Archivio | 08:56

In foto l’Unborn man di Gianni Guizzardi

18 Gen
Occhi, Guizzardi e Brunelli

Francesca Occhi, Gianni Guizzardi e Maria Livia Brunelli

Un manichino che vaga per i desolati spazi di Tresigallo. La mostra fotografica Unborn man di Gianni Guizzardi, curata da Francesca Occhi, è stata presentata sabato a Spazio Frau in c.so Porta Mare e all’Hotel Annunziata in p.zza Repubblica a Ferrara. L’artista ha spiegato come il manichino «sia stato prestato da Claudio Gualandi e Linda Mazzoni. La mostra è stata inizialmente pensata insieme a Il manichino e i suoi paesaggi a Palazzo Marfisa, poi invece si è scelto di fare un progetto a parte».

Tutto inizia cinque anni fa, quando Guizzardi, conoscendo Maria Livia Brunelli (ideatrice di Unborn man), riacquista il desiderio di fotografare. Lo scorso agosto si reca a Tresigallo con Gualandi, scegliendo l’orario perfetto per il gioco tra luci e ombre. Quest’ultime, umane e non (qual è la differenza?), si accavallano e rimandano sotto i portici, nelle piazze deserte, tra inquietanti geometrie, perfette e inumane, nel cimitero, luogo di morte per antonomasia. Ma questo unborn man è un uomo non ancora nato, una creazione sempre sulla soglia. Vi è dunque speranza in questi ambienti accecati dal sole, in quel cranio senza volto, monito a non smarrire l’umano nei nostri deserti.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 gennaio 2016

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In Ariostea si parla di Italo Calvino

18 Gen

220px-Italo-CalvinoSarà la figura di Italo Calvino la protagonista della conferenza in programma oggi alle 17 nella Biblioteca Ariostea in via delle Scienze, 17 a Ferrara. Per il ciclo “Viaggio nella Comunità dei Saperi – Istruzione e Democrazia” si svolgerà infatti l’incontro “Le parole di Italo Calvino”, tenuto da Daniela Cappagli e introdotto da Roberto Cassoli. L’evento, curato da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea, prende le mosse dalle proposte che Calvino espresse nelle “Lezioni Americane”. Leggerezza, rapidità, visibilità, molteplicità, esattezza costituiscono la sintesi di questa opera e della sua poetica. Costituiscono, inoltre, il tracciato del percorso di lettura dei suoi scritti più significativi per la scuola, per giovani e non. L’attualità di Calvino consiste nell’esserci sempre un nuovo Calvino dietro quello conosciuto.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 gennaio 2016

 

Vidoni, artista che dialogava con la Metafisica

18 Gen

La mostra al Centro Mercato di Argenta dove, al primo piano, è visitabile anche l’esposizione “Forse…” di Guglielmo Darbo

Piazza d'Italia

“Piazza d’Italia” (part.)

Sabato al Centro Mercato in p.zza Marconi ad Argenta, è stata presentata la mostra “Bruno Vidoni. Dialoghi con la Metafisica”, curata da Greta Gadda, Emiliano Rinaldi e Roberto Roda, fautori del recupero delle opere dell’artista e uomo di cultura centese (1930-2001).

Innanzitutto, tre tele degli anni ’60 e ’70 nelle quali ricorrono le case-torri, con rimandi a Carlo Carrà. In una di queste, vi è il ritratto della moglie di Vidoni, Marina Ferriani, con un gatto.

Poi, una tela con due dirompenti teste di cavallo, e sullo sfondo la statua di un cavaliere. Inizia, così, la serie delle Piazze d’Italia, omaggio a Giorgio de Chirico e ai suoi manichini. Questi quattro dipinti sono datati tra la fine degli anni ’60 e il ‘75, ma in realtà sono stati eseguiti tra il 1985 e i primi anni ’90. Nelle prime due piazze, una delle quali richiama la Piazza del Guercino di Cento, ritorna la figura del cavallo. Nelle altre due, in primo piano vi è una ragazza: in una, distesa, il seno semi nudo, morde una mela, e il suo abbigliamento alla moda cozza con “Le muse inquietanti” in secondo piano. Nell’altra, la ragazza è in piedi, la mela morsicata alle sue spalle, vicino ai manichini di “Ettore e Andromaca” e a un cavallo di legno.

Infine, al centro della sala vi sono i due manichini sartoriali dechirichiani, uno maschile e uno femminile, creati tra il 1982 e il 1984.

Ricordiamo anche che sabato al primo piano dell’edificio è stata presentata la personale di Guglielmo Darbo, “Forse…”. La mostra raccoglie opere su carta, canapa, tela dove domina il dubbio, la con-fusione di materiali, parole e linee. La denuncia lascia però a tratti spazio alla bellezza di alcune rose, che spiccano nel caos.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 gennaio 2016

Troppo degrado in Piazzetta del Carbone

18 Gen

La denuncia partita da Paolo Volta della Galleria del Carbone

Foto P. Volta, 10 gennaio '16 (angolo chiesa)

I cassonetti di fianco all’entrata del Cinema Apollo (foto scattata da Paolo Volta 10 giorni fa)

Un luogo storico del centro usato come pattumiera, latrina e parcheggio “anarchico”. Da questa penosa situazione nella quale versa da alcuni anni la Piazzetta del Carbone, parte la denuncia di alcuni residenti ed esercenti, tra cui Paolo Volta della Galleria del Carbone.

Le ultime foto di denuncia scattate da Volta risalgono a domenica scorsa, ma i problemi sono sempre gli stessi: escrementi di ogni tipo, rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti – scatoloni (lasciati non dagli esercenti della Piazzetta), mobiletti, sedie, preservativi usati e cartacce, spesso lasciate anche davanti alla facciata della Chiesa di San Giacomo Apostolo, ora sala 4 del Cinema Apollo, edificio in stile romanico dell’XI secolo spesso usato per il bivacco serale. Per non parlare poi dei parcheggi “liberi” delle auto, soprattutto dopo le 19, spesso lasciate, anche in doppia fila, davanti alla Chiesa e alla Galleria, impedendo o rendendo difficile l’entrata nella stessa, oppure davanti ai cassonetti di fianco all’entrata del Cinema e sul lato della Chiesa. Il tutto rende difficile il semplice passaggio dei pedoni e soprattutto di carrozzine di disabili o passeggini.

Foto P. Volta maggio '14 (doppia fila)

Parcheggio “anarchico” davanti al Cinema Apollo (foto di Paolo Volta)

Lo scorso giugno Volta ha segnalato alla Polizia Municipale gli abusi, e tra agosto e settembre ha fatto una raccolta firme di denuncia. Nello stesso periodo la Galleria ha ospitato la mostra “Un disegno per Piazza del Carbone”, e il ricavato della vendita delle opere (ancora acquistabili) servirà per il restauro del portale della Chiesa. Il progetto, che riguarda anche la riqualificazione della piazza, è stato eseguito gratuitamente dallo studio Techno (dello stesso Volta, insieme a Stefania Frabetti e Federica Tartari), e a breve sarà presentato in consiglio comunale e alla Soprintendenza regionale.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 gennaio 2016