formata da Alessia Passarelli e Giovanni Tufano, durante l’incontro si è ripercorso la vita di Darinka e le vicende di quegli anni, dal ’41 al ’45, anni della Resistenza jugoslava alla quale la Joijc partecipò attivamente, prima come staffetta, poi come partigiana e infermiera. Una donna “orgogliosa del proprio passato”, piena tanto di pietà quanto di aggresssività, che mai è riuscita a perdonare quei carnefici che ha visto in azione. La tragedia e l’orrore, comunque, in Darinka erano sempre accompagnate dall’amore, dal rispetto della dignità dell’altro e da una combattività che l’ha portata, dopo la guerra, a continuare a lottare col PCI, l’UDI e l’ANPI.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 30 gennaio 2014

(nella foto: Giovanni Tufano e Alessia Passarelli)

Condividere la cultura, grande bene comune

12 Gen

Bellatalla DeweyVenerdì scorso, nella tradizionale sede della Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea la prof.ssa Luciana Bellatalla dell’Università di Ferrara ha inaugurato il ciclo “Viaggio Nella Comunità dei Saperi. Istruzione e Democrazia”, organizzato dall’Istituto Gramsci e dall’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara. La docente ha iniziato la propria relazione, dedicata al tema “John Dewey, ovvero l’educazione per una società aperta e complessa”, partendo dalla riflessione sul rinnovamento della democrazia attraverso un nuovo rapporto tra individualità e collettività.

I saluti dell’Assessore alla Cultura Massimo Maisto, centrati sul binomio cultura-comunità, hanno preceduto l’introduzione di Daniela Cappagli e la presentazione di Fiorenzo Baratelli, presidente del Gramsci di Ferrara. Quest’ultimo nel suo intervento ha dedicato alcune riflessioni alle mancanze delle democrazie moderne (apatia, scarso senso civico, infantilizzazione dell’opinione pubblica) e ai requisiti dell’alfabetizzazione, della conoscenza, del senso critico e della condivisione, più che mai fondamentali in un sistema “aperto e complesso” come quello contemporaneo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 gennaio 2014

(nella foto, da sx: Fiorenzo Baratelli, Massimo Maisto, Luciana Bellatalla, Daniela Cappagli)

Il Fascismo e gli intellettuali, storia di un “tradimento”

23 Dic

Zanardi e BaravelliIn occasione dello spettacolo “Gli indifferenti” di e con Fabrizio Gifuni, in scena da giovedì 19 a sabato 21 dicembre al Teatro Comunale, martedì 17 nella Biblioteca Ariostea s’è svolto l’incontro “Gli intellettuali italiani del ventennio e il tradimento di una missione”. Curatore e relatore è stato Andrea Baravelli dell’Università di Ferrara, introdotto dalla prof. Paola Zanardi, presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea, organizzatore dell’incontro insieme alla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. La relazione di Baravelli si è focalizzata sul tema del rapporto tra intellettuali e fascismo, e più in generale tra intellettuali e potere. Il titolo dell’incontro riprende infatti “Il tradimento dei chierici”, opera di Julien Benda del 1927, nella quale si analizza la tendenza, di molti intellettuali tra ‘800 e ‘900, a inseguire solo “la conquista del temporale”, del potere, e a non cercare più la verità. Se è l’affaire Dreyfus a segnare in un certo senso la nascita di questo tipo di intellettuale, l’Italia del Ventennio vede l’egemonia di una cultura vitalistica, antintellettualistica, e un tentativo di controllo di alcuni ambiti come la scuola, gli istituti di cultura e gli ordini professionali. In questa cornice, oltre allo scontro tra Croce e Gentile, due figure sono state messe in risalto da Baravelli: Gaetano Salvemini e Antonio Gramsci. Il primo, antifascista e fondatore della Mazzini Society, il secondo padre del comunismo italiano nonché convinto sostenitore della necessità per l’intellettuale del Novecento di non rifugiarsi sulla “torre d’avorio” ma di lavorare a contatto col popolo e con la politica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 dicembre 2013

Le colpe del nostro Paese nel Fascismo

1 Dic

Cattivo tedescoLe responsabilità del popolo italiano durante il ventennio fascista, e la conseguente rimozione di queste dal secondo dopoguerra sono al centro delle riflessioni del saggio “Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale”. L’autore Filippo Focardi ne ha discusso insieme ad Anna Quarzi, direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea e Andrea Baravelli, dell’Università di Ferrara, giovedì alle 17 alla libreria Ibs.it di p.zza Trento e Trieste. Come ha spiegato la Quarzi, il mito degli “italiani brava gente”, così diffuso nella vulgata del tempo, era “un mito di comodo, che acquietava la nostra coscienza.” Uno stereotipo, “uno dei luoghi comuni più duri da scalfire”, ha aggiunto Baravelli nel lodare questo saggio “politico”, frutto di un ottimo lavoro sulle fonti. Senza nulla togliere ai meriti dei movimenti di Resistenza contro il nazi-fascismo, l’autore ha sottolineato come la coppia di miti indicati nel titolo “valga per tutti i Paesi sotto occupazione”, ma l’Italia rappresenta comunque “un caso a sè”, in quanto culla dei fascismi e paese in guerra fin dal ’35, dall’occupazione dell’Abissinia, oggi Etiopia.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 dicembre 2013

(Nella foto, da sx: Andrea Baravelli, Filippo Focardi, Anna Quarzi)

«Le sconfitte servono a cambiare»

26 Nov

Sorgi Ibs“Il mio libro è la storia di una serie di sconfitte della sinistra italiana, non solo di quella siciliana. Ma queste sconfitte, come recita il titolo, non sono state inutili, non lo sono mai.” Domenica alle 17.30 alla libreria Ibs.it in p.zza Trento e Trieste Marcello Sorgi – ex direttore del TG1 e de La stampa – ha presentato il suo ultimo libro, “Le sconfitte non contano”, edito da Rizzoli. Per l’occasione ha dialogato con Augusto Barbera, dell’Università di Bologna e Giuditta Brunelli, dell’Università di Ferrara. Si tratta di un romanzo storico e autobiografico nel quale la storia del padre dell’autore, Nino, noto avvocato penalista, si interseca con la Storia della Sicilia e dell’Italia, dall’antifascismo alle lotte dei contadini per la terra. L’incontro, che ha coinvolto più di settanta persone, è stato un continuo susseguirsi di aneddoti e di storie – divertenti e commuoventi – che ben hanno ricostruito la situazione politica, sociale e culturale di una terra, la Sicilia, tanto affascinante quanto maledetta. Diversi, ad esempio, gli aneddoti che Sorgi ha dedicato alle vicende di Luchino Visconti sull’isola durante le riprese de “Il gattopardo”, concluso poi in Abruzzo e uscito nel ’63. “Le sconfitte non contano, servono sempre a cambiare le cose. Sono una prova di intelligenza, non segno di una resa. Ci sono battaglie che valgono per la qualità in sé che hanno.” E’ questo lo spirito del libro, che l’autore riprende dal coraggio del padre Nino e dei tanti “eroi”, da Danilo Dolci a Francesco Rosi, da Placido Rizzotto a Giovanni Falcone. Tra la nonna Irina, “matematica razionalista, ma religiosa” e Portella della Ginestra, dalle parole di Sorgi si srotolano immagini, ricordi vissuti e tramandati, testimonianze di lotte giuste, “che vanno fatte comunque”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 novembre 2013