Archivio | febbraio, 2016

Il Potere disumano contro la fede ne “Il padrone del mondo” di Benson

25 Feb
1

Mons. Luigi Negri

“Egli verrà travestito come il Grande umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzo per condurci a Dio, ma come fini in sé. La terza tentazione, in cui Satana chiese a Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati suoi, diventerà la tentazione di avere una nuova religione, senza una croce, una liturgia, senza un mondo a venire. […]. In mezzo a tutto il suo amore per l’umanità e all’apparente suo discorso di libertà e di uguaglianza, si avrà un grande segreto che egli non dirà a nessuno: egli non crede in Dio. Perché la sua religione sarà la fratellanza senza la paternità di Dio, egli vuole ingannare anche gli eletti. Egli ha istituito una controchiesa che sarà la scimmia della Chiesa, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio. Avrà tutte le note e le caratteristiche della Chiesa, ma in senso inverso e svuotata del suo contenuto divino”.

(Fulton J. Sheen, Comunismo e coscienza dell’Occidente, 1948)

Queste parole del Vescovo Sheen stupiscono per la straordinaria analogia con quelle de Il padrone del mondo, il romanzo di R. H. Benson del 1907. Ieri, mercoledì 24 febbraio, nella Cattedrale di Ferrara si è svolto il secondo dei tre incontri del ciclo Il messia capovolto, tenuto dall’Arcivescovo Mons. Luigi Negri, e dedicato appunto alla profetica opera del 1907.

10341977_1283254895025115_3351392744391105514_n

Dopo la presentazione da parte di Mons. Massimo Manservigi e la proiezione di un video illustrante la vita dell’autore, ha preso avvio la lectio da parte di Mons. Negri. Nella società umanitaristica delineata da Benson, «l’uomo basta a sé stesso, si fa dio, creando un enorme progetto di omologazione», seppur in uno stato di sufficiente soddisfazione dei bisogni materiali. «Quest’enorme massificazione deve liberarsi dal passato, irridendolo e indebolendolo» a tutti i livelli. Deve, dunque – ha spiegato il Vescovo – «eliminare le differenze, livellarle, a partire dal cattolicesimo, visto con paura e sospetto in quanto, al contrario, tende a connettere l’uomo a Dio, a un Altro da sé».
Il controllo tecnologico del Potere sulle masse riguarda ogni momento della vita, compresa la morte. Durante una tragedia aerea, accorrono immediatamente i “ministri dell’eutanasia”. Infatti, questa forma di “suicidio assistito” può essere normalmente richiesta da chiunque, ma lo Stato può applicarla arbitrariamente in casi estremi. Nella scena in questione, però, emerge la differenza radicale tra il Potere disumanizzante e la fede. Mabel, moglie di Olivier Brand, funzionario dello Stato, “venne a imbattersi in qualche cosa di simile al corpo sfracellato di un uomo che mandava gemiti, disteso ai suoi piedi. Nel linguaggio articolato che veniva da quel corpo, udì pronunciare ben distintamente i nomi di Gesù e di Maria”. In questo momento, trafilato, arriva un prete, Padre Percy, a dare l’estrema unzione ai moribondi. La stessa Mabel, prima di suicidarsi, scriverà al marito: “Se avessimo avuto un figlio, avrei potuto rassegnarmi a vivere ancora, per amore suo, ma per l’Umanità…oh, Oliver! Io non posso, non posso!”
«La violenza e la crudeltà contro i cristiani – ha proseguito Mons. Negri – non viene meno in una società che si vanta di essere stata pacificata. Le dimensioni, come quella intima di fede, che non possono essere controllate, devono essere eliminate. Tutto, quindi, a parte il cristianesimo, viene inglobato, tollerato».

Cop_Padrone del mondo (nuova edizione) webJulien Felsenburgh, l’anticristo, è il Padrone del mondo, il vero artefice di questo sterminato progetto ateistico. Di lui si parla con gli stessi termini che si usavano per parlare di Cristo, solo che, secondo la mentalità umanitaristica, quest’ultimo, Dio fattosi uomo, ha fallito, mentre Felsenburgh, uomo fattosi dio, non fallirà.
Ecco cosa dice l’anticristo ne I tre dialoghi e il racconto dell’anticristo (1899) di Vladimir Soloviev: “Darò a tutti gli uomini ciò che è a loro necessario. Il Cristo come moralista ha diviso gli uomini secondo il bene e il male, mentre io li unirò coi benefici che sono ugualmente necessari ai buoni e ai cattivi. […]. Il Cristo ha portato la spada, io porterò la pace”.
Nello scontro finale, di cui Mons. Negri parlerà nel terzo e ultimo incontro, in programma il prossimo 30 marzo, verrà compreso a pieno il senso dei tanti martirii, la necessità, già da oggi, di «una rinnovata presenza della Chiesa, e l’importanza di una fede che sappia leggere i segni dei tempi», ha concluso il Vescovo.

Andrea Musacci

Oggi a Marfisa d’Este visita guidata alla mostra dei manichini

25 Feb

12717531_959254820794705_5831334815392840890_nPrende il nome dal film di Stanley Kubrick, “Eyes Wide Shut”, il ciclo di incontri con guide d’eccezione in programma nella Palazzina Marfisa d’Este, in c.so Giovecca, 170 a Ferrara. Gli appuntamenti, legati alla mostra “Il manichino e i suoi paesaggi. Una storia (quasi metafisica)”, curata da Claudio Gualandi, Linda Mazzoni e Maria Livia Brunelli, riprendono oggi alle 18.30 con “Come creare se stessi”, a cura dell’antropologa Silvia Pellino.
Il prossimo appuntamento sarà giovedì prossimo con Linda Mazzoni e Claudio Gualandi e la “Storia del manichino“. Le visite sono a ingresso gratuito, capienza massima 50 posti secondo l’ordine di arrivo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016

Il writer SNEM e le sue opere sui muri del centro

25 Feb
20160222_134813_resized

Foto di Silvia Villani

In via de’ Romei, in via Coramari, di fianco all’Archivio di Stato, e in altre vie di Ferrara, lunedì mattina sono comparse alcune creazioni del writer SNEM, lasciando incuriositi molti passanti. Stessa sorte è toccata alcune settimane fa a Bologna, e a gennaio addirittura a Berlino, per citare solo le ultime “incursioni”. Sul suo blog (http://snemblog.tumblr.com) e sul profilo Facebook, l’artista ha postato l’immagine della sua opera in via de’ Romei (mentre la foto qui, relativa a via Coramari, ci è stata inviata da Silvia Villani). SNEM (termine in lingua ceca, significa “sogno”), ha iniziato nel 2003 a realizzare graffiti, rimanendo affascinato fin da bambino nel vedere gli altri writer all’opera. È la prima volta che le sue opere arrivano nella nostra città e l’effetto sorpresa è stato indubbiamente raggiunto.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016

La nuova edizione di “Oltre” per gli ex studenti del Dosso Dossi

25 Feb

box_colori_2016Un concorso artistico pensato per gli ex studenti del Liceo Dosso Dossi di Ferrara. La seconda edizione di “Oltre”, dedicato agli ex allievi dell’istituto, al di sotto dei 35 anni compresi, avrà come tema “La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”. Scopo del concorso è quello di promuovere la giovane creatività locale tracciando un continuum generazionale tra le abilità acquisite a partire dagli anni liceali e quelle maturate successivamente.
“Oltre”, curato dalla Commissione Sala Espositiva Dosso Dossi, intende dunque individuare e promuovere il lavoro di un/una giovane artista che, a seguito del conseguimento della Maturità Artistica presso lo storico Liceo ferrarese, abbia saputo poi proseguire maturando una personale poetica espressiva.
L’artista selezionato avrà in premio la possibilità di realizzare una personale nella Sala Espositiva del Liceo, in via Bersaglieri del Po, 25 a Ferrara, durante la X edizione del Festival Internazionale 2016, in programma il primo fine settimana di ottobre.
Per informazioni e per reperire il bando completo, consultare il sito del Liceo Dosso Dossi, http://www.aleottidosso.gov.it, o scrivere una mail a federica.zabarri@aledossi.istruzioneer.it.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 25 febbraio 2016

L’epica cavalleresca vista da Vidoni

23 Feb

Inaugurata la mostra sull’Orlando furioso e Il cavaliere inesistente

mostra vidoni

Una delle opere in mostra al Liceo Dosso Dossi di Ferrara

Calvino e Orlando si incrociano nelle trame surrealiste e pop dell’artista Bruno Vidoni. La mostra “Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente”, nuova tappa del ciclo di studi ed esposizioni “Vidoniana 2016”, curato dal Centro Etnografico di Ferrara (diretto da Roberto Roda), è stata presentata sabato nella sala mostre del Liceo “Dosso Dossi” in via Bersaglieri del Po, 25 a Ferrara. Due i momenti nei quali l’artista centese ha dialogato con l’Ariosto dell’Orlando furioso (1516), e il Calvino de Il cavaliere inesistente (1959): il 1974, anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita del poeta, e il 1987, quando Vidoni reinventò con la fotografia le precedenti intuizioni.
Dopo la presentazione da parte di Fabio Muzi, preside del Liceo, Emiliano Rinaldi e Greta Gadda, curatori del progetto insieme a Roda, hanno illustrato ai numerosi presenti i temi e gli aneddoti principali della mostra.
Un omaggio, quello di Vidoni all’epica cavalleresca, sempre in bilico tra ironia e orrore, in un’atmosfera di inquietante dissacrazione. Nelle sue opere sempre creativamente interdisciplinari, il “cavaliere inesistente” Astolfo/Agilulfo si trasforma, dentro l’armatura, in arbusto. Tra echi surrealisti e metafisici, nude e scarne figure femminili che richiamano quelle di Felix Labisse, e case turrite sullo sfondo, i cavalieri sono armature senza corpo, ma comunque animati.
La seconda parte del progetto sull’Orlando sarà inaugurata il 5 marzo alla Biblioteca Ariostea, mentre a maggio e a ottobre la mostra, unificata, verrà presentata rispettivamente a Bondeno e Argenta.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 febbraio 2016

Immagine

Femmine, spettri e cavalieri: l’immaginario ariostesco secondo Vidoni

22 Feb

I cavalieri di Calvino e dell’Ariosto interpretati dall’estro di Bruno Vidoni. Sabato pomeriggio nella sala esposizioni del Liceo Artistico “Dosso Dossi”, in via Bersaglieri del Po, 25, a Ferrara è stata inaugurata la prima parte della mostra “Bruno Vidoni. Orlando, le guerriere e il cavaliere inesistente”. La seconda parte aprirà i battenti sabato 5 marzo alle 11 presso la Sala Ariosto della Biblioteca Ariostea.

La mostra, curata da Greta Gadda, Emiliano Rinaldi e Roberto Roda, è visitabile, a ingresso libero, fino al 5 marzo tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Andrea Musacci

Immagine

Spazi, geometrie e costellazioni di colori: le opere di Kersten alla Galleria del Carbone

22 Feb

Le immagini dell’inaugurazione del nuovo progetto espositivo nella Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, Ferrara, organizzato dall’Accademia Arte – Città di Ferrara e il gruppo artistico “Der Kreis” (“Il Cerchio”) di Norimberga.
“Spielfeld – Campo”, personale di Joachim Kersten, è la mostra di pittura, a cura di Cristoph Gerling, inaugurata sabato scorso e visitabile fino al 6 marzo. Sarà possibile visitarla dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Immagine

La vitalità dell’arte in parete a Palazzo Scroffa

22 Feb

Sabato pomeriggio nella Galleria Artè Primaluce, con sede a Palazzo Scroffa in via Terranuova, 25 a Ferrara, sono state inaugurate due collettive, una pittorica, “Un segno di vitalità”, e una fotografica, con opere di Marco Caselli, Alberto Schiavo e Andrea Scurria.
Entrambe sono visitabili fino al 12 marzo, martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, giovedì solo dalle 10 alle 12.

Andrea Musacci

 

Alla Galleria Artè due nuove mostre collettive da visitare

22 Feb
969_1280491775301427_4442957224976730490_n

Nadia Celi con i visitatori durante l’inaugurazione

[Qui la mia galleria fotografica della mostra e dell’inaugurazione]

Sabato pomeriggio nella Galleria Artè Primaluce, con sede a Palazzo Scroffa in via Terranuova, 25 a Ferrara, la gallerista Nadia Celi ha presentato due nuove mostre collettive, alla presenza di una trentina di persone. La prima, pittorica, “Un segno di vitalità”, ospitata nella sala principale al piano terra del Palazzo, comprende opere, degli stili più variegati, di Anita Tosi, Marcello Caporale, Franco Menini, Roberto Russo, Giuseppe Portulano, Raffaele Marturano, Andrea Arminio e Gabriella Teresi. Le altre due salette attigue ospitano, la prima, le opere del fotografo Marco Caselli, 11 scatti a colori e in bianco e nero, tra edifici abbandonati e animali imbalsamati, mentre nella seconda, una trentina di foto dei colleghi Alberto Schiavo, Andrea Scurria (entrambi con paesaggi urbani e naturali riflessi dell’animo umano), e di un promettente fotografo, il 15enne Antonio Art.
Entrambe le mostre sono visitabili fino al prossimo 12 marzo nei seguenti orari: martedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, giovedì solo dalle 10 alle 12. Chiusa domenica e lunedì. Sabato 5 marzo, invece, verrà presentata un’altra mostra, “L’arte dei colori in tavola”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 22 febbraio 2016

Al Carbone nuova rassegna in collaborazione con “Der Kreis” di Norimberga

21 Feb

CarboneIl nuovo progetto espositivo della Galleria del Carbone, in via del Carbone, 18/a, Ferrara, conferma il solido rapporto tra l’Accademia Arte – Città di Ferrara e il gruppo artistico “Der Kreis” (“Il Cerchio”) di Norimberga.
Sarà “Spielfeld – Campo”, personale di Joachim Kersten, a rinnovare il sodalizio artistico. La mostra di pittura, a cura di Cristoph Gerling, inaugurata ieri e visitabile fino al 6 marzo, ha il patrocinio del Comune di Ferrara. Sarà possibile visitarla dal mercoledì al venerdì dalle 17 alle 20, sabato e festivi dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20, chiusura il lunedì e il martedì.
Tra agosto e settembre 2013, si è svolta al Carbone e alla Porta degli Angeli la mostra intitolata “Nürnberg in Ferrara”, doppia collettiva di artisti di “Der Kreis”. Tra ottobre e novembre dello stesso anno, lo scambio artistico ha visto alcuni artisti del Carbone esporre presso il Kreisgalerie am Germanischen Nationalmuseum di Norimberga.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 21 febbraio 2016