Tag Archives: Roma

A Ferrara la Pop Art parla italiano

10 Apr

Fino al 10 giugno, la Pi. Gallery in via Frizzi, 30 a Ferrara, guidata da Giuseppe Falivene, propone una serie di opere rappresentative di alcune delle interpretazioni italiane della Pop Art. “Rome. Pop Art in Italy”, questo il nome della mostra, raccoglie una trentina di opere, con ampio spazio dedicato a Claudio Cintoli.

Gli altri artisti presenti sono Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Renato Mambor, Gino Marotta, Gianfranco Notargiacomo, Mario Schifano, Alighiero Boetti e Lucio Del Pezzo. In galleria è disponibile il catalogo. La mostra è visitabile dalle 16 alle 19, il mattino su appuntamento, giovedì e domenica chiuso.

Qui alcune immagini della mostra.

Andrea Musacci

La pittura olandese nella Roma del primo Seicento

17 Mar
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“Vocazione di San Matteo”, H. ter Brugghen, 1620.

Martedì scorso, 15 marzo, alle ore 17 nel Salone d’Onore della Pinacoteca, si è svolto un nuovo incontro del ciclo “Il Museo. Dentro e Intorno”. Il Prof. Gert Jan van der Sman, che lavora presso l’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte a Firenze e dal 2007 insegna Storia del Disegno e dell’Incisione presso l’Università di Leiden, ha relazionato sulla presenza, nella Roma del primo Seicento, dei pittori olandesi e fiamminghi. L’intervento – dal titolo “Oltre Caravaggio. Pittori olandesi a Roma nel primo Seicento” – è stato introdotto da Maria Pietrogiovanna dell’Università di Padova.

Protagonisti a Roma nel primo Seicento furono infatti soprattutto artisti francesi, o appunto olandesi come Matthijs Bril (1550-1583), Paul Bril (1554-1626), Gerard van Honthorst (1592-1656), Dirck van Baburen (1595-1624), Hendrick ten Brugghen (1588-1629).

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Un momento dell’incontro

Riguardo a Ferrara, van der Sman ha parlato della presenza, nel Quattrocento, di un trittico di Rogier van der Weyden (1399-1464), mentre nell’Oratorio della Santissima Annunziata è presente la “Madonna della cintura” di Lambert van Noort (1520-1571). Infine, a Ferrara, tra il Quattrocento e il Cinquecento, erano presenti più arazzieri che pittori fiamminghi, vista l’abbondanza di quest’ultimi.

Andrea Musacci

Bassani? «Burbero ma delizioso». Lo scrittore Luperti racconta l’amico Giorgio

4 Mar
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Giorgio Bassani

Giorgio Bassani? «Una persona burbera e nervosa ma anche deliziosa, sempre disposta ad aiutarmi». Oggi ricorre il centenario dalla nascita dell’indimenticato scrittore ferrarese, e per l’occasione ieri alle 16 al Museo del Risorgimento e della Resistenza (in c.so Ercole I d’Este, 19) è stato presentato il romanzo del conte Alessandro Rigi Luperti, Il tempo degli uomini e il tempo delle cose. La vita di Clorinda (La ragnatela, 2015).
Cosa c’entra Bassani con quest’opera ambientata nell’Ottocento a Cagli, nelle Marche, allora provincia pontificia? È lo stesso Alessandro Rigi Luperti a raccontarcelo, partendo dalla nostra città. «A Ferrara vi sono stato qualche volta, ma di passaggio». Sono, quindi, perlopiù i suoi amici ferraresi a parlargliene, uno in particolare, Giorgio Bassani.
«Ammiravo molto le sue opere», ci spiega. «Un giorno, nel ’75, a Roma [dove Luperti vive dal ’68, ndr], un’amica in comune mi propone di far leggere i miei scritti a Bassani: i due si presentano a casa mia, e da lì nasce la nostra amicizia. Era un tipo strano – prosegue Luperti –, a volte burbero, nervoso, ma anche delizioso nei modi. Spesso capitava a casa mia all’improvviso, poi magari per alcuni mesi non lo vedevo…».

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Clorinda, protagonista del romanzo

Il tempo degli uomini e il tempo delle cose narra della vita, «interessante e faticosa», della contessa Clorinda Rigi Luperti, bisavola dell’autore, nata come raccolta di memorie famigliari. «Bassani la lesse e mi disse che bisognava farla stampare. All’inizio mi rifiutai, facendolo arrabbiare, dato che, mi disse, ne aveva già parlato ad Alcide Paolini ed Enzo Siciliano». A spuntarla sarà lo scrittore ferrarese. «Ero diventato Bassani-dipendente», ci dice scherzando, «gli facevo sempre leggere i miei scritti perché li giudicasse. Era spesso positivo nei suoi commenti, mi spronava continuamente a scrivere e a farli pubblicare».
L’incontro di ieri, organizzato con Fondazione Rigi Luperti e Fondazione Bassani, ha visto i saluti del Vicesindaco Massimo Maisto, di Antonella Guarnieri, Responsabile del Museo, e gli interventi di Alberto Mazzacchera, Fondazione Rigi Luperti, dell’autore e dello storico Davide Luigi Mantovani.

Andrea Musacci

Pubblicato (in versione ridotta) su la Nuova Ferrara il 04 marzo 2016

Luci e ombre della Ferrara onirica grazie a Franceschini e Goberti

5 Lug
Flavia Franceschini, Gianfranco Goberti, Carlo Ciccarelli

Flavia Franceschini, Gianfranco Goberti, Carlo Ciccarelli

Le luci e le ombre della Ferrara onirica e metafisica sono arrivate fino a Roma. Due artisti, vanto della nostra città, come Flavia Franceschini e Gianfranco Goberti espongono, infatti, fino al prossimo 24 luglio all’Ulisse Gallery di Via Capo le Case, 32, a due passi da Piazza di Spagna, per la mostra “Ombre della memoria”.

È proprio la Franceschini a raccontare la genesi di questo progetto. «Per anni sono stata in contatto con la curatrice Silvia Pegoraro per parlare di questa mostra che, all’inizio, mi sembrava al di sopra delle mie possibilità». Il primo incontro tra le due avviene nel giugno dell’anno scorso nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati per l’inaugurazione dell’esposizione “Enrico Berlinguer e lo sguardo degli artisti”, alla quale han partecipato sia la Franceschini sia Goberti. In seguito, la Pegoraro viene a Ferrara per incontrare i due artisti nei rispettivi studi e riflettere su un possibile tema comune, che poi discute e concorda con Carlo Ciccarelli, proprietario della nota galleria.

«È  per me – prosegue la Franceschini – un grande piacere esporre insieme a un artista importante come Gianfranco e in un luogo così prestigioso. Sono stata presente all’inaugurazione [svoltasi lo scorso 4 giugno, ndr], ma cercherò di tornare prima della chiusura, anche per girare un video della mostra».

Proprio l’evento inaugurale ha rappresentato un’occasione per incontrare amici ferraresi o romani. Erano, infatti, presenti il cantautore e scrittore Mario Castelnuovo, la critica d’arte Laura Tansini, l’On. Marco Rizzo (ex PdCI, ed egli stesso artista), il regista Enrico Parenti, gli artisti Giorgio Galli  e Sidival Fila, oltre al fratello, il Ministro del MiBACT Dario Franceschini. Presente anche una piccola rappresentanza ferrarese, con il pianista Hugo Aisemberg e la moglie Rosi Murro, l’attore Stefano Muroni e Daniele Ravenna, dirigente del Ministero dei Beni Culturali. Inoltre, nei giorni successivi l’inaugurazione, la mostra è stata visitata dall’attore Lino Capolicchio (protagonista, tra l’altro, de “Il giardino dei Finzi-Contini” di Vittorio De Sica), che la Franceschini ha avuto modo di conoscere al MEIS di Ferrara alcuni anni fa e che si può annoverare tra i suoi estimatori.

Un grande successo per i due artisti ferraresi, quindi, non certo il primo, ma un ulteriore meritato riconoscimento del loro talento. Lo stesso catalogo curato dalla Pegoraro rende onore a questa coppia di creativi e al profondo valore della loro ricerca artistica. Un connubio apparentemente anomalo ma che, scrive la curatrice, vuol essere “un’indagine sulla dicotomia ombra-luce, […] che porta a una presa di coscienza, anche, di quell’ombra che è propria dell’uomo contemporaneo, smarrito nella vertigine del quotidiano e con l’esigenza sempre più forte di speranza e di eterno”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 luglio 2015

I Vuoto Pneumatico tra poesia e sperimentazione sonora

12 Mar
Gianni Venturi e Giacomo Marighelli

Gianni Venturi e Giacomo Marighelli

I Vuoto Pneumatico di Gianni Venturi e Giacomo Marighelli sono reduci da una tappa a Roma, dove si sono esibiti sabato scorso al Teatro Lo Spazio. A partire dalle 23 hanno dato vita a una serata all’insegna della poesia e della sperimentazione sonora.

Ma chi sono i Vuoto Pneumatico? Il progetto tra Venturi, autore dei testi e voce, e Marighelli, chitarrista e creatore dei suoni, è nato da alcuni live all’insegna dell’improvvisazione, e continua l’omonimo spettacolo della compagnia Teatroscienza. Vuoto Pneumatico è anche il nome del loro album studio uscito l’anno scorso, tredici brani in tensione tra psichedelica malinconia e disperate esplosioni.

Mentre Venturi è il cantante dei Altare Thotemico, band prog-jazz-rock con all’attivo due album, Marighelli, invece, ha composto soundtrack per opere video e spettacoli teatrali, e con lo pseudonimo di Margaret Lee ha pubblicato tre album, tra cui l’ultimo, Margaret Lee presenta: Giacomo Marighelli (2013) ha ospitato Alejandro Jodorowsky, che ha concesso l’uso di una sua poesia registrata (nel brano Perdono).

Quello tra musica e poesia è un legame “naturale”, essenziale alle due espressioni artistiche, le cui sonorità si richiamano istintivamente a vicenda. Il progetto dei Vuoto Pneumatico dona a questo eterno legame forme originali, attraverso vertigini sonore, squarci di urla e flussi di immagini e parole a tratti inarrestabili. Le sonorità distorte e distopiche, materiche e visionarie, come i versi di Venturi, evocano la durezza della meccanica, industriale e post-moderna, abbinandola a drammi e passioni ferocemente esistenziali.

Prossime tappe il 30 aprile al Club Il Giardino di Verona e l’11 maggio al Bravo Cafè di Bologna. Per informazioni visitare il sito www.vuotopneumatico.com/.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 marzo 2015

“Luce nell’ombra” con la Czertok è sbarcato al Tordinona di Roma

16 Gen

02È la sera di martedì 14 gennaio, mancano poche ore al centenario della nascita di Etty Hillesum. Siamo in un teatro storico di Roma, uno dei più importanti, dei più antichi, il Tordinona. Sono le 21 quando Natasha Czertok, ferrarese, sale sul palco insieme a Greta Marzano e Chiara Galdiolo dando inizio alla prima dello spettacolo “Luce nell’ombra”, dedicato a Etty Hillesum, nata il 15 gennaio di cento anni fa e morta, nel campo di Auschwitz, il 30 novembre del 1943. “È stato un ottimo successo di pubblico – ci dice Natasha Czertok – neppure noi ce l’aspettavamo. Significa che il tipo di linguaggio che abbiamo usato è arrivato.” Erano circa sessanta le persone presenti nella sala intitolata a Lee Strasberg, grande attore e regista teatrale statunitense scomparso nel ’82. Un successo, quello di martedì sera, costruito nel tempo, dopo uno studio approfondito dei “Diari” e delle “Lettere” della Hillesum, grazie anche al contributo di Roberto Cazzola, curatore insieme a Claudia Di Palermo dell’edizione integrale 1941-1943 delle “Lettere” . Circa tre mesi fa, nello stesso periodo dell’anteprima al Teatro Cortázar a Pontelagoscuro, i primi contatti con la Capitale. “Inizialmente c’eravamo rivolti al circolo Forte Fanfulla, ma non si è fatto niente dato che lo spazio era troppo piccolo – continua la Czertok. Allora hanno girato il nostro materiale a Tordinona e il Direttore Artistico ha accettato subito.” Dopo la conquista di Roma, il ritorno in patria. Lunedì 20 e martedì 21 gennaio lo spettacolo verrà, infatti, presentato alle 10.30 alla Sala Estense di Ferrara, in collaborazione con Anpi Ferrara e CGIL Ferrara, mentre il 27 gennaio, alle 11 e alle 21, sarà il Teatro Filarmonico Comunale di Piove di Sacco (PD) a ospitare l’evento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 gennaio 2014

Stasera la Czertok presenta a Roma “Luce nell’ombra”

14 Gen

foto Alberto Gigante2“Luce nell’ombra” è un progetto teatrale di Natasha Czertok – Obsoleta Teatro ispirato ai Diari e alle Lettere del ’41-’43 di Etty Hillesum, la giovane intellettuale ebrea deceduta il 30 novembre 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz. Stasera alle 21 al Teatro Tor di Nona (Roma), in occasione del centenario della nascita della Hillesum, vi sarà la prima assoluta dello spettacolo, organizzato per l’occasione da Samantha Biferale. Il progetto, che ha ricevuto la Selezione per il Premio Scenario per Ustica 2013, è stato presentato in anteprima al Teatro Cortazar di Pontelagoscuro lo scorso 26 ottobre.

Lunedì 20 e martedì 21 gennaio, invece, lo spettacolo farà tappa alle ore 10.30 alla Sala Estense di Ferrara, in collaborazione con Anpi Ferrara e CGIL Ferrara. Sarà il Teatro Filarmonico Comunale di Piove di Sacco (PD) a ospitare l’evento il 27 gennaio, Giorno della Memoria, alle ore 11 e alle ore 21. Protagoniste dello spettacolo tre donne, Natasha Czertok, Greta Marzano e Chiara Galdiolo, mentre la partitura sonora sarà di Luca Ciriegi e le luci saranno affidate a Giulia Generali.

Infine, da sottolineare il fondamentale e amichevole contributo di Roberto Cazzola, curatore insieme a Claudia Di Palermo dell’edizione integrale 1941-1943 delle “Lettere” di Etty Hillesum, da poco edite da Adelphi Edizioni.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 gennaio 2014

(foto di Alberto Gigante)

A Roma premiate le “eccellenze” ferraresi di Wunderkammer e Dante Bighi

18 Mag

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Giovedì pomeriggio presso la Casa dell’Architettura a Roma, il Presidente del Consorzio Wunderkammer Leonardo Delmonte ha presenziato, in rappresentanza dell’APS Basso Profilo, alla cerimonia di premiazione del concorso d’idee “Spazio Pubblico/network/innovazione sociale”, sezione “altre discipline”, categoria “La città sociale”, per il progetto “Wunderkammer. Recupero degli ex magazzini fluviali di Ferrara”, che è risultato uno dei cinque progetti vincitori. All’incontro hanno partecipato Mario Spada (coordinatore della Biennale dello Spazio Pubblico), Livio Sacchi (Presidente f.f. dell’Ordine degli Architetti di Roma), Alfonso Giancotti (Presidente Casa dell’architettura di Roma) e Alessandro Ridolfi (Presidente Consulta Giovani Architetti di Roma).
La premiazione è consistita nella consegna di una pergamena e nella possibilità di partecipare alle 14 di ieri al convegno interno alla Biennale dal titolo “La città Open Source”, presso la Facoltà di Architettura Roma Tre, per partecipare ai lavori di costruzione di una piattaforma nazionale condivisa sui temi dell’innovazione sociale e della riconquista dello spazio pubblico. Anche il Centro Studi Dante Bighi di Copparo è stato insignito di un premio, come vincitori nella categoria “Edifici ad uso collettivo e spazi per la cultura”. La delegazione copparese era formata dal sindaco Nicola Rossi, da Elena Bertelli e dagli architetti Diego Farina e Maurizio Bonizzi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 maggio 2013

(nella foto, Leonardo Delmonte)