Archivio | giugno, 2016

Tombini dal mondo: Bottoni a Voghenza con la sua collezione

24 Giu
Stefano Bottoni, Martina Rubbi, Valter Lucchini - Copia (2) - Copia

Stefano Bottoni e Martina Rubbi

Domenica alle 17 nel Teatro Città di Voghenza (via San Leo, 8, di fronte al Santuario di San Leo) verrà inaugurata la mostra “Da Amsterdam a Voghenza”, organizzata da Bottoni Manhole Cover Collection – Museo internazionale delle ghise (con sede in via Baluardi, 125 a Ferrara, a ridosso del Monastero di Sant’Antonio in Polesine) di Stefano Bottoni, alla presenza di Aart Heering, addetto stampa e politica della Reale Ambasciata dei Paesi Bassi. L’esposizione di tombini artistici provenienti da tutto il mondo è curata dalla studentessa e fotografa Martina Rubbi e organizzata, oltre che da Bottoni, anche da Stefano Orlandini, presidente Comitato d’onore del Museo. La mostra comprende una cinquantina di tombini provenienti, tra l’altro, da Israele, Danimarca, Cuba, Brasile, Norvegia e Cina.

La “Bottoni Manhole Collection” di Stefano Bottoni, ideatore del Ferrara Buskers Festival, raccoglie 150 tombini in ghisa (equivalenti a oltre 15 tonnellate di materiale) avuti come dono da sindaci di altrettante città nel mondo. Per alcuni anni, dopo il terremoto del 2012, la sede è stata in Corso Porta Reno.

Il progetto Internazionale delle Ghise nasce nel 1998 come documentazione fotografica a opera di Bottoni e nel 2002 si trasforma, grazie alla donazione da parte del Sindaco di Praga Vladimir Vihan del primo tombino e la disponibilità di Comuni ed enti internazionali, nella più grande collezione al mondo di questo tipo. Nel 2007 nel chiostro di Sant’Anna a Ferrara Bottoni ha organizzato una mostra che ha richiamato migliaia di visitatori.

Oggi dopo l’inaugurazione verrà offerto un rinfresco con intrattenimento musicale nel Parco Massari-Mazzoni. La mostra sarà visitabile fino al 31 agosto, dal lunedì al venerdì su prenotazione, mentre sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 giugno 2016

Domani a Bondeno convegno su Ariosto

24 Giu

indexDopo il convegno “Ariosto & il suo tempo” svoltosi sabato scorso, domani nella Sala 2000 in via Matteotti, 10 a Bondeno avrà luogo il secondo incontro facente parte del programma del Festival Ariostesco organizzato dall’Associazione Bondeno Cultura. Alle 17.30 vi sarà la lectio magistralis del prof. Marco Dorigatti dell’Università di Oxford sul tema “I primi 500 anni dell’Orlando furioso”.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 giugno 2016

«Basta chiacchiere retoriche: facciamo emergere il genio»

24 Giu

Dau presenta la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea a Ferrara. Oggi l’inaugurazione, l’allestimento all’Imbarcadero sarà visibile fino a domenica

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Francesco Dau

«Voglio far emergere la genialità, vera essenza del fare artistico. Spesso il chiacchiericcio retorico di molti offusca l’arte, che è, invece, visione e silenzio». Si presenta così Francesco Dau, che oggi inaugura l’8° edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara, fino a domenica in programma nelle Sale Imbarcadero del Castello. 58 gli artisti selezionati per questo evento ideato nel 2000 e organizzato fino al 2014 dall’Associazione Pro Art di Paolo Orsatti, con sede all’Idearte Gallery in via Terranuova. Alcuni mesi fa Orsatti – vista la mancanza di sponsor e collaboratori – ha deciso di cedere l’organizzazione a Dau, artista informale, curatore e gallerista originario di Sassari ma residente dallo scorso novembre a Mantova, dove dirige, tramite l’Associazione Giotto Art, lo spazio d’arte contemporanea Muses Art Gallery.

Dau, neo Direttore Artistico e Scientifico della Biennale, ha dunque accettato la sfida e per tre giorni “occuperà” parte dei sotterranei dell’ex residenza degli Estensi con un profluvio di arte contemporanea. Oggi alle 15.30 avrà luogo l’inaugurazione ufficiale alla presenza del curatore Giorgio Grasso, noto critico e storico dell’arte e, tra l’altro, curatore del Padiglione Italia alla 54° Biennale di Venezia. Durante il vernissage verrà anche annunciato l’artista premiato, che esporrà una mini-personale di una settimana presso la Muses Gallery. L’artista verrà selezionato da una giuria scientifica composta da tre esperti, vale a dire un collezionista, un mercante d’arte e un critico.

«Sono da un trentennio nel mondo dell’arte – ci racconta Dau – e in 17 anni ho organizzato un centinaio di mostre. Per la Biennale sono pervenute quasi 200 richieste: ho cercato in particolare di valorizzare i giovani talenti, e in generale di selezionare secondo criteri oggettivi, quali la tecnica, lo studio e la ricerca che sottintendono la creazione artistica». La riflessione sulle opere scelte diventa un ragionamento più ampio sull’arte e sul suo stato attuale. «L’arte è soggettiva, un’opera famosa può affascinare una persona meno che un’opera non celebre». Vi è, insomma un quid nell’opera d’arte, qualcosa di “personale”. Al tempo stesso, però, «la qualità di un’opera non è soggettiva», ma, come detto, richiama criteri oggettivi. In mostra nell’Imbarcadero vi saranno opere di pittura e scultura, ma anche fotografiche e di design artistico. Stili e tecniche tra le più differenti si confronteranno, passando dal figurativo all’astratto, dall’informale al concettuale. Durante l’inaugurazione verrà anche presentato il catalogo in formato cm. 15×15, curato da Francesca Ioime, co-organizzatrice della Biennale, compagna di Dau anche nella vita e co-fondatrice della Muses Gallery. «L’organizzazione della Biennale è stata molto impegnativa – prosegue Dau –, per fortuna mi ha aiutato tantissimo Francesca», anch’essa pittrice e residente a Mantova da 14 anni.

L’arte contemporanea – troppo spesso elitaria e legata a logiche di mercato – a Ferrara fatica a sfondare, ma, secondo Dau, «è un problema che riguarda tutto il nostro Paese, anche le grandi città, e dipende dal fatto che l’Italia è ancora troppo legata al proprio passato artistico». A questo tipo di difficoltà, già sperimentate dai fondatori della Biennale e da altri galleristi ferraresi, se ne aggiungono altre legate alle assurde trafile burocratiche e ai costi eccessivi per un’esposizione in Castello, e che, invece, secondo Dau, altrove «sono decisamente più contenuti».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 giugno 2016

Il pane incontra l’eros in una mostra molto particolare

23 Giu

imagePer la tradizione ferrarese la coppia di pane è più che un alimento, è un simbolo: un simbolo al tempo stesso dolce e piccante. Queste due anomale caratteristiche sono state illustrate venerdì all’Osteria delle Porte Serrate di via Montebello, 79, con l’inaugurazione della mostra fotografica “L’anatomia della coppia” di Maria Chiara Bonora, a cura di Maria Livia Brunelli e in collaborazione con la Mlb home gallery. Una ventina di fotografie a colori che vogliono indagare, attraverso l’anatomia culinaria e umana, la sensualità tipica dell’eterno connubio tra eros e cibo: il colore ambrato della coppia si (con)fonde, infatti, con l’incarnato della pelle. L’appagamento del gusto, come quello sessuale, non riguarda solo bisogni fisiologici e di sopravvivenza personale e della specie, ma anche un piacere intellettuale e sensuale che trascende la mera necessità biologica.

In questo breve ma intenso viaggio tra i tavoli dell’Osteria scopriamo come la ciupèta ferrarese sia, dunque, rappresentazione dell’unione umana, dell’incontro di due corpi e dei loro sessi, sensazione ben resa dal calore e dalla fragranza che le fotografie sprigionano.

La mostra è vistabile tutti i giorni dalle 11 alle 15 e dalle 19 alle 23 (domenica sera e lunedì chiuso), fino al 31 marzo. Per informazioni e prenotazioni: Osteria delle Porte Serrate, tel. 0532.240464.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 24 gennaio 2013

Oggi a Cloister l’aperitivo letterario mensile

23 Giu

13394209_1369466893070581_3559282567829549030_nIn occasione della mostra di Paolo Volta dal titolo “La mia Marilyn”, oggi alle 18.30 nella Galleria d’arte Cloister in c.so Porta Reno, 45 avrà luogo il consueto aperitivo letterario del giovedì, ogni mese legato alla mostra mensile. L’appuntamento verterà sul tema “Visioni di città. Sguardi raccontati con parole”, con proposte di letture a partire da Giorgio Bassani, a cura di Lucia Boni e Alessandro Tagliati. La mostra di Paolo Volta rimarrà in parete a Cloister fino al prossimo 2 luglio.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 23 giugno 2016

«Italia ’90? Tute e borse le ho disegnate io»

20 Giu
Lorenzo Montanari mentre mostra alcune sue creazioni

Lorenzo Montanari mentre mostra alcune sue creazioni

«Ho disegnato tute e borse per la Nazionale di calcio di Italia ’90, oltre ad alcune maglie di Americanino e Guess». Lorenzo Montanari, pittore ed ex insegnante in vari Licei artistici, è una persona riservata, poco propensa a parlare di sé. Proprio nel periodo di euforia generale per gli Europei francesi di calcio, ci racconta però quando diede il proprio contributo alla Nazionale, per i mitici Mondiali del 1990.

«Un mio amico, Lele Modonesi, aveva un negozio di sport ed era quindi in contatto con diversi rappresentanti», ci racconta Montanari. «Venne in contatto anche con l’azienda Diadora, che mi chiese di disegnare alcuni zaini, tute e borse ufficiali che i giocatori della Nazionale di calcio indossarono e usarono in occasione di Italia ’90». Diadora, azienda nata a Caerano S. Marco (Tv), dal 1986 al 1994 è stata, infatti, fornitrice ufficiale della Nazionale italiana. «Non pagavano benissimo, i tempi erano spesso stretti, e spesso mi toccava fare avanti e indietro a Caerano per consegnare il lavoro». Ma per Montanari, grande appassionato di calcio, fu senz’altro un’esperienza esaltante.

Montanari è in pensione da ormai tre anni, dopo più di 40 anni di insegnamento prima al Liceo Artistico di Venezia, poi in quello di Castel Massa e infine in quello di Rovigo. La sua esperienza di grafico nasce, invece, nei primi anni ’70 quando lavora prima per il Comune di Ferrara, poi per pochi mesi nella Coop Studio. «Un giorno un mio studente, che lavorava per Americanino, mi chiese di provare a disegnare la grafica per una maglietta», ci racconta. Da lì inizia la sua collaborazione con l’azienda nata alla fine degli anni ’70 a Cavarzere (Ve) grazie ad Adolfo “Tato” Bardelle, e diventato marchio di culto lungo tutti gli anni ’80. Oltre che per lo storico marchio con i due volti di pellerossa, Montanari disegnò anche decine di magliette per brand collegati, quali Kinghino, Frank Scozzese, Forza 12, Avirex e Outsider. «Alcune maglie – ci spiega Montanari – mi chiesero di farle ispirate alle silhouette di Keith Haring o a disegni di Andy Warhol, oppure per Kinghino mi chiesero grafiche legate al rafting». Legato alla grafica è anche l’uso dei primi personal computer quali il Vic-20, l’Amiga 500 e l’Amiga 2000. «Poi negli anni ’90 disegnai anche maglie per la californiana Guess. Una volta mi pagarono, per un solo disegno, ben 12 milioni di lire».

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 20 giugno 2016

L’anima di Ferrara nei versi di Lucia Boni

19 Giu

Copertina 'Lembi'Richiami e corrispondenze ai margini di luoghi quotidiani fortemente simbolici, in un dialogo costante con l’anima di Ferrara. È uscita giovedì scorso, e presentata lo stesso giorno in Biblioteca Ariostea, la nuova raccolta poetica di Lucia Boni dal titolo “Lembi e le sette chiese” (Carmelina Edizioni).

Come ci spiega lei stessa, «si tratta di testi di poesia che ho scritto in circa un decennio». La parola “lembi” è mutuata dal titolo della mostra del pittore Paolo Volta, esposta nel 1998 presso la “Tavolozza” di Ferrara. «Anche per questo – prosegue la Boni – nel libro ogni lirica è accompagnata da una sua opera, come in uno scambio tra me e lui, tra poesia e pittura». Le poesie della Boni sono tragitti fra le strade e i vicoli della nostra città, appunto «corrispondenze tra le sue opere, gli edifici da lui rappresentati e questi percorsi per il centro di Ferrara». Queste opere di Volta dal sapore “metafisico” sono, tra l’altro, visitabili nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45 fino al 2 luglio nella personale “La mia Marilyn”.

La strada rappresenta, dunque, per la Boni «il luogo dove esiste la possibilità di trovare se stessi», in un cammino spirituale nella sacralità del quotidiano, attraverso “la porta”, “la parola”, “la casa”, “la luna e i giorni”, “la natura” e il “tempio”, appunto le restanti “chiese” citate nel titolo dell’opera. Come scrive Carlo Bassi nella prefazione al libro, “questa lettura ‘altra’ delle cose, dei sogni, dei sentimenti ci offre una dimensione nuova di essere nel mondo”. «Rileggendo queste poesie scritte negli anni – ci spiega ancora l’autrice – ho cercato di organizzare il discorso, evitando un ordine meramente cronologico: da qui le sette chiese, luoghi sacri in senso lato». Un altro richiamo è rappresentato dal legame con l’architetto Bassi: oltre alla prefazione, la poesia che apre il libro, “Sempre”, è stata già inserita da Bassi nel suo libro “Ferrara. Lessico di architettura, frammenti di un discorso amoroso” del 2005. Un’altra corrispondenza, poi, è quella con i pensieri dello studioso francese Gaston Bachelard, citato all’inizio di ognuna delle parti nelle quali è suddiviso il testo.  Parole, suoni e suggestioni vengono, dunque, tessute e ricamate dalla Boni con pazienza e rinnovata passione in questa sua nuova avventura: un racconto in versi di brandelli e lembi dell’anima più autentica di Ferrara.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 19 giugno 2016

Alla Città del Ragazzo convegno sull’Origami

18 Giu

Origami-craneOggi e domani alla Città del Ragazzo avrà luogo un convegno organizzato dal CDO – Centro Diffusione Origami, intitolato “OrigamiPro” in cui si discuterà sul tema dell’uso degli origami per uso professionale. Il mondo dell’origami è molto vasto, e molteplici sono gli utilizzi e le potenzialità di questa arte. In Italia e Germania, ad esempio, sono stati fatti convegni dedicati solo all’utilizzo dell’Origami nella didattica, dalla materna alla università, e l’origami si può applicare in vari mestieri, ad esempio per allestimenti, scenografie, moda e architettura. Scopo del convegno è di fare il punto della situazione, raccogliendo esperienze e soprattutto cercando un confronto per capire se sia necessario chiedere una sorta di copyright per gli origami.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 giugno 2016

Oggi a l’Altrove inaugura “Sguardi di luce”

18 Giu

417881_501711486542606_807057970_n“Sguardi di luce” è il nome della personale del ferrarese Pietro Regnani che inaugura oggi nello Spazio d’arte l’Altrove di Ferrara (in via de’ Romei, 38). La mostra, a cura di Francesca Mariotti, viene presentata alle 17.30 e sarà visitabile fino al prossimo 2 luglio.

Regnani, alla sua prima esposizione, presenta una trentina di grafiche nelle quali centrali è il suo sguardo attento intorno alla città, nelle soleggiate campagne e nei loro colorati prodotti. Ciò che si coglie da questi suoi lavori è l’attenzione alla luce, l’emozione nell’assaporare le bellezze sia naturali sia architettoniche nella loro continua simbiosi fatta di contrasti e assonanze. La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19.30, sabato su appuntamento.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 18 giugno 2016

A Bondeno un convegno dedicato a Ludovico Ariosto

17 Giu

indexIn occasione del Festival Ariostesco in programma tra Bondeno e Stellata, domani nella Sala 2000 di Bondeno (in via Matteotti, 10) avrà luogo il convegno “Ariosto & il suo tempo”. Il convegno prenderà avvio alle ore 17 con l’intervento di Daniele Biancardi (Associazione Bondeno Cultura, organizzatrice dell’evento), sul tema “Giovanni Mazzocchi, lo stampatore del primo Furioso”. A seguire interverrà lo storico dell’arte Lucio Scardino sul tema “Un pittore ‘ariostesco’ e la sua morte a Ferrara: Giovanni Antonio de’ Sacchi detto Il Pordenone”. Prenderanno poi la parola Andrea Marchesi che relazionerà su “ ‘Stanza’ di Venere e paradiso di voluttà: l’isola di Belvedere nella Ferrara di Ariosto”, il musicista Enrico Scavo con “Giovanni Maroni: l’ultimo madrigalista estense”, Marco Bertozzi (Università di Ferrara) con “Il Furioso dei filosofi”  e Franco Bacchelli (Università di Bologna) sul tema “Il viaggio lunare”. Prossimo appuntamento sabato 25 alle 17.30, stesso luogo, con la lectio magistralis del prof. Marco Dorigatti (Università di Oxford) sul tema “I primi 500 anni dell’Orlando furioso).

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 giugno 2016