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Nel libro di Pontecorboli gli ebrei in fuga dal fascismo

22 Nov

pontecorboli-maisto MEISUn libro per ricordare i tanti ebrei italiani costretti all’esilio dopo la promulgazione delle leggi razziali fasciste del ’38. “America nuova terra promessa. Storie di ebrei italiani in fuga dal fascismo” è il saggio di Gianna Pontecorboli da poco uscito per Brioschi Editore, presentato ieri alle 16.30 nella Sala Polivalente del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) in via Piangipane, 81 a Ferrara. Assieme all’autrice ha dialogato Massimo Maisto, Consigliere Fondazione MEIS e Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara. Il dibattito ha coinvolto direttamente le numerose persone presenti, le quali hanno, insieme a Maisto, posto diverse domande all’autrice. I temi sviscerati hanno riguardato, tra l’altro,il ruolo negativo svolto dalla maggioranza degli intellettuali italiani durante il Ventennio, le cifre degli ebrei italiani emigrati negli Usa e di quelli ritornati dopo la fine della guerra (circa un terzo dei 2.000 esiliati). Tra questi, figure di spicco come quelle di Max Ascoli, attivo nella Mazzini Society, Emilio Segrè,Premio Nobel per la fisica nel ’59, Leo Castelli e Mario Castelnuovo-Tedesco. Soprattutto, però, tanti gli “sconosciuti”, soprattutto giovani, intellettuali e benestanti, tra cui anche un rabbino e un dentista di Genova. Figure troppo spesso dimenticate, e che il libro della Pontecorboli ha il merito di ricordare. Nelle conclusioni l’Assessore Maisto ha sottolineato uno dei fini del MEIS, vale a dire quello di mettere in risalto i rapporti secolari tra la cultura ebraica e quella italiana.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 novembre 2013

Tra arte e Telethon un connubio che funziona

15 Nov

Telethon BNL

Dipingere dal vivo, davanti a molte persone, ispirandosi ad un tema legato al territorio ferrarese. Tra aprile e luglio scorsi due sono state le iniziative denominate “Come nasce un quadro”, svoltesi a “L’archetto” di Ferrara e al “Las Vegas” di Voghenza, volte entrambe a donare il ricavato della vendita delle opere, tramite asta, a Telethon Ferrara. Ieri alle ore 15 nella sede della Banca Nazionale del Lavoro in via Porta Reno, 19 a Ferrara ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione di alcune delle opere di Jana Barisova ispirate al rapporto tra Ferrara e il cinema. Squadra che vince non si cambia, si potrebbe dire, usando una citazione calcistica. Ed ecco allora presenti Benedetta Kim e Claudio Benvenuti, rispettivamente Vice Presidente e Presidente del comitato Telethon di Ferrara, Jana Barisova, pittrice (già protagonista al “Las Vegas” di Voghenza), Franco Casoni, organizzatore dell’evento, Elisabetta Antonioni, Presidente dell’Associazione Michelangelo Antonioni e Luigi Marcone, Direttore BNL di Ferrara. Sei sono le opere della Barisova ancora acquistabili, tra i quali gli omaggi a “La lunga notte del ’43” e a “Gli occhiali d’oro”, visitabili nella sede BNL di Porta Reno. Mentre Marcone ha ricordato la ventennale collaborazione tra BNL e Telethon, Benvenuti ha colto l’occasione dell’uscita dell’ultimo numero della rivista dell’Associazione per presentare la vicenda di sei bambini afflitti da gravi malattie genetiche, provenienti da diversi Paesi, venuti in Italia per curarsi grazie a una terapia della quale Telethon possiede il brevetto. Un esempio dell’importanza delle donazioni dei privati, soprattutto in un periodo di scarsi finanziamenti statali per la ricerca.

“Chi acquista uno di questi quadri, acquista anche un pezzo importante della storia di Ferrara.” Queste parole di Casoni spiegano bene l’originalità di queste opere, veri e propri omaggi al cinema e al nostro territorio. A tal proposito Elisabetta Antonioni, nipote del regista, ha ricordato come “Michelangelo sarebbe sicuramente contento di questa iniziativa, data la sua profonda attenzione ai bisogni sentimentali delle persone, dell’uomo.” Infine, sono state presentate altre due iniziative di Telethon, in occasione della conclusione della Maratona annuale: il 13 dicembre Raimondo Imbrò nella stessa sede della BNL in Porta Reno insegnerà le basi della pittura ad alcuni bambini; il 15 dicembre, invece, a Casumaro Telethon terrà un pranzo di beneficenza aperto a tuttti, organizzato insieme all’Istituto Vergani e all’Associazione delle Sagre.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 15 novembre 2013

(nella foto, da sx: Claudio Benvenuti, Jana Barisova, Elisabetta Antonioni, Benedetta Kim, Franco Casoni)

I luoghi più belli di Ferrara visti da diversi artisti

4 Nov

Rivellino Romani

Continua alla galleria d’arte “il Rivellino” di via Baruffaldi a Ferrara la rassegna intitolata “Ferrara, curiosità e…dintorni”. Una mostra eterogenea per “sbirciare” gli angoli, i vicoli di questa città “metafisica”. Sono esposte le fotografie di Tiziana Dossi, Gian Luca Amaroli, Cinzia Reggiani e Lia Pellandra; le tele degli artisti Leonardo Caracciolo, Nadia Cavallari, Cristina Cavallini, Lina Furioli, Ruben Garbellini, Francesca F. Gamberini, Francesca Lanzoni, Francesco Lojacono, Roberto Natali, Lorenzo Romani, Iskra Shahaj e Roberta Veneziani; infine, le creazioni artistiche di Maurizia Braga e Pia Indelicato. Gianluca Amaroli, autore della fotografia “Apparizione”, ci fa da Cicerone in questo percorso nel quale i vari artisti spaziano da semplici e suggestivi disegni tratteggiati alle fotografie “surreali” della Pellandra, dallo stile informale di Natali ai “panni stesi” dell’albanese Iskra Shahaj. Diversi i frammenti della quotidianità ferrarese, da una bicicletta dipinta a uno squarcio di via delle Volte, dalla chiesa di Ponte Vecchio al verde delle Mura, fino ad arrivare a Lorenzo Romani, artista ventiseienne le cui opere evocano una città metafisica e sognante, decadente nel passaggio dai fasti antichi alla crisi moderna.

La mostra sarà visitabile fino all’8 novembre dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, tutti i giorni, festivi compresi, tranne i pomeriggi di giovedì e domenica.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 04 novembre 2013

(nella foto opera di Lorenzo Romani)

Con Di Bello anche un omaggio all’arte dei grandi “ferraresi”

3 Nov

Di Bello surrealismo

“The augmented surrealism” è il titolo della personale di Paolo Di Bello inaugurata venerdì alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1 a Ferrara. La mostra, nell’ambito della rassegna “Città territorio società” è promossa dall’Associazione Culturale Ferrara Pro Art in stretta collaborazione con RTA – Porta degli Angeli. Di Bello, classe ’55, è napoletano d’origine ma torinese d’adozione. Ex avvocato, ha esposto anche a Sofia, Londra e Napoli e nel 2014 esporrà a NewYork.

La sua esposizione è un omaggio non solo a Ferrara, città che ama, ma anche alla pittura metafisica che proprio nella città estense è nata e si è sviluppata. Dal 1916, infatti, diversi artisti scelgono Ferrara come città prediletta. Di Bello ha il merito di “aumentare” la realtà già complessa e onirica della metafisica grazie alle manipolazioni digitali. Le quattro opere più recenti sono un omaggio ai “ferraresi” Boldini, Carrà, De Pisis e De Chirico, mentre le altre spaziano dal sognante mondo arabo (“Istambul”) al tributo a Gursky, dal “Don Quixote without more mills” dedicato all’impotente “uomo 2.0”, al “Burning Naples” omaggio a Warhol e alla patria amata. Il tutto in un’affascinante Babele di sensazioni, di linguaggi, di tributi a grandi artisti, attraversati dalla nostalgia della bellezza perduta.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 novembre, tutti i giorni, con il seguente orario: dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 novembre 2013

Alla Porta degli Angeli il surrealismo di Paolo di Bello

1 Nov

La città di Ferrara fu, dal 1916, patria della cosiddetta pittura metafisica, accogliendo tra le sue mura artisti del calibro di Filippo de Pisis, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio (Andrea de Chirico, fratello di Giorgio de Chirico) e Carlo Carrà. La metafisica in quanto tale è ciò che trascende la realtà fisica, supera la mera percezione sensoriale. E così questo genere artistico vive nell’intento di raffigurare l’onirico, il surreale, l’inconscio.

In questo filone s’inserisce l’artista torinese Paolo di Bello, che oggi alle 17.30 alla Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1 presenta la sua personale “The augmented surrealism”. Grazie all’arricchimento digitale, alle manipolazioni possibili, nelle sue opere il surrealismo raggiunge nuovi orizzonti.

Nel corso dell’inaugurazione è in programma un evento live condotto dal musicista Moreau, il quale eseguirà brani di musica elettronica, ispirati alle opere esposte. La mostra rimarrà aperta fino al 14 novembre, solo nel weekend, venerdì, sabato e domenica, con il seguente orario: dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 01 novembre 2013

Immagine: “The Archeolgist. A Tribute to Giorgio De Chirico”, Paolo di Bello 2013.

Il Castello apre le sue porte per Lucrezia Borgia e Halloween

26 Ott

“Metti un Castello d’Autunno” è il ciclo di iniziative in programma dal 19 ottobre al 6 gennaio in Castello Estense. Oggi e domani, in anteprima assoluta, i visitatori del Castello potranno partecipare alle visite animate organizzate dall’associazione culturale “Teatro Ortaet”. Lucrezia Borgia sarà la protagonista di questo viaggio nella storia per conoscere meglio questo simbolo della nostra città e alcune vicende ad esso collegato.

La prima di queste visite animate ci sarà oggi dalle 15.30 con replica nella giornata di domenica sempre alla stessa ora. Le successive date saranno, invece, sabato 23 novembre, domenica 24 novembre, sabato 28 dicembre e domenica 29 dicembre.

Il prossimo appuntamento con “Metti un Castello d’Autunno” sarà, invece, per la festa di Halloween, durante la quale i bambini, a partire dalle 15.30 di giovedì 31, potranno vivere un emozionante pomeriggio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 26 ottobre 2013

La città dei Governatori nel volume di Zagagnoni

18 Ott

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Acquistare una casa nel centro storico di Ferrara, entrarci e ritrovarsi nella Ferrara del IX secolo d.c..

È questa l’idea alla base del romanzo storico di Simone Zagagnoni, presentato mercoledì sera presso la birreria “La Corte” di via Saraceno, 36. “La città dei Governatori”(sottotitolo: “Cosa faresti se trovassi il modo di attraversare il tempo e andare nel IX secolo?”) è ambientato nel periodo “carolingio” della città estense. Il protagonista, Giovanni, è accompagnato in questa sua avventura dal Governatore Timoteo de’ Bendedei e dal suo consigliere Mastro Gontardo. Come ha spiegato lo stesso autore, la storia gli è stata “ispirata” in sogno, circa un anno e mezzo fa, poche settimane dopo il sisma che ha colpito le nostre zone. Durante l’incontro, lo studioso Paolo Sturla Avogadri ha elogiato l’opera, sottolineando come l’autore in essa sia riuscito “a far collimare due mondi così diversi, senza mai uscire dai canoni storiografici”. Ha, inoltre, sottolineato lo stile “accattivante, intrigante” del testo, in un connubio ben riuscito tra cronaca storica e fantasia, che ha dato vita ad “un’opera di fantastoria, più che di fantascienza.” Alessandro Gulinati, presidente della Pro Loco cittadina ha, invece, sottolineato come il periodo anteriore all’anno 1000 d.c. sia spesso “difficilmente rievocabile”, per cui anche testi come quello di Zagagnoni possono stimolare l’interesse per nuove ricerche e nuove ipotesi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 ottobre 2013

“La Corte” ospita una storia cittadina vista da Zagagnoni

16 Ott

Il nuovo romanzo di Simone Zagagnoni, “La città dei Governatori” verrà presentato oggi alle 21 presso la birreria “La Corte” di via Saraceno 36 a Ferrara. Il volume verrà introdotto dallo studioso Paolo Sturla Avogadri e dal presidente della Pro Loco e guida turistica locale Alessandro Gulinati.

Il racconto, ambientato nella Ferrara di epoca carolingia, all’incirca nel IX secolo, è ispirato alle storie ferraresi di Alfonso Maresti del XVIII secolo e agli studi del professor Carnevale, il quale difende la teoria secondo la quale Carlo Magno fosse italiano e che la sua Aquisgrana si trovasse in Italia. L’opera di Zagagnoni è un avventuroso romanzo storico, un avvincente viaggio nel passato della nostra città. Durante la serata saranno anche disponibili copie del testo presentato e al termine verrà offerto un aperitivo ai presenti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 16 ottobre 2013

La Chiesa della Madonnina, un libro per capire

8 Ott

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All’incrocio tra via C. Mayr e via Formignana sorge la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, nota come “la Madonnina”. È a questo luogo che è dedicato il libro “La chiesa della Madonnina di Ferrara. Ricerca, storia, restauro”, curato da Giulia Bressan, Lucia Ferretti e Silvia Tocchio, neo-laureate in Architettura, ed edito dalla casa editrice Faust Edizioni di Fausto Bassini. Don Andrea Zerbini, autore della prefazione del saggio, martedì 1 ottobre ha introdotto la presentazione, davanti ad un pubblico numeroso, svoltasi alle 17 nella Sala Agnelli della Biblioteca Comunale Ariostea. La chiesa, ultimata nel 1536, subì danni ingenti col terremoto del 1570, e altri ne ha subiti col sisma dello scorso anno.

Francesco Scafuri, ricercatore storico, ha ripercorso la nascita dell’edificio sacro, successiva al miracolo mariano avvenuto nel 1510, in occasione della demolizione della Porta di sotto ad opera di Alfonso I d’Este. Giulia Bressan ha quindi illustrato la storia della chiesa e spiegato i danni subiti durante il sisma del 2012, mentre Silvia Tocchio e Lucia Ferretti hanno presentato una descrizione tecnica dell’edificio e l’apporto dell’architetto Alberto Schiatti.

Andrea Musacci

Giostra del Monaco, si rivivono gli antichi fasti

23 Ago

La nona edizione, dieci giorni di divertimento e magia al Baluardo della Fortezza di viale IV Novembre. È la Giostra del Monaco, appuntamento di rievocazione storica organizzata dalla Contrada San Giacomo da venerdì 23 agosto a lunedì 1 settembre. Dagli organizzatori nulla è stato lasciato al caso: il titolo della manifestazione rievoca, infatti, l’unica giostra storica equestre con mazza ferrata, il cui nome “monaco” si fa risalire all’acerrimo nemico della casa d’Este, il ghibellino Ezzelino II da Romano,  soprannominato appunto “monaco”, in quanto decise, orami anziano, di ritirarsi in convento.

I visitatori e i curiosi potranno – ogni pomeriggio dalle 18.30, sabato e domenica per l’intera giornata – rivivere le atmosfere della Ferrara medievale attraverso l’accampamento che riproduce perfettamente gli stili del tempo, con all’interno attività tipiche dell’epoca. Oltre a ciò vi saranno diversi eventi: incontri culturali, rappresentazioni teatrali, laboratori per bambini, rievocazioni di imprese militari. Non meno importanti saranno, come ogni anno, gli angoli culinari: Taverna dell’Aquila Bianca, Locanda del Monaco, Hosteria di Ezzelino, Taverna del Viandante, Hosteria del Fojonco, Banchetto delle Cortigiane.

Per rendere ancora più originale e divertente l’immersione nel medioevo, sarà possibile acquistare solo con gli “Scudi”, la valuta ufficiale del campo, riproduzione delle antiche monete sulle quali è rappresentata l’Aquila Estense. I visitatori potranno effettuare il cambio in euro presso l’apposito “Banco del Cambio” in prossimità dell’entrata della Taverna dell’Aquila Bianca. La giornata inaugurale prevede l’apertura alle ore 18, la conferenza “L’arte della scrittura medievale” con il maestro Carlo Natati alle 19 e dalle 21 l’inaugurazione ufficiale della manifestazione con diversi eventi lungo tutto l’arco della serata.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 agosto 2013