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A Bonacossi incontro sull’antica sede episcopale

12 Feb

bonacossiIn occasione dell’esposizione “Voci dalle pietre”, visitabile nel Salone d’onore del Municipio di Ferrara fino al 19 febbraio, oggi alle 17.30 a Palazzo Bonacossi, in via Cisterna del Follo, 5 a Ferrara, avrà luogo il secondo incontro di approfondimento sul tema. Sarà il prof. Sauro Gelichi a relazionare su “La sede episcopale di Comacchio, Voghenza e Ferrara nell’alto medioevo”. Il prossimo incontro è in programma alle 16.30 del 26 febbraio, e sarà il Vescovo Mons. Luigi Negri a relazionare, al Museo Archeologico Nazionale, su “La cattedrale nella vita della Chiesa universale e particolare”.

In mostra vi sono diciannove pannelli per presentare e far conoscere le antichità romane e bizantine che Ferrara conserva e insieme i percorsi che consentono di raggiungere gli edifici nei quali le varie “pietre” sono conservate e visibili.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 febbraio 2016

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Misericordia e giudizio, uniche vie a difesa della Vita

8 Feb

Ieri, domenica 07 febbraio, anche a Ferrara si è svolta la 38° Giornata per la Vita.

Tra le iniziative in programma nella nostra città, lo spettacolo “Il treno della vita”, svoltosi in Sala Estense la sera di venerdì, e il convegno di ieri pomeriggio, che ha visto tra i relatori Chiara Mantovani e Maria Chiara Lega (Servizio Accoglienza Vita, Ferrara), Michele Luciani (Caritas diocesana), Carlo Tellarini (Associazione “Noi per Loro”), Irene Ciambezi (Associazione “Papa Giovanni XXIII”), e Anna Mastellari (“L’ape e la spiga”).

Testimonianze reali di come la Chiesa renda ogni giorno concreta la Misericordia, tema del Giubileo Straordinario e cuore dell’insegnamento di Cristo.

Per l’occasione, è stata anche esposta la mostra “I Volti della Misericordia”.

Andrea Musacci

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La religione è ancora “fonte di vita”? Al MEIS di Ferrara la mostra sulla Torah e l’ebraismo

5 Feb

L’essenza dell’ebraismo, le radici profonde e divine del cristianesimo e della nostra civiltà occidentale in una mostra al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara.

Una mostra che ci interroga: la spiritualità ebraica, e, più in generale, le religioni rivelate le consideriamo ancora “fonti di vita”? Oppure l’ebraismo, così come il cristianesimo, li consideriamo meri oggetti da museo, bizzarri relitti da esporre a turisti e scolaresche?

Per tutto il 2016 in via Piangipane, 81 a Ferrara è possibile visitare l’allestimento di una parte della collezione del Museo Ebraico di Ferrara, nell’esposizione Torah fonte di vita, organizzata dal MEIS in collaborazione con la Comunità Ebraica di Ferrara, il Comune di Ferrara e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna.

La mostra è stata pensata in seguito al sisma del 2012, che ha fortemente danneggiato l’edificio del Museo Ebraico di via Mazzini, 95, rendendone necessaria la chiusura al pubblico. Chiusura che sarà prolungata, appunto, almeno per tutto il 2016.

Per informazioni più dettagliate sulla mostra, gli orari e le tariffe, cliccare qui.

Andrea Musacci

 

Il volto dell’uomo e l’ideologia umanistica ne “Il Padrone del mondo” di Benson

25 Gen

I prossimi incontri sono in programma il 24 febbraio e il 30 marzo alle ore 21 nella Cattedrale di Ferrara

Mons. Negri

Mons. Negri durante il primo incontro in Cattedrale

Il primo incontro de “Il messia capovolto”, ciclo tenuto dal Vescovo Mons. Luigi Negri in Cattedrale e dedicato a “Il padrone del mondo” (1907) di R. H. Benson, si è svolto martedì scorso alla presenza di un folto pubblico.

Dopo la presentazione da parte di Mons. Massimo Manservigi, Negri ha delineato i temi cardini del romanzo, frutto della «grande capacità profetica» dell’autore, e consigliato dallo stesso Papa Francesco. «Nel testo l’umanismo – ha spiegato il Vescovo – è l’ideologia dominante, una concezione radicalmente antropocentrica e massonica, e che considera le religioni, soprattutto il cattolicesimo, solo causa di divisioni e violenze».

il pubblico presente

Il pubblico presente al primo incontro

Benson cerca di sottolineare la differenza tra la moltitudine senza volto di questa ideologia, e il cattolicesimo che, nella figura di un prete, cerca invece il volto dell’uomo, per aiutarlo. In particolare, nel romanzo, la falsità dell’umanismo emerge quando una giovane donna viene a contatto con il terrore e la morte. «La vera protagonista del romanzo – ha concluso Negri – è la fede», unica alternativa all’umanismo omologante e disumano.

Andrea Musacci

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Il mio comunicato stampa sul ciclo “Il messia capovolto”:

A Ferrara tre serate su “Il Padrone del mondo”, per meditare sulla falsa pace del Potere

Dal 19 gennaio in Cattedrale gli incontri tenuti da Mons. Luigi Negri

0001Un testo profetico che non può non inquietare chiunque voglia leggervi i tragici sviluppi dell’epoca moderna e contemporanea. “Il Padrone del mondo” (The Lord of the World, 1907) è il romanzo di Robert Hugh Benson (1867-1914) che nei prossimi mesi sarà al centro di un ciclo di conferenze dal titolo “Il messia capovolto”, per la seconda edizione di “Incontro con il Cristianesimo”.

Nella Cattedrale di Ferrara tre saranno le serate (19 gennaio, 24 febbraio e 30 marzo, sempre alle ore 21) nelle quali Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara – Comacchio e autore della prefazione per l’edizione di Fede & Cultura del 2011, commenterà l’opera accompagnato da letture di brani dal vivo.

Lo stesso Papa Francesco in più occasioni – tra cui l’intervista durante il volo di ritorno dal Viaggio Apostolico nelle Filippine e nello Sri Lanka – ha consigliato la lettura del romanzo, sottolineandone il tema centrale, oggi come allora, della «colonizzazione ideologica».

Nella sopracitata prefazione, Mons. Luigi Negri spiega come nel libro di Benson, oltre alla descrizione di «una omologazione dell’intero pianeta» attraverso una visione falsamente umanitaria, ma che in realtà nega totalmente Dio e il Cristianesimo, vi sia anche un «vigoroso richiamo alla verità della comunione ecclesiale, alla forza della testimonianza, alla necessità di andare in missione confrontandosi con tutti i tentativi di violenza».

Contro la falsa pace del Potere, che assomiglia più a un deserto dov’è il Male a vincere, risulta chiaro come la vera Salvezza possa venire solo da Cristo. “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada” (Mt 10, 34). La Verità verrà, quindi, sempre combattuta e osteggiata dall’uomo superbo, oggi come un secolo fa e come 2000 anni fa, fino alla persecuzione e al martirio.

Da qui l’importanza di questi incontri, per riflettere sul grido di dolore e speranza, sull’importanza di proporre la testimonianza di Cristo contro ogni tentazione di idolatria mondana.

 Andrea Musacci

Nuovo ricco pomeriggio culturale oggi al MAF di San Bartolomeo

6 Dic

mafUna mostra all’interno del nuovo ricco pomeriggio di eventi culturali in programma oggi pomeriggio al MAF – Mondo Agricolo Ferrarese a San Bartolomeo in Bosco, via Imperiale, 265. La mostra “Nascita e Vita di Cristo nell’iconografia popolare”, a cura di Luigi Fabbri, verrà infatti presentata a metà pomeriggio, e sarà visitabile fino al 14 gennaio 2016. Gli eventi fanno parte della quarta rassegna “Dialetto in…cantato”, che prende avvio alle ore 15 ed è dedicata alla religiosità popolare, canti e storia “dal” mondo rurale, con nuove esperienze culturali. Nel pomeriggio verrà presentato il volume “Come scrivere 180 lettere al direttore senza mai ricevere risposta”, di Francesco Benazzi (Faust, Ferrara, 2015). Ne parlerà, con l’autore, Gian Paolo Borghi. A seguire, “Il 24 maggio. Conversazione sulla Grande Guerra con canzoni del fronte e di trincea”, conduce Athos Tromboni, e con canti a cura del Coro delle mondine di Porporana.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 06 dicembre 2015

Nuova collettiva all’Artè. Il Perù alla Bassani

5 Dic
bassani

Amalio Guerra

La Galleria Artè Primaluce diretta da Nadia Celi presenta oggi alle 17 una nuova collettiva. Questi gli artisti in parete: Franco Menini, Ornella De Rosa, Wanda Banterle, Andrea Arminio, Giovanna Della Villa, Andrea Scurria, Gabriella Teresi, Giovanna Capraro, Giuliana Pellacani, Simonetta Barini, Roberta Sanna, Roberta Manzin, Donato Ungaro, Vincenzo Biavati, Serena Martelli, Andrea Zampollo e Angelo Raffaele Maturano. La mostra sarà visitabile fino al 2 gennaio il martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Oggi, sempre alle 17, nella Galleria del Carbone in vicolo del Carbone, 18/a, il monologo “Io sono Orlando!” col burattinaio Vittorio Zanella, e il suo pupo Orlando, con testo di Lucia Boni. L’evento è legato alla collettiva “L’audaci imprese io canto”, visitabile fino a martedì. Alla stessa ora inaugura, inoltre, “Secondo verso”, personale dell’artista Romolina Trentini, esposta nello Studio Odontoiatrico di Lorenzo Bernini in via Eridania, 133/d a S. Maria Maddalena (RO).

Alle 10.30, invece, nella Biblioteca Bassani in via G. Grosoli, 42 a Ferrara (zona Barco) inaugura la mostra di fotografie in bianco e nero “Perù – Paese dai mille colori” di Amalio Guerra, in parete fino al 31 dicembre. L’esposizione è visitabile dal martedì al sabato dalle 9 alle 13, dal martedì al giovedì dalle 15 alle 18.30.

Infine, domani al Mondo Agricolo Ferrarese in via Imperiale, 265 a San Bartolomeo, all’interno della rassegna di “Dialetto in…cantato”, sarà presentata la mostra “Nascita e Vita di Cristo nell’iconografia popolare”, a cura di Luigi Fabbri e in parete fino al 14 gennaio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2015

Il Guercino ritrovato, «opera di grande realismo»

5 Dic

Da oggi al 13 dicembre la tela “Caino e Abele” sarà esposta al pubblico. A inizio 2016 il catalogo sulla nuova attribuzione con ulteriori scoperte

'Caino e Abele' - Guercino

“Caino e Abele” attribuito a Guercino

Tanta è la soddisfazione degli amanti dell’arte per l’attribuzione del dipinto “Caino e Abele” al Guercino (Cento, 1591-Bologna, 1666). L’opera, visitabile da oggi fino al 13 dicembre in Castello, è stata presentata ieri alle 18 nella Sala dei Comuni alla presenza di Stefano Zanasi, presidente della Fondazione Zanasi (proprietaria dell’opera dal 2014), Andrea Emiliani, Claudio Strinati, Gianni Venturi e Nicoletta Gandolfi, i cui studi, insieme a quelli di Gloria De Liberali e Micaela Lipparini, hanno permesso l’attribuzione.

Zanasi ha spiegato come già nel ‘700 si pensava che l’opera fosse di Guido Reni, paternità «confermata nel 1858 da Sir Thomas William Holburne», allora proprietario del dipinto. Purtroppo «Holburne ed eredi non hanno lasciato la documentazione a loro precedente, ma l’opera si può probabilmente datare tra il 1616 e il 1618». Il dipinto dovrebbe essere fra quelli commissionati all’allora giovane Guercino della “prima maniera” dal Cardinal Giacomo Serra, legato a Ferrara dal ’15 al ’23. Inoltre, ha proseguito Zanasi, «tra gennaio e febbraio 2016 uscirà il secondo catalogo dedicato alla nuova attribuzione, tradotto in inglese e nel quale verranno forse annunciate alcune scoperte di elementi su una possibile data e firma rintracciate sulla tela».

Claudio Strinati e Stefano Zanasi

Da sinistra, Claudio Strinati e Stefano Zanasi

Altri particolari che fanno pensare che sia del Guercino sono il tipo di azzurro usato per il cielo, il muretto alle spalle del cadavere, il colore della sua carnagione. Di particolare interesse è «l’incredibile realismo nella rappresentazione del corpo disteso». Zanasi ha spiegato come Guercino aveva la possibilità di assistere a molte autopsie, dalle quali prendeva i particolari anatomici. «Il corpo di Abele è rappresentato quasi alla perfezione nella fase di rigor mortis, che nel caso di morte violenta avviene immediatamente». A conferma di ciò, Caino viene rappresentato in fuga, ma non ancora distante rispetto alla vittima.

Strinati ha spiegato come nell’opera si vedano «anche gli influssi dei Carracci, non solo l’Annibale del “Cristo morto e strumenti della Passione” (1583-1585), ma anche, e soprattutto, Ludovico», che lo definì “mostro di natura, miracolo da far stupire”. «Inoltre – ha aggiunto Strinati – mi azzardo a dire che Guercino fu il primo grande autodidatta, poiché non era allievo di nessuno. Era “guercio” ma aveva un occhio fenomenale come artista, era un vero e proprio virtuoso».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 05 dicembre 2015

Come contrastare una modernità senza Dio? Leggendo la storia «con gli occhi della fede»

1 Dic

negri-copertina il cammino della chiesaIl 25 novembre è stato presentato a Ferrara l’ultimo libro di Mons. Negri, “Il cammino della Chiesa”

Mercoledì 25 novembre alle ore 21 è stato presentato l’ultimo libro di Mons. Luigi Negri, “Il cammino della Chiesa. Fondamenti, storia & problemi”, (Ares ed.). L’incontro, organizzato dal Centro Culturale S. Massimiliano M. Kolbe, si è svolto nel Cinema S. Spirito in via Resistenza, 7 a Ferrara e ha visto gli interventi di P. Paolo M. Siano, Francescano dell’Immacolata, e Renato Cirelli di Alleanza Cattolica.

mons negri

Mons. Luigi Negri

Siano ha riflettuto sul metodo di Mons. Negri, che mette in guardia dal «neutralismo del positivismo storico», dalla “presunta storiografia neutrale e oggettiva dell’Illuminismo e del Positivismo”, com’è scritto nel testo. Invece, “nessuno può conoscersi se non attraverso l’amicizia”, come diceva Sant’Agostino. Vi è però anche il pericolo del revisionismo agnostico, ovvero di «considerare impossibile la conoscenza oggettiva della storia». Conseguenza di ciò è considerare la Chiesa «solo come gerarchia», mentre la sua è «storia della pietà e della fede di un popolo generato dal Signore». Nello specifico, Siano ha analizzato due periodi cardini: il Medioevo, definito «età della cristianitas, non nel senso che ognuno e ogni cosa fosse santo e perfetto, ma nel senso che l’orizzonte della vita personale e sociale era la fede cristiana»; e la «modernità modernistica», che «pone l’uomo come centro», in nome dell’immanentismo e dell’agnosticismo.

Foto pres. libro Vescovo

Da sinistra, P. Paolo M. Siano e Renato Cirelli

Cirelli ha proseguito parlando di «un morbo nella modernità, che viene dalla libertà presente nella Chiesa, alla quale i fedeli vengono educati, tanto che eresie e rivoluzioni sono peculiari del cattolicesimo». Per la prima volta, a cavallo del 2000, in Europa è nata «una generazione incredula, e molti non hanno più il coraggio e la convinzione di esprimere la propria fede in pubblico». «La tragedia di una modernità senza Dio – ha concluso Cirelli – è quella di un’Europa che ha eliminato il proprio senso», provocando una crisi in tutti gli ambiti. Mons. Negri invita, invece, a leggere la storia della Chiesa e i giorni nostri «con gli occhi della fede».

Andrea Musacci

“Identità e persona”, ovvero come riscoprire le evidenze

30 Nov
relatori 2 - Copia

Mons. Negri, Gandolfini, Fabi e Violini

Fede e scienza unite per rilegittimare le evidenze sulla sessualità, contrastando l’ideologia del gender. Al convegno “Identità e persona” organizzato da Student Office e svoltosi martedì 24 nella Facoltà di Economia in via Voltapaletto sono intervenuti Lorenza Violini, docente di Diritto a Milano, Massimo Gandolfini, docente di Neurochirurgia a Roma, e Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio.

Dopo l’introduzione di Federico Fabi, Gandolfini ha spiegato come la scienza dimostri l’oggettività della differenza sessuale, e ciò non deve portare a un determinismo biologico o genetico, ma nemmeno, come fa l’ideologia gender, a un’autodeterminazione assoluta.

La Violini ha portato l’esempio della coppia di donne di Palermo che, dopo aver convissuto insieme ai figli di una delle due, si separano, e da qui nella madre biologica scatta l’accettazione dell’evidenza e quindi la volontà di essere riconosciuta come unica vera madre.

Infine, Mons. Negri ha sottolineato come compito del cristiano sia di affrontare ciò «con compassione e dolore, accogliendo le persone e denunciando il male». Per rilegittimare le evidenze, «non bisogna contrapporre all’ideologia laicista un’ideologia religiosa, ma testimoniare nel nesso verità-misericordia».

Andrea Musacci

 

Il prof. Stefani presenta il suo “I volti della misericordia”

26 Nov

stefaniAlla Libreria Ibs-Libraccio in P.zza Trento e Trieste a Ferrara oggi alle ore 17.30 il biblista Piero Stefani presenta il suo ultimo libro I volti della misericordia, da poco uscito per Carocci.

Durante l’incontro l’autore parlerà di “Divagazioni attorno al Miserere: Dante, Petrarca, Manzoni, Belli”, con l’introduzione di Roberto Cassoli dell’Istituto Gramsci di Ferrara, e letture di Magda Iazzetta.

La riflessione di Stefani prende le mosse dalla bolla Misericordiae Vultus, con la quale Papa Francesco ha indetto il Giubileo Straordinario dedicato alla celebrazione della misericordia, che prenderà avvio il prossimo 8 dicembre. L’autore rifletterà sulle due aree in cui sorge la domanda alla quale la misericordia cerca di rispondere, quelle della sofferenza e della colpa (o del peccato, se ci si colloca in un ambito religioso).  Perché non scompaia il senso dell’eguaglianza diviene indispensabile appellarsi alla dignità umana.

Piero Stefani insegna storia del pensiero ebraico all’Università di Ferrara e Bibbia e cultura alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: Gesù (Il Mulino, 2012); traduzione e cura di Qohelet (Garzanti, 2014); L’esodo della Parola. La Bibbia nella cultura dell’Occidente (edb, 2014); La Bibbia di Michelangelo (Claudianaemi, 2015).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 novembre 2015