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Dialogo con l’arte: le mostre in città e fuori dalle mura

25 Feb
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Da sinistra, Patrick Tabarelli, Jasmine Pignatelli, Giorgio Cattani e Maria Letizia Paiato

Due artisti «viandanti»  che, attraverso linguaggi artistici differenti, incrociano i rispettivi sguardi sul reale, ricreandone geometrie, frammentarietà e movimenti. Oggi alle 18 inaugura “Echo of Hidden Places”, bi-personale degli artisti Jasmine Pignatelli e Patrick Tabarelli nella galleria Fabula Fine Art diretta da Giorgio Cattani in via del Podestà, 11 a Ferrara. Il nuovo progetto espositivo, curato da Maria Letizia Paiato, raccoglie, alternandole tra loro, le opere di Tabarelli, non più realizzate a mano ma da drawing machine, e quelle della Pignatelli. I due hanno assorbito, attualizzato e reinterpretato personalmente le riflessioni sull’arte astratta del Novecento, dialogo, questo, tra radici e contemporaneità, tipico della filosofia di Fabula. Questa loro rilettura si è spinta fino a mettere in dubbio lo stesso concetto di materia (e, dunque, di reale), sperimentando costantemente in bilico con l’indeterminatezza, anche estrema: il vuoto. Così, per la Pignatelli, le pesanti croci nere (nero che richiama il nulla) si contrappongono a vettori più esplicitamente mobili e irrequieti, e in Tabarelli l’alterità del supporto tecnologico rompe, con le sue linee stranianti, le famigliari catene fenomenologiche. Proprio queste ondulazioni dai colori accesi inquietano (di un’inquietudine viva, mai annullatrice) ancor più nelle loro interazioni con le croci e gli incroci al tempo stesso parziali e direzionali, labili e razionali, della Pignatelli. Per questo, “l’eco di luoghi nascosti”(come recita il titolo in italiano) è, come ha spiegato la Paiato, sinonimo di emotività, al pari, per usare le suggestioni di Cattani, di una musica, di una danza. La mostra è visitabile fino al prossimo 8 aprile.

Quella a Fabula non è l’unica mostra che inaugura in città o nelle vicinanze. Oggi alle 18.30, infatti, alla Galleria del Carbone in via del Carbone, 18/a viene presentata “Serendipity”, personale di Nanni Menetti. In galleria verranno esposte una ventina di lavori a tempera su tavola, ottenuti assecondando il gelo. La rassegna rimarrà in parete fino al 12 marzo con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì, dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

“Le regole del Giano” è, invece, il nome del laboratorio artistico in programma oggi alle 16 nello Spazio Aperto in via Carlo Mayr, 69. L’evento, a cura di Cose Comunicanti, è strutturato come un gioco di società, per imparare a realizzare un Giano Ipnotizzatore.

Spostandoci fuori città, alle ore 17 al Museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento inaugura la mostra personale dell’artista Graziano Pompili, dal titolo “Omnia”. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 30 aprile ed è curata da Valeria Tassinari, Pompili propone una sintesi dei passaggi salienti della sua ricerca artistica.

Infine, da ieri fino al 25 giugno a Palazzo Fava in via Manzoni, 2 a Bologna è visitabile la mostra collettiva “Costruire il Novecento. Capolavori della Collezione Giovanardi”, novanta opere provenienti dalla Collezione Giovanardi realizzate dai migliori pittori italiani attivi tra le due guerre mondiali. La mostra, curata da Silvia Evangelisti, raccoglie opere, tra gli altri, di Giorgio Morandi Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Massimo Campigli e Mario Sironi, Mario Mafai e Ottone Rosai.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

I detenuti-attori insegnano”La forza del perdono”

25 Feb

Spettacolo in carcere dopo “Pope is pop”images

C’è tanta ironia ma anche struggimento per un tema importante, com’è quello del perdono, e rappresentato da attori particolari. Ieri nel primo pomeriggio nella Casa Circondariale di via Arginone ha avuto luogo lo spettacolo teatrale “La forza del perdono”, che ha visto protagonisti una decina di detenuti del carcere ferrarese, coadiuvati dal cappellano Mons. Antonio Bentivoglio. In una decina di giorni, per un’ora al giorno, i detenuti, italiani e non, hanno preparato lo spettacolo, rappresentato nel teatro/palestra della casa circondariale.

La rappresentazione racconta la vicenda di un mafioso, Trovato Innocente, arrestato perché colto in flagranza mentre chiede il pizzo in un mercato. Dopo il finto processo, troviamo il protagonista in cella (con letti e coperte realmente usati dai detenuti/attori): qui inizia il processo di pentimento per il male commesso, e di perdono nei confronti del complice, finito anche lui in carcere, suo accusatore durante il processo.

Alla rappresentazione hanno assistito diversi volontari dell’Associazione Noi per Loro, la comandante Annalisa Gadaleta e alcune educatrici.

Ad apertura dello spettacolo, e dopo lo stesso, vi è stato l’intrattenimento musicale eseguito da sei detenuti  (più due tecnici del suono), che hanno reinterpretato brani di Dylan, Vasco, Celentano e tanti altri.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2017

Mediazione sociale, giustizia tra le differenze

21 Feb

Un dibattito sulla mediazione per vivere meglio ed evitare conflitti

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Bertelli, Sapigni e Martini

Nei contesti abitativi è possibile costruire un senso di comunità nonostante le differenze? Di questo si è riflettuto ieri mattina a Palazzo Bonacossi (in via Cisterna del Follo) nel seminario “La mediazione sociale nelle società complesse. Cos’è? A cosa serve? Principi metodologici e possibilità d’intervento”, organizzato, per la Giornata della Giustizia Sociale, da Camelot, Rete “Dialogo Negoziazione Ascolto”, in collaborazione con ACER e Mediattivi (Coordinamento regionale Mediatori ACER) e con il patrocinio del Comune di Ferrara. Dopo l’introduzione di Patrizia Bertelli, presidente Camelot, e dell’Assessore Servizi alla Persona Chiara Sapigni, che ha ricordato il ruolo del Centro di Mediazione, è intervenuto Raffaello Elvio Martini, psicologo di comunità e promotore del progetto “BuonAbitare”.

«La mediazione non è appannaggio di professionisti, ma è una funzione molto diffusa», ha esordito Martini, «significa trovare soluzioni per far convivere in modo soddisfacente le diversità, che a volte diventano conflitti». Nello specifico, «la mediazione sociale è servizio specialistico alla persona realizzato tramite sportelli sul territorio, ma è anche lavoro di comunità – ha proseguito –, un’azione che aiuti le persone a realizzare cambiamenti nell’ambiente dove vivono, con il coinvolgimento attivo e responsabile dei singoli».

martiniGli spazi in comune, ad esempio nei condomini, «se da un lato consentono il fare comunità, dall’altro possono provocare conflitti». Per questo, anche con fatica, «bisogna sviluppare fiducia, solidarietà, intelligenza collettiva», senza “gestioni” dall’alto, ma «facilitando lo sviluppo di una comunità d’intenti», e non dimenticando che «il conflitto può anche essere una risorsa perché obbliga a trovare soluzioni e a riconfigurare la situazione».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 febbraio 2017

Gli origami artistici di Bascetta in mostra a Ferrara

19 Feb

3398_ee3f7f7e10684c6fa05c5b2df6697526Gli origami deliziosamente geometrici di Paolo Bascetta sono in mostra da ieri nella sede dell’Associazione Rrose Sèlavy in via Ripagrande, 46 a Ferrara.
Bascetta presenta una selezione di modelli origami quasi tutti modulari, cioè ricavati da quadrati o rettangoli di carta piegati secondo uno schema e che assemblati ad incastro, rigorosamente senza colla, formano composizioni bidimensionali o tridimensionali.
L’autore, molto conosciuto nell’ambito origamistico per avere inventato alcuni modelli diventati classici, continua la sua ricerca giocando con le forme che più lo affascinano: triangoli, pentagoni, esagoni, cubi, prismi e poliedri, per creare forme nuove, astratte, eleganti, mai banali.
Un’eleganza che si ritrova nelle sequenze di pieghe necessarie per ottenerli, nei colori, nella proporzione dell’oggetto finito. Le invenzioni di carta di Paolo Bascetta ricordano i dettagli dei cristalli, i movimenti delle cellule, le composizioni chimiche, la bellezza della natura.
“Paolo Bascetta è un matematico. E i matematici, si sa, vedono intrecci di numeri e di forme geometriche con l’occhio della mente”, scrive Ramin Razani in “Bascetta. Arte in piega” (ed. Sigem, 2016). “L’evoluzione dei suoi lavori non va soltanto nella direzione della piegatura della carta, bensì si inoltra anche in altre discipline”. La mostra sarà visitabile fino al 24 marzo, il mercoledì, venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 febbraio 2017

Ferrara città d’arte: guida alle mostre del fine settimana

18 Feb
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Opera di Tiberio Savonuzzi (a sinistra) e Renzo Sbolci

Anche questo fine settimana sono numerosi gli eventi all’insegna dell’arte nella nostra città.

Oggi alle 16 nella Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, nell’ambito della mostra “Sapienza e racconto” di Raffaello Margheri (visitabile fino a domani) avrà luogo un incontro con l’artista, durante il quale verrà fatta una dimostrazione di stampa xilografica, che evidenzierà la maestria esecutiva di Margheri per questa antichissima tecnica di stampa. Al termine vi sarà un recital musicale eseguito dalla flautista ferrarese Emmanuela Susca. La mostra è visitabile oggi e domani dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

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Andrea Amaducci

L’artista ferrarese Andrea Amaducci oggi presenta invece la personale “Headquarter”, esposta in due luoghi: alle 17.30 inaugura la parte nello showroom di Gavioli Paolo Arredamenti in corso Portamare, 8/a, mentre alle 18.30 la seconda parte all’Hotel Annunziata in piazza Castello. In mostra vi saranno una ventina di opere tra dipinti, sculture e bozzetti di grande formato. La mostra sarà visitabile tutti giorni fino al 16 aprile negli orari dei pubblici esercizi: dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 per quanto riguarda Gavioli, tutti i giorni dalle 10 per l’Annunziata.

Oggi alle 17 inaugura anche alla Galleria Il Rivellino in via Baruffaldi, 6 la mostra “Ferrara e… Dintorni”, con opere di Andrea Latta, Franco Marchesi, Cristina Rizzi, Luigi Ardizzoni, Michele Altamura, Duilio Nalin, Roberto Beghelli.L’esposizione, promossa dal Club Amici dell’Arte, sarà visitabile fino al 3 marzo, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, chiuso i pomeriggi di giovedì e domenica.

Proseguendo, ieri nello Studio Beza di via Ragno, 6 a Ferrara è stata inaugurata la mostra fotografica di Pier Paolo Tralli, mentre giovedì nel Ristorante 381 Storie da Gustare, in p.zzetta Corelli, 24, in collaborazione con il Centro Donna Giustizia è stata presentata la mostra fotografica “Patchworks. The Face of Freedom is Female”, ideato dalle fotografe Ippolita Franciosi e Letizia Rossi, risultato di percorsi formativi basati sull’insegnamento della ripresa fotografica, che hanno coinvolto donne vittime della tratta e di violenza.

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Mario Schifano

Domani, invece, alle 17 a Palazzo Spisani, sede dello show room “La Tognazza” in via Byron, 10, inaugura la bipersonale di Tiberio Savonuzzi e Renzo Sbolci, per la rassegna “Arte&vino”, mentre alle 18 nel teatro Ferrara Off in viale Alfonso I d’Este, 13 avrà luogo un incontro dedicato al pittore Mario Schifano, ultimo appuntamento del ciclo sull’arte del Novecento intitolato “Vite al limite”. L’incontro è curato da Giacomo Cossio. Infine, fuori città, la pittrice ferrarese Rosy Locatelli partecipa da oggi alla collettiva “Trofeo dell’arte” nel Castello di Montagnana (PD), che inaugura alle 17.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 febbraio 2017

Addio Mons. Negri, attestati di riconoscenza per l’opera pastorale

16 Feb

I commenti dei sacerdoti sull’avvicendamento al vertice della Diocesi. Don Bedin: «ricordo l’incontro tra Perego e Negri per i dieci anni dell’Associazione Nadiya»

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Mons. Luigi Negri

«Grande è il senso di riconoscenza nei confronti di Mons. Negri»: così don Michele Zecchin, parroco di Sant’Agostino a Ferrara, uno dei sacerdoti presenti ieri mattina per l’annuncio del nuovo Vescovo. Insieme a lui, tra gli altri, vi era don Stefano Zanella, responsabile dell’Ufficio Tecnico diocesano, che ha sottolineato come «sia importante l’età non anziana del nuovo Vescovo, che quindi avrà tempo per continuare il cammino portato avanti da Negri». Sui molti progetti promossi da quest’ultimo, hanno espresso gratitudine altri sacerdoti della Diocesi. «Mons. Negri ha dato una spinta al cammino pastorale, con un’attenzione alla vita ecclesiale e alla formazione», è il pensiero di don Emanuele Zappaterra, Rettore del Seminario. «Ha permesso anche – ha proseguito – un lavoro sinodale nel clero. Per quanto riguarda il Seminario, ho lavorato bene insieme a lui, è stato una buona guida, una presenza sempre costante e aperta al confronto».

Di «un uomo appassionato alla verità, che lascerà un’impronta significativa, e che non ha mai risparmiato energie e parole, trovando spesso soluzioni azzeccate», ha parlato invece don Roberto Pambianchi, Responsabile diocesano per la Pastorale Giovanile. «Gli ho voluto e gli voglio molto bene, sono stati anni molto intensi e belli», è invece il commento di don Graziano Donà, economo della Diocesi. «Con lui è stato costruito molto, ha cercato di intraprendere percorsi nuovi, attuando cambiamenti dolorosi ma significativi, che daranno i loro frutti negli anni».

Riguardo al nuovo Vescovo, Mons. Perego, è don Domenico Bedin a ricordare come il 18 marzo 2014 venne a Ferrara come direttore della Fondazione Migrantes, per i 10 anni dell’Associazione Nadiya. Per l’occasione si svolse un incontro pubblico a Casa Cini alla presenza anche di Mons. Negri, per discutere di flussi migratori e accoglienza. «Mi era sembrata una persona disponibile e rigorosa, molto preparata», è il ricordo di don Bedin, che per alcuni anni è stato direttore della Fondazione Migrantes, prima a livello diocesano, poi regionale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 febbraio 2017

Un fine settimana all’insegna dell’arte tutta ferrarese

12 Feb
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Don Franco Patruno

Diverse le esposizioni artistiche inaugurate in questo fine settimana in città , e non solo. A Casa di Ludovico Ariosto (in via Ariosto, 11 a Ferrara) oggi alle 18 inaugura la retrospettiva “€œLa libertà  di dire, la libertà  di fare”€ di don Franco Patruno, in occasione del decennale della sua morte, con opere di vario tipo realizzate negli anni dal sacerdote. La mostra, curata da Maria Paola Forlani, Massimo Marchetti, Patrizia Fiorillo e Gianni Cerioli, è visitabile da martedì a domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18. Da ieri, invece, sono visitabili la personale “Atmosfere” di Elena Monti, pittrice bolognese, nella Sala Mediolanum di via Saraceno, 16, e, a Palazzo Scroffa in via Terranuova, 25 la collettiva “Infinito silenzio pensiero”, a cura di Francesca Mariotti e Rita Caracausi. Legato alla mostra, in programma oggi alle 16.30, nello stesso luogo, l’incontro “€œL’energia delle parole e del silenzio”€ con Serena Pattaro.
Sempre oggi alle 17 nella Terry May home gallery in via Porta San Pietro, 56, viene presentato il nuovo lavoro di Ma Rea, “Il Ritratto Ovale”, tra poesia e arte concettuale interattiva, in uno scambio artistico tra May e Ma Rea.
Domani, invece, alle 15 nella sede del Mondo Agricolo Ferrarese in via Imperiale, 265 (località  San Bartolomeo), all’interno dell’evento “Alle radici”, inaugura la mostra e il relativo catalogo di Aniceto Antilopi, “Dolore e Libertà. Fotografie della Linea Gotica”, in parete fino al 5 marzo. A seguire, incontro dedicato al maestro Adriano Franceschini con Gian Paolo Borghi, Corinna Mezzetti che presenta il suo saggio “Le carte dell’archivio di Santa Maria di Pomposa (932-1050)”, ed Edoardo Penoncini che presenta “Al fil zrudlà (il filo srotolato)”.

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La fotodipinta di Samaritani dedicata a Sgarbi

Inoltre, per tutto il mese di febbraio sul sito della Galleria Lacerba di Ferrara (www.lacerba.com) è possibile ammirare una rassegna di opere di Ugo Carrega, uno dei massimi esponenti del movimento artistico della poesia visiva. Infine, fuori città , il fotografo Andrea Samaritani partecipa con la sua fotodipinta “Vittorio Sgarbi, il Negromante” nella mostra “Oltre il limite” esposta al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, a cura di Sabrina Colle, e dedicata ai molti ritratti e alle opere che nel tempo artisti e fotografi hanno dedicato a Vittorio Sgarbi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 febbraio 2017

“Sapienza e racconto”: Margheri in mostra al Carbone

9 Feb

Sabato scorso nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a) ha inaugurato la mostra personale dell’incisore Raffaello Margheri dal titolo “Sapienza e racconto”. In mostra, oltre alle acqueforti, anche alcune splendide inedite linoleumgrafie a più matrici colorate. La rassegna gode del Patrocinio del Comune di Ferrara, e rimarrà in parete fino al 19 Febbraio con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 11.00-12.30  17.00-20.00; lunedì e martedì chiuso.

Andrea Musacci

Alcune delle opere in mostra:

A Cloister l’enigma dei volti di Monari

9 Feb

Si intitola “Altri enigmi” il nuovo suggestivo progetto espositivo della Galleria Cloister di Ferrara (in corso Porta Reno, 45, ed entrata anche da via Gobetti). Le opere dello scultore romagonolo Sergio Monari sono state presentate martedì 7 febbraio e rimarranno esposte fino al prossimo 28 febbraio tutti i giorni (a parte domenica) dalle 9 alle 19.30.

Andrea Musacci

Christo “debutta” a Ferrara grazie a Mazzacurati

9 Feb

[Sotto l’articolo, le immagini dell’esposizione]

Chi non ricorda, l’estate scorsa, il progetto “The Floating Piers” dell’artista Christo, quella passerella sul Lago di Iseo lunga 3 km, formata da 200mila cubi galleggianti coperti da un telo giallo? Sabato 4 febbraio nella galleria Mazzacurati Fine Art in c.so Martiri della Libertà, 75 a Ferrara ha inaugurato la prima mostra di Christo nella nostra città, a cura di Vittoria Coen. Si tratta di una decina di opere a tecniche miste che vanno dagli anni ’60 agli anni 2000, tra cui due “Wrapped Reichstag”, tre “Over the River” (progetto in itinere), “Wrapped Walk Ways” per un parco in Giappone (non realizzato), “Valley Curtain”, con anche una foto dell’installazione, e “Surrounded Island” di Miami.

Christo e Jeanne-Claude (morta nel 2009), nati entrambi il 13 giugno 1935, si incontrano a Parigi nel 1958, e da lì inizia il loro rapporto affettivo e artistico. Christo e Jeanne-Claude, artisti Land Art, iniziarono a intervenire sul territorio senza modificarne le caratteristiche, e per periodi di tempo limitati. Il primo lavoro realizzato insieme risale al 1961 quando, presso il porto di Colonia, realizzarono un’installazione con carta, barili di petrolio, corda e teli, visibile al pubblico per due settimane. Dopo avere vissuto a Parigi, nel 1964 si trasferirono, con il figlio Cyril, a New York, iniziando a lavorare a progetti di ampio respiro. I due hanno sempre finanziato i loro progetti vendendo i progetti originali, come quelli in mostra a Ferrara, per far fronte alle spese.

In galleria sarà disponibile un catalogo della mostra con testo di Vittoria Coen. La mostra sarà visitabile fino al 31 marzo, il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 16 alle 19.30, il giovedì dalle 10 alle 13, il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.30, chiuso la domenica.

Andrea Musacci