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Al via il Ferrara Art Festival, rassegna di arte, musica e letteratura

11 Lug
Bozzini, Attese

“Attese”, Marco Bozzini

Nuova sede e tante novità per il Ferrara Art Festival, rassegna di mostre, musica e letteratura ideata da Virgilio Patarini di Zamenhof Art, che inaugura oggi la terza edizione. Innanzitutto il luogo, che non sarà, come per le edizioni del 2014 e del 2015 il Palazzo della Racchetta, ma le Grotte del Boldini in via Previati, 18.

La prima parte del Festival, intitolata “Underground Art Festival” avrà luogo da oggi fino al 31 luglio, con anche anteprime o “appendici” a Venezia e Milano. In queste prime tre settimane si potranno ammirare le opere di 30 artisti contemporanei suddivisi in due mostre, assistere alle esibizioni di musicisti in sei serate, e alle presentazioni di quattro libri appena editi.

Per quanto riguarda le esposizioni artistiche, da oggi al 21 luglio sarà possibile visitare la collettiva dal titolo “Tra ragione e sentimento. Dall’Astratto Geometrico all’Informale”, a cura dello stesso Patarini. In esposizione opere di Giovanni Basso, Alberto Besson, Marco Bozzini, Mark Cattaneo, Liana Citerni, Raffaele De Francesco, Bruno De Santi, Claudio Fazzini, Carlo Fontanella, Michelle Hold, Ezio Mazzella, Elena Schellino, Lyudmilla Vasilieva, Rita Vitaloni. In mostra opere che vanno da una razionalità di strutture compositive di matrice geometrica a una ricchezza inquieta e fortemente emotiva di stesure cromatiche e materiche di matrice informale. Dal 22 al 31 luglio, invece, sarà visitabile la collettiva “Trans-figurazione”.

La parte letteraria, denominata “Aperitivo con l’autore”, a ingresso libero, parte venerdì 15 alle ore 19 con Matteo Bianchi e Carmelo Pistillo sui loro libri “La metà del letto” e “Perchè tu mi dici: poeta?”. Infine, per quanto riguarda i concerti (ingresso con tessera + 2 consumazioni: euro 7) si parte mercoledì 13 alle 21.30 con Davide Solfrini e “Uno e trio”. Venerdì 15, invece, stessa ora, sarà il turno di Gianni Venturi e Lucien Moreau con “Moloch”.

Tra le altre novità di questa prima parte del Festival, si segnala anche il cantautore mantovano Massimiliano Cranchi e la sua Cranchi Band, la band ferrarese dei Kozmic Floor (anche se la sua leader, Silvia Zaniboni, aveva già suonato come “guest star” nella prima edizione) e la cantautrice veneziana Maria Novella dei Carraresi. Nel corso del Festival, poi, spazio anche a Loboloto, Enrico Cipollini, Giacomo Marighelli, Eraldo Baldini e al regista Tonino Zangardi.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara l’11 luglio 2016

Arte e bellezza oggi a Palazzo Scroffa

10 Lug
palazzo scroffa 2

La sede di Palazzo Scroffa

Oggi a Palazzo Scroffa a Ferrara (in via Terranuova, 25) a partire dalle 17.30 si svolgerà un pomeriggio di arte, musica e poesia. “Aria, sole e….la bellezza dell’arte” è il nome dell’evento performativo a cura di Francesca Mariotti, ideato insieme agli artisti dello Spazio D’Arte L’Altrove, da lei diretto. Tre artisti – Mauro Malafronte, Claudia Ferrara e Arianna Toselli – creeranno liberamente una grande tela di 3×2 m. che verrà messa in vendita, tagliata in piccole porzioni, il prossimo 27 agosto allo Spazio l’Altrove, per raccogliere fondi a favore dell’Associazione Giulia di Ferrara. Durante l’evento di oggi interverranno Mauro Rolfini con il suo sax e chitarra, la cantante Katia Zanardi, vi sarà una performance di Maurizio Ganzaroli e la danza di Francesca di Raimondo.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 10 luglio 2016

Inaugura “Atelier”, la personale di Caselli Nirmal

4 Lug

13557908_1111949595515020_9211376454197311967_nQuarant’anni di esperienza artistica negli scatti di un maestro come Marco Caselli Nirmal. “Atelier” è il nome della personale del noto fotografo ferrarese, che inaugura martedì alle 18.30 nella Galleria Cloister in c.so Porta Reno, 45.

Fino al 31 luglio dalle 9 alle 19.30 sarà possibile ammirare una selezione delle innumerevoli fotografie scattate da Caselli, in una mostra anomala per Cloister, fino ad ora spazio adibito a personali e collettive di pittura e scultura.

Come scrivono gli organizzatori, “di fianco allo scatto che isola e trasforma in opera d’arte il gesto teatrale e di fianco all’eleganza di architetture, spicca il tema della comunicazione dell’esperienza artistica”. L’esposizione sarà anche un’occasione per omaggiare il Maestro Claudio Abbado e l’ex vicedirettore del Teatro Comunale di Ferrara Paolo Natali.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 03 luglio 2016

Galleria del Carbone, musica e arte si incontrano

17 Giu

13406997_1371876389496298_6961035986899578029_nMusica e arte si incontrano oggi nella Galleria del Carbone di Ferrara (in via del Carbone, 18/a). Alle 17.45, infatti, vi sarà l’evento “Il fauno e il flauto”, un pomeriggio di musica organizzato in occasione della mostra di Gianfranco Vanni, “Nel labirinto del fauno”, visitabile fino a domenica. Protagonista dell’evento musicale sarà la giovane flautista ferrarese Emmanuela Susca.

La mostra è visitabile oggi dalle 17 alle 20, domani e domenica dalle 11 alle 12.30 e dalle 17 alle 20.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 17 giugno 2016

«Prima avevo un vuoto incolmabile, ora trasmetto la mia fede con l’arte»

15 Giu

Qui la mia recensione della mostra di Cinquino a Idearte.

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Claudio Centin (Cinquino) insieme a Vasco Rossi e la sua opera “Ricordi” a lui dedicata

Fino a sabato 18 giugno è possibile visitare la mostra “Quando l’arte si rifiuta” di Claudio Centin, detto “Cinquino”, nell’Idearte Gallery in via Terranuova, 41 a Ferrara.

Ma chi è Cinquino? Per vent’anni è stato un importante progettista e designer nell’ambito artistico-artigianale della moda e degli accessori per rock star. Alcune sue creazioni sono state indossate da artisti come Vasco Rossi, Ligabue, Renato Zero, Zucchero, Axl Rose, Sting, Bob Geldof. Nel 2002 decide di abbandonare il mondo della moda rock per dedicarsi all’attività di scultore, realizzando opere appartenenti alla corrente “Gospel Art”, per le quali utilizza materiali di recupero.

Come ha raccontato,«ad un certo punto della mia vita, che per certi versi poteva apparire invidiabile, ho deciso di lasciare quel tanto aspirato traguardo, perché, nonostante quello che potevo sembrare, dentro di me c’era un vuoto che nessun tipo di “bella vita” poteva colmare». Una presa di coscienza difficile, per nulla scontata: «quando ti guardi dentro, lì non c’è finzione o fuga, sì perché in quell’ambiente spesso si scappa dalla realtà o dalla delusione o meglio ancora dall’amarezza che quel “sogno” ti dà», racconta Centin.

«A un certo punto ho invocato l’intervento di Dio e ho cominciato a leggere e poi conseguentemente a studiare la Bibbia. La mia prima mostra, non a caso, l’ho voluta intitolare “Fatiche, lacrime e vittoria”», prosegue l’artista, che ora fa parte della Chiesa Evangelica. La spiegazione non lascia spazio al dubbio: «Fatiche per raggiungere quello che ho raggiunto, lacrime perché è il prezzo da pagare, e, paradossalmente anche per lasciare, nonostante a decisione già fatta, si, ci sono volute fatiche e lacrime anche per lasciare ma poi la vittoria, la vittoria nell’aver trovato il senso della vita. Ora, posso tranquillamente affermare che ho in cuore tanti, tanti, bei ricordi, ma nessun tipo di pentimento per la scelta fatta, ora il mio obiettivo è cercare di trasmettere la mia esperienza di fede con l’arte».

Andrea Musacci

 

 

 

 

 

 

 

Cinema e musica nelle opere pop di Possanza (in omaggio a Mimmo Rotella)

2 Giu

“Pop decollages” è il nome dell’esposizione delle opere di Fabio Possanza, in parete nel Palazzo della Racchetta di via Vaspergolo, fino a domenica 5 per il Ferrara Film Festival.

La mostra, organizzata da Archeo 900, è visitabile dalle ore 10 alle 19, ingresso euro 3.

Andrea Musacci

Musiche brasiliane di Daniella Firpo per il finissage alla Porta degli Angeli

28 Mag

13124616_1345447005472570_6389569061285054232_nIn occasione del finissage della mostra personale di Maria Luisa Scaramelli, Custodi della leggerezza, oggi alle ore 19 nella Porta degli Angeli in via Rampari di Belfiore, 1 vi sarà un’esibizione con musiche brasiliane di Daniella Firpo in trio con Stuly e Lele Barbieri.

Cantante e compositrice, la brasiliana Daniella Firpo, nata a Bahia, ha alternato dal 2007 la sua presenza tra Italia e la madre patria. Fra qualche mese uscirà il suo nuovo disco “Vento di Bahia e Nebbia”. La mostra, inaugurata lo scorso 08 maggio, è un modo per rivivere i viaggi e la profonda esperienza spirituale dell’artista ferrarese.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 28 maggio 2016

Beethoven da tutto esaurito: l’Abbado chiude col botto

14 Mag

La musica classica riempie il teatro nonostante le poltrone da 90 euro. A dirigere, il Maestro Gatti che sceglie la Nona Sinfonia

beethovenA due settimane dall’evento, risultano quasi del tutto esauriti i biglietti per il concerto in programma la sera del 28 maggio al Teatro Comunale Claudio Abbado, quando la Mahler Chamber Orchestra sarà diretta da Daniele Gatti. Una straordinaria chiusura della stagione, un imperdibile concerto fuori abbonamento. La Mahler Chamber Orchestra, diretta da Gatti, sarà protagonista della Nona Sinfonia di Beethoven, che verrà eseguita a Ferrara con un cast di eccezionali solisti – Christine Oelze, Christa Meyer, Torsten Kerl e Steven Humes – e due cori catalani – il Coro Orfeó Català e il Cor de Cambra del Palau de la Música Catalana. Completerà il programma l’esecuzione dell’Ottava Sinfonia.

Proprio sei mesi fa, il 14 novembre, è stata aperta la vendita dei biglietti, dalla biglietteria del Teatro e dal sito internet, una settimana dopo la conferenza stampa per l’annuncio pubblico dell’evento.

Un ulteriore imperdibile concerto a distanza di due anni dall’intitolazione dell’edificio all’indimenticato Maestro Claudio Abbado. Oltre al sopracitato Maestro Gatti, protagonisti del concerto saranno due cori eccezionali, diretti da Josep Vila I Casañas: il Coro Orfeó Català, tra i migliori cori amatoriali della Spagna, fondato nel 1891, e il Cor de Cambra del Palau de la Música Catalana, uno dei più prestigiosi cori professionistici spagnoli, nato nel 1990. Per quanto riguarda, invece, i cantanti, saliranno sul palco Christine Oelze (soprano), Christa Meyer (mezzosoprano), Torsten Kerl (tenore) e Steven Humes (basso).

La Mahler Chamber Orchestra, nata nel ‘97 grazie all’iniziativa del Maestro Abbado, e da lui stesso diretta, vede fra i suoi 45 componenti, di venti nazioni diverse, ben sette italiani: Francesco Senese (violino), Lia Previtali (viola), Marco Frezzato (primo violoncello), Chiara Tonelli (primo flauto), Chiara Santi (fagotto), Alessandro Battaglini (fagotto), e Christian Miglioranza (percussioni). Come anticipato, la MCO eseguirà la Sinfonia n. 9 in re minore, op. 125 “Corale” (Allegro ma non troppo, un poco maestoso, Molto vivace, Adagio molto e cantabile, Presto, Allegro assai; Recitativo per baritono: O Freunde, nicht diese Töne; Coro: Freude, schöner Götterfunken). Inoltre, l’orchestra, sempre di Beethoven eseguirà anche la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 (Allegro vivace e con brio, Allegro scherzando, Tempo di Menuetto, Allegro vivace e Intervallo).

Il rapporto artistico tra Daniele Gatti e la Mahler Chamber Orchestra ha avuto inizio con una fortunatissima interpretazione di Lulu di Berg al Festival di Vienna del 2010. Sono seguite ulteriori collaborazioni, come i due concerti eseguiti a Lucerna, il primo nell’estate 2014 dedicato a Mendelssohn, il secondo nell’estate 2015, con musiche di Prokof’ev e Stravinsky. Gatti e la MCO hanno intrapreso assieme la realizzazione dell’integrale delle Sinfonie beethoveniane: il progetto ha toccato Ferrara il 26 gennaio 2015 con la storica esibizione, sempre al Comunale, dedicata alla memoria di Claudio Abbado, nel primo anniversario della sua morte. In quell’occasione, Gatti diresse la MCO in un programma comprendente le Sinfonie n. 1, 2 e 5 di Beethoven.

La musica classica riempie dunque il teatro nonostante i prezzi non siano alla portata di tutti. Sono rimasti solo una manciata di biglietti per lo storico concerto al Teatro Abbado di Ferrara. Questi i prezzi in euro (intero-ridotto-giovani): Platea: 90-77-45; Palchi centrali 1^ fila: 81, 68, 40,50; Palchi centrali 2^ fila: 71, 60, 35, 50; Palchi laterali 1^ fila: 71, 60, 35,50; Palchi laterali 2^ fila: 66, 57, 33; Galleria e posti 4° ord. 1^ fila: 52, 43, 26. Galleria e posti 4° ord. 2^ fila: 47, 41, 23,50; Loggione 1^ fila: 32, 27; Loggione 2^ fila: 23; Ingresso loggione: 17.

I biglietti sono acquistabili fino alle ore 19.30 del 28 maggio sul sito di Ferrara Musica: http://www.ferraramusica.it, o presso la Biglietteria del Teatro.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 14 maggio 2016

Nella Gipsoteca Vitali evento di Poesia Multisensoriale

14 Mag

8Un evento particolarmente originale è in programma stasera alle 21.30 nella Gipsoteca Vitali in via Santa Liberata, 11 a Cento. Dalla collaborazione della Compagnia Teatro Ribelle e la band musicale trentina Runaway Totem, nasce il progetto di Poesia Sonora Multisensoriale “La Traccia”, testo del poeta e filosofo trentino Eros Olivotto. La piéce introduce lo spettatore in una dimensione fetale, riportandolo alla condizione pre-natale nel grembo materno. Un viaggio ancestrale in cui la realtà sfugge. I protagonisti dello spettacolo sono Raffaello Regoli (voce), Roberto Gottardi (liuterie elettroniche), Giuseppe Buttiglione (contrabbasso), Tamara Zucchi e Marzia Bagnoli (incipit). Le musiche sono di Gottardi e Buttiglione, i video di Regoli. L’ingresso alla Gipsoteca è libero. Per informazioni, chiamare il 347-5996875.

Andrea Musacci

Nel nome di Borges, Aisemberg celebra l’artista a suon di tango

12 Mag

Domani al Ridotto un concerto per celebrare lo scrittore. Il pianista: amo la musica di Piazzolla e le sue opere

Aisemberg al piano nella sua casa (2)

Hugo Aisemberg al pianoforte nella sua casa

“Da allora in poi, quante cose / io e te abbiamo visto: / le partenze e il soffrir / d’amore non corrisposto. / La morte mi prenderà, / tu costeggerai la vita, / tu sei memoria infinita, / tango che fosti e sarai”. Sono versi da Qualcuno parla al tango (1965) di Jorge Luis Borges e Astor Piazzolla, emblematici della vita del musicista di origini ebraiche Hugo Aisemberg. Il suo è un amore viscerale per il tango, che lo porta a suonare il pianoforte, a 78 anni, fino a dieci ore al giorno. La sua storia è fatta di venature di culture e luoghi diversi: Ferrara e Buenos Aires, Odessa e Roma. Siamo andati a trovarlo nella casa dove vive da 17 anni con la moglie Rosi Murro, e dove ha sede il Centro Astor Piazzolla, fondato nel 1993 dopo la morte del Maestro. Domani sera alle 21 regalerà alla città un concerto al Ridotto del Teatro Comunale, dove eseguirà brani di Borges musicati da Piazzolla e da altri compositori, accompagnato da Ruben Peloni. E proprio del grande compositore argentino serba un ricordo vivo, totale. Con affettuosa venerazione ci mostra una lettera che Piazzolla gli scrisse nel maggio del 1985, oltre a uno spartito manoscritto dello stesso donatogli dalla vedova, Laura Escalada Piazzolla, Presidente Onorario di quel Centro diretto da Aisemberg, che ora ha un sogno: aprire a Ferrara un Museo del Tango.

Quali sono le sue origini, e com’è arrivato a Ferrara?

I miei nonni erano russi, nel ’13 i miei genitori sono nati nella campagna vicino Buenos Aires, dove sono nato anch’io nel ’38. Nel ‘71 mi sono trasferito in Italia, a Sezze Romano, vicino Latina. Io e mia moglie Rosi, romana, stiamo insieme da circa vent’anni. Fino al 2009 ho insegnato al Conservatorio Rossini di Pesaro. Il 31 dicembre 1999 suonai al Teatro Comunale di Ferrara col mio gruppo, Novitango, e vi tornai nel 2009: da quel momento io e Rosi ci innamorammo della città e decidemmo di trasferirci.

Ci parli del rapporto col tango e con Piazzolla.

Fin da bambino amai il tango. Sono stato il primo pianista a suonare brani di Piazzolla in un concerto di musica classica. Parliamo di 50 anni fa, era l’11 agosto 1966: fu qualcosa di rivoluzionario, dato che in Argentina vi era una rigida divisione tra classica e tango. Poi, passai due anni stupendi a Budapest, all’Accademia di Musica Franz Liszt. Nel frattempo seppi che Piazzolla si era informato di me e voleva conoscermi. Il nostro primo incontro avvenne nel ’68, e poi lo rincontrai nel ’73 nella sua casa a Piazza Navona a Roma. Dopo la sua morte, nel ’92, contattai subito la moglie per proporle l’idea di intitolare al marito un Centro.

Aisembeg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nell'85

Aisemberg mentre ci mostra la lettera che Piazzolla gli scrisse nel 1985

Veniamo all’incontro di domani sera. Come conobbe Borges?

Borges lo conobbi, non personalmente, ascoltandolo alle sue conferenze pubbliche. Da giovane non riuscivo ad amarlo, visto il suo appoggio a varie dittature, da Peron a Videla. Mi avvicinai a lui per il suo legame con Piazzolla. In tutto sono sette i brani di questo con testi di Borges. Di queste, domani sera ne eseguiremo quattro, di cui tre dalla raccolta Para las seis cuerdas, mentre altre quattro sono musicate da Carlos Guastavino, Eladia Blazquez e Juliàn Plaza. È la prima volta che eseguiamo otto brani, tre dei quali, se non sbaglio, verranno fatti per la prima volta in Italia.

Com’è nato, invece, il rapporto con Ruben Peloni?

Con Ruben mi lega un’amicizia nata nei primi anni ‘90, grazie alla compagnia di Syusy Blady con la quale collaboravo. Ruben è il personaggio ideale per questi concerti, ha una voce stupenda e una bellissima presenza. Tra noi c’è un grande feeling, per me è insostituibile.

Andrea Musacci

Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2016